Come imparare a fotografare i bambini

Oramai con i social, siamo tutti fotografi quindi meglio approfondire la tecnica per non perdere follower! Appuntamento importante per le mamme, (ma anche i papà, le nonne, le zie…) per imparare tutti i trucchi per fotografare al meglio i bambini.

Soggetti affascinanti ma difficili da rendere al meglio.

Per chi vive a Milano, c’è un interessante workshop dedicato alla Fotografia dei bambini e pensato appositamente per le mamme, organizzato da Manfrotto durante il Wide Photo Fest 17, in programma nella cinematografica Piazza Gae Aulenti dal 9 all’11 giugno.
Il workshop si svolgerà venerdì, alle ore 18:00, e sarà tenuto da Camilla Parolin,  fotografa professionista specializzata nella fotografia di gravidanza, neonati, bambini e famiglie. È possibile partecipare gratuitamente al workshop iscrivendosi qui.

 

Gli smartphone non sono una babysitter

Questo post sarà impopolare però credo che valga la pena diffondere certe notizie.

Una decina di giorni fa sono stata invitata a una conferenza di psichiatria sulle depressioni e fra i temi affrontati c’era anche il cambiamento della nostra struttura cerebrale provocata dall’uso intensivo di strumenti tecnologici.

Sotto il titolo “Google ci ha cambiato il cervello” sono state affrontate varie problematiche connesse all’utilizzo dei vari device. E mostrate slide impressionanti su come il nostro cervello è mutato negli ultimi anni.

E’ stato ripetuto l’invito a non abusare dei nostri smartphone e tablet prima di addormentarci perchè, come è risaputo, la luce blu degli  apparecchi tecnologici inibisce la produzione di melatonina e interferisce con la qualità del nostro sonno.

Ma noi siamo adulti e possiamo farci del male in modo consapevole mentre un allarme è stato lanciato per quanto riguarda l’utilizzo della tecnologia come baysitter per tenere calmi i bambini.

Le statistiche riportate dicono che i bambini, i nostri poveri nativi digitali, iniziano piccolissimi (lo utilizza il 20% a meno di 1 anno, il 27% a meno di 2 anni, il 54% a meno di 3 anni). Questo fa malissimo perché provoca e amplifica i disturbi del sonno, predispone ad assuefazione e crea per danni comportamentali nella crescita.

Certo, è comodo piazzare in mano al proprio figlio qualcosa che lo incanti, gli impedisca di interagire troppo e dare fastidio. Però non bisognerebbe farlo, almeno fino ai tre anni.

Una volta i bambini si parcheggiavano davanti alla televisione, non era il massimo, ma era un’abitudine decisamente meno dannosa.

Oggi l’assuefazione agli smartphone è fortissima: piccolini in passeggino che giocano con il cellulare si vedono ovunque. Bambini inebetiti con il tablet al ristorante sono oramai una consuetudine.

Poco tempo fa in un bar ho visto una bimba sui due anni che faceva un capriccio, urlando attaccata alla gamba del papà, che non le prestava attenzione perchè parlava con un amico.

Pensavo che la bimba volesse un dolce, una coccola, essere presa in braccio…invece a un certo punto il padre stanco delle urla ha tirato fuori dalla tasca lo smartphone e gliel’ha passato.

Così la piccola tossica tecnologica si è calmata e con le dita grassotelle ha cominciato a giocare, finalmente felice.

E chissenefrega se, come sospettano gli psichiatri, il suo cervello subirà mutazioni!

The Family Food e il menù natalizio

Nonostante il gran parlare di cibo, l’overdose di chiacchiere su tutti i media, si continua a mangiare in modo poco sano e grande rimane l’ignoranza su come funziona la nutrizione. Si affrontano le diete con pochi concetti posticci e spesso falsi. Purtroppo si continua a mangiare in modo sbilanciato con il conseguente incremento di intolleranze e allergie.
Per tutti questi motivi, mi sono entusiasmata quando ho scoperto questo libro, un manuale di ricette dedicate alle madri sempre di corsa che però non vogliono abdicare ai cibi pronti, alle merendine e anche al piacere di coinvolgere i propri figli nell’arte e nel divertimento di creare insieme in cucina. Le autrici del libro Giulia Mandrino e Antonella Alfieri, nell’introduzione del loro libro lasciano grande spazio a un “ripassino” di biologia per spiegare i concetti base della nutrizione, parlano di micro e macro nutrimenti, delle combinazioni alimentari, ma anche dei pro e contro nei vari metodi di cottura, spiegano come leggere le etichette e illustrano pregi e difetti tra alimenti freschi e conservati. Un escursus completo per trascinare chi legge in cucina con loro, per imparare ricette originali di una cucina fusion, in cui si prediligono cibi sani e naturali.
Ogni ricetta non richiede più di trenta minuti di preparazione, sono tutte accattivanti e golose, rese ancora più invitanti dalle bellissime foto. Non è un libro di cucina vegana o vegetariana, ma verdure e legumi sono grandi protagonisti. E ci sono anche le alghe che oramai, fortunatamente, non fanno più paura a nessuno. Poi nell’ultima sezione si suggeriscono piatti per le occasioni speciali e in particolare alcuni dolci molto adatti per il menù natalizio, sano ma goloso, da affrontare senza troppi sensi di colpa. Ecco allora i loro pancakes, il cheesecake alla fragola, il budino love, i roll alla cannella vegani e la torta di grano saraceno.
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Festival del teatro per bambini e ragazzi a Mantova

