Crêpe estive con Ufuud

Queste ricette nascono dalla collaborazione col sito italiano Ufuud, che si occupa di vendere online prodotti gastronomici di alta qualità. La sfida è stata quella di, a partire da quattro ingredienti “chiave” offerti dal sito, creare un menù completo e originale.

I prodotti mandati da Ufuud

I prodotti mandati da Ufuud

Ho scelto di proporre due varianti di crêpes, una salata e una dolce, perché sono perfette per un pasto estivo, fresche e leggere, velocissime da preparare, ma fanno comunque la loro bella figura in tavola.

Crêpe salata ai funghi porcini e tartufo bianco

Crêpe salata ai funghi porcini e tartufo bianco

Crêpe dolce alle pere e cioccolato

Crêpe salata ai porcini, tartufo e zucchine

Ingredienti: (per 2 persone)

Procedimento

  • In una ciotola mescolare la farina di grano saraceno con l’acqua, finché non ci sono grumi.
  • Tagliare la zucchina a dadini e cuocerla in padella finché non si ammorbidisce, aggiungendo un pizzico di sale e una spolverata di pepe.
  • Scaldare sul fornello un testo o una padella larga con un filo d’olio.
  • Aiutandosi con un cucchiaio versare l’impasto sul testo spargendolo man mano per creare un cerchio.
  • Cuocere la crêpe un paio di minuti per lato.
  • Quando è diventata dorata togliere dal fuoco e assemblare il piatto aggiungendo le zucchine, un cucchiaino di crema tartufata diluito in uno d’acqua, qualche foglia d’insalata e pezzettini di noce.

Crêpe dolce cioccolato, mandorle e pere 

Ingredienti: (per due persone)

Procedimento

  • Frullare la banana con il latte di riso.
  • Versare in una ciotola e aggiungere la farina, mescolare finché non ci sono grumi.
  • Scaldare il testo sul fornello con un cucchiaio di olio di cocco.
  • Versare il mix e aiutandosi con un cucchiaio spanderlo per creare un cerchio
  • Cuocere circa 5 minuti per lato, facendo attenzione nel girare la crêpe a non romperla.
  • Una volta cotta trasferire su un piatto.
  • Tagliare la pera sbucciata in fettine e cuocerle per qualche minuto in padella, finché non si ammorbidiscono.
  • Sminuzzare il cioccolato e scioglierne due cubetti a bagno maria o nel forno a microonde per creare una salsina da versare sulla crêpe (optional)
  • Farcire la crepe con due cucchiai di confettura, le fettine di pera e i pezzettini di cioccolato.

La mia vita senza il formaggio

Sono sempre stata golosa di formaggio: da piccola mi sparavo fette di fontina a volontà, adoravo quelli olandesi, il taleggio, la mozzarella, la scamorza. Adoravo  lo squaquerone che si mangia in Romagna. Ma anche quelli francesi: brie e camembert. Prima di cena, quando cucinavo e morivo di fame, tagliavo delle belle fette di formaggio, giusto per resistere fino al momento di sedermi a tavola. Fino a trent’anni non sapevo neanche che il formaggio facesse ingrassare. Poi un giorno, in una lontana pausa pranzo, una collega descrisse così una ragazza:

“E’ grassa, come quelli che si ingozzano di formaggio”

Ho spalancato gli occhi, impalata e immobile con la forchetta a mezz’aria sopra il mio piatto di caprese. Sono caduta dal pero e ho chiesto: “Perchè il formaggio fa ingrassare?”

Formaggio=proteine, fino ad allora pensavo che facessero ingrassare solo i carboidrati e certo anche i dolci!

Ma questa scioccante scoperta non mi ha comunque fatto cambiare alimentazione: ho continuato a essere una cheese-addicted.

Poi ogni tanto ho avuto qualche problema di digestione con il mio adorato cappuccino, e ho cercato di berne qualcuno in meno.

Intolleranza al lattosio? Non poteva essere, non volevo crederci.

