Che paura!

Ieri sera siamo state al cinema a vedere Coraline. La prima metà del film, tratto dall’omonimo romanzo di Neil Gaiman, è veramente meravigliosa: disegni stupendi, battute intelligenti, situazioni in cui mi sono rivista. Come quando i genitori lavorano da casa al computer e la piccola Coraline cerca di attirare, con diversi tentativi, la loro attenzione, più o meno invano. Poi, bruscamente il film vira verso l’angoscia. Verso una paura crescente che ti inchioda alla poltrona. E per un piccolo spettatore non si tratta di un timore come quello che può provare davanti a dei mostri spaziali o altre entità aliene, ma di una paura profonda, atavica, attanagliante, perchè riguarda un vero tabù dell’infanzia, quello di non essere contento dei propri genitori e desiderare cambiarli con altri, più simpatici e permissivi. L’ignara Coraline stava per barattare la sua famiglia con un’altra, ma poi scopre che la finta mamma buona è in realtà una strega che la vuole più o meno annientare. 

Poi naturalmente c’è il lieto fine…che arriva quando i bambini sono già belli marinati nella loro angoscia.
I piccoli hanno paura del buio perchè nell’oscurità si annidano i loro sensi di colpa, quelli che provano per aver pensato “la mamma è cattiva”, magari dopo una sgridata, quindi vedendo un film del genere si rannicchiano spaventati, nascondendosi con la testa dentro al bicchierone di pop-corn. Nella nostra sala c’erano molti piccoli che piangevano e altrettanti che andavano a fare pipì. 
Sconsiglio quindi Coraline ai minori di nove-dieci anni, età minima per essere in grado di digerire senza troppi incubi notturni questa storia. 
Non avevo letto le recensioni e ho fatto la mia solita “tavanata”. Emma infatti era un po’ turbata: ci sono volute molte, molte coccole per farla poi dormire tranquilla (nel suo letto).