Porta il cane in ufficio

Da oggi fino al 23 giugno si potrà portare il proprio cane in ufficio, invece di lasciarlo solo a casa sul divano, magari anche senza aria condizionata.
C’è il giorno in cui si portano i bambini e per non discriminare adesso è arrivato anche il momento dei nostri animali domestici.
La cui compagnia in ufficio rende la giornata lavorativa più piacevole e proficua. Se fino ad alcuni anni fa era impensabile ipotizzare un ufficio abitato da cani e gatti, attualmente sta diventando un’usanza quasi normale.
Mars (azienda che si occupa di prodotti per animali) è stata tra le prime a inaugurare questa buona pratica, facendola diventare una consuetudine.
La presenza di pet in ufficio, infatti, favorisce il benessere, riduce lo stress, aumenta il livello di attività fisica, la produttivitàe la serenità.
Questi i principali risultati dell’ultima ricerca del The Banfield Pet Hospital (rete di cliniche veterinarie negli USA) effettuata su 1.000 dipendenti e 200 responsabili delle risorse umane. Lo studio ha infatti evidenziato che proprio la presenza di pet sul posto di lavoro ha un impatto positivo complessivo sui dipendenti. In particolare, l’umore migliora per il 93%, stesso dato per la riduzione dello stress e per 91% incide sulla diminuzione del senso di colpa nel lasciare a casa il proprio peloso. E poi, non da meno, il piacere di farsi un selfie alla scrivania con il proprio pet!

E il passerotto come fa?

Ieri mentre pranzavamo fuori sul terrazzo, Emma ed io abbiamo notato strani movimenti di Lola nell’angolo in fondo del balcone. Quello coperto di edera rampicante dove di solito succedono cose interessanti.

E’ infatti lo stesso angolo dove di solito appare Silvestro che, scavalca il confine del suo balcone, e appare al nostro orizzonte. Beh, ieri Silvestro non si vedeva ma Lola si comportava in modo strano, sbirciava dietro la macchina del condizionatore (che si trova proprio nel fondo del terrazzo) e scodava.

Poi tornava indietro cercando di attirare la nostra attenzione.

Ultimamente Lola mi ha un po’ deluso, perché pensavo fosse un cane intelligente, invece la settimana scorsa l’ho beccata, sempre sul terrazzo ad abbaiare alla sua immagine riflessa nella porta finestra. Si specchiava e si abbaiava aggressivamente. Come se cercasse la rissa, con se stessa!

L’immagine naturalmente abbaiava a lei e così via. Stavo lavorando e dopo 10 minuti di abbaio nervoso ero andata a vedere quale fosse il problema e quando ho scoperto la verità ho provato imbarazzo per Lola, come poteva essere così ingenua?

E credere che ci fosse un cane fantasma riflesso nel vetro?

Comunque. Questo prologo per spiegare che ieri dopo un po’ di avanti-indietro dal condizionatore al tavolo, le abbiamo finalmente prestato attenzione giusto per gentilezza.

Emma l’ha seguita ed è andata a vedere cosa ci fosse dietro il condizionatore.

E mimetizzato dietro a una grande foglia di edera, abbiamo scoperto un passerotto pietrificato dalla paura. Probabilmente caduto da un nido della zona. Da un nido che abbiamo individuato nascosto tra l’edera della parete sopra il condizionatore.

Lola, che avrà avuto senz’altro un avo cane da caccia, probabilmente non aveva azzannato il passerotto perchè:

1-non era sicura fosse una preda, pensava fosse un’appendice marrone della foglia.

2-intuiva che fosse cucciolo, inerme, e quindi sarebbe stato scorretto, come sparare sulla Croce Rossa.

3-aspettava di consultarsi con Silvestro.

Ho preso il mano il passerotto che aveva il cuore che batteva a mille e cinguettava disperato, pensando che fosse venuta la sua ora. Ho cercato di parlargli con dolcezza, ma lui naturalmente non si è calmato.

L’ho appoggiato su un ramo un po’ in alto così magari la madre, (dov’era la madre, non si era accorta che mancava una creatura dal nido?!?!?) poteva trovarlo e venire a riprenderselo.

Emma gli ha offerto una ciliegia (un po’ brutta, con quello che costano le ciliegie non volevamo certo sprecare un durone) ma mentre gliela appoggiava vicino sul ramo il passerotto, forse dall’emozione, è caduto di nuovo dietro il condizionatore.

