Come se tu non fossi femmina

Un viaggio in Croazia, itinerante con le figlie al seguito, bambine di sei e nove anni. Piccole esploratrici audaci, curiose e avide di novità. Una vacanza in famiglia programmata anche con il papà, che all’ultimo momento, per un imprevisto lavorativo, dà forfait.

Ma la mamma carica le piccole in auto e decide di partire ugualmente, di mestiere fa la giornalista e dirige anche un paio di giornali, perciò sfrutta anche l’occasione per scrivere Come se tu non fossi femmina. Libro che è un diario di viaggio ma anche un flusso di pensieri su come (cercare di) educare al meglio le bambine a crescere forti e indipendenti.

Un viaggio è sempre un’esperienza di crescita e di maturazione. Ed è anche un momento ideale per instillare nuovi insegnamenti e idee che nascono da situazioni contingenti (un’imprevisto, una novità, una scoperta della vacanza) ma possono poi germogliare in qualcosa di importante e duraturo.

Annalisa Monfreda, tra soste al mare, visite al museo, avventure nelle cascate, spiega cose molto importanti alle proprie bambine. Ne libro ci sono 50 lezioni, principi da tenere presente per crescere felici e sicure di sè, senza soccombere alle discriminazioni di genere. Il numero uno, recita così “non perdete mai la strada del desiderio“. Per realizzarlo, basta tener a mente la lezione numero due: “non c’è nulla che non possiate fare se lo desiderate veramente“.

Queste enunciazioni non sono mai vuote. Vengono espresse con il supporto di racconti, storie famigliari dell’autrice e anche arricchite da citazioni autorevoli, di autrici e personalità che hanno segnato la storia al femminile.

Un libro piacevole e soprattutto utile. Fa riflettere su quanto sia importante l’educazione per combattere gli stereotipi. E arrivare finalmente a infrangere quel durissimo vetro di cristallo che ancora incombe su di noi.