19 in un lampo!

Diciannove anni fa a quest’ora soffrivo e urlavo come una pazza accovacciata per terra credendomi una donna delle caverne che perpetrava la specie.
Per calmarmi mi dicevano: “Buona festa della donna!”
Rispondevo a male parole, con frasi proprio brutte.
Questi anni insieme sono stati intensi e veloci. Pieni di amore e sorprese.
Ero alla mia prima esperienza come madre e tu come figlia: abbiamo improvvisato e cercato di fare del nostro meglio!
Ieri sera hai soffiato 19 candeline anticipate (stasera festeggi fuori casa), ti auguro di divertirti ed essere sempre felice.
VSCO Cam-1

Si parte!


Per celebrare degnamente i dieci anni di Emma, ce l’abbiamo messa tutta: ho copiato l’idea da Natalia e ho fatto downshifting per addattarla alle mie capacità culinarie. Anita ha abbracciato l’idea, cospirando con me nella sorpresa e ricoprendo la Lego-torta di glassa.
Il risultato finale ha rialzato la mia autostima come cuoca, dopo i recenti flop di cui ben sapete.
Emma era felicissima, lei è ossessionata dai mattoncini Lego. Quando rimaniamo sole in una situazione un po’ intima, come nel lettone, le brillano gli occhi mentre mi chiede: “Mamma, di cosa parliamo? Di Lego?”
Quando ha visto la torta era troppo felice.
E domani per festeggiare io e lei ce ne andiamo a Legoland, a Billund in Danimarca.
Un weekend lungo nel mondo di Lego, sarò off-line, mi disintossicherò dalla rete e mi immergerò nei mattoncini.

Party animals

Ieri sera Emma è stata invitata a un compleanno di due compagni di scuola nella locale ludoteca affittata in esclusiva per l’occasione dalle mamme dei festeggiati.
Il programma prevedeva: pizzata e discoteca.
Questa ludotecca è piuttosto piccola ed è attrezzata con giochi e accessori per bambini minuscoli, non per novenni iper-vitaminici.
Tra gli invitati il 65% erano maschi.
Già al nostro arrivo, alle 20 e quindici, l’atmosfera era parecchio surriscaldata. Tutti gli invitati urlavano, correvano, saltavano e si lanciavano le palline con forza inaudita. Alle 22, quando siamo andati a prendere Emma, la temperatura interna era più alta che nella famigerata estate del 2003. Circa 45°.
L’atmosfera era quella della rissa da saloon, bambini incastrati nel tubone dello scivolo della gabbia a più piani pensata per pargoli di diciotto mesi, che venivano colpiti da palline colorate a mo’ di tirassegno. Altri che facevano gli autoscontri spiaccicati nelle macchinine di plastica, quelle piccole taglia 3 anni, indemoniati che si tiravano palline negli occhi dall’alto della torre del castello di plastica. Tarzan nani che saltavano in groppa agli ignari che attraversavano una zona a rischio per andare in bagno.
Urla sataniche e musica a palla come costante colonna sonora.
L’animatrice che raccoglieva tranquilla tranci di pizza smangiucchiati e buttava piatti di carta, totalmente ignara di quello che stava succedendo.
Feriti 6, contusi 4. Emma tirava palline, acquattata dietro al torrione del castello, ridendo e urlando come un’ossessa.
“Ma non avete ballato?”
“No, solo due mie compagne che fanno danza hanno provato, ma poi non importava nulla a nessuno”
“Ma l’animatrice non vi faceva giocare?”
“No, era solo una gran rompiscatole”
“E i genitori dei festeggiati?”
“Non si sono visti”
“Vi siete divertiti?”
“Moltissimo”

Mamma da soap

Dodici anni vissuti intensamente.
I compleanni sono tempo di bilanci. Sembrava ieri…blah…blah…
Tranquille, non temete! Non racconto il mio parto di Anita, ma solo perchè la mia amica psicologa, pochi giorni fa, ha sentito un’altra “mamma delle medie” che elencava minuziosamente la sua esperienza in sala travaglio a un’amica e ha commentato:
“Dopo così tanti anni, se racconti ancora il tuo parto non sei normale!”
I primogeniti, tanto bistrattati dall’arrivo dei fratelli minori, godono comunque di un privilegio, la loro gravidanza e il loro arrivo rimane registrato indelebilmente negli annali di famiglia. La prima contrazione non si dimentica. Quelle dei fratelli invece passano più inosservate.
Non racconterò il mio parto, non descriverò minuziosamente le mie ragadi da allattamento ma userò una metafora…

Dodici anni fa ero al settimo mese immobilizzata in ospedale aspettando la 34ma settimana e Sant’ mi aveva portato una piccola televisione per svagarmi (a quei tempi non c’erano smartphone e micro laptop con dvd, ecc). Già ero impallinata con il francese e alle 9 di mattina, a casa prima di andare al lavoro (i giornalisti iniziano tardi) guardavo Amor, Gloire et Beauté che era la versione francese di Beautiful. In italiano non l’avevo mai visto, ma la versione french con tutti i nomi storpiati, (i cognomi americani pronunciati con l’accento francese) e il doppiaggio, con i dialoghi scanditi e lenti, lo rendevano particolarmente accattivante per me.

