Summer Camp

Ieri abbiamo accompagnato Emma in una ridente località sulla costa adriatica per una settimana di mini-volley al suo primo summer camp.
Alla sua età anch’io ero andata per la prima volta una settimana al mare da sola.
In colonia dalle suore perchè ai quei tempi non eravamo così fichi da avere i summer camp.
Per me figlia unica, essere in mezzo a tante ragazzine, più grandi era stata un’esperienza esaltante.
Mi ero subito data lo smalto azzurro sulle unghie e quando le suore mi avevano sgridato perchè la vanità era un peccato e non bisognava neppure specchiarsi, mi ero molto stupita e avevo chiesto:
“Neanche nelle pentole?”
A quei tempi c’era la pubblicità di una spugnetta che le rendeva così lucide da specchiarsi e avevo già intuito rimedi da casalinga disperata.
Nonostante la mancanza di feeling con le suore mi ero molto divertita con le ragazze del collegio e quando erano venuti a prendermi i miei genitori, li ho subito accolti con:
“Mi è piaciuto moltissimo, ho capito che essere orfani è proprio bello!”
Forse è colpa di quella frase, o forse no, ma i rapporti con i miei genitori negli anni seguenti della mia adolescenza sono stati un inferno.
Comunque, ieri abbiamo accompagnato Emma al suo hotel: era eccitatissima.
Al bar dell’albergo il barista sembrava un membro della famiglia Addams.
Nella strada dietro all’hotel c’era un mega raduno di biker, fan dell’Harley Davidson. Duri, puri e molto borchiati.
Avrei preferito un raduno di Teletubbies.
Ma sono tranquilla. Abbastanza.
Spero solo che il mio bebè stia bene.