Itinerari tattici nella notte di S.Lorenzo

Il prossimo 10 agosto chi non vuole perdersi la possibilità di vedere una stella cadente, può fare una gita nel cuore delle Dolomiti dove si trova il primo astrovillaggio d’Europa.

Nei paesi di Collepietra e San Valentino, del comune di Cornedo, è possibile godere di una straordinaria vista sul cielo stellato.
Ogni giovedì sera, a solo mezz’ora da Bolzano, ma lontano dalle luci cittadine, l’Osservatorio Astronomico “Max Valier” offre uno sguardo nelle profondità dello spazio cosmico e informazioni pratiche per l’esplorazione del cielo.

L’osservatorio è raggiungibile con un sentiero e, arrivati a destinazione, è possibile scrutare di notte la volta celeste e durante il giorno eventualmente la straordinaria attività del sole.

Da queste parti sono tutti innamorati dell’astronomia: passeggiando attraverso i paesi di Collepietra e San Valentino in Campo può capitare di imbattersi in meridiane che abbelliscono le facciate delle case e i giardini. E presso alcuni ristoranti della zona è posizionato un punto informazioni astrologico e un “telescopio” che permette di dare un’occhiata nella profondità dell’oscurità planetaria.

Per approfondire poi i misteri della volta celeste poi c’è il  Planetario dove l’universo viene mostrato mediante l’aiuto di strumenti ottici 3 D molto precisi, insieme ad un ottimo sistema acustico. Un viaggio nello spazio diventa realtà in un’affascinante sala di simulazione.


Chi invece non vuole andare in montagna, può intraprendere un viaggio spaziale dallo storico borgo medievale del Castello di Petroia, vicino a Perugia. Tornano, le Grigliate Astronomiche, tutti i venerdì fino al 10 agosto, serate per esplorare i misteri dell’universo da una posizione privilegiata: la piazza del castello che ha dato i natali a Federico da Montefeltro. Qui è totalmente assente l’inquinamento luminoso, tanto che i valori di buio registrati sono considerati tra i più alti d’Italia.

In Val d’Ega con i bambini

Una meta interessante e bellissima per una vacanza in montagna in famiglia è la Val d’Ega, dove tra Catinaccio e Latemar c’è un mondo di storie fantastiche che hanno come sfondo le Dolomiti.
Racconti remoti di esseri incantati, avventure narrate nelle leggende dei “Monti pallidi” dell’Alto Adige, il misterioso lago scomparso, le bambole del Latemar e i segreti della natura e del bosco sono solo alcuni dei motivi che ogni anni portano nel cuore del Patrimonio dell’Umanità UNESCO grandi e piccoli appassionati di montagna.
Quest’estate è prevista una lunghissima lista di iniziative dedicate ai bambini.

Ogni lunedì i più piccoli hanno l’occasione di passare un pomeriggio a stretto contatto con i cavalli per divertirsi e conoscerli meglio, imparando a curarli, capirli, acconciarli e ferrarli, prima di partecipare a un breve prova di equitazione.
Ogni martedì, Vivere il bosco – Il meraviglioso mondo delle Salighe e dell’Uomo Selvaggio, un progetto che svela per la prima volta i segreti per sopravvivere nella natura, apprezzandone i tesori, grazie a protagonisti leggendari che sanno come cuocere focacce al fuoco di un falò e riconoscere gli animali del bosco.
Ogni mercoledì, un’escursione tra le stazioni interattive del Latemarium permette di andare alla ricerca delle famose bambole speciali nascoste nel gruppo montuoso del Latemar. Un progetto un po’ misterioso chiamato Latemarium e le sue bambole che si concluderà con un regalo a sorpresa per i piccoli partecipanti.

Ogni giovedì invece, i bambini diventano protagonisti di una missione impossibile, esploratori dolomitici coinvolti nella Fiaccolata alla ricerca del lago scomparso. Si narra che non lontano dal Lago di Carezza esista un prato che, a seconda delle stagioni, venga sommerso. Secondo la leggenda, presso questa zona, una contadina è stata sorpresa dall’acqua mentre raccoglieva foglie per il proprio bestiame. Muniti di fiaccole, gli avventurieri si inoltrano alla ricerca di questo luogo misterioso, scoprendo nello stesso tempo le peculiarità dei laghi della zona.

Conoscere le Dolomiti, significa anche conoscere gli animali che le abitano.

E’ infatti possibile partecipare a una piccola escursione per conoscere meglio lama e alpaca, tra gli animali domestici più antichi del mondo, facendo esercizi nel paddock o aggregandosi a passeggiate di diverse difficoltà e durata.
Infine, se nel Parco Geologico Bletterbach i bambini possono andare alla scoperta dei segreti della natura, facendo lavori manuali con sassi, acqua e terra.
Poi per le madri coraggiose e i piccoli più adrenalici si può sperimentare a bordo di velocissime slitte una gita nel bosco del Latemar, percorso con più di 900 metri di dossi, salti e curve mozzafiato.

Vita da Valda

Per noi che viviamo nella Milano dell’ecopass, essere sulle Dolomiti è come vivere dentro a una caramella Valda (esistono ancora?). Freschezza e profumi di conifere quasi da overdose. Oggi, con un sole stupendo, abbiamo fatto una passeggiata costeggiando le pareti del Sassolungo. Qui la natura esiste ancora: abbiamo avuto la fortuna di vedere una stella alpina, un ermellino e una marmotta. C’erano anche tante mucche al pascolo ed Emma, che purtroppo ha un innato magnetismo nel pestare le cacche, anche questa volta non è scampata al suo destino. Forse è stata la prima avvisaglia della fragilità del nostro idillio alpestre: tutto a un tratto il cielo si è oscurato e prima che Anita avesse finito di domandare: “Mamma, dici che pioverà?” Ci siamo ritrovati sotto una gragnuola di chicchi di grandine. Mancava quasi un’ora di strada dal rifugio e dalla nostra auto: non avevamo altra scelta che affrontare la furia degli elementi e darcela a gambe. Con lo zaino sulla testa, cercavo di ripararmi sotto il cappuccio della felpa. Per farmi coraggio pensavo che inzupparsi in montagna è più sano e certamente meno stressante che ficcarsi l’ombrello negli occhi fra mamme nella calca dell’uscita da scuola nei giorni di brutto tempo.