La versione di Barbie


Ho capito perchè fin da bambina ti odiavo, insopportabile top model di plastica: sei il primo modello di donna rispetto al quale cominciamo tutte a sentirci inadeguate. Un bel vaffa è dedicato a te. E sono i vaffa che aiutano a crescere

Questo è scritto sulla quarta di copertina de La versione di Barbie, il nuovo libro di Alessandra Faiella. “I vaffa che aiutano a crescere” non è solo una geniale parodia del best-seller di Asha Phillips ma è un’assoluta verità. Perchè seguire il modello Barbie è rovinoso sempre e comunque.
Il libro della Faiella è un saggio ma anche un memoir. Dove si alternano ricordi di esperienze personali a riflessioni di costume.
Esilarante, ma anche tanto vera, l’analisi del suo primo bacio: la sensazione di un capitone viscido che si muove guizzando sul mio palato!
E la descrizione della catastrofe delle mestruazioni, con ricco excursus storico sul problema, ma anche un approfondimento fantascientifico su come sarebbero considerate fichissime le nostre cose se ad avercele fossero i maschi: C’ho un flusso! Ce l’ho molto più abbondante che tutti i miei amici! Vuoi veder che flusso ho nei pantaloni?
Un libro che fa tanto ridere, ma anche pensare, perchè l’autrice lancia un grido di allarme: siamo messe malissimo. Siamo tornate indietro di trent’anni (conferma purtroppo tutte le mie paure espresse nel post precedente), per le ragazzine uniformarsi con i modelli proposti è un inferno. Un inferno in salita.
Infatti, per tutte le donne è una corsa a ostacoli essere all’altezza delle aspettative che ci propinano i media. Dalla Barbie in poi tutti fanno a gara per proporci una visione falsa, sdolcinata e distorta della realtà al femminile: dai giornalini per teen, alla pubblicità, all’immagine della coppia e del ruolo materno, fino allo spauracchio della menopausa.
Che fare, oltre a dileggiare questi messaggi?
Non essere passive, non pensare che sia normale perchè oramai il modello è accettato ubiquamente.
Parlare, ridere e deridere, leggere questo libro e regalarlo alle amiche. Di qualsiasi età.

Assertiviamoci

Ieri sera ho chiamato la babysitter poi sono uscita con lei e ho lasciato Sant’ a casa con le ragazze. O anche le ragazze a casa con Sant’. Comunque, siamo uscite e ci siamo divertite.
La nostra destinazione era la presentazione dell’ultimo libro di Alessandra Faiella, un manuale che insegna ad assere assertivi, a farsi rispettare e non farsi prevaricare. In questo simpatico mondo in cui tutti cercano di fregarci, imparare a reagire e interagire nel modo migliore in tutte le situazioni a rischio (praticamente sempre: dalla famiglia al lavoro passando per il parco giochi e il supermercato) non è cosa da poco.
C’è chi per non farsi mettere i piedi sulla testa dal prossimo reagisce con aggressività, chi invece diventa zerbino e chi si macera nei sensi di colpa.
Mentre l’assertivo invece è estremamente fico: risponde a tono, senza lasciare una scia d’odio, soprattutto senza pensare che avrebbe potuto fare meglio.
Non è affatto facile.
Nella presentazione, divertentissima perchè la Faiella è una comica (oltre che una veggente e infatti ha scritto anche questo libro in tempi non sospetti) e aveva come spalla una collega sono stati fatti parecchi esempi illuminanti e anche un test per misurare il grado di assertività.
Nel rispondere ho un po’ barato e sembravo quasi normale, ma so che propendo per il genere zerbino fuori casa e aggressivo nell’idillio della coppia.
Poi un altro mio problema è che tendo a fuggire invece di affrontare una situazione in cui dovrei dire “no” con assertività, cerco di sparire e non farmi trovare per eliminare i problema.
Insomma ho mooooolto da migliorare. E voi?

P.S. Per chi vive a Milano c’è anche un’altra notizia interessante: al Teatro la scala della Vita che si trova all’interno della Macedonio Melloni, c’è Crisi di riso, una rassegna di spettacoli comici che si tiene ogni due giovedì del mese fino alla fine di maggio. Questa iniziativa sostiene l’associazione onlus Il sipario dei bambini che aiuta i piccoli dell’ospedale.
Tanti anni fa ho partorito proprio in questo ospedale, ho avuto molta sfiga, sono stata ricoverata per tanto tempo. Ho rischiato di dover mettere Anita nella loro patologia neonatale, invece del classico gioiello quando c’è stato un happy ending, con neonata nata sana e abbastanza pacioccona, ho devoluto a questo reparto. (Anche se adesso quando mi fa arrabbiare mi chiedo se per caso non fosse stato meglio beccarmi un paio di orecchini!)
Comunque, questo flash-back un po’ patetico per sottolineare che questa iniziativa mi sta particolarmente a cuore.
E può darsi che quando andrò agli spettacoli invece di ridere mi verrà anche un po’ da piangere per la commozione.

Quando interviene il lato B

Per la presentazione di Torino l’altro giorno mi ero truccata troppo, messa delle calze a rete (color carne) e delle scarpe assurdamente alte. Mi sono guardata quando ero già in viaggio. Troppo tardi: le mie sembravano le gambe di una zia zoccola che va a una comunione.

Sono scesa dalla macchina e ho capito subito che buttava male, quasi non riuscivo a camminare. Infatti stavo per infilarmi in un’erboristeria. Volevo fermarmi lì, perchè era più vicino. Sant’ ha dovuto convincermi a continuare, ad andare avanti fino alla libreria e strenuamente così ho fatto.

Alla presentazione eravamo in poche, così l’atmosfera è stata molto complice. Come in una conversazione fra amiche. Infatti la cosa che più apprezzo di queste presentazioni è proprio l’opportunità che mi hanno offerto di conoscere molte altre blogger e di consolidare l’amicizia virtuale in qualcosa di più vero. E’ già successo a Roma e a Bologna e qui a Torino c’erano Gloria, Marcella e poi ho incontrato GiulianaKriegio e Giovanna Gallo, (che non è una mamma blogger ma anzi è così giovane che alla fine abbiamo stabilito che potrei essere io sua madre!)

E’ stata proprio Marcella che oggi mi ha mandato un sms con una notizia che mi ha lusingato molto: lei ha sentito a Radio 2, in questo programma dedicato ai libri che Alessandra Faiella parlava del mio romanzo, dicendo che gliel’ha regalato suo figlio e l’ha apprezzato molto. Sono felicissima e ringrazio. Non conosco personalmente Alessandra Faiella ma già la amo. E voglio bene anche a suo figlio. Quando l’ho saputo ero al super con Emma e lei ha approffittato del mio buon umore per comprare tutta una serie di tavanate: dai marshmallow a uno strano marchingegno per pulire gli occhiali.

Anch’io quest’estate ho letto il romanzo Il lato B di Alessandra Faiella e ho riso fino alle lacrime. Mi è venuta poi anche un po’ di tristezza perchè purtroppo è troppo realistico, velinismo uber alles, praticamente una pagina della nostra attualità. La storia di una ragazza, una gran gnocca, disposta a tutto pur di avere fama e potere: da una carriera televisiva fino al parlamento e oltre. Poi l’ho spedito a Panz, perchè è bello condividere e perchè sembra scritto apposta per motivare l’importanza e l’urgenza di un sito come Donne Pensanti.