Vacanze & Libri

Oggi si chiude e ci si rivede a fine mese 🙂

Nel frattempo se avete voglia di leggere un libro divertente ma anche molto utile che può farvi riflettere anche sulle discriminazioni di genere, vi consiglio Come non odiare tuo marito dopo i figli un memoir della giornalista americana Jancee Dunn, che racconta come la sua unione idilliaca, è scoppiata dopo la nascita della sua bambina. Non affronta solo il problema dello tsunami del dopo nascita, ma a va avanti a raccontare come negli anni la convivenza e la comunicazione siano diventate un inferno.

E’ un libro interessante perchè non è soltanto un romanzo divertente, diventa anche un saggio, infatti l’autrice racconta di sè e delle sue amiche nella stessa condizione, intercalando l’analisi con dati sociologici e analisi psicologiche autorevoli.

Ecco un piccolissimo esempio di quello che scrive:

…anche a me sembra di essere la madre di Tom, quando sono costretta ad assillarlo perché faccia qualcosa, soprattutto se pensa di cavarsela rispondendo un attimo o quando mi ignora del tutto. (Almeno, non è come il marito di una mia amica, che fa il saluto militare e dice: «Sissignore!» per far ridere i bambini. Di lei.) Darby Saxbe, professoressa di psicologia all’University of Southern California, mi spiega che spesso le coppie sviluppano il cosiddetto meccanismo di “richiesta e ritiro”; il più delle volte, è la donna a chiedere e l’uomo a ritirarsi. La dinamica si crea, dice, perché gli uomini hanno ben poco da guadagnare da un cambiamento dello status quo, mentre è più facile che siano le donne a desiderarlo…

Sempre parlando di libri, due notiziole personali: Affari d’amore è nel “circuito” kindle unlimeted quindi si può leggere gratuitamente, se avete questo tipo di abbonamento. Invece L’amore è una bugia diventerà cartaceo e ne sono molto contenta!

E ora non mi resta che augurarvi buone vacanze!

Piovono libri


Di solito piovono a ottobre: infatti questa manifestazione si snoda in varie località italiane per tutto il mese, ma quest’anno c’è una “coda” anche a novembre. E ne approfitto, infatti il 10, questo sabato pomeriggio alle 17,30 presenterò Affari d’amore alla Biblioteca di Falconara Marittima, mi presenterà Marina Minnelli, giornalista, autrice e amica di blog. Occasione imperdibile per chi di voi fosse in zona e non avesse voglia di andare a fare la spesa “grossa” al supermercato 🙂

E’ andata così…


La presentazione è andata bene, ho detto un sacco di stupiddaggini, ma ci siamo divertite molto.
Abbiamo riso parecchio. Alessandra Faiella e Carlotta Pistone di Mondo Rosa Shokking sono state fantastiche e le ringrazio molto.

Poi sono andata a cenare in un ristorante indiano con una mia amica, un locale che frequento da molti anni. Ho mangiato bene ma poi nel cuore della notte, mi sono svegliata con lo stomaco sottosopra. Colpa dei samosa? Delle frittelle pakori? Della tensione dello scrittore?
Non lo so, comunque mi sono ritrovata abbracciata al water a vomitare. Tutti dormivano meno Lola che mi fissava preoccupata con i suoi occhioni che sembravano chiedere:
“Ma che cappero hai mangiato?”
Dopo aver detto addio a samosa e pakori nel modo più brutale sono riuscita a dormire qualche oretta. Troppe comununque perchè alla mattina avrei dovuto svegliarmi presto per andare con Anita al suo liceo a vedere i quadri. Un progetto che avevamo da giorni e a cui pensavo con gioia.
Invece sono arrivata nell’androne del liceo con la faccia e l’energia di uno zombie. Mia figlia, bravissima, è stata promossa con la media dell’otto (quasi). E allora mi sono ringalluzzita e complimentata. Poi ho notato che l’anno scolastico appena trascorso non è stato duro solo per me, anche altri genitori del liceo probabilmente hanno subito parecchia tensione. La prova l’ho avuto osservando un signore, probabilmente un papà che era praticamente “steso” sui quadri (vi assicuro che non è facile considerato che sono in verticale) mentre commentava da solo i voti.
All’inizio pensavo fosse al telefono con l’auricolare, poi ho notato che invece parlava proprio da solo. Non era vecchio, non sembrava alticcio, dopato e neanche uno di quei personaggi strambi che si incontrano in giro. Un uomo normalissimo ma molto, molto coinvolto.
Prima era davanti ai risultati della sezione A, poi è passato alla B, poi alla C.
Emma ha detto: “Cavolo, ha un sacco di figli!”
Intanto era passato alla D, poi si è sdraiato sulla E e piano piano, coscenzioso e sempre in conversazione con sè stesso, l’ho lasciato che stava avvicinandosi alla H.
Il signor Invalsi, un preside nemico o un padre stressato che ama fare paragoni?