Quindi, in ospedale, imbottita di vasosuprima, mi sparavo una bella puntata di Beautiful, a rovinare l’atmosfera è arrivato però, un giorno, il mio fido ginecologo. Prima di dare un’occhiata alla mia pancia, ha buttato l’occhio sul video e ha commentato sarcasticamente, con una risatina:
“Ah! Programmi intellettuali!”
Vergognandomi come una casalinga disperata, ho spiegato che veramente, per me, era un corso di lingua, ma non mi ha creduto. Ha continuato a sorridere sotto i baffi e ha detto all’infermiera di mettermi il monitoraggio.

Ieri mattina, alla stessa ora ho riacceso France 2 e, incredibilmente, ho ribeccato Amor, Gloire et Beauté c’era Brooke, che oramai non so più quante volte si è risposata con Ridge, con il padre di questo o con suo cugino. C’era un ragazzo, con il pizzetto, un tipo un po’ intellettuale da centro sociale, ma figo, che diceva, preoccupato, a Brooke:
“Mamon…fossi in te non risposerei per la settima volta Ridge…”
Mamon???? Mamon??? Ma ho sentito bene?
Quel venticinquenne è il figlio di Brooke?

Incredibile come passa il tempo!

La compleannite

“Donna tu partorirai con dolore!”
Fosse solo questo l’anatema della maternità…nessuno ha avuto la gentilezza di aggiungere: “…e vagherai eternamente per gli ipermercati alla ricerca del regalino perfetto, quello che costa poco ma non sembra, per l’ennesimo compleanno del compagno di scuola del tuo bambino!”
Sì perchè lo dice anche l’Istat il 72% dei bambini italiani partecipa a feste di compleanno, sempre, comunque tutto l’anno. Non si scappa. In casa, all’oratorio, in giardino, in ludoteca, al cinema, ai gonfiabili, al museo, al bowling. Amplissima la possibilità di scelta, golosissimo l’indotto. A Milano, la città più cara d’Italia, una festa in un ludoteca “classe A” arriva a costare ben 360 euro. Il baby-festa-business attecchisce da subito: a un anno si è commosse e si invitano i nonni e gli amici intimi, a due inizia il walzer con gli amichetti.
A tre, si socializza alla materna e si entra nel tunnel. Sì perchè tutti i bambini festeggiano, tutti i bambini invitano. E il bon-ton dice che tutti devono invitare tutti. Per i primi anni le mamme più politicamente corrette rispettano la regola e affittano ludoteche, oratori, supplicano nonne con il giardino, si organizzano per riunire due/tre festeggiati sotto lo stesso tetto/prato.
Poi inizia la ribellione. Le maestre della materna dicono che tutti devono invitare tutti? Allora facciamo la festa a casa loro!
Cominciano le discriminazioni: solo maschi per i maschi… solo femmine… solo quelli con i capelli biondi… solo quelli che erano al nido con me…solo quelli che mi stanno simpatici…solo ariete con ascendente capricorno…
Le mamme diventano creative e politicamente scorrette. Gli inviti, così dolci e teneri, si passano clandestinamente sottobanco. Gli appuntamenti si danno sotttovoce.
Perchè è anche una questione di budget: regalino qui e regalino lì, si spende un sacco. La catena di S.Antonio dei compleanni, prevede che anche una minima schifezza di giocattolo, piena di pericolosi ftalati cinesi, non costi meno di 10 euro.
Da qui i suddetti vagabondaggi agli ipermercati di frontiera. Sì perchè tutte le mamme girano gli stessi luoghi e se si compra il Gormito in super offerta, si viene scoperte e svergognate al compleanno, con il più mellifluo dei sorrisi mammeschi, dalla genitrice del festeggiato.
Per risparmiare si fanno le cordate. Si telefona, armandosi di faccia tosta, a una mamma sconosciuta chiedendo con umile noncuranza: “Se non siete già in 20 a comprare quel pigiama di Hello Kitty, posso partecipare anch’io?”
Non è detto che la risposta sia positiva.
Si sta al gioco per paura di uscire dal giro: se B ha invitato vostro figlio al compleanno, dovete invitare B. Se rifiutate di andare al compleanno di A, questo non verrà da voi, e così via. Odiate la mamma di C, ma è il miglior amico di vostro figlio, quindi dovete invitarlo e se avete sfortuna vi toccherà contare fra gli invitati anche il fratellino. Dire basta non è facile, specialmente quando i bambini sono piccoli. Ho sentito indicare come una monatta una madre “ribelle”:
“Quella non li manda mai ai compleanni!”, commento pronunciato con il massimo disprezzo.
Poi un giorno tutto finisce. Avete organizzato una pizzata compleannesca per un gruppo di decenni. Si sono comportati così male che il proprietario dell’esercizio voleva chiamare la polizia. Improvvisamente e irrevocabilmente decidete che del bon ton dei compleanni non ve ne frega più un fico secco.
E tornate una donna libera.

