Patriottismo

L’avevo promesso: se pubblico il libro andiamo a Gardaland (di nuovo!).
Ho dovuto mantenere la parola d’onore e così domenica scorsa siamo partiti.
Solo pomeriggio così abbiamo avuto una promozione speciale e ognuno di noi ha pagato solo 15 euro e già questo è stato un buon inizio. Le mie esperienze passate in questi luoghi sono state catastrofiche per cui avevo una certa tensione. Ma forse anche per questo ho voluto ritentare: per rifarmi una reputazione da mamma roller coaster.
Il tempo era stupendo, per mettersi avanti gli organizzatori del parco avevano già infilato gadgtes di Halloween ovunque: un’improbabile overdose di tombe, zombie, scheletri, zucche e streghe. Nel pomeriggio assolato facevano uno strano effetto e i ragazzi che lavoravano lì erano stati costretti a vestirsi da maghi. Vederli tra i vialetti del parco sembravano rigettati da un casting per Harry Potter. Non c’erano molte file per salire sulle atrazioni. Le ragazze si sono mangiate un gigantesco zucchero filato alla fragola e io ho fatto la mia porca su Fuga da Atlantide e tra le rapide di Jungle Rapids. Unica nota dolente del pomeriggio nella nuova attrazione Ramses-il risveglio, la povera Emma aveva una pistola che non funzionava bene e ha totalizzato solo 60 punti mentre Anita è salita a 3300: e in famiglia abbiamo passato un brutto momento!
Riassumendo ho deciso di fare outing: in un eccesso di inaspettato patriottismo promuovo Gardaland e boccio Eurodisney. Punti a favore del parco nostrano: meno file, più a buon mercato, migliore junk food (è un ossimoro ma è vero) e soprattutto l’impressione di essere manipolati e presi in giro è meno forte. Il merchandising è meno aggressivo, e grazieadio ci sono zero principesse Disney tra le scatole. Il povero Prezzemolo, testimonial di Gardaland è patetico, ma anche meno invasivo.

Un Mammut pericoloso



Dopo il fiasco della festa di compleanno di Anita in cui abbiamo programmato una gita a Gardaland, quando il parco era ancora chiuso, ieri c’è stato il dovuto
follow-up.
Siamo tornati nel paradiso del divertimento per mantenere la promessa fatta. Tempo buono, poche file, entusiasmo alle stelle.
Prima avventura Fuga da Atlantide: barcone che navigava in mezzo alla mitica città sommersa (si fa per dire) qualche spruzzo e molte grida quando siamo scesi in picchiata dalle rapide in mezzo rovine di sapore vagamente Maia. Seconda tappa: il Mammut, nuova attrazione di questa stagione. Del gigantesco mammifero c’erano solo le zanne, siamo saliti su un trenino in stile montagne russe che non faceva presagire niente di troppo adrenalinico. E invece….siamo schizzati come razzi e abbiamo cominciato a frullare in stile centrifuga a 2000 giri. Ho chiuso gli occchi e forse non ho neanche urlato, volevo solo morire. Salite e discese del maledetto trenino erano ampliate da scatti del motore che non lasciavano tregua. Le mie figlie si divertivano come matte: urlavano e ridevano. Mio marito sopportava stoicamente, io sono scesa quasi estinta. Proprio come il Mammut, che dà il nome a questa attrazione ma veramente non compare. Appena ho rimesso piede sulla terraferma mi sono accasciata su una panchina semi-morta. Lo stomaco era nelle orecchie e stavo malissimo. Gli altri componenti della mia famiglia mi guardavano affranti: cercavo invano di reprimere i rantoli per non rovinare la giornata di festa.
Nell’agonia mi è venuto in mente un brandello del mio passato. Tanti, tanti anni fa ero una specie di Erode. Non sopportavo i bambini e giuravo di non volere figli. Uno degli aspetti che più diprezzavo di più dell’essere genitori erano proprio le gita ai parchi divertimenti che consideravo una maledizione obbligatoria una volta figliato. Poi il mio orologio biologico ha cominciato a cliccare e ho cambiato opinione sui bambini e sull’idea di riprodurmi. A quel punto ho tentato per un anno di rimanere incinta senza successo, tanto che un giorno, oramai alla frutta, mi sono detta, (anzi ho detto a un non ben identificato essere superiore): “Ok, se riesco ad avere un bambino giuro che andrò anche a Gardaland!”. E sono rimasta incinta. Ma per ben undici anni Gardaland l’ho sfangata (e anche Eurodisney). Quindi forse l’esperienza semi-letale sul Mammut roller-coster è stata come pagare gli interessi per una promessa mantenuta troppo in ritardo….

Sabato invace ho avuto un’esperienza molto più divertente: sono andata dall’estetista e discusso di creme miracolose, inventate cioè per uno scopo e scoperte come taumaturgiche in altri campi. Dalla Strictvectin anti smagliature riciclata alla grande come portentoso antirughe a una preparazione antiemorroidi che pare sia fantastica per far sparire le borse sotto gli occhi. Sembra che la usino soprattutto le donne dello spettacolo. Non stupisce, per avere successo in certi settori la faccia come il… è essenziale.

Festa di compleanno


Domani è il compleanno di Anita: 11 anni. Emma le ha detto con un ghigno: “Adesso non sei più una bambina” e Anita ha risposto che si rimane piccoli fino a 14 anni. Vedremo. Di solito i compleanni non mi colgono impreparata. Anzi. Ho sempre esagerato: party in ludoteca, clown come animatore, laboratorio con i burattini, caccia al fossile, mago-party e via a sperperare. Inviti creativi. Torte bellissime con panna, meringhe e pan di spagna, abbellite da disegni quasi da Cappella Sistina, versione cartoni animati: Biancaneve, Pippo, i dalmata de La Carica dei 101, Shrek, ecc. Soldi buttati perchè ai bambini queste torte troppo sofisticate non piacciono e le mamme sono a dieta. Due anni fa, mi sono fatta furba e ho cominciato a comprare al supermercato la busta al cioccolato che per trasformare in torta basta versare in una terrina e mettere in forno. Si aggiungono sopra gli smarties e le decorazioni di zucchero (che di solito non si attaccano, ma qualche volta sì) e Anita è felice. Divora la sua fetta. Quest’anno avevo deciso di festeggiare il gran giorno a Gardaland. Non ci siamo mai stati ed era giunta l’ora. Ho prenotato anche per dormire in un agriturismo della zona. Organizzazione perfetta per sentirmi una brava mamma. Peccato che l’altra sera mi telefoni la madre di un’amichetta per invitare Emma a un compleanno proprio domani. Le dico che non possiamo accettare l’invito perchè andiamo a Gardaland e lei mi ricorda che è chiuso, apre il 19 marzo. Non volevo crederci. Dopo una giornata di panico e una figuraccia con Anita, abbiamo deciso di andare comunque in gita… e promesso di cercare delle rampe per far fare skate-board (l’ultima mania di Anita)…Gardaland è rimandata alle vacanze di Pasqua.