Questo fine settimana avrebbe dovuto essere di riposo e relax, peccato che, porcavacchissima e affini, la nostra colf abbia lasciato il rubinetto della pompa del balcone aperto e così il tubo di scarico ha collassato e allagato la nostra cantina e l’atrio del palazzo (e questa ultima notizia la dedico a Alle)!

P.S. Finalmente è disponibile l’ebook qui

Giveaway di Affari d’amore

Più che una scrittrice mi sento come quei venditori di formaggio e salame che, per accalappiare estimatori e ingolosirli, offrono pezzetti della loro mercanzia ai passanti. Perciò per invogliarvi a partecipare al giveaway del mio romanzo, aggiungo ancora due “assaggi” della storia che ho scritto. OK, avevo detto che non ce n’era più, ma ho mentito…
Infatti voglio condividere il ritratto di Giorgio (il fidanzato di Isabella, la madre) perchè è un pezzetto che mi sono divertita molto a scrivere:

“… i soldi che ti doveva anticipare la banca…”
“Non me lì da più…il direttore ha tirato su un pippone dicendo che anche loro hanno un difetto di liquidità, bastardi..”, Giorgio si accascia su una poltroncina che lo contiene appena.
“Come farai?”, chiede Isabella con un filo di voce.
“Devo convincere quella vipera della mia ex moglie a farmi mettere un’ipoteca su metà della villa”
L’ex moglie di Giorgio Perego è una signora di Lissone che ha diviso con il marito il periodo della gioventù e della gavetta. I giorni lontani delle promozioni scontatissime di camerette, cucine componibili e divani letto. Gli anni in cui si sono fatti i soldi: il capannone si è trasformato in uno showroom e i mobili in complementi d’arredo.
Poi quando Giorgio si è sentito ricco ha comprato la villa, abbandonato il business dozzinale e cominciato a far rifare artigianalmente i mobili delle griffe più gettonate.
Il letto è diventato Tluo, la poltrona Crau e via così. Poi anche la moglie non era più di tendenza e così dopo varie avventure costose ed effimere, è stata rimpiazzata con un modello di rappresentanza più lussoso, giovane e sexy: Isabella. Mentre i loro figli erano oramai già grandi e pronti a giudicare il padre un pirla ingrato.
La signora Perego si è tenuta la villa di famiglia e una gran dose di rancore per l’ex marito.
Quindi ora pensare di chiederle aiuto è proprio l’ultima spiaggia.

Dopo Giorgio, concluderei con un pezzetto più leggero e romantico, un paragrafo che stavamo per mettere nella quarta di copertina:

Quello che sta vivendo è solo una finzione, un momento di fuga, rubato per un colpo di fortuna alla sua vita vera. L’amore, Angelica non può permetterselo. Nel suo bicchiere c’è del vino, non il siero della verità, perciò deve trovare il coraggio di continuare la recita fino in fondo. Alle conseguenze ci penserà solo più avanti.

Allora per sapere se la moglie di Giorgio lo perdonerà, se Angelica farà la fine della Signora delle Camelie e conoscere mille altre delizie letterarie non vi rimane altro che partecipare al giveaway che terminerà il 21 Maggio a mezzanotte.
Regole: condividere sul vostro blog, su Facebook e/ o su twitter.
Buona fortuna a tutte!

