Rubik for blondes

Le barzellette discriminatorie sull’ IQ delle bionde si sprecano.
Da Barbie a Paris Hilton senza incontrare neanche un neurone.
Ho due figlie bionde ma sorrido.
Oggi ho scoperto che esiste un cubo di Rubik taroccato specialmente formulato per le ragazze bionde. In qualunque posizione si giri c’è soddisfazione.
La combinazione riesce sempre, il colore non cambia, gli incastri sono perfetti, niente stress. Altro che la versione facilitata del sudoko!
E il cubo tutto azzurro per i ragazzini mori e minchioni quando la faranno?

Mamme bugiarde?

Da un po’ di giorni, Emma ha un’esplosiva passione per il cubo di Rubik.

L’altra sera l’ha portato anche a letto, incurante dei pericolosi angoli.
Lo manipola e gira in continuazione.
Ieri pomeriggio mi ha mostrato l’ennesimo risultato di un lato appena composto.
“Mamma guarda!”
“Bellissima composizione cromatica!”
Mi ha guardato interrogativa e poi delusa.
“Vuol dire che non te ne frega niente”
“No. Se non mi interessasse, avrei detto: brava Emma, ma che bello!”
“E’ vero. Quando i genitori se ne infischiano dicono così ai bambini”, aggiunge Anita: “Una mia compagna di scuola mi ha raccontato che da piccola sospettava che fosse così, allora faceva un disegno bruttissimo. Il più orrendo che poteva e poi metteva alla prova sua mamma. Le chiedeva: ti piace? E lei rispondeva sempre sì, anche se era schifoso!”
Colpita e affondata.
Sarebbe un estensione pittorica al concetto “ogni scarafone è bello a mamma sua”? O siamo cieche d’amore? E voi avete mai mentito, trattenendo a stento il conato di vomito?