Abbasso il martedì

Il martedì per me è il giorno più difficile della settimana.
Avrei in lista altri argomenti da scrivere nei post, ma oggi è stata una giornata così del cavolo che devo sfogarmi.
Il martedì è brutto perchè ho poco tempo, le mie figlie escono da scuola presto e tutto si accavalla, o meglio si accartoccia. Vorrei usare il verbo si asfiga, ma purtroppo non esiste.
Sono un po’ stanca e sempre di corsa. Una prova? Oggi, mentre guidavo ho telefonato a una mia amica e dopo 5 minuti di conversazione lei mi ha rivelato che non era l’amica con cui pensavo di parlare, ma completamente un’altra persona. Però entrambe hanno il nome che inizia con la stessa lettera. Perciò nella rubrica del mio cellulare i loro nomi sono vicini e ho pigiato il tasto sbagliato. Menomale che ho detto stupidate passe-partout e non mi sono completamente sputtanata. Mi sono solo vergognata quando lei mi ha detto: “Scusa ma non sono…”

Stasera, per un colpo di vita, avevo deciso di ri-provare a preparare l’hummus che facevo già anni fa ma era più o meno immangiabile. Prima di Natale ho letto questo post e mi sono ripromessa di tentare nuovamente.
La cara Tanaka mi ha anche fornito una spiegazione per la ricetta, aggiungendo “Se ci riesco io, tutti possono farcela”.
Putroppo si sbagliava. Avevo comprato i ceci, li ho passati al minipimer (e sono schizzati ovunque ma ho pulito), ho aggiunto l’olio d’oliva e il limone. Ho mixato, ho assaggiato. Non sapeva di hummus, era un po’ secco. Allora ho avuto un’idea: aggiungere lo yougurt. Avevo quello naturale, Muller-fai l’amore con il sapore. E’ stato un brutto rapporto completo, perchè ora il mio hummus è dolce. (Cosa mettono in quello yougurt????).
Il mio hummus sembra salato ma è dolce. Un ibrido, un ermafrodita, un ossimoro: dolce ma salato. Non agrodolce. Adesso è ancora di là sulla tavola. Non voglio più vederlo. Sono venuta qui a scrivere per sfuggire all’incombenza di doverlo buttare.
Vorrei che sparisse da solo.