Lola ci guardava e continuava a scodare tra il perplesso e l’eccitato. Aveva capito che si trattava di una preda.

Ho preso la scala e ho piazzato il passerotto in un ramo più alto, più vicino al nido.  Il passerotto nel rivedermi ha cinguettato fortissimo disperato. Mentre io ho continuato a domandarmi dove fosse andata la madre. E il padre?

Dov’era il padre?

Con questi dubbi nella mente, ho blindato Lola in casa e sono tornata nello studio a scrivere, dovevo finire in fretta un pezzo, ma mi sono interrotta quando dalla finestra aperta ho sentito cinguettare fragorosamente.

E anche un gran movimento di foglie.

Sono tornata a vedere: il passerotto era sparito!

Mentre era apparso Silvestro; passeggiava nel giardino sotto al balcone.

E sembrava contento.

Lola l’infedele

Lola è molto socievole, forse troppo. Quando usciamo a fare la nostra passeggiatina nei giardinetti sotto casa tutti la salutano:

“Guarda c’è la Lola!”

“Ehi, Lolina, come va?”

“Ma che bella che sei Lola!”

Insomma un gran entusiamo quando lei corre avanti da sola, poi in coda arrivo io e l’atmosfera si raggela.

Un “Buongiorno/Buonasera” un po’ striminzito é tutto quello che mi dedicano.

Insomma Lola é molto più popolare di me, tra i padroni dei cani e forse per questo si è montata la testa.

E ha perso di vista il precetto fondamentale di ogni cane che si rispetti: la fedeltá verso il padrone.

Ogni volta che andiamo in qualche locale pubblico, bar o ristorante, Lola tenta di sedurre altri umani. Inizia a fissarli con gli occhioni tristi e se questi abboccano, si esibisce nel suo personalissimo show “cane carino&coccoloso”

Se me ne accorgo in tempo riesco a evitare che si butti anche in terra a pancia in su per farsi fare i grattini.

Imbarazzante e anche un po’ zoccola.

Poi non è come nei romanzi o nelle commedie d’amore che attacca bottone con qualcuno di intrigante e meraviglioso.

No, gli obiettivi di Lola sono le pazze gattare a cui cerca di far cambiare sponda.

Quando la colgo in flagrante, faccio un sorriso di circostanza alla gattara che sta cercando di sedurre, poi con una tiratina energica di guinzaglio cerco di distogliere Lola dal tradimento.

Quando usciamo dal bar la rassicuro dicendedole che le voglio bene, che so che anche lei mi é affezionata e non deve cercare di farsi adottare da nessun altro padrone. E le racconto anche di quei bei cani dignitosi che incontro spesso al bar; al guinzaglio con i loro padroni, fermi e tranquilli. Aspettano che i loro umani finiscano di bere il caffè con lo sguardo fermo e innamorato del cane fedele. E non cercano di intortare il primo avventore che passa loro di fianco!

Lola mi guarda annoiata, pensando che sono troppo tradizionalista e monogama. Poi punta qualche altra umana a cui scodare sfacciatamente!

Il mio cane è una top model?

Stamattina ho aperto il giornale e mi ha venuto un colpo.
C’era lei, bella, con lo sgaurdo profondo, sparata a tutta pagina. Lola che pubblicizzava una collana di libri sugli animali.
Bellissima iniziativa, ma cosa ci faceva il mio cane in copertina?
In questo mondo fatuo dove tutte sognano una vita patinata anche Lola è cascata nel tranello di un’esistenza da jet set, feste mirabolanti, guadagni facili, e poi alla fine ci si sposa con il cane di una rock star, un primo ministro o addirittura Trump?

Dalla sorpresa, mista a sgomento, ho urlato e poi verificato.
Era lei? Con le orecchie un po’ così da fricchettona? Mi hanno rubato una foto? Si tratta del famoso furto di identità di cui si parla tanto?
O è solo una sosia?

I natali si Lola sono oscuri, è nata in un campo rom e poi è stata adottata da un’altra persona, poi lasciata alla Lega del cane e finalmente ci siamo incontrate. Magari ha una sorella gemella/modella che invece dal campo rom è andata direttamente sui set fotografici.

