Book Young a Genova

Nonostante le polemiche dei nostri politici sulla costruzione del nuovo ponte Morandi sarebbe bello fare un salto a Genova, questo fine settimana, per il secondo appuntamento con BOOK PRIDE l’evento letterario organizzato da Odei (osservatorio degli editori indipendenti).

All’interno della fiera deve è presente l’interessantissimo spazio BOOK YOUNGpensato per i lettori più giovani – da 0 a 16 anni – e curato, nel suo programma di appuntamenti, da Andersen, la rivista che ha anche creato il prestigioso premio dedicato alla letteratura infentile.

Per i bambini, fino a domenica, sono previsti incontri e laboratori con scrittori, illustratori, atelieristi, alla scoperta delle pagine più belle. Imperdibile l’omaggio a Bruno Munari e al pensiero creativo, ma anche eventi dedicati ai temi caldi dell’attualità.

In programma anche appuntamenti sulla letteratura contemporanea per ragazzi rivolti ad un pubblico adulto. Tra i quali il laboratorio per insegnanti delle scuole comunali dell’infanzia. E il reading-spettacolo Un talento splendente di e con Sante Bandirali, traduttore e editore, e i lettori volontari ADOV Genova- Associazione Donatori di Voce (domenica 30 settembre ore 17), che rende omaggio con immagini, musiche e parole alla scrittrice e attivista irlandese Siobhan Dowd (1960 -2007), autrice de Il mistero del London Eye (Premio Andersen 2012 – miglior libro oltre i 12 anni).

Qui il programma completo di Book Young.

Impariamo dai pesci

Ormai non perdiamo più un’occasione per cercare di migliorarci, di imparare nuove competenze, anzi la parola magica è Skills. Anche a scuola, spesso ne succedono di tutti i colori, ma nel POF devono entrare anche le skills, anzi per i ragazzi sono le soft skills, le regole di comportamento che dovrebbero aiutare a comportarsi meglio.

Gli ultimi e più inediti life coach (altro ruolo molto in voga) sembra siano i pesci. Molto più intelligenti di tanti umani e così all’Acquario di Genova hanno deciso di osservarli e copiarli.

Succede con la mostra Skills, appena inaugurata, che andrà avanti fino al 9 novembre nel Padiglione Cetacei.

La natura ha alle spalle quasi 4 miliardi di anni di ricerca e sviluppo che hanno permesso alla vita di diffondersi ovunque sul Pianeta, dalle profondità oceaniche, alle più inospitali vette montuose.

Spesso l’uomo è considerato la specie più evoluta, eppure esistono organismi che hanno sviluppato strategie straordinarie, che permettono loro di sopravvivere in situazioni impensabili.

Il progetto Skills ha posto al centro della sua missione individuare queste strategie adattative come fonte di ispirazione per il superamento delle sfide di tutti i giorni. La ricerca ha originato una serie composta da 10 video che si propongono come spunti per migliorarsi.

Ecco cosa possiamo imparare e da chi:

Melanoceto/Melanocetus johnsonii

Abilità: ll maschio è molto più piccolo della femmina e incapace di vivere a lungo da solo. Dopo averla individuata grazie all’olfatto molto sviluppato, si “fonde” con la propria partner. Uniti in maniera indissolubile, al momento opportuno, potranno riprodursi.

Strategia: Unirsi a chi condivide il nostro stesso obiettivo aumenta le possibilità di raggiungerli.

Nautilus/Nautilus

Abilità: Questo mollusco cefalopode è in grado di adattare la pressione interna della propria conchiglia a quella dell’acqua circostante. In questo modo è in grado di spostarsi fra gli strati d’acqua profondi e quelli superficiali.

Strategia: Se non puoi modificare le circostanze, lavora su te stesso per ampliare i tuoi limiti.

Pesce palla/Torquigener

Abilità: Questo piccolo pesce, lungo poco più di 13cm, realizza con il proprio corpo magnifici bassorilievi sul fondale sabbioso per attirare l’attenzione della femmina. Quest’ultima sceglierà il proprio compagno in base alla qualità del lavoro impresso sulla sabbia.

