Paradise

Ho letto questo romanzo a Natale e mi sono divertita il doppio, perchè fra i protagonisti c’è Babbo Natale ma non il solito ridanciano bontempone che fa “ohohohoh” e scherza con le renne. No, in questo romanzo breve, intitolato Paradise, di paradisiaco non c’è proprio nulla e quindi Babbo Natale è una brutta bestia, un’eroe molto negativo e violento.
La storia, una favola noir, scritta da Helfrid P.Wetwood, racconta le avventure di un agente mandato dal Governo (di quale stato non si spiega, ma non importa il Governo è inteso come metafora del sistema di controllo globale su tutti noi) a trattare con una serie di malviventi che con il loro business (armi, droga, prostituzione) stanno andando, un po’ troppo, fuori controllo.
Questi deliquenti hanno nomi celebri, sono quelli famosi delle favole. Oltre a Babbo Natale, ci sono Pinocchio, Biancaneve, il Coniglietto Pasquale, i Sette Nani, Cenerentola e anche la cara Cappuccetto Rosso. Vivono tutti i questa metropoli chiamata Paradise e forse perchè il nome sarebbe troppo bello, sembra che si siano messi d’impegno per renderla invece infernale.
Infatti hanno preso tutti una brutta piega e il peggio è che ne vanno molto orgogliosi.
La particolarità di questo romanzo è che più si svelano i misfatti di questi ex eroi delle favole, più si descrivono altre strategie ancora più turpi, ma realistiche, che sono quelle perpetrate da sempre, sotto i nostri occhi, da chi detiene le redini del potere.
Il ritmo della scrittura è accattivante, i dialoghi fulminanti e se non vi piacciono le storie edulcorate e siete animati da un sano cinismo questa è la lettura giusta!

Hania: la forza di un’eroina guerriera

 

Dopo l’incredibile successo de L’ultimo Elfo, Silvana De Mari, autrice bestseller, amatissima dai fan del fantasy, tradotta in ben venti Paesi, torna con una nuova triologia, magica, e avventurosa. Si intitola Hania, ed è anticipata da un breve prequel Il regno delle tigri bianche,  che introduce le situazioni e i personaggi del primo romanzo: Il Cavaliere della Luce,
in cui si narra la storia di Haxen, principessa del regno delle Sette Cime, che ha la disgrazia di essere prescelta dall’Oscuro Signore, per dare alla luce la sua creatura. Haxen è disperata ma rifiuta di eseguire l’ordine ragionevole e doloroso di ucciderla. Come le ha insegnato suo padre lei è un Cavaliere e un non può uccidere un bambino, o il mondo perderà la sua anima. La principessa decide così di portare la creatura a vivere nel deserto, di nasconderla, dove non potrà nuocere a nessuno.
Tutta la storia è vista da due punti di vista, quello della principessa Haxen e quello della bambina Hania, intelligentissima, scorbutica, cattivissima ma irrimediabilmente muta. Hania già nel grembo di Haxen sa tutto e vede tutto. Ha capacità percettive fuori dal comune e diventerà un guerriero terrificante.

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La novità di questa trama, ricca di colpi di scena, che avvince nell’eterna lotta fra il bene e il male, è la forza di Hania, e anche di sua madre, donne che hanno il coraggio di ribellarsi alle leggi più ataviche. La loro è una forza indomabile e femminile che diventa un ottimo messaggio per le giovani lettrici del romanzo.

Silvana De Mari è stata astutissima e lungimirante a inserire questo elmento fra le pagine della sua storia. Chi parla di femminismo adesso viene zittito con la storia della quote rosa. Allora meglio delle parole sono gli esempi. E quello di questa principessa guerriera diventa una metafora che spero riesca a dare la carica a tutte le ragazzine che si appassioneranno alla sua storia.