Cinemino

Prima abbiamo mandato Anita in avanscoperta e nonostante le critiche che lo bollavano come lugubre, pauroso e non adatto ai bambini, la mia primogenita è tornata dal cinema dicendo che Harry Potter e il Principe Mezzosangue, faceva paura solo in una scena (che ha dettagliatamente descritto) e …perchè no? Poteva vederlo anche Emma. Non essendo noi scafati e organizzati come Re Mida e Signora, con Anita e amichetta se l’è sciroppato Sant’ e un’altra sera con Emma e amichetto è toccato a me.
Premesso che non sono una fan della Rowling e delle sue opere, dei precedenti film ho un ricordo piuttosto nebuloso, devo ammettere che mi sono divertita: Draco Malfoy con i capelli platino, l’espressione malmostosa e un abituccio nero, sembrava reduce di una band anni ’80. Che so, uno rifiutato al casting dei Duran Duran o dagli Spandau Ballet. Poi nella pellicola c’erano pochi effetti fantasy (che mi annoiano) ma molta sdolcinatezza da primo amore infelice: lei che voleva baciare lui, ma lui baciava un’altra, lacrime d’amore, schermaglie tra rivali, ecc.
Essendo una tipa da soap, ho apprezzato molto più i patemi di cuore che i fantasmagorici incantesimi.

P.S. Ho letto oggi su un quotidiano che un’associazione genitori, non è specificato quale, abbia protestato perché ne Il Principe Mezzosangue, si beve troppo. Si consumano troppe pozioni alcoliche dando il brutto esempio. E allora l’associazione latinisti cosa dovrebbe dire, con tutte le storpiature che la Rowling si permette?