Bella Napoli

Napoli è una città bella e difficile, ce lo ripete Saviano fino allo sfinimento e lo conferma anche Cristiano Cavina in questo suo nuovo libro.

A Napoli ci sono stata due volte, una in gita scolastica, un miliardo di anni fa e un’altra sempre nel secolo scorso. Avevo mangiato, naturalmente, una pizza buonissima, fatto dei giri e non mi era successo niente di brutto.

Cavina oltre a essere un grande narratore è anche un pizzaiolo e, come mi aveva detto anche in questa intervista, si è fatto un giro a Napoli partendo proprio dal piatto più famoso della città.

Ed è stato meticoloso, con l’approccio giusto, e l’intenzione di provare una pizza al salame piccante, ha catalogato proprio bene, partendo dall’inizio.

A Napoli esistono tre tipi di pizzerie:

1-quelle in cui vogliono andare tutti

2-quell in cui non ci va nessuno

3-quelle in cui ci vanno i napoletani

Già da questi titoli si capisce dove andrà a parare e infatti prosegue, con la sua solita ironia, dettegliando le differenze e le tipologie sia della clientela che dei camerieri.

E si ride molto.

Ma il giro turistico a Napoli con Cavina non si ferma all’analisi di pizza e calzoni, perchè Bella Napoli, seppur molto originale, è una guida completa alla città e ai suoi miti. Il più mediatico e ingombrante è naturalmente Maradona. Miticissimo per Cavina, grande appassionato di calcio, che una volta magicamente l’ha anche incontrato.

Oltre che per la pizza i napoletani sono famosi per la simpatia e la fantasia. Le persone sono molto estroverse e attaccano spesso discorso. Il turista farà fatica a soffrire la solitudine. Questo lo sanno tutti, ma eccone un esempio eclatante:

…Per il venditore ambulante di calzettini, il massimo complimento che si può fare a un essere umano è “Grandissimo tronista di uomini e donne”. Come moltissimi suoi concittadini subisce il fascino, non tanto del vip ma della celebrità televisiva. E con questo complimento crede di attirare la tua attenzione…. 

La guida non si sofferma troppo sui monumenti (per una lista completa di questi c’è sempre Google) ma preferisce approfondire sugli usi e costumi della città.

Nel bene e nel male.
Con un mix di informazioni e sensazioni, coinvolgenti e un po’ surreali, che ribaltano e altre volte invece confermano i luoghi comuni sulla città. Ma fanno comunque venir voglia di andare a Napoli e verificare di persona.

Pinna Morsicata

Pinna Morsicata è un delfino giovane. Scavezzacollo e avventuroso, insofferente alle regole del suo Clan, saltava sulle onde a perdifiato. Dopo un incontro un po’ troppo ravvicinato con uno squalo si era anche fatto morsicare la pinna. E andava in giro orgoglioso della sua cicatrice di guerra. Ribelle e sfrontato come tutti i mammiferi adolescenti.

Poi è successo qualcosa di grave e Pinna Morsicata è cambiato molto “ha perso la gioia e quando un delfino perde la gioia perde tutto”, infatti ha cominciato a lasciarsi trasportare passivamente dal mare e dalle onde. Senza rotta e senza scopo. Depresso nella vastità del blu, con brutti pensieri che viravano verso gli abissi. Finchè non si è imbattuto per caso in Spigolo, uno strano pesce simile a una valigia ma anche un po’ a una busta della spesa.

Spigolo si accolla a Pinna nel girovagare per il mare, perchè ha un problema alle pinne caudali. Infatti se per qualche motivo smette un attimo di nuotare, non sta a galla, precipita in basso e quindi chiede sempre a Pinna Morsicata di aiutarlo o meglio “di nasarlo un po’ su”. Una delle tante espressioni divertenti e acute di questo romanzo delizioso, dove ci sono pesci che “ti stanno sulle pinne“, “situazioni di alga”, tensioni da “squamarsi dalla paura” , e per andare veloci si mettono “giù i testoni e code a manetta” e via così. Perchè l’autore è Cristiano Cavina brillante narratore di Casola Valsenio, paesino nei pressi di Imola. Nei suoi romanzi precedenti più o meno autobiografici usava incisive espressioni del dialetto romagnolo mentre qui si è inventato una sorta di “pescese”.

Con Pinna Morsicata debutta come scrittore per ragazzi e questo libro conferma il suo indiscutibile talento. Infatti la storia di questo delfino si trasforma presto in un romanzo di formazione, dove oltre all’avventura vengono affrontati temi importanti e difficili, l’amicizia, la tristezza, la solitudine, con una scrittura sempre fluida, coinvolgente e ironica.

Pinna Morsicata e Spigolo diventano inseparabili e affrontano insieme inevitabili ostacoli e pericoli del mare, descritti da Cavina con dialoghi fulminanti e uno stile metaforico incisivo e mai banale. A rendere poi il libro più prezioso e bello ci sono le originali illustrazioni tricromatiche di Laura Fanelli, in azzurro bianco e giallo, delicate, fresche e allegramente marine.

P.S. Sono una grandissima fan di Cavina ho adorato tutti i suoi romanzi e amato in particolare questo.