Alla fine non ero intollerante ma lo era mia figlia.

E così in casa mia  sono entrati il latte di soia, di riso e anche i formaggi vegani. E quando c’è stato lo scandalo delle mozzarelle di bufala alla diossina e ho smesso di comprarle. Poi non ricordo esattamente come/quando sia successo, ma circa un anno fa ho smesso di mangiare anche altri formaggi e ho cominciato a sentirmi meglio. Molto meglio.

Il mio intestino non ha mai funzionato meglio, la digestione è una favola, la pelle è più bella e ho anche perso un chilo senza accorgermene. Non sono talebana che combatte a oltranza il lattosio: mangio yogurth, gelati, bevo ancora cappuccini e magari anche una pizza con la mozzarella una volta al mese.

Mi sento veramente più leggera, per cucinare i formaggi alternativi di riso funzionano a meraviglia e la mia vita senza formaggio è veramente una bellissima scoperta.

Vegan: Torta-Cookie

Questo ibrido tra torta e biscotto farà felici anche i più scettici: è così convincente che non sospetteranno minimamente la presenza dell’ingrediente segreto  principale… i ceci!

Proprio così, la base di questa torta sono proprio i ceci, che però vengono coperti dal sapore del burro di arachidi e del cioccolato.

 

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Ingredienti:

  • Una lattina di ceci (senza sale) o 1 tazza di ceci cotti
  • 5 cucchiai di sciroppo d’acero
  • 4 cucchiai di burro di arachidi
  • mezza tazza di gocce di cioccolato fondente (senza latte)
  • mezzo cucchiaino di lievito per dolci

Procedimento:

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Preriscaldare il forno a 180ºC

  1. Nel mixer frullare i ceci (scolati e sciacquati più volte se usate quelli nella lattina) e lo sciroppo d’acero.
  2. Quando la consistenza è liscia e omogenea aggiungere il burro di arachidi e continuare a frullare.
  3. Trasferire il mix in una ciotola e aggiungere il lievito e il cioccolato mescolando bene.
  4. Versare in una teglia tonda o rettangolare e spianare con un cucchiaio per rendere lo spessore il più possibile uniforme.
  5. Cuocere per 30 minuti.
  6. Lasciare raffreddare e poi tagliare in rettangolini.

Vegan Pan Banana (Banana bread)

Il pan banana è un classico a casa nostra e questa volta abbiamo provato una versione vegan, seguendo una ricetta molto semplice: il risultato è stato ottimo!

Ingredienti:

  • 4 banane mature
  • 1/2 tazza di latte di riso
  • 2 tazze di farina a scelta (o di un mix per dolci senza glutine per una versione gluten free)
  • 1/2 tazza di zucchero integrale di canna
  • 4 cucchiai di margarina
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1/2 cucchiaino di noce moscata

Procedimento

  1. Preriscaldare il forno a 180ºC.
  2. Con una forchetta ridurre le banane in poltiglia e unirle in una ciotola al latte di riso.
  3. Con una frusta elettrica mescolare la margarina e lo zucchero, fino a ottenere una crema.
  4. In una ciotola grande mescolare farina e spezie.
  5. Aggiungere la margarina e le banane alla farina mescolando.
  6. Mescolare bene e versare in uno stampo per pane.
  7. Infornare e cuocere per 45 minuti o finché inserendo uno stuzzicadenti al centro, questo non viene fuori pulito.Processed with VSCOcam with c1 presetProcessed with VSCOcam with c1 preset

RAW vegan: Budino di semi di chia

I semi di chia sono estremamente versatili. Sono ricchi di calcio e hanno molti benefici, saziano a lungo e favoriscono la regolarità intestinale. Questo budino si può gustare a qualsiasi ora del giorno, a colazione, merenda o come snack.

I semi di chia assorbono il liquido e diventano gelatinosi, quindi bisogna preparare il budino molte ore in anticipo, per esempio la sera per la mattina sequente.