Devo chiederglielo.

Vinci un weekend a Montpellier e ringrazia il tuo cane

Con le truffe alimentari, di cui si legge ovunque, c’è poco da stare tranquilli. Ne succedono di tutti i colori nell’alimentazione degli umani, figuriamoci cosa arriva nelle ciotole dei nostri animali domestici.

Qual è il lato oscuro di quelle crocchette?

E quel raffinato patè, sarà veramente così delizioso?

Per vederci più chiaro si può partecipare, fino al 30 giugno prossimo, a questo concorso e tenere le dita zampe incrociate, sperando di vincere un weekend, a inizio settembre, per due persone nel sud della Francia, a Montpellier.

Un’occasione per visitare la città ma anche il Campus di Royal Canin, di oltre 24 ettari, dove sono nate tutte le gamme di alimenti oggi disponibili per cani e gatti e anche quelle specifiche per età, taglia, stile di vita. E poter verificare di persona che tutto sia prodotto secondo le regole per la salute e il benessere dei nostri amati amici pelosi.

Silvestro: il gatto che non ti aspetti

Come avevo già scritto Lola ama molto passare la mattina sul terrazzo, dove può controllare l’andirivieni di cani e padroni che fanno passeggiate nel parco sottostante. Peccato che questa sua tradizionale routine sia, negli ultimi tempi, boicottata dalla presenza di Silvestro, il gatto della vicina di balcone.
Dopo la prima invasione, di circa un mesetto fa, la signora che abita di fianco si è scusata e ci ha presentato Silvestro, un simpatico cucciolo di micio di otto mesi, che ha addottato da poco. E’ molto curioso e ha una gran voglia di esplorare il territorio.
Soprattutto quello di Lola. E qui inizia il problema.
Lola alla mattina vuole che le apra la porta finestra del balcone. Poi esce e comincia a fare questo strano verso da gabbiano alternato a piccole ringhiate. Mentre sono al computer a lavorare viene da me, con aria molto inquieta, tenendo il suo pupazzo in bocca, continua guaire in gabbianese. Non capivo l’origine di tanto struggimento, le dicevo sbadatamente di piantarla e la ignoravo.
Adesso però ho chiara la vera ragione del suo stress: è Silvestro, che pascola indisturbato sul balcone e intimorisce Lola.
Quando lei lo vede dal vetro della portafinestra guaisce, poi prende in bocca il pupazzetto, viene da me, per implorarmi: “Mamma fai qualcosa!”
Allora oggi, vedendola più disperata che mai, l’ho seguita.
Ho beccato Silvestro sul balcone.
Ci siamo guardati, lui ha inarcato la schiena, pronto ad attaccare. Ho fatto un passo verso di lui, impavida (mentre Lola faceva il tifo per me, vigliaccamente da dietro il vetro della porta) e allora Silvestro, vista la mia stazza, è scappato sulla ringhiera del terrazzo ed è andato a nascondersi tra le frasche (e l’ho paparazzato). Mentre Lola, solo a questo punto, ritrovata un po’ di dignità canina, è uscita e si è messa a ringhiare alle foglie.
(continua)

Happy birthday my love

Oggi compi 7 anni e da 4 sei con noi.
Quattro anni i cui mi hai dato amore, allegria e fedeltà.
In cui hai riempito la casa di peli, azzannato gli stipiti, divelto una zanzariera.
Quattro anni in cui appena possibile hai cercato di infilarti sotto le coperte, con la testa sul cuscino come il lupo nella favola di Capuccetto Rosso.
Quattro anni in cui hai imparato molte parole come giro, zampa, andiamo, pappa, pancia, terra, seduta, cane tesoro, cagnolino, carina, amore.
E hai imparato anche una cosa molto utile: aprire le porte a testate.
Quattro anni in cui credi di chiamarti Emma. Ti piace la musica di Taylor Swift.
E a volte ridi. Perchè ti senti una ragazza.
Quattro anni in cui hai corso il più possibile e quando incontri un levriero ti stressi da matti. Corri e piangi, guaisci disperata perchè è più veloce di te.
Quattro anni in cui ti sei innamorata di Nerone, ma lui è un tenebroso problematico che viene da un canile di Roma, ha tante paturnie, è taciturno e in fondo non ti ha mai considerato.
Ci sarebbe Blackie con cui corri molto nella passeggiata della sera, lui vorrebbe, ma per te è solo un amico. Poi c’è Neve la tua amica del cuore ma cerchi sempre di fregarle la pallina quando il suo padrone gioca con lei.
Quattro anni incui non ti piace salire in macchina perchè poi va sempre a finire che si fa una vaccinazione.
Quattro anni in cui quando esco da sola tutti i cani mi annusano a lungo, con attenzione.
Buon compleanno piccoletta, compagna dolce e pelosa.
Sono contentissima di averti nella mia vita!

