Crumble Vegano

Anita se n’è andata e quindi le ricette tocca farle a me. La faccenda non butta per niente bene, ma dopo un paio di settimane di allenamento posso proporvi questa ricetta di crumble adatto anche a chi è intollerante al lattosio perchè è senza burro e quindi vegano. Il crumble (perfetto dessert invernale) è una mia ossessione, avevo già provato a farlo (con scarsi risultati) varie volte. Ma questo ha avuto un inaspettato successo. E’ facile da fare, poco calorico e buonissimo anche il giorno dopo da gustare freddo.

Ingredienti (per 4 persone):

  • tre mele
  • una vaschetta di more e una di lamponi (si possono usare anche altri frutti di bosco a piacere)
  • due arance
  • una tazza e mezzo (mug) di avena
  • quattro cucchiai di olio di cocco
  • tre cucchiai di malto di riso (o in alternativa sciroppo d’acero)
  • quattro cucchiaini di cannella

 

fullsizerender-3

fullsizerender-2

Procedimento:

  • Preriscaldare il forno a 150°
  • Tagliare a cubetti le mele e metterle a macerare nella teglia con il succo delle due arance. (ho usato una terrina di ceramica antiaderente così non ho dovuto imburrare/ungere)
  • Aggiungere poi i frutti di bosco
  • Amalgamare l’avena con la cannella, i cucchiai di malto di riso (o sciroppo di acero) e quelli di olio di cocco. Qui ho incontrato due difficoltà: nel primo tentativo avevo sbagliato a scegliere l’avena, era troppo granulosa (lontana parente della granola) e fa molto più fatica a integrarsi con il malto e il cocco. Quindi alla fine anche mescolando per una vita, rimane piuttosto rigida e alla fine, anche dopo la cottura non si mescola mai bene con la frutta. Quindi consiglio di comprare l’avena più “sfarinata” possibile, quella che sembra una lontana parente della segatura: brutta ma utile, che si lavora molto meglio. La seconda difficoltà riguarda l’olio di cocco che con il freddo si solidifica. Quindi per misurare i cucchiai bisogna scavare nel barattolo con energia (ed è un po’ snervante), per ovviare il problema si può lasciare in anticipo il vasetto di olio di cocco fuori frigo per lasciarlo ammorbidire a temperatura ambiente.
  • Quando l’aveva si è amalgamata bene ed è diventata un composto morbido si ricopre con quest’ultimo tutta la frutta, senza lasciare intravedere neanche un mirtillo!
  • Cuocere per circa mezz’ora.
  • Per i più golosi si può abbinare anche a un gelato di crema.

P.S. nelle foto si vedono more e mirtilli, c’è qualcosa che non quaglia (!) foto da due tentativi diversi (scusate sto imparando! Le foto del food sono difficilissime. Spesso sembra qualcosa di già digerito)

Crumble

Sono abbastanza sicura di me in cucina: sono convinta, dopo anni di esperienza, di possedere quel tocco magico che mi permette di modificare e personalizzare le ricette. Magari se seguo le istruzioni per fare un certo piatto, solo la prima volta peso gli ingredienti, le volte successive vado a intuito.
Questa presunzione ieri sera ha fatto grossi danni.
Mi piacciono molto i dolci rustici, non troppo zuccherosi, vecchio stile, quelli che magari sono brutti da vedere, perchè lontani parenti della cucina macrobiotica. Uno dei miei preferiti è il crumble, la versione inglese creativa e alla frutta della vecchia sbrisolona nostrana. Un paio di anni fa, mi ero fatta dare la ricetta da una mia amica inglese. L’avevo provata e mi ero preparata un ottimo crumble. Parlo al singolare perchè in casa mia nessuno si è mai fidato tanto da volerlo assaggiare.
Emma mi ha detto: “Magari dopo”
Anita: “Ummmm… non credo che mi piaccia”
Sant’: “Ho mangiato troppa pasta…”
Poi, ringalluzzita dal mio successo mi sono anche comprata un libro “Crumbles” dove spiegano mille modi in cui prepararlo: dolce, salato, al cioccolato, con tutti i tipi di frutta. L’ho letto e ho pensato:
“Facile, adesso ho un’idea dei principi universali del crumble: posso fare quello che voglio”
Ieri pomeriggio mi è salita una voglia impellente di crumble: qui e ora. Sono uscita e ho comprato lamponi e mirtilli. Prima di cena ho cominciato a prepararlo con grande entusiasmo.
“Mamma, cosa fai?”
“Il crumble, ma una mia versione, me l’invento”
“????!!”
“Sai quando una è brava in cucina inizia a creare, a inventare, a modificare…se ne frega delle ricette!”
“Sei sicura, mamma?”
“Sicurissima, fidati. Lo assaggerai questa voltail mio crumble?”
“Forse…magari dopo”
Lo scetticismo di Emma non è bastato a farmi perdere l’ottimismo culinario.
Ho radunato gli ingredienti. Burro: accidenti, l’avevo finito. Beh, avrei unto la pirofila con un po’ d’olio d’oliva. E poi senza burro l’impasto sarebbe stato più leggero, meno calorico.
Farina: farina bianca no, meglio integrale. Integrale non l’avevo. Ho trovato la manitoba, ma non mi sono fidata. Ho messo la farina di grano saraceno, quella dei pizzoccheri.
Poca però.
Succo d’arancia. Non avevo voglia di usare lo spremiagrumi, andavo un po’ di fretta. Così ho piantato una forchetta nel cuore dell’arancia e un po’ di succo è uscito.
Fiocchi d’avena: eccoli lì. Mela tagliata a fettine: presente. Lamponi e mirtilli, li ho buttati dentro. Ho pensato fosse inutile cuocere prima la base e poi aggiungere la frutta. Così ho mischiato tutto, versato un po’ di zucchero di canna e infornato per mezz’ora.
Da cotto era orrendo, sembrava vomito. I mei cari hanno gentilmente declinato l’invito di un assaggio. Brutto ma buono? Il suo sapore era quello di un gigantesco pizzocchero agrodolce. I mirtilli si erano seccati e avevano la consistenza del guscio di un insetto, forse uno scarabeo. Dalla pirofila all’umido del cassonetto: è stato un attimo.