Strategia: Un lavoro accurato è sempre la dimostrazione di impegno del suo esecutore.

Medusa immortale/Turritopsis nutricula

Abilità: In risposta a condizioni avverse questo minuscolo Idrozoo è in grado di invertire ilproprio ciclo vitale, tornando allo stadio di polipo coloniale, sessualmente immaturo, dopo aver raggiunto la maturità sessuale come individuo solitario e planctonico. Questa capacità consente all’animale di ritardare o potenzialmente eliminare la morte.

Strategia: Una situazione critica può essere un’opportunità per migliorare.

Paguro bernardo/Pagurus bernhardus

Abilità: I paguri sono crostacei che utilizzano conchiglie per proteggere la parte terminale del loro corpo, priva di corazza. Il paguro bernardo, per aumentare le sue difese contro i predatori, ricorre alla collaborazione dell’urticante attinia. Quest’ultima ottiene in cambio la possibilità di spostarsi e di recuperare gli avanzi di cibo dispersi dal Crostaceo.

Strategia: Collaborare con chi possiede capacità complementari alle nostre, ci rende più forti.

Polpo mimo/Thaumoctopus mimicus

Abilità: È in grado di imitare l’aspetto e i movimenti di oltre 15 animali, scegliendo la specie più opportuna per spaventare il predatore che in quel momento lo sta minacciando.

Strategia: Saper osservare ed imparare dagli altri permette di migliorare noi stessi.

Lumaca corazzata/Crysomallon squamiferum

Abilità: Questo singolare mollusco vive nell’Oceano indiano, in prossimità delle sorgenti idrotermali, dove le acque ribollono temperature elevatissime. Utilizza il tossico solfuro di ferro presente nell’ambiente per costruirsi un’armatura.

Strategia: Saper trovare gli aspetti positivi anche nelle situazioni più critiche può renderci più forti.

Granchio blu/Callinectes sapidus

Abilità: In caso di pericolo è in grado di sacrificare alcune appendici del suo corpo, chele, zampe, e di rigenerarle in un secondo momento.

Strategia: Le cose a cui teniamo maggiormente a volte possono diventare un peso che inibisce il nostro percorso personale. Sapersene separare può diventare necessario per creare nuove opportunità.

Elisia/Elysia chlorotica

Abilità: Questo piccolo Mollusco immagazzina le cellule fotosintetiche delle alghe di cui si nutre per attuare lei stessa la fotosintesi. In assenza di cibo è in grado di “nutrirsi” di sola luce per mesi.

Strategia: Immagazzinare risorse per il futuro può garantirci la sopravvivenza durante periodi difficili.

Pesci lanterna/ famiglia Anomalopidae

Abilità: Questa famiglia di pesci è dotata di organi luminosi (fotofori) sotto gli occhi, che all’occorrenza vengono oscurati. I fotofori sono utilizzati per comunicare, nutrirsi e fuggire dai predatori.

Strategia: Ottimizzare risorse, tempo ed energie, aumenta efficienza e produttività.

 