Cane clonato? No grazie!

Oggi ho letto questa notizia sul Corriere che mi ha veramente colpito: la moda dilagante soprattutto negli USA e in Corea di farsi clonare gli animali domestici, per troppo amore. In previsione della loro dipartita, gli si ruba con un’operazione un po’ di DNA con la speranza di riprodurli pressochè identici. Dagli anni novanta quando nacque la famosa pecora Dolly, ai processi di clonazione per i purosangue, la ricerca non si è più fermata. Già da tempo si può aver un cucciolo clone del cane o del gatto che, per raggiunti limiti di età, un brutto giorno non sarà più in famiglia.

E naturalmente con i soldi si può fare (quasi) tutto: 100.000 dollari per il cane bis, mentre il gatto è molto più conveniente, solo 25.000 per ricopiarlo.

I padroni che hanno scelto di farlo si giustificano raccontando che non riuscirebbero a sopportare la vita senza il pet adorato. Secondo me invece si tratta di mostruoso egoismo; per prelevare il DNA, infatti gli animali devono essere sottoposti a operazioni, poi i cloni sono molto più fragili e quindi spesso non sopravvivono all’esperimento e  ancora il carattere e il comportamento di un animale non è dovuto solo al patrimonio genetico, anche i cani della stessa razza spesso hanno attitudini differenti. Influisce molto anche l’ambiente e l’educazione (è facile che con il passare del tempo gli stessi padroni possano mutare nel carattere e nelle abitudini)  quindi magari il pet clone è materialmente identico ma molto meno adorabile. E infine ci sono così tanti cani e gatti abbandonati che hanno bisogno di aiuto e cercano una famiglia, nei canili e nei gattili e proprio lì sarebbe più etico investire dollari e affetto.
Ma voi cosa ne pensate?

Cosa è successo Gala Brunch canino

Non sempre va a finire come nella favola di Cenerentola. Non sempre basta un tuffo nell’alta società per cambiare il proprio destino. A volte non succede.

Per esempio, al Gala Bruch in uno degli hotel più esclusivi della città in cui Lola è stata invitata domenica scorsa, le cose sono andate diversamente.

Lola ha fatto il suo ingresso nell’high society canina meneghina insieme ad Anita e un’amica di mia figlia, con il suo cucciolo trovatello meticcio.

Le cagnoline sono state accolte bene, ma erano le uniche “diverse” e “vivaci”. Tutti gli altri cani nella raffinata cornice del foyer dell’hotel stellato erano di razza. E soprattutto si dividevano in due sotto insiemi: quelli piccoli che stavano in borsetta e quelli vecch,i sdraiati comodi e fermi sotto i tavoli.

Quindi poco stress per i padroni che potevano mangiare, bere e chiacchierare amabilmente.

Lola e l’altra cucciola invece sono state nervose ed eccitate da subito. Lola perchè c’erano troppi cani in un ambiente sconosciuto, l’altra perchè non ama stare al guinzaglio.

Insomma, un inizio promettente.

Così le ragazze hanno deciso di posizionarsi in giardino (casomai qualcuno avesse voluto marchiare il territorio) Anita ha legato Lola a una balaustra e si è offerta di andare a prendere qualcosa da mangiare e da bere. Stava scodellandosi un assaggino di risotto ma è rimasta con il cucchiaio a mezz’aria quando ha sentito l’elegante messaggio del direttore di sala:

“La mamma di Lola è pregata di venirla a prendere!”

Mia figlia si è ricordata di non essere madre ma è stato solo un attimo di perplessità, poi è stata presa dal panico quando ha visto Lola zizagare correndo in mezzo alla sala. Fra i presenti, mimetizzato fra gli ospiti eleganti, c’era fortunatamente un addestratore di cani che ha braccato Lola, proprio mentre Anita faceva cadere sul pavimento il piattino di risotto.

