La testa sul tuo petto

Mi considero atea o agnostica (nei momenti di maggior ottimismo) e quindi non mi sarei mai aspettata di essere coivolta così tanto dalla lettura di un libro che racconta la “biografia” di un discepolo, San Giovanni, autore del quarto libro del Vangelo e dell’Apocalisse.

La vita coraggiosa di un uomo folgorato dall’incontro con Gesù Cristo e dall’illuminazione della fede. Da piccola ero religiosissima, bigotta quasi, ma non in maniera gioiosa: imparavo a memoria le preghiere dei santini perchè avevo paura di morire durante il sonno. Poi mi inginocchiavo davanti all’immagine della Madonna che avevo sopra al letto e li recitavo.

Tre volte.

Se li sapevo bene poi potevo coricarmi e sperare di dormire e risvegliarmi, viva. Me l’avevano detto le suore all’asilo che a volte si muore nel sonno e le avevo prese terribilmente sul serio.

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Quindi leggere un libro come La testa sul tuo petto mi ha molto colpito perchè parla essenzialmente di amore, l’amore infinito che regala la fede. Un sentimento totalizzante di felicità, diversissimo dal terrore che io avevo provato da ragazzina, al cospetto dei dogmi religiosi.

Si dice che Giovanni fosse il discepolo prediletto, era il più giovane e quello che durante l’ultima cena posò la testa sul petto di Gesù e gli chiese chi sarebbe stato colui che l’avrebbe tradito. Da questo episodio è stato mutuato il titolo di questa biografia romanzata scritta da Eleonora Mazzoni, già autrice de Le difettose e Gli ipocriti.

In questo libro ha scelto di narrare la vita di San Giovanni alternando capitoli in cui sembra lo stesso discepolo a raccontare in prima persona, ad altri in cui è Eleonora a parlare di sè e del suo rapporto con la religione. Il risultato è molto coinvolgente e porta chi legge a profonde riflessioni. Incredibilmente è successo a me, che avevo archiviato ormai da decenni il problema e i dubbi sulla fede.

Questo romanzo fa parte di una collana che si chiama Vite esagerate in cui alcuni scrittori italiani hanno scelto di raccontare le storia di personaggi he hanno attraversato grandi avventure per amore di Dio.

Le Diffettose a teatro

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La storia di una gravidanza desiderata e sognata ma difficile ad attuarsi. La confessione, sincera e coinvolgente, di una donna che si sente difettosa perchè non riesce a procreare: quella cosa facile che fanno tutte e che anzi per molto tempo nella vita fertile di una donna si cerca di evitare.
Fare un figlio dovrebbe essere la cosa più naturale e romantica che ci sia, invece si trasforma in un calvario di cure ormonali, rapporti a comando e soste in ospedale per la fivet. Ma anche amicizia con le altre “difettose”, testarde compagne di sventura.
Questa è la trama de Le Difettose , il romanzo di Eleonora Mazzoni, uscito qualche tempo fa. Lo scorso anno c’è stata la trasposizione teatrale, che ha debuttato al Festival della Mente di Sarzana e cominciato la sua tournée nei teatri italiani.
Adesso lo spettacolo arriva a Milano, la prossima settimana, dal 4 al 7 febbraio, al Teatro Sala Fontana sarà possibile assistere al monologo della bravissima Emanuela Grimalda (farà 7 personaggi diversi, maschi e femmine, di svariate età).
Questo spettacolo è collocato all’interno di una rassegna al femminile, “Pro-creazioni”, che ha come tema la maternità. Parte del ricavato dello spettacolo andrà all’associazione DO&MA, impegnata nell’accoglienza di donne con bambini, in gravidanza o vittime di violenza e dotata di un consultorio, un nido e vari alloggi.

Gli ipocriti

Vivere in maniera falsa, per salvare le apparenze, per non farsi domande, per darsi un tono. Semplicemente per vigliaccheria. E’ quello che racconta il bel romanzo di Eleonora Mazzoni
Manu ha quindici anni e mezzo e vive a Bologna, in una famiglia benestante ed estremamente cattolica, fa infatti parte del Movimento, un gruppo religioso molto coivolgente ma anche piuttosto intransigente. Alla ragazzina le regole di questa comunità vanno un po’ strette, ma cerca di seguirle al meglio anche per non deludere i genitori, specialmente il padre che è un personaggio carismatico dell’organizzazione religiosa. Ma i compromessi di Manu vanno a farsi friggere il giorno che, per caso, trova nel cassetto del padre una confezione di preservativi. Sconvolta dalla scoperta, da figlia devota e credulona, si trasforma in una piccola detective e scopre la doppia vita del padre: piena di ipocrisia e di quello che lui stesso definirebbe “peccato”.
Tutte le sue certezze crollano mentre squarcia la verità del mondo dei grandi, quelli che predicano bene ma razzolano male. I codardi che raccontano un sacco di bugie per salvare la faccia, quelli sempre pronti a giudicare ma mai a mettersi in gioco.
Manu affronta questo viaggio nella realtà della vita con le emozioni e le passioni della sua giovane età, soffrendo e crescendo, come in un romanzo di formazione.
La scrittura di Eleonore Mazzoni è potente e coinvolgente mentre affronta un tema delicato e fin troppo presente nella nostra società dove troppo spesso l’ipocrisa domina sovrana e ben pochi hanno il coraggio di ammetterlo.

Giveaway del romanzo Le difettose


La maternità comincia prima nella testa che nella pancia. E il desiderio di un figlio può diventare così forte da trasformarsi in un’ossessione. Specialmente quando non arriva. Ai miei tempi avevo tentato inutilmente di rimanere incinta solo per un anno e mezzo ma un po’ l’ho sperimentata questa febbre. Forse anche per questo ho particolarmente amato Le difettose il romanzo di Eleonora Mazzoni, in cui l’autrice descrive l’odissea della ricerca di un figlio a tutti i costi. Il viaggio nel pianeta della procreazione assistita, dove le donne che sognano il pancione si sentono appunto meno “giuste” delle altre, le mamme toutcourt, le superfertili. Si pensano appunto difettose. E proprio per questa sorellanza (come succede sempre fra le donne quando sono in difficoltà) instaurano fra loro una grande affettuosa complicità, si sostengono a vicenda, comunicano anche con un linguaggio speciale. Loro sono “le fivettare”, i rapporti sessuali nei giorni fertili diventano “i compitini”, le mestruazioni “le maledette” e l’augurio più sincero è “in becco alla cicogna”.
Eleonora Mazzoni riesce a raccontare questo mondo dosando sapientemente leggerezza e introspezione. Mixando scienza e superstizione. Perchè chi vuole farcela a tutti costi non si ferma davanti a niente e le prova tutte: dagli espertoni della medicina agli sciamani, passando per la religione. La ricerca di un bebè oggi è un business fiorente e c’è sempre qualcuno disposto a venderti la formula “bimbo-in-braccio”.
Ma proprio perchè la maternità non è solo una questione di ovaie pimpanti, l’autrice ripercorre anche il proprio vissuto, la sua esperienza di figlia e nipote. E anche qui mi ha coinvolto e divertito, perchè usa il dialetto romagnolo che mi ricorda l’infanzia. Per esempio, un’overdose di piadine pare faccia miracoli…ma adesso smetto di raccontarvi la trama perchè vi rovinerei la lettura. Infatti se volete una copia del libro, partecipate al giveaway: lasciate un commento e rilanciate sul vostro blog, Facebook o twitter. Avete tempo fino al 22 aprile.