Questa è una variante in stile “parfait” a strati, ma sulla falsa riga di questa ricetta si possono preparare anche budini a un solo gusto (cioccolato, cocco, banana, vaniglia, fragola, frutti di bosco ecc…)

 

INGREDIENTI:

  • 12 cucchiai di semi di chia (4 per gusto)
  • Latte di cocco ≈ 1L
  • Dolcificante a scelta (agave, sciroppo d’acero, di riso…) (facoltativo)
  • Cacao in polvere 2 cucchiai
  • Vaniglia in polvere
  • Mirtilli/ Fragole/ Lamponi

PROCEDIMENTO

  1. Preparare 3 diversi contenitori e mettere in ciascuno 4 cucchiai di semi di chia
  2. Versare 300 ml di latte di cocco in due dei contenitori e 240 ml nel terzo (quello dove verranno aggiunti i frutti di bosco).
  3.  Aggiungere un dolcificante a scelta a tutti e tre i contenitori e mettere in frigo quello con meno latte di cocco.
  4. Aggiungere a uno dei due restanti due cucchiai di cacao e all’altro mezzo cucchiaino di vaniglia in polvere. Mettere in frigo.
  5. Dopo circa 8 ore togliere dal frigo e frullare i semi di chia del contenitore con meno liquido insieme ai frutti di bosco.
  6. Assemblare il parfait alternando i gusti.
  7. Guarnire con cocco grattugiato, cacao in polvere o frutta fresca.

Mi scuso per la foto un po’ scadente, ma la luce invernale non è il massimo per fotografare dentro casa 😉

Raw Vegan: barrette detox

Finite le vacanze si torna alla routine, e non c’è niente di meglio, per rendere più sopportabile il ritorno al lavoro/scuola, di uno snack goloso, sano (che ci permetta di non tradire i nostri buoni propositi!) e veloce da preparare.

Queste barrette sono ricche di proteine e minerali, contengono grassi polinsaturi che saziano a lungo.

 

Ingredienti:

– Una tazza di noci miste (nocciole, mandorle, noci, anacardi ecc…)

– Una tazza di riso soffiato (oppure quinoa o amaranto soffiato, per una versione più proteica)

– Mezza tazza di semi di girasole e di zucca

– Due cucchiai di sciroppo di riso

– Un cucchiaino di burro di arachidi o mandorle

– Un cucchiaino di cannella

– 3 datteri (frullati con un cucchiaino d’acqua)

1. Mescolare lo sciroppo, i datteri frullati, il burro di arachidi e la cannella in una ciotola grande.

2. Aggiungere il resto degli ingredienti e mescolare.

3. Quando il composto è ben amalgamato, trasferire in un contenitore rettangolare o quadrato e usando le mani, schiacciare il mix in modo che sia tutto compatto. 

4. Lasciare nel freezer per un paio d’ore, poi togliere il “blocchetto” dal contenitore e tagliare le barrette con un coltello.

The Family Food e il menù natalizio

Nonostante il gran parlare di cibo, l’overdose di chiacchiere su tutti i media, si continua a mangiare in modo poco sano e grande rimane l’ignoranza su come funziona la nutrizione. Si affrontano le diete con pochi concetti posticci e spesso falsi. Purtroppo si continua a mangiare in modo sbilanciato con il conseguente incremento di intolleranze e allergie.
Per tutti questi motivi, mi sono entusiasmata quando ho scoperto questo libro, un manuale di ricette dedicate alle madri sempre di corsa che però non vogliono abdicare ai cibi pronti, alle merendine e anche al piacere di coinvolgere i propri figli nell’arte e nel divertimento di creare insieme in cucina. Le autrici del libro Giulia Mandrino e Antonella Alfieri, nell’introduzione del loro libro lasciano grande spazio a un “ripassino” di biologia per spiegare i concetti base della nutrizione, parlano di micro e macro nutrimenti, delle combinazioni alimentari, ma anche dei pro e contro nei vari metodi di cottura, spiegano come leggere le etichette e illustrano pregi e difetti tra alimenti freschi e conservati. Un escursus completo per trascinare chi legge in cucina con loro, per imparare ricette originali di una cucina fusion, in cui si prediligono cibi sani e naturali.
Ogni ricetta non richiede più di trenta minuti di preparazione, sono tutte accattivanti e golose, rese ancora più invitanti dalle bellissime foto. Non è un libro di cucina vegana o vegetariana, ma verdure e legumi sono grandi protagonisti. E ci sono anche le alghe che oramai, fortunatamente, non fanno più paura a nessuno. Poi nell’ultima sezione si suggeriscono piatti per le occasioni speciali e in particolare alcuni dolci molto adatti per il menù natalizio, sano ma goloso, da affrontare senza troppi sensi di colpa. Ecco allora i loro pancakes, il cheesecake alla fragola, il budino love, i roll alla cannella vegani e la torta di grano saraceno.
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Chef

