E’ sempre tutta colpa dei genitori

Gli ultimi due film che ho visto me l’hanno confermato ancora una volta.
Purtroppo non si scappa: gli errori che fanno mamma e papà ricadono dui figli. Alla grande. E in tutte le declinazioni possibili.

Rassegnamoci almeno un po’.

Certo, i signori Fang, protagonisti dell’omonimo film, tratto dal best- seller sulla loro storia, sono molto peggio dei genitori medi. Perché sono veramente squilibratissimi: costringevano sin da piccoli i figli a seguirli nelle loro performance creative, assurde e surreali. A recitare calandosi nei ruoli più improbabili. Solo per onorare l’obiettivo più alto: essere un’opera d’arte vivente. Crescere con genitori così è un bel fardello e infatti i Fang-figli, che in famiglia venivano frettolosamente etichettati “Bambina A” e Bambino B”, da adulti hanno comportamenti molto disfunzionali.
In questo film Nicole Kidman (la Bambina A cresciuta) interpreta finalmente un ruolo in cui non appare algida e perfetta, è fragile e nevrotica tanto da suscitare simpatia e tenerezza. E’ un’attrice frustrata e insicura, costretta a spogliarsi per poter lavorare. Jason Bateman (ex Bambino B e nella realtà anche regista della pellicola) è il fratello minore, ex autore di best-seller in pieno blocco creativo.

Il film non riesce a eguagliare il ritmo e la delizia del romanzo da cui è tratto, ma è comunque molto piacevole: coinvolge e suscita interessanti riflessioni.

Un altro figlio, con grandi questioni irrisolte nei riguardi dei genitori, è Tommaso, il protagonista del nuovo film di Kim Rossi Stuart, che ne è regista e interprete. Il bel Tommaso ha parecchi problemi di autostima e questo si riflette totalmente nelle sue relazioni disgraziate con le donne. Poi quando, nella pellicola, viene delineato il personaggio della madre se ne comprende la causa.
(E’ più vecchia di me, ma un po’ mi sono immedesimata. Se non faccio attenzione potrei diventare come lei!).
Questo film è molto onesto, intelligente, coraggioso, divertente, realistico e soprattutto fuori dal coro. Kim Rossi Stuart ricorda un po’ un Nanni Moretti giovane, ovviamente più bello, ugualmente arguto ma molto meno pretenzioso.

Mamma, ho l’ansia

L’ansia è (purtroppo) di moda e sembra anche abbastanza contagiosa. Prima era prerogativa degli adulti, mentre ora si sta diffondendo anche fra gli adolescenti. Per questo motivo Stefania Andreoli, psicologa e psicoterapeuta, ha deciso di scrivere un manuale per aiutare i genitori a gestire la propria e quella dei figli.

Cominciando a leggere il libro ho subito voluto sondare il terreno con le mie ragazze e ho chiesto se i loro compagni di scuola parlassero di ansia. Me l’hanno confermato: tutti ansiosissmi i sedicenni e anche i dicianovenni.

Forse il termine ultimamente è un po’ abusato, come conferma la dottoressa Andreoli, anche i malesseri psicologici seguono un trend. Qualche anno fa in testa alla classifica c’erano i DCA, disturbi comportamento alimentare, adesso invece si parla di più di ansia e di panico.

E le statistiche lo cofermano: secondo uno studio del 2014 compiuto dall’Unità Operativa Stella Maris di Pisa, il 30% dei maschi accusa sintomi ansiogeni e il 54% delle ragazze.

L’ansia non deve essere demonizzata a priori, perchè nasce con una valenza positiva: è quel meccanismo di difesa che dall’alba dei tempi ci ha permesso di evolvere, di avvertire la paura del pericolo, di azionare i nostri meccanismi di sopravvivenza con la modalità attacco-fuga. I segnali che ci invia il nostro corpo in un attacco di ansia sono importanti e positivi: respiro più veloce (per ossigenare il sangue) e cuore che batte più velocemente (per portare più sangue ai muscoli) e quindi sfuggire al pericolo.