P.S. Era solo un sogno: sabato festeggiamo il compleanno di Anita al bowling.

Patinoire

Ieri pomeriggio un’amichetta di Emma festeggiava il compleanno al patinoire.
Tutti gli invitati dovevano pattinare sul ghiaccio. La mamma che ha organizzato il compleanno ha un’altra figlia (ex compagna di scuola di Anita) che è una quasi campionessa di ice-skating e quindi pensa che tutti nascano “pattinati”.
Da noi, purtroppo, non è così. Dopo un breve “periodo roller” le mie figlie si sono innamorate dello skateboard e quindi soprattutto per Emma l’esperienza di pattinatrice è praticamente nulla. Quindi ero un tantino perplessa.
Ma non si poteva rifiutare l’invito.
(Il maledetto bon-ton dei compleanni merita un post ma sarà per un’altra volta).
Molti bambini volteggiavano leggiadri, altri come le mie figlie, andavano come i pazienti ospedalieri dopo l’anestesia, un po’ anchilosati.
Ero preoccupata e ansiosa soprattutto per Emma e invece a un certo punto è caduta Anita e non riusciva ad alzarsi.
Porcoqui, porcolì, porcolà!
Non si è rotta la gamba per fortuna ma comunque ha il ginocchio blu e gonfio. L’ho imbottita di arnica e ghiaccio. Non è andata a scuola perchè zoppica vistosamente e adesso è spalmata sul divano. Ho pensato che la prossima festa di compleanno la organizzo sulle rampe da skate o al maneggio per una sessione di salto a ostacoli.
(Le “crocette” da saltare sono solo di 30 centimetri, che ci vuole?).
L’inconveniente è particolarmente irritante anche perchè domani abbiamo programmato una vacanzina in montagna di quattro-giorni-quattro.
Ne ho veramente bisogno, è da agosto dell’anno scorso che non stacco.
Ho deciso di provare anche ad allontanarmi dal blog.
Ieri sera a cena per sdramamtizzare la situazione, ortopedicamente mesta, ho lanciato a tavola questo giochetto: facciamo a chi indovina più mamme blogger?
Sant ha accettato, Anita, alla quale ogni tanto concedo l’onore di leggermi, pure mentre Emma giocava in squadra con Sant perchè non è autorizzata a leggere (anche perchè a volte forse si offenderebbe).
Anita ama le mamme artigiane e quindi ha debuttato, urlando: “Mammafelice!”
Sant l’ha guardata dritta negli occhi e le ha detto: “GloGLo”
“Italianmom!”
“Mammamsterdam!”
“Worldwidemom”, ha scandito bene Sant.
“Piattini circensi”, rilancia Anita.
“Non vale! Hai sbagliato!”
“Rossana!”
“Ms!”
“Emily!”
“Alle!”
“Casa nella prateria”, Anita ama la natura.
Il gioco è andato avanti per un po’ sempre più entusiasmante…i concorrenti erano paonazzi ed eccitatissimi…snocciolavano nomi su nomi, in un crescendo di delirio web…poi si sono arenati, nonostante i miei criptici suggerimenti…
“cosa dicono i bambini quando sono felici?”
Ma a Filastrocche e Jolanda non ci sono arrivati.
Poi eravamo già (letteralmente) alla frutta, quando Emma ha gridato: “Panzallaria!”, portando la squadra alla vittoria.
Capite ora come sono ridotta. Per 4 giorni non toccherò tastiera.

E il blog Candy quindi sarà sorteggiato lunedì 2 marzo, ufficialmente, cambio la Costituzione e decreto un giorno in più di concorso.