Il museo del mare a Genova

Nella gita a Genova della settimana scorsa abbiamo visitato, sempre al Porto Antico, anche questo bellissimo museo, interessante per grandi e piccoli, perfetto per i bambini dalle elementari in poi.
Completamente interattivo, riesce a coinvolgere e incantare anche un pubblico di adulti.
Si parla del mare a 360° e il primo protagonista importante è naturalmente, il navigatore orgoglio dei genovesi: Cristoforo Colombo di cui si possono ripercorrere le avventure e le rotte di navigazione. Poi si scopre che la Santa Maria non era una caravella, ma una caracca, quindi più grande. E quindi usata come nave ammiraglia nella famosa spedizione del 1492.
GMM Sala Globi Clerici PH Merlofotografia 120327-4759_HDR
Poi siamo saliti sulla riproduzione di una galea, bellissima tutta in legno.
GMM ph-merlofotografia 120711-1246
Qui ci è stato spiegato come veniva diviso l’equipaggio, ovvero la forza lavoro: schiavi, i forzati e buonavoglia. Per gli schiavi non c’è bisogno di spiegazione, i forzati erano i galeotti, e i buonavoglia invece quelli che non avevavo nulla da perdere e si imbarcavano in cerca di sistemazione e di fortuna. A bordo, per comodità dei comandanti, si distinguevano solo dai capelli: gli schiavi erano rasati, i forzati con un ciuffo centrale come i mohicani (e i ragazzi di oggi) e i buonvoglia invece potevano tenere i capelli lunghi e farsi anche una codina.
Il mio percorso preferito è stata la mostra Mare Mostrum, così intitolata perchè ripercorre l’immaginario del mare fra mito e paura. L’uomo è sempre stato affascinato e al tempo stesso spaventato dalla vastità degli abissi. Perciò sono nate le leggende sui mostri marini. Bestie orrende come i serpenti, i calamari giganti, i kraken e le sirene. Queste ultime doppiamente pericolose perchè anche donne provocanti!
Molte di queste zoccole di mare perennemente in topless sono state, presumibilmente, responsabili di disgrazie e annegamenti.

Nell’immaginario dei naviganti, le navi affondate prendono vita e possono avere un’anima, spesso dannata. Le polene (sirene) sono la personificazione di queste creature che solcano gli oceani con il loro carico di spettri. E anche la parola zombie, oggi tanto abusata, proviene dalla storia horror del mare. Così erano stati denominati infatti i fantasmi degli schiavi annegati nelle tempeste, che tornavano a galla per chiedere (secondo me giustamente) vendetta.

Per rendere più vivace l’itinerario dei visitatori è stato anche possibile salire su una scialuppa per cercare di salvarsi mentre la nave affondava e bisognava remare e remare per solcare le onde nel mare in tempesta. Ovviamente non nella baia di Chiavari ma in mezzo all’Oceano Pacifico.

Abbiamo remato e remato, rollato e urlato. Per rendere più realistico il nostro dramma arrivavano anche spruzzi d’acqua che ci innaffiavano. Una collega spaventata, inchiodata ai remi accanto a me, ha commentato:

“Cavolo! Mi ero appena fatta la piega un’ora fa!

In risposta ho sorriso, coraggiosa, senza dirle che con la mia stiratura permanente all’agave, anche le onde del mare forza 12 non mi turbavano.

Ma la storia del mare mostruoso non è uno scherzo, le tragedie del mare esistono e la mostra prosegue su un binario più moderno, con la cronaca delle migrazioni.

Quelle dei nostri giorni, sui barconi carichi di profughi, e infatti il museo è riuscito a farsi dare una vera scialuppa degli sbarchi di Lampedusa. Tragica testimonianza della nostra attualità più recente.
111117 memorie e migrazione ph merlofotografia-3832
Poi si ricordano anche le migrazioni italiane verso le Americhe nel secolo scorso.

Qui, con l’aiuto di filmati e riproduzioni d’epoca, è stato ricostruito sia l’ambiente dell’ufficio immigrazioni del porto di Genova, sia l’interno di una nave carica di emigranti.

Ai visitatori del museo, viene addirittura fornita una “vera” carta d’imbarco e un passaporto in stile vintage che viene verificato dall’ufficiale dell’ufficio immigrazioni. E ciascuno interpreta un passeggero realmente esistito, grazie a un archivio con le storie, basate su lettere e documenti di molti immigrati. Personaggi illustri come Eleonora Duse ma anche gente semplice e povera che provava a rifarsi una vita dall’altra parte del mondo.

Poi c’è anche la possibilità di consultare un database per chi vuole trovare le generalità di qualche avo immigrato tanto tempo fa. Il famoso zio d’America che in questi tempi magri può venire sempre utile.
111115 memoriemigrazione ph merlofotografia -7672
Infine per i più guerrafondai c’è la possibilità di visitare il sommergibile Nazario Sauro, della Marina Militare, conservato in perfette condizioni e “parcheggiato” nelle acque del porto fuori dal museo.
100604 GMM Sommergibili Nazario Sauro Interni (61)
(tutte le foto ©Merlofotografia)