Come trovare la baby-sitter ideale

La settimana scorsa ho fatto la baby-sitter per tamponare l’emergenza di un’amica. Era agitatissima, aveva avuto un impegno di lavoro improvviso e la bambina a casa da scuola con influenza gastrointestinale. Non potevo non correre ad aiutarla, anche se ero un po’ nervosa. Un po’ arruginita nel mio savoir faire con i seienni.

Invece nonostante le paure è andata benissimo, la piccola era una gran chiacchierona: ha vomitato poco e raccontato tanto. Il tempo è volato, mi sono divertita e intenerita nel sentirla parlare delle cose che le stavano più a cuore.

Ma cercare la persona giusta, a cui affidare i propri figli, quando si deve tornare al lavoro dopo la maternità o risolvere problemi di gestione familiare, può essere una ricerca molto frustrante.
A casa mia come baby-sitter hanno funzionato meglio le ragazze giovani, le studentesse universitarie. Infatti occuparsi dei piccoli è uno dei lavori più adatti a chi sta continuando a studiare. Le ragazze piacciono molto ai bambini, perchè hanno energia e ancora voglia di giocare. Poi accontentano anche i genitori perchè riescono anche a dare una mano sui compiti ed eventualmente a insegnare una lingua straniera.

Anche dai dati di Sitter-Italia, sito specializzato nella ricerca online di babysitter, (primo in Italia per numero di iscritti) su un totale di oltre 280.000 babysitter iscritte al sito, risulta che ben il 34% sono studentesse.
Nella mia esperienza sono stata fortunata perchè ne avevo incontrata una così brava e simpatica, che un’altra mamma, vedendola all’opera ai giardinetti, le aveva anche fatto una proposta per rubarmela. Ma lei fortunatamente non aveva abboccato!

Trovare la baby-sitter giusta e fidata infatti è come scovare un tesoro: può cambiare veramente la vita della famiglia. Per questo il servizio di Sitter-Italia, che funziona in tutto il territorio nazionale, è prezioso. Ma anche facile e immediato.
I genitori possono registrarsi per la ricerca della babysitter nella loro zona di riferimento. E se individuano varie candidate possono visionarne le foto, il curriculum, la disponibilità, le lingue parlate, le eventuali referenze. Poi mettersi in contatto per appronfondire e capire se si tratta della persona giusta.

Interessante anche il servizio ‘Genitori in contatto’, cioè la possibilità di condivisione della baby sitter con altre famiglie che vivono nella stessa zona. Oppure di conoscersi e fare gruppo tra genitori per occuparsi a turno dell’accudimento dei bambini, risolvere i problemi di trasferimento o gestione del doposcuola. Tutto ciò pensato in una sinergia di supporto alla quotidianità della famiglia e di risparmio in termini di tempo e denaro.

Per genitori e baby sitter la registrazione su Sitter-Italia è gratuita, così come la risposta alle domande e alle offerte di lavoro, poi è possibile essere i primi ad attivare contatti diretti grazie ad un abbonamento Premium.

(post scritto in collaborazione con Sitter-Italia)

Meglio la tata o il tato?


Tra un bucato di lenzuola vomitate (dono natalizio dell’influenza di Emma) e l’ennesima spremuta di arance iper-vitamniche, ho visto il film “Il diario di una tata” con Scarlett Johansson. Storia più o meno vera tratta dall’esperienza di due ex-baby-sitter che hanno lavorato per ricche famiglie newyorkesi. Il film è divertente e realistico: per trovare mamme come la protagonista non c’è bisogna di andare fino all’Upper East Side di Manhattan, basta fare un giro attorno a casa mia. E mi sono anche ritrovata, purtroppo, nelle abitudini culinarie di quella pessima madre, anch’io ho un debole per le bistecche di soia e affini. Comunque punto focale del film è, ovviamente, la figura della tata che in questo caso è intelligente e strafiga come Scarlett Johansson e infatti turba e arrapa il marito fedifrago della cattiva mamma. Perchè tutte sanno che la tata tra le tante doti richieste ha quella di essere bruttarella, altrimenti potrebbe mettere a rischio l’armonia coniugale. Gli esempi celebri si sprecano: Jude Law ha fornicato con la baby-sitter, Robin Williams se l’è sposata e anche, tanto tanto tempo fa, il papà di Madonna appena rimasto vedovo ha impalmato la tata.
A casa mia di tate belle ne sono “quasi” arrivate due. La prima secoli fa, quando Anita era appena nata e del mondo delle baby-sitter non sapevo ancora nulla. Tramite un’amica mi era piovuta in casa una splendida ventenne norvegese. Una specie di Gisele Budchen delle tate che mi aveva un po’ allarmato per la sua bellezza, ma ero così stravolta dall’allattamento e dai rigurgiti che avevo perso il senso della realtà. Il destino però decise di salvare il mio matrimonio, infatti ancora prima di iniziare la bellissima e dolcissima norvegese mi telefonò per dirmi che nel frattempo aveva trovato un altro lavoro più prestigioso e quindi non veniva più da noi. La seconda tata-fata l’ho incontrata alcuni mesi fa. Anche lei ventenne, alta, sinuosa e arrapante. Ero un po’ alla frutta e così ho deciso che andava benissimo: era automunita e simpatica alle bambine. Così un giorno l’ho portata con me all’uscita della scuola per presentarla alle maestre. Oltre alle insegnanti l’hanno vista le altre madri e alcune mi hanno telefonato per chiedermi se fossi impazzita. Non dovevo assolutamente mettermi in casa una sirena del genere. Massimo rischio. Poi però anche questa ragazza mi ha dato praticamente forfait: deve frequentare l’università a tempo pieno e non ha mai tempo di venire da noi a rovinare il mio matrimonio. Così sono senza baby-sitter ma ancora felicemente sposata.
Adesso però va tanto il tato, il male-nanny come lo chiamano in inglese, dagli Usa sta prendendo piede anche da noi. Conosco una mamma che ne ha uno e si dice tanto contenta, anche perchè si sta separando.