Pet 2.0: l’ultima tendenza di Instagram


Se da noi agosto è un mese letale per gli animali domestici, che purtroppo da tanti padroni bastardi vengono abbandonati per andare spensieratamente in ferie, graziealcielo nel resto del mondo non è così.
Per caso, nell’ozio di ferragosto, con Anita abbiamo deciso di creare a Lola un profilo su Instagram, il social network dove si possono condividere le immagini. Sapevo che alcune amiche, tempo fa, avevano fatto profili Facebook ai loro gatti ma volevo qualcosa di più incisivo!
Con grande divertimento ho scoperto l’ultima follia della rete: cani, gatti su Istagram sono celebratissimi. Le loro immagini, tenere, buffe e realistiche sono super cliccate e commentate.
Insomma da Snoopy l’evoluzione è stata radicale e veloce.
I maniaci del pet 2.0 sono i giapponesi, da sempre molto nerd, connessi 24 ore su 24, condividono le foto dei loro cani (di solito di piccola taglia), poi ci sono gli americani e i canadesi. E hanno un successo travolgente, qui sopra, la prova: un profilo che ha 54.000 follower, ok l’orgogliosa padrona che l’ha creato ha ben 15 cani, quindi probabilmente è un tantino più svalvolata del padrone base di cani o gatti (che comunque un po’ fulminato nell’amore del proprio pet lo è sempre!)

Poi c’è questa cagnetta che a una sua foto ha avuto 240 “mi piace”!


Ma non solo foto si condividono tra gli Instapets, ci sono anche le didascalie, tipo: “Guardo la TV con mio papà” e vedi un beagle spaparanzato sul divano con un tipo peloso (forse più del cane) in canottiera che si ciuccia una bella birretta. Oppure i commenti che servono a passare i momenti difficili, come quando succede di dover mettere il collare elisabettiano, non si può più annusare e si barcolla.
Leggere “Ci sono passata anch’io, lo so che è dura!”, può essere di grande conforto!

Così anche Lola, on-line da due giorni, è già popolare e il bello è che in rete anche l’atavica inimicizia cane-gatto svanisce infatti fra i follower non si discrimina, anche se al momento i felini sono ancora una minoranza. Che sia quella la ragione?