Hillary continua a non convincermi

Democratic Presidential hopeful, Sen. Hillary Rodham Clinton, D-N.Y., laughs at a remark by moderator Chris Matthews, not shown, while addressing a forum sponsored by the American Federation of State, County and Municipal Employees, Tuesday, June 19, 2007, at the Marriott Wardman Park Hotel in Washington. AFSCME is the largest union for workers in the public service with 1.4 million members nationwide. (AP Photo/J. Scott Applewhite)

(AP Photo/J. Scott Applewhite)

L’avevo già scritto in tempi non sospetti e adesso Hillay Clinton mi convince ancora meno. Sono contenta che le mie perplessità siano condivise dalle americane più giovani e le vecchie femministe, quasi coetanee della Clinton, passino per babbione.
Mi sono sciroppata tutte le serie di The Good Wife e House of Cards, quindi so (più o meno) quanto sia stressante affrontare una campagna presidenziale. E quanto lo sia altrettanto doversi schierare, per convenienza economico/politica, dalla parte di un marito fedifrago, quindi concedo a Hillary qualche attenuante in più da quanto avevo scritto qualche anno fa. Ma continuo a non fidarmi di lei. Il fatto di essere una donna e poter diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti non la salva. Perchè mi pare, in un personaggio come lei, rappresenti un’etichetta più che una qualità.

 

Hillary? No, grazie


In prima pagina del Corriere di oggi c’è la notizia dell’incontro di Hillary Clinton, attuale Segretario di Stato Americano con la leader birmana Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace. Un meeting storico che si spera possa alleggerire la tensione in Birmania. Non mi addentro nel commentare politicamente l’incontro, ma vorrei invece parlare di Hillary Clinton che in un altro articolo “di spalla” secondo Tina Brown, direttone di Newsweek e del quotidiano on line Daily Beast, viene definita paladina delle donne e dei loro diritti. Per avvalorare il suo parere cita un programma strategico, di 4 anni, redatto dal Dipartimento di Stato della Clinton in cui le donne e i loro diritti sono nominate 133 volte in 220 pagine. Cito testualmente le parole della Brown:
“Secondo la Clinton se si consente alle donne di svolgere un ruolo politico e culturale rilevante nella società, tutti ne traggono benefici, inclusi gli uomini e i bambini”.
Sono d’accordo al 100% con questa affermazione ma non mi fido della Clinton come paladina dei diritti delle donne.
Così come non mi fidavo di Condoleeza Rice come esempio dei diritti degli afroamericani.
La Clinton non mi sembra neanche tanto una donna, è un mostro di ambizione di sesso femminile che per avere il potere si comporta come un uomo.
Hillary Clinton la sua reputazione femminista se l’è giocata quando non ha divorziato, per convenienza ovviamente, da Bill Clinton, allora Presidente, se la intendeva con Monica Lewinsky nella Stanza Ovale.
Queste mogli che perdonano e rimangano a fianco dei mariti potenti, e maiali, per interesse mi disgustano profondamente.
OK, è un atteggiamento molto anglosassone. Cultura diversa, loro sono più repressi.
Da noi non succede: perchè o non è mai vero o non è mai peccato.
Però, ripensandoci, alla fine la nostra Veronica è stata meglio della Clinton.
Quindi ottimo se grazie alla nuova Hillary ci saranno miglioramenti a livello globale per la vita delle donne, ma a santificarla come eroina delle donne proprio non ci riesco.