Emma ama il riso ai funghi. Anita no.
Anita mangia la polenta. Emma la odia.
A Emma piacciono i pizzoccheri. Anita “piuttosto la morte”.
Anita beve la centrifuga. Emma no.
Emma adora i ravioli. Anita no.
Anita mal sopporta le lasagne. Emma vivrebbe solo di quelle.
Potrei andare avanti così ancora per un po’ ma diventerei noiosa. Dopo anni di pasta al pesto e al sugo, mi piacerebbe cucinare qualcosa di universale per tutta la famiglia e non dover sempre prevedere almeno 2 menù. Mi piacerebbe non dover far la pizza divisa a zone: normale con capperi, origano e mozzarella per me e Sant. Solo mozzarella per Anita, solo pomodoro per Emma.
Neanche nei territori occupati i confini sono così rigidi e invalicabili.
Il fondo l’ho toccato un po’ di anni fa, quando avevo appena cambiato la cucina. Il forno era nuovo e molto più potente di quello che ero abituata a usare. Quel giorno, in un impeto di amore materno avevo deciso di fare la torta di verdura, nelle due versioni: con il ripieno di ricotta e gli spinaci per Emma, farcita di spinaci e mozzarella per Anita. Da una forma rettangolare di pasta (già fatta) avevo ricavato due triangoli di torta, uno per ogni figlia. Grondavano amore ed erano perfetti.
Avevo anche una mezza idea di personalizzarle con una “A” e una “E” scritte con i semi di sesamo.
Avevo infornato, ma dopo pochi minuti erano più “abbronzate” di Obama. Cavolo, il nuovo forno andava a palla! Dovevo salvare le torte! Ho abbassato la temperatura, ma dovevo anche posizionare la teglia in un ripiano più basso.
Con una mossa avventata ho aperto il forno e agguantato la teglia, in pyrex, delle torte. E’ stato un attimo: mi è scivolata, si è librata in aria come un freesbee e tutto il mio impegno di chef è andato in fumo. Anzi è andato ovunque: brandelli di ripieno ricotta, spinaci e vetro penzolavano dagli armadietti della cucina verso il pavimento. La mozzarella era direttamente spiaccicata ai miei piedi. Minuscoli pezzi di vetro ricoprivano come un odioso manto di rugiada il lavello, spinaci filanti occhieggiavano dai pensili.
Ho chiuso gli occhi pensando:
“Questa non è la mia vita, adesso conto fino a 10 e quando riapro gli occhi, è tutto sparito”
Non è stato così. Ho dovuto pulire tutto e raccattare i tristi resti: porconando tra i denti e giurando di proporre per sempre una dieta di bastoncini Findus ad aeternum.
Ma non ce l’ho mai fatta. Perchè da sempre mi sono sbattuta per un’alimentazione sana, le mie figlie sono cresciute bene, i percentili ci hanno sempre fatto un baffo, però essere una madre culinariamente corretta è quasi un lavoro a tempo pieno. Per questo le multinazionali del junk food ci sguazzano.