“Ma l’avevo legata!”

Peccato che alla balaustra fossero rimasti a penzolare solo il guinzaglio e la pettorina “vuoti”. Con una mossa degna di Houdini, Lola era risucita a liberarsi per scappare a cercare Anita.

Alla fine, Anita e la sua amica non hanno più avuto il coraggio di alzarsi dal tavolino (basso) attorno cui si erano sedute. Con i cani stretti al guinzaglio ma non hanno potuto impedire a quest’ultimi di dare anche una slurpatina ai loro piatti. La cucciola si è fatta un mozzarella in carrozza, Lola ha preferito il risottino.

(I tavolini erano così bassi e pet friendly!).

A Lola è stata data da bere acqua minerale e alla fine della festa anche un pacchettino come regalino d’addio (party bag) con un paio di croccantini e un po’ di bustine raccogli-cacca.

Gli altri invitati invece, belli, eleganti, tranquilli e rilassati, hanno anche potuto partecipare a un quiz canino che metteva in palio un altro lussuoso brunch per due all’ hotel.

“I vincitori hanno copiato dal telefono”, hanno spifferato Anita e la sua amica, invidiose, e soprattutto abituate alle astuzie da verifica in classe.

Comunque è stata una gran bella festa. La location era splendida e alla fine Lola e la cucciola sono andate a sgroppare nell’area cani dei giardini di Porta Venezia.

Il cane vegano

“Ciao, mi chiamo Lola e sono un cane vegano”
“Ciao Lola”, rispondono in coro gli altri partecipanti al meeting tutti in cerchio intorno a lei.
Andrebbe cosi, questo sarebbe l’inizio della terapia di gruppo. Se ci fosse un associazione, tipo alcolisti anonimi, un’organizzazione che combatte le assuefazioni, in cui il mio cane potesse andare per rimettere a posto la sua dieta. Sì, perchè ultimamente sono successe cose inquietanti. Prima Lola ha cominciato a impazzire per la mela, poi la banana e dopo le arachidi (quelle vere non salate naturalmente). Poi appena mi cadeva sul pavimento un bacca di goji se la slurpava via in un nano secondo.  Dopo ancora è stata la volta delle nocciole (se gliele metto nella ciotola vuota fa un po’ fatica a catturarle perchè rotolano però sul pavimento si agguantano e divorano benissimo), ma il momento topico è stato la scoperta delle lenticchie.

Lola impazzisce per le lenticchie. Oggi addirittura ha schifato un biscottino gourmet per cani, una raffinatezza a forma di cuore e al sapore di formaggio. Un nuovo tipo di “premio” che avevo comprato al supermercato, copiando una signora elegante e ingioiellata che lo sceglieva per il suo cane.

Guardando l’accattivante packaging avevo chiesto:

“Mi scusi signora, ma è buono?”

E lei: “Il mio cane impazzisce”

Così mi ero fidata e avevo messo la costosa delizia nel carrello.

Invece stasera quando glielo ho offerto sorridendo ammicante :

“Ma chi è che mangia questo biscottino così fico?”

Lola l’ha annusato perplessa e poi ha buttato il cuore firmato sotto il cuscino della cuccia ed ha cominciato a guardarmi con occhi imploranti perchè preferiva le lenticchie che stavo togliendo dalla vaporiera.

 