Questo processo, perfetto per gli uomini primitivi che dovevano darsela a gambe davanti alle fiere che volevano papparseli, si ritrova tutt’oggi anche nei casi in cui l’ansia (e il panico) siano dovuti magari più prosaicamente alla previsione di un’interrogazione di fisica. In questo caso anche se l’adolescente vorrebbe fuggire come facevano gli antenati preistorici (fuori dalla classe, lontanissimo dai prof) deve imparare a gestire l’ansia in maniera più consona all’epoca in cui viviamo.

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L’autrice di questo libro, ci spiega che per sconfiggere l’ansia il primo passo è  essere in grado di conviverci. Non pensare che provarla sia sbagliato, non vergognarsi e soprattutto non negarla. Quindi è bene fronteggiarla e riconoscerla, perchè:

L’ansia è l’espressione di ciò che dentro di noi sentiamo come vitale, importante, addirittura necessario, o urgente. 

A conferma di ciò, nel suo libro Stefania Andreoli porta una serie di esempi clinici, raccontati con stile molto fluido e coinvolgente. E svela alcune verità: le madri dei figli ansiosi si colpevolizzano mentre i padri tendono a minimizzare e a scegliere sempre la via del pragmatismo.

Le ragioni dell’ansia adolescenziale sono quelle classiche, ovviamente modulate sui nuovi comportamenti. Ma il grande malinteso del nostro tempo, quello forse più dannoso di tutti, è che nella nostra società non è più ammissibile “stare male”: tutti devono essere belli, contenti e realizzati (come testimoniano tutte le foto postate compulsivamente sui social).

Il diritto alla serenità è diventato un dovere, quindi se non si è felici… che ansia!

Il museo del mare a Genova

Nella gita a Genova della settimana scorsa abbiamo visitato, sempre al Porto Antico, anche questo bellissimo museo, interessante per grandi e piccoli, perfetto per i bambini dalle elementari in poi.
Completamente interattivo, riesce a coinvolgere e incantare anche un pubblico di adulti.
Si parla del mare a 360° e il primo protagonista importante è naturalmente, il navigatore orgoglio dei genovesi: Cristoforo Colombo di cui si possono ripercorrere le avventure e le rotte di navigazione. Poi si scopre che la Santa Maria non era una caravella, ma una caracca, quindi più grande. E quindi usata come nave ammiraglia nella famosa spedizione del 1492.
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Poi siamo saliti sulla riproduzione di una galea, bellissima tutta in legno.
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Qui ci è stato spiegato come veniva diviso l’equipaggio, ovvero la forza lavoro: schiavi, i forzati e buonavoglia. Per gli schiavi non c’è bisogno di spiegazione, i forzati erano i galeotti, e i buonavoglia invece quelli che non avevavo nulla da perdere e si imbarcavano in cerca di sistemazione e di fortuna. A bordo, per comodità dei comandanti, si distinguevano solo dai capelli: gli schiavi erano rasati, i forzati con un ciuffo centrale come i mohicani (e i ragazzi di oggi) e i buonvoglia invece potevano tenere i capelli lunghi e farsi anche una codina.
Il mio percorso preferito è stata la mostra Mare Mostrum, così intitolata perchè ripercorre l’immaginario del mare fra mito e paura. L’uomo è sempre stato affascinato e al tempo stesso spaventato dalla vastità degli abissi. Perciò sono nate le leggende sui mostri marini. Bestie orrende come i serpenti, i calamari giganti, i kraken e le sirene. Queste ultime doppiamente pericolose perchè anche donne provocanti!
Molte di queste zoccole di mare perennemente in topless sono state, presumibilmente, responsabili di disgrazie e annegamenti.

Nell’immaginario dei naviganti, le navi affondate prendono vita e possono avere un’anima, spesso dannata. Le polene (sirene) sono la personificazione di queste creature che solcano gli oceani con il loro carico di spettri. E anche la parola zombie, oggi tanto abusata, proviene dalla storia horror del mare. Così erano stati denominati infatti i fantasmi degli schiavi annegati nelle tempeste, che tornavano a galla per chiedere (secondo me giustamente) vendetta.

Per rendere più vivace l’itinerario dei visitatori è stato anche possibile salire su una scialuppa per cercare di salvarsi mentre la nave affondava e bisognava remare e remare per solcare le onde nel mare in tempesta. Ovviamente non nella baia di Chiavari ma in mezzo all’Oceano Pacifico.

