La davano anche al gatto…

Con gli anni la memoria si appanna, sui ricordi scende una patina confusa che annebbia l’intelletto. Questo decadimento intellettuale è ben peggiore di una ragnatela di rughe che deturpa un viso un tempo bellissimo. Purtroppo leggendo l’intervista di di Brigitte Bardot su Paris Match  qui riportata, questa è la prima sensazione.

Dopo l’intervento demenziale, di una settimana fa, di un’altra bellona d’antan, Catherine Deneuve in cui minimizzava il trauma di uno stupro e glorificava l’abitudine maschile di provarci nel bene e nel male, la Bardot ha confermato che invecchiare può essere molto triste.

Ha confermato anche che i francesi pur di mantenere alto l’orgoglio nazionale, la loro allure di nazione libertina e boicottare sempre e comunque ogni influenza USA, arrivino a dichiarare e sostenere qualsiasi cosa.

E’ comprensibile che un’ex sex symbol rimpianga i momenti in cui le dicevano “che bel sederino” (e immagino anche molto molto altro!) ma liquidare il movimento #metoo (in francese #balancetonporc, denucia il tuo porco!) come un’ondata di puritanesimo e ipocrisia è veramente un insulto alla dignità femminile.

Per le ragazze passare davanti al classico cantiere e sentire i fischi e i commenti dei muratori può essere snervante e umiliante, poi quando post menopausa nessuno ti si fila più si rimpiangono gli anni d’oro delle molestie? Almeno verbali?

Può essere.

Ma fra donne di ogni età e anche nazionalità, dovrebbe esistere solidarietà. Anche se una certa età si diventa ciniche e si ricorda che molte alcune prendevano la scorciatoia.

Succede in ogni professione, senza neppure bisogno di essere sollecitate, (“la davano anche al gatto…” come aveva dichiarato con brillante ironia Marina Ripa di Meana, in una delle sue ultime interviste). Questa abitudine si può raccontare e anche sminuire la sorpresa verso un tale e dilagante malcostume, ma non c’è bisogno di diventare ostili e cercare di deridere un movimento importante per combattere le discriminazioni di genere.

E poi che tristezza, questo squallido nonnismo al femminile!

Se negli anni d’oro c’è stato, il complimento sul sederino o qualcos’altro, perchè augurarsi che le giovani generazioni passino la stessa spiacevole e umiliante esperienza?