Dai 18 mesi ai 18 anni: questa è l’ampia fascia di età  degli spettacoli e i laboratori teatrali della decima edizione del Festival teatrale internazionale che si svolgerà a Mantova, dal 28 ottobre al 1 novembre prossimo,  Manifestazione organizzata dall’associazione Segni d’infanzia e oltre. Tutta la città si mobiliterà per ospitare attività teatrali, improvvisazioni musicali, danza, lettura e molto altro, senza limite alla fantasia e alla creatività.  Gli ospiti sono artisti e intellettuali da tutto il mondo: il teatrino rotante della marionettista danese SOFIE KROG; lo spettacolo Dot dei MADUIXA da Valencia, dove teatro, danza e nuove tecnologie si combinano insieme, dando origine ad un incontro magico che rende tutto possibile; l’avventura dei fratelli Montgolfier, rappresentata in un vero pallone aerostatico dai catalani FARRES BROTHER. Da Ginevra la compagnia LE COCKPIT incanta bambini poco più che neonati, Tel Quel, con la coreografia di Thomas LeBrun  parla a un pubblico di adolescenti. Storie e ricordi di famiglia per i portoghesi COMPANHIA CAÒTICA e per i francesi COMPAGNIE SÉMAPHORE. Numerosissime le proposte da compagnie provenienti da tutta Italia: dalla Puglia i KOREJA e PRINCIPIO ATTIVO, dall’Emilia-Romagna ACCADEMIA PERDUTA e TEATRO GIOCO VITA, il TEATRO BIONDO di Palermo, la compagnia romana OUT, TEATRODISTINTO da Alessandria e, per finire, i lombardi TEATRO ALL’IMPROVVISO, TEATRO TELAIO e TEATRO PROVA. Insomma una kermesse interessante e variegata come il famoso Fringe Festival di Edinburgo per gli adulti, ma in questo caso in taglia junior. Poi Mantova è bellissima e magica. Chi vuole festeggiare un halloween veramente speciale può concedersi una gita divertente e senz’altro indimenticabile. E ai bambini, lo dico per esperienza, il teatro piace, perchè è coinvolgente, colorato e interattivo.

(Photo di Lorenzo Daverio)

Due appuntamenti importanti a Milano

Dedicati a genitori e bambini, totalmente gratuiti.
Il primo è lunedì prossimo, (19 ottobre alle 20,45 all’Auditorium Don Bosco, in via Melchiorre Gioia 48) ci sarà una lezione del pedagogista e scrittore Daniele Novara per la Scuola dei genitori. In particolare il tema della serata sarà come preservare l’autonomia di coppia mentre si crescono ed educano i bambini. Novara è specialista nella gestione dei conflitti, familiari e non, quindi se vi piace litigare è la serata giusta per voi.
Per i bambini invece, alla Rotonda della Besana, sempre lunedì 19, parte la settimana della fattoria in città. Alla mattina ci saranno attività per le scuole e al pomeriggio l’ingresso per le famiglie. I temi sono la produzione dell’olio e la riscoperta dei cibi antichi, ma oltre a parlare di cibo e fare merenda, ci sarà il contatto con gli animali: la mucca da mungere, l’asinella da accarezzare e la cagnetta che sa fare la raccolta differenziata (dovrò dirlo a Lola!). Poi si potrà provare il gioco dell’Oca più grande d’Italia.

Moda & peluche

L’articolo che mi ha colpito era ieri su La Repubblica ma purtroppo non è sul web e non posso linkarlo. Si tratta di un reportage su la 70ma edizione di Pitti Bimbo. Copio qui le due frasi che mi hanno procurato angoscia.
“…si adeguano le neonate con il leopardato sotto il vestitino rosa (Cavalli). Va forte la maglia: Ermanno Scervino, che alle bimbe regala gli stivali cuissard delle mamme, la usa perfino per i cappotti.”
Naturalmente non voglio criticare la collega che l’ha scritto, anch’io mi occupavo di moda tanti anni fa e so quanto sia difficile descrivere tendenze e redigere il reportage delle sfilate. Ce l’ho con gli stilisti e non solo con questi due. Oramai da anni ci propongono bambine lolite o maliziose Alici nel Paese delle meraviglie, con tacchi, spacchi e calze a rete. Una moda dedicata a madri dementi e abbienti. Ma la neonata leopardata e lo stivalone a mezza coscia, così comodo per andare a scuola, non riesco a digerirlo. Già nel nostro bel Paese le cose vanno abbastanza male, dobbiamo proprio infierire leopardando gli innocenti?

Oggi pomeriggio sono andata con Emma in un negozio di giocattoli in centro, le avevo promesso un’altra dose di Lego e lei, poverina, era in crisi di astinenza…Alla cassa ho aspettato il mio turno dietro a un elegantissimo signore sui 60 o forse anche qualcuno in più. Molto chic dai bei capelli bianchi, al costoso cappotto cammello fino al mocassino marrone con nappine. Questo facoltoso cliente si faceva incartare 2 peluche di quelli giganti e lussuosi, forse due Trudi oppure anche qualcosa di meglio: una focona e un orsone. Di quelli che sono così ingombranti che forse c’è bisogno di una cameretta extra. Di quelli che, se per caso il bambino milanese che li riceve in regalo ha il broncospasmo, l’asma o una qualche allergia, raccolgono così tanta polvere sui loro corponi di pelo da essere letali.
La commessa ha detto: “Sono 340 euro”
E il signore chic ha pagato senza fare una piega.