Abbiamo remato e remato, rollato e urlato. Per rendere più realistico il nostro dramma arrivavano anche spruzzi d’acqua che ci innaffiavano. Una collega spaventata, inchiodata ai remi accanto a me, ha commentato:

“Cavolo! Mi ero appena fatta la piega un’ora fa!

In risposta ho sorriso, coraggiosa, senza dirle che con la mia stiratura permanente all’agave, anche le onde del mare forza 12 non mi turbavano.

Ma la storia del mare mostruoso non è uno scherzo, le tragedie del mare esistono e la mostra prosegue su un binario più moderno, con la cronaca delle migrazioni.

Quelle dei nostri giorni, sui barconi carichi di profughi, e infatti il museo è riuscito a farsi dare una vera scialuppa degli sbarchi di Lampedusa. Tragica testimonianza della nostra attualità più recente.
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Poi si ricordano anche le migrazioni italiane verso le Americhe nel secolo scorso.

Qui, con l’aiuto di filmati e riproduzioni d’epoca, è stato ricostruito sia l’ambiente dell’ufficio immigrazioni del porto di Genova, sia l’interno di una nave carica di emigranti.

Ai visitatori del museo, viene addirittura fornita una “vera” carta d’imbarco e un passaporto in stile vintage che viene verificato dall’ufficiale dell’ufficio immigrazioni. E ciascuno interpreta un passeggero realmente esistito, grazie a un archivio con le storie, basate su lettere e documenti di molti immigrati. Personaggi illustri come Eleonora Duse ma anche gente semplice e povera che provava a rifarsi una vita dall’altra parte del mondo.

Poi c’è anche la possibilità di consultare un database per chi vuole trovare le generalità di qualche avo immigrato tanto tempo fa. Il famoso zio d’America che in questi tempi magri può venire sempre utile.
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Infine per i più guerrafondai c’è la possibilità di visitare il sommergibile Nazario Sauro, della Marina Militare, conservato in perfette condizioni e “parcheggiato” nelle acque del porto fuori dal museo.
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(tutte le foto ©Merlofotografia)

Festival del teatro per bambini e ragazzi a Mantova

Dai 18 mesi ai 18 anni: questa è l’ampia fascia di età  degli spettacoli e i laboratori teatrali della decima edizione del Festival teatrale internazionale che si svolgerà a Mantova, dal 28 ottobre al 1 novembre prossimo,  Manifestazione organizzata dall’associazione Segni d’infanzia e oltre. Tutta la città si mobiliterà per ospitare attività teatrali, improvvisazioni musicali, danza, lettura e molto altro, senza limite alla fantasia e alla creatività.  Gli ospiti sono artisti e intellettuali da tutto il mondo: il teatrino rotante della marionettista danese SOFIE KROG; lo spettacolo Dot dei MADUIXA da Valencia, dove teatro, danza e nuove tecnologie si combinano insieme, dando origine ad un incontro magico che rende tutto possibile; l’avventura dei fratelli Montgolfier, rappresentata in un vero pallone aerostatico dai catalani FARRES BROTHER. Da Ginevra la compagnia LE COCKPIT incanta bambini poco più che neonati, Tel Quel, con la coreografia di Thomas LeBrun  parla a un pubblico di adolescenti. Storie e ricordi di famiglia per i portoghesi COMPANHIA CAÒTICA e per i francesi COMPAGNIE SÉMAPHORE. Numerosissime le proposte da compagnie provenienti da tutta Italia: dalla Puglia i KOREJA e PRINCIPIO ATTIVO, dall’Emilia-Romagna ACCADEMIA PERDUTA e TEATRO GIOCO VITA, il TEATRO BIONDO di Palermo, la compagnia romana OUT, TEATRODISTINTO da Alessandria e, per finire, i lombardi TEATRO ALL’IMPROVVISO, TEATRO TELAIO e TEATRO PROVA. Insomma una kermesse interessante e variegata come il famoso Fringe Festival di Edinburgo per gli adulti, ma in questo caso in taglia junior. Poi Mantova è bellissima e magica. Chi vuole festeggiare un halloween veramente speciale può concedersi una gita divertente e senz’altro indimenticabile. E ai bambini, lo dico per esperienza, il teatro piace, perchè è coinvolgente, colorato e interattivo.

(Photo di Lorenzo Daverio)