Per aiutare i bambini autistici

Nel mondo ci sono 70 milioni di persone affette da autismo.

Per aiutare la ricerca, per la comprensione e la diagnosi soprattutto nei bambini affetti da questa patologia, l’associazione americana Autism Speaks, dedicata a promuovere soluzioni per i bisogni di persone con autismo e delle loro famiglie, ha lanciato una campagna sostenuta dall’attore Matthew McConaughey e da Kiehl’s, per sensibilizzare e sostenere questa causa. E da oggi questa iniziativa sbarca anche in Italia.

L’autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo, con esordio nei primi tre anni di vita. Questa patologia è diffusa su circa l’1% della popolazione mondiale e nel nostro Paese si stima che a 1 bambino su 100 sia stata diagnosticata questa malattia.

Ieri sera sono stata invitata al lancio di questa campagna e ho scoperto che Matthew McCounaughey non è solo un attore premio Oscar (Dallas Buyers Club) ma è anche molto impegnato nel sociale attraverso la sua fondazione, dove si occupa di aiutare ragazzi in condizioni di disagio. E proprio attraverso questa attività è nata la sensibilizzazione verso le problematiche dell’autismo nei bambini. Una patologia che spesso non viene diagnosticata in tempo e si aggrava nella crescita.

Per aiutare anche con un sostegno economico pratico McConaughey ha lavorato in sinergia con Kiehl’s e disegnato il packaging dell’edizione limitata della crema idratante best seller Ultra Facial Cream.

Mentre per ogni condivisione di questo video Kielh’s donerà 1 dollaro a Autism Speaks.

Un sms per raggiungere nuovi #traguardi

Per i nostri figli ogni tappa di crescita è un traguardo, una sfida che li aiuta a diventare autonomi e indipendenti. Ci sono conquiste più facili e altre più difficili, tappe quotidiane che diamo per scontate (andare in bici, sui roller, sullo skateboard, andare a scuola da soli, uscire con gli amici, ecc.) e altre che sono “pietre miliari” (la maturità, la patente, i primi impegni di lavoro, i primi amori).

Purtroppo per i bambini autistici anche i traguardi che noi consideriamo facili e immediati spesso sono un’impresa. E i genitori di questi ragazzi devono essere coraggiosi e forti, lottare ogni giorno per foraggiare l’impegno e l’autostima dei loro “piccoli”. Un gruppo di questi genitori si è riunito e ha fondato la Fondazione Oltre il Labirinto onlus, che ha come obiettivo quello di aiutare i bambini con autismo a diventare adulti sempre più autonomi. Realizzare per loro progetti di vita indipendente, eliminando la condizione, senza spazio e senza tempo, dei “figli per sempre”.

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Uno dei progetti brevettati dalla Fondazione è un bicicletta speciale: hugbike, la bici degli abbracci, definizione dovuta alla particolare posizione di guida in cui il guidatore “abbraccia” il passeggero ma anche alla visione etica che caratterizza il progetto. L’idea nasce dal sogno di un padre che vuole aiutare il figlio autistico ad andare in bicicletta. Quando il bambino era piccolo lo metteva sul seggiolino davanti, ma una volta cresciuto era troppo pesante per poter usare i seggiolini posteriori e incontrollabile su un tandem tradizionale, in cui sarebbe stato seduto dietro. Dove era impossibile verificare se pedalasse o meno, ma anche parlargli e coinvolgerlo nella passeggiata.

Così a questo papà inizia a frullare in testa l’idea di un tandem inverso: dove il guidatore è chi sta dietro, mentre il passeggero è seduto davanti. Ne parla agli altri genitori della Fondazione, coinvolgono dei partner locali, e insieme decidono di scommettere su questo sogno.

Le prime bici vengono preparate in collaborzione con un altro papà di un bimbo autistico: in un garage, senza disegno, arrangiandosi con quello che avevano a disposizione e un po’ di manualità. La svolta per il progetto è l’arrivo di un progettista, di lunga esperienza nel mondo della meccanica e delle bici, che si appassiona all’idea. Così la nuova bici prende forma. Nel giro di poco tempo ci sono i prototipi e il sogno diventa un progetto lavorativo di inclusione sociale e innovazione. Un progetto che vede i ragazzi autistici collaborare nell’assemblaggio dei vari pezzi che compongono la bici. Schermata 2016-04-08 alle 14.20.46

Questa è una storia emblematica, a lieto fine, ma i progetti della Fondazione Oltre il Labirinto sono molteplici per offrire una risposta concreta ai bisogni dei ragazzi autistici.

Per farlo nel 2010, questi genitori hanno creato, in provincia di Treviso, il Villaggio “Godega 4Autism”, primo esempio europeo di cohousing per autismo. Un modello unico di sostegno e partecipazione, che integra le strutture residenziali a quelle lavorative e di produzione artigianale.

Un impegno importante che ha bisogno del sostegno di molti. Per questo dal 27 marzo al 9 aprile è attiva una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi con cui si possono donare 2 o 5 euro con un SMS solidale o una chiamata da rete fissa al 45501.

Il ricavato contribuirà a sostenere l’avviamento di 36 ragazzi con autismo, di età compresa tra i 12 e i 21 anni, a percorsi di lavoro all’interno del Villaggio e delle strutture partner sul territorio.

I ragazzi verranno inseriti nei laboratori di cucina, di meccanica per l’assemblaggio delle Hugbike, di falegnameria, pittura, disegno, costruzione e decorazione di oggettistica, di coltivazione e raccolta dei prodotti ortofrutticoli. E verrà anche  implementato il progetto “Cooking 4Autism” già attivo con laboratori settimanali di cucina e che prevede l’ampliamento del laboratorio di pasticceria per la produzione degli Zaèti, biscotti a base di farina di mais e uvetta, tipici della tradizione veneta.

 

 

 

Elettroshock ai più violenti

Oggi ho letto una notizia scioccante sul Corriere della Sera: negli Usa si sta discutendo se sospendere la terapia avversativa, scosse da elettroshock negli arti ai bambini più molesti, violenti e indisciplinati. Bambini non semplicemente rompiscatole ma malati di autismo o con disturbi mentali. Questi ragazzini hanno elettrodi che attraverso uno zainetto sono applicati agli arti e al torace. Quando stanno per mollare un calcio a qualcuno o sono sul punto di compiere qualsiasi malefatta agli educatori basta azionare il telecomendo e parte la scarica elettrica. A New York stanno discutendo se continuare questa atroce terapia che comunque resterà in vigore fino al 2009. La cosa più impressionante è che i genitori dei piccoli pazienti sono quelli più a favore di questo metodo. In un Paese dove, un paio di anni fa, hanno messo le manette a una bambina di quattro anni perchè era troppo vivace all’asilo forse non c’è da stupirsi che educhino facendo zapping.

Domani mattina dovremmo partire, speriamo bene. Ho avuto un incubo ricorrente tutta la notte: mi era dimenticata di andare a prendere Emma a scuola e lei era sparita nel nulla. Mentre le altre mamme ce l’avevano con me perchè la sua assenza rovinava irrimediabilmente la recita natalizia di classe.