La chirurgia estetica è il male

mammabella
Ho visto in palestra sul tapis roulant una signora che aveva due fette di petto di pollo sotto gli zigomi per evidenziarli e due simpatiche labbra a canotto. Sembrava il piccolo Dumbo nel classico cartone animato di Walt Disney.
Ne ho incontrata un’altra, qualche tempo fa, nella sala d’aspetto della mia ginecologa. Lo studio medico era in condivisione con un centro di chirurgia plastica. Seduta insieme a me ad aspettare c’era una signora elegante, bionda, alta e snella. Aveva i capelli corti e una faccia che sembrava quella di una cernia. Mentre andavo in bagno nel corridoio, l’ho incrociata che entrava dal suo chirurgo plastico. Quest’ultimo l’aspettava sulla soglia del suo studio e con l’immagine del dollaro che pulsava nelle pupille, sorridendo, ha salutato la cernia:
“Buongiorno, Signora XY, è proprio splendida!”
Sono stata zitta, ma ho avvertito una gran rabbia mentre la signora cernia entrava nello studio illusa e felice.
A tutte sale un po’ di disperazione quando allo specchio si vedono nuove rughe, segnetti malefici che il giorno prima non c’erano e altre nefandezze varie che spuntano, mentre altri angoli del viso soccombono alla forza di gravità.
Ma bisogna sapersi accettare, la lotta contro il tempo è una battaglia sempre persa.
Mettono ansia anche le attrici che appaiono, più o meno sfigurate da bisturi eccellenti o sono immobilizzate da botulino troppo invadente.
So che non tornerò mai più come ero in questa foto di 25 anni fa, ma non mi metterò il burka, non crederò alle bugie di creme più costose, che promettono miracoli, e nemmeno velerò gli specchi. Dormire abbastanza, sorridere un po’ e mangiar sano sono le uniche terapie anti-age che salvano dal disastro.

Poi un giorno mi farà impagliare!

Bellissimi

Stamattina guardando la tv francese, sono stata colpita da un servizio sul boom dei centri estetici e dei prodotti di bellezza per gli uomini. Sono sempre di più i ragazzi e i signori (assolutamente etero) che usano una cremina, un esfoliante, un gel contorno occhi. In costante aumento quelli che non amano avere le sopracciglie come il grande Azeglio Ciampi e utilizzano le pinzette, alcuni esagerano e arrivano addirittura alla linea più algida, a coda di rondine.
Certo, la Francia è stata da sempre la terra pioniera della beauté, dei profumi e del maquillage, ma anche da noi l’altra metà del cielo non scherza. Il beauty-case è diventato un accessorio importante.
Basta guardare un semplice TG.
Ma oggi anche chi non è ai vertici dello Stato indugia volentieri in bagno a farsi bello.
Una signora l’altro giorno mi parlava dei suoi figlioli che veleggiano attorno ai trenta e sono sempre lì a depilarsi.
Nel servizio alla tv (un misto fra l’attualità di costume e la bieca marchetta per i produttori di cosmetici) si concludeva dicendo che “l’uomo nuovo” ha acquistato finalmente una importante consapevolezza riguardo alla sua immagine.
Ed è stato proprio questo discorsetto conclusivo a preoccuparmi. Sono anni che aspettiamo, “un altro uomo nuovo” quello che finalmente ascolta, aiuta e condivide.
E il “nuovo papà” che divide con la mamma gioie, dolori e fregature dell’essere genitori.
Questo boom di vanità mi sta bene, perchè non amo gli uomi pelosi, i pancioni e soprattutto gli sciatti. Ma visto che i maschi non sono assolutamente multitasking, e non riescono a fare mai due cose in contemporanea, non vorrei che qualche marito rispondesse alla moglie che gli chiede di aiutarla a cambiare il pupo:
“Amore, non posso sto facendo il gommage!”
Insomma, sarò un po’ nazista/egoista, ma secondo me è meglio avere intorno uno con la pelle un po’ grassa che collabora piuttosto che un George Clooney sfaticato.