Stregata dalla luna

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Stamattina Lola ha cominciato ad avvertire che sul pianeta stava per succedere qualcosa di anomalo. Verso le nove e mezzo, invece di abbaiare per attirare la mia attenzione ha cominciato ad emettere strani versi da gabbiano. Il sole sarebbe stato oscurato e come conseguenza lei, da piccolo cane focato, si sarebbe trasformata in un elegante gabbiano bianco?
La sua agitazione era tale che ho cominciato veramente a pensare che qualche mutazione straordinaria sarebbe inevitabilmente accaduta.
Correva per tutta la casa mugolando con il suo pupazzo (un alce smenbrato) in bocca. Ancora più stressata che quando sente il fischio della lavastoviglie che segna la fine del lavaggio.
Si fermava davanti alla portafinestra del terrazzo e mi guardava con occhi supplicanti. Voleva uscire. Stanca di sentire quel verso di gabbiano addolorato, l’ho accontentata e ho aperto.
Di solito nelle mattine soleggiate Lola esce e si sdraia per godersi i primi raggi primaverili. Stamattina invece ha smesso di spacciarsi per un gabbiano e si è calmata. E poco dopo quando sono uscita anch’io, strategicamente armata di un pezzo di una vecchia lastra di Anita, per vedere la meraviglia dell’eclissi l’ho trovata seduta perfettamente immobile, che fissava il cielo bianco.
Trasognata, pacificata, con l’alce monco a fianco.
Così imbambolata, stregata dall’eclissi, fermissima, in contemplazione.
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Adesso so che la luna ha un potere fortissimo su di noi: ho potuto sperimentarlo su cani e umani, ma immagino anche su tutte le altre creature del pianeta. A me, per esempio, ha reso più rimbambita del solito.
Dovevo uscire e volevo mettermi del profumo. Ieri l’altro ho finito il mio e sono indecisa se ricomprarlo o passare a una fragranza più leggera per l’estate. (Da quando ho lavorato alla bellezza di Amica, mi sono rimaste appiccicate addosso queste fisime).
Nel dubbio da un paio di giorni ho usato un campione, Amour nocturne, speziato e un po’ talcato, che mi piace molto. Però in giro per casa c’era anche un’altra fialetta Aroma di mandorla, un estratto per dolci, che ha comprato Anita, che cucina torte e lascia spesso le cose in giro.
Così sul mobile dell’ingresso ho trovato una fialetta, pensavo fosse Amour Nocturne, uscito inavvertitamente dalla mia borsa, e in fretta me lo sono messo. Invece era Aroma di mandorla: e ora emano un imbarazzante profumo di marzapane.

P.S: ultime ore per il giveaway di Affari d’amore, dateci sotto 🙂

Serpeggia una certa tensione…

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Sono stata via un paio di giorni per la Fiera del Libro a Bologna e nel mio quartiere (residenziale e verde come come quello che ho descritto in Una mamma da URL) le cose sono precipitate!
Soprattutto fra l’allegro gruppo dei proprietari di cani e il resto del mondo.
Come avevo già raccontato ogni tanto nei prati intorno alle abitazioni vengono mandati degli agenti della polizia locale in borghese (per raccogliere fondi) che multano (di un bel 100 euro) i proprietari che vengono beccati a pascolare il loro cane senza guinziaglio.
E’ successo anche un paio di pomeriggi fa, ma il vigile ha scelto la signora sbagliata. Infatti invece di sottostare e fornire le generalità per il verbale la suddetta si è messa a discutere e ha reagito piuttosto male.
Sono volate parole grosse e presto i due contendenti sono venuti alle mani.
(Non essendo stata presente, purtroppo ho solo notizie di seconda mano!).
In un primo resoconto sembrava che, nel crescendo della tensione, il cane della signora, per solidarietà con la padrona, avesse morsicato la mano all’agente. Mentre nella seconda versione, forse più vera (perchè pubblicata dal giornale locale) ma più sorprendente, è stata addirittura la signora ad azzannare la mano del vigile.
Poi lei dallo stress ha avuto un piccolo malore.
Così alla fine sono arrivate due ambulanze: una per ogni contendente.
La signora in manette e il vigile con sette giorni di prognosi.
(Ma chi avrà riportato a casa il cane?)

French Riviera: reportage senza veli

Siamo state una settimana al mare, sempre nel solito paesino francese che mi piace tanto.
Una vacanza tutta al femminile: le ragazze, Lola ed io.
Lola ha fatto il suo bel passaporto internazionale, alla ASL, ed è potuta partire con noi.
Lei non ama molto il mare, le onde le fanno paura e in Francia ci sono troppi barboncini per i suoi gusti, così ha passato la maggioranza del tempo sul terrazzo a prendere il sole. Non sto scherzando, al mio cane rosolarsi al sole piace moltissimo.

Peccato che questa volta il sole non fosse così caldo infatti era il vento a farla da padrone. (Porcoboia) è soffiato intensamente per tutta la settimana facendo scendere la temperatura a livelli tristissimi. Faceva così freddo che stare in spiaggia era una sofferenza, anche perchè si alzava la sabbia e non era per niente piacevole.
Peccato perchè l’acqua era cristallina ma appena entravi ti veniva una sincope dal freddo.

Così non è stata una vera e propria vacanza balneare, abbiamo fatto altre cose: shopping al mercatino provenzale che adoro, giri al parco per far correre Lola e dove ho fatto anche “un percorso vita”. Una di quelle cose fitness che ci sono nei parchi e ho anche rischiato di rompermi l’osso del collo perchè avevo le ciabatte!

(Prego notare l’eleganza delle mie “bimbe” vs.la mia goffaggine con la gonnellina! Sembro la portinaia di un condomminio sulle palafitte che sta scappando)

Naturalmente eravamo partite leggere: neanche una felpa così al mercatino ho comprato alle ragazze le mariniere le magliette tipiche francesi e poi le ho paparazzate.

Poi abbiamo comprato anche i sandali (ero in buona) e poi come ogni anno ho fatto il pieno di spezie. Peccato che ho deciso di conservare i sacchetti nell’armadio vicino ai miei vestiti. L’altro giorno qui a casa cercavo una magliette e mi sono stupita dalla puzza di curry che emanava dalle mie cose. Peggio di un ristorante indiano. Poi ho capito: altro che lavanda provenzale, era stata la genialata dei sacchetti di curcuma che avevo nascosto la settimana scorsa.
Spero almeno che tengano lontano le tarme!

Naturalmente per la legge di Murphy, la sera dell’ultimo giorno c’è stato un tramonto stupendo e il giorno della partenza era un caldo meraviglioso, dove tutti andavano in spiaggia sereni e felici senza temere la tempesta di sabbia!

Al parco con il cane

Ho un altro estratto dal libro per voi…

Nel parco vicino alla scuola c’è anche una vasta zona per cani recintata che oggi è vuota, mi faccio convincere dalle insistenze di mio figlio Riccardo e tolgo il guinzaglio a Bart per permettergli di correre. Appena lo libero inizia a muoversi velocissimo zizagando fra gli alberi in preda a una gioia folle. Riccardo lo guarda estasiato.
“Mamma hai visto com’è felice? Adesso corro anch’io con lui”
Spariscono tutti e due verso la fine del prato.
Rimango sola e mi godo il tepore del sole e il profumo dell’erba. Da lontano vedo Riccardo che lancia un bastone a Bart. Il cane corre a prenderlo ma nonostante sia un retriver, non si sogna minimamente di riportarlo.
Dopo un po’ vedo Bart tornare trottando allegramente verso di me.
Non è più biondo, colore classico dei golden. E’ diventato marrone scuro ed emana un olezzo disgustoso. Non è più un cane. Si è trasformato in un Mottarello di cacca.
Chiudo gli occhi e conto fino a dieci. Spero che questa non sia la mia vita. Spero di riaprire gli occhi e vedere una scena diversa davanti a me.
Purtroppo non succede. Li riapro e trovo Riccardo che mi guarda preoccupato: “Mamma, Bart si è rotolato nella cacca perché ha lo spirito del predatore. Così le prede non sentono più il suo odore e lui può assalirle. Capisci? Non devi essere troppo arrabbiata”
Riccardo mi fissa preoccupato. Bart mi guarda scodinzolando. Penso che mio figlio sia molto preparato in scienze per la sua età. Penso che il mio cane sia un incubo. Penso di non aver fatto nulla di così orrendo per meritarlo.
Come faccio a metterlo in macchina in questo stato? Casa nostra è troppo lontana da raggiungere a piedi. Non posso neppure salire su un autobus con un cane ricoperto di cacca.
Nel parco c’è una fontana ma il getto è troppo piccolo per lavare via tutto lo sterco. Con l’aiuto di alcuni fazzoletti di carta cerco di limitare un po’ i danni. Poi ho un’illuminazione. Mi viene in mente Kim Basinger, la diva che si lavava i capelli solo con bottiglie di acqua Evian. Rimetto il guinzaglio a Bart e tenendomi alla giusta distanza lo trascino fino al più vicino supermarket. Lo lego fuori e dico a Riccardo di aspettarmi al suo fianco. Mio figlio protesta ma l’ignoro.
Compro sei bottiglie dell’acqua minerale più a buon mercato e appena esco faccio la doccia a Bart, tappandomi il naso.