Ancora un po’…poi basta

Visto che siete state così carine ieri e sarà un lungo weekend, soprattutto a Milano dove scappano tutti, vi lascio un altro pezzetto del romanzo da leggere. Questo è un dialogo fra le altre due protagoniste, la mamma Isabella (quaratasei anni ben portati) e Angelica (ventidue, che sta con Mauro quarantotto, ohibò…)

Isabella è appena uscita dal parrucchiere, camminando si specchia soddisfatta nelle vetrine. Questa volta finalmente la sua hairstylist ci ha proprio azzeccato con la tonalità dei colpi di sole.
E’ quasi ora di pranzo, telefona ad Angelica per chiederle se vuole mangiare con lei.
“Ciao, sono in centro. Ti va di farti un sushi con me?”
“Ma veramente non posso, sono appena tornata dalla palestra…mangio qualcosa qui in casa e poi passa Marta a prendermi e andiamo a cercare dei libri”
Il buonumore di Isabella, dovuto alla gioia di avere dei capelli perfetti, si è disintegrato in un attimo.
“Marta? Quella punkabestia?”
“Mamma, sono affari miei, ciao e buon sushi!”, Angelica cerca di tagliar corto ma sua madre continua a urlarle nel cellulare e lei è troppo educata per chiudere in tronco.
“No, sono anche affari miei! Non devi perdere tempo a uscire con quella pezzente”
“Marta è l’unica amica della mia età che posso frequentare, con lei mi diverto. Non riesco a stare sempre con gente vecchia come gli amici di Mauro!”
“Certo, stai con la tua amica intellettuale dei centri sociali, vedrai quanto ci guadagni”
“Se vuoi saperlo mi voglio ri-iscrivere all’università, per questo dobbiamo andare insieme a cercare dei libri”
“All’università?”, Isabella non riesce a trattenere un urlo scandalizzato.
E’ in via Montenapoleone quasi nei pressi di Gucci, una coppia giapponese che sta per entrare nella boutique si volta a guardarla con stupore.
“Certo, ho frequentato un anno e voglio riprendere, che male c’è?”
Isabella decide di rimandare la sosta da Gucci che era in programma.
“Non mi hai rimbambito fin da piccola con i corsi privati di inglese? Con le au-pair sempre tra le balle? E allora non pensi che una laurea in lingue mi possa anche essere utile?”, la voce isterica e l’atteggiamento sfrontato di Angelica devono essere bloccati con una offensiva pronta, non basta una conversazione casuale mentre entra in boutique.
Perciò passato Gucci, Isabella attraversa velocemente la strada all’altezza del bar Cova. In Via S.Andrea gira subito al primo isolato a destra, in una vietta laterale dove potrà parlare e se è il caso anche urlare senza dare troppo spettacolo.
“Cosa c’è di male nel prendersi una laurea?”
Angelica non è mai stata così aggressiva. Non è nella sua natura. Isabella si chiede se per caso sua figlia abbia fatto un tiro di coca. Sa che Mauro ogni tanto ne usa, ma sapeva anche che Angelica non era affatto entusiasta di questo vizietto. Che le cose siano cambiate?
La coca, oltre al cervello fa danni mostruosi alla bellezza, non è certo il caso di rischiare. In casa ne hanno sempre parlato apertamente, portando numerosi esempi di amiche che si sono rovinate il naso e non solo quello.
“Angelica hai pippato?”

Affari d’amore


Questo è il titolo del mio romanzo che uscirà fra un meno di un mese. Spero che la copertina vi piaccia. La prossima settimana farò il giveaway, sto anche preparando un restyling del template del blog che mi sembra troppo spoglio. Per tenervi compagnia nel frattempo vi anticipo due piccoli brani del libro in cui vi presento due delle quattro protagoniste (le cattive che sono le mie preferite!) poi seguiranno le altre due.

La nonna
A settanta anni, Beatrice non può permettersi di rischiare un rovescio di fortuna, vuole essere tranquilla per questo deve tenere i suoi risparmi investiti in qualcosa di sicuro e redditizio. Vivere bene costa sempre di più e a Beatrice vengono spiacevoli momenti d’ansia.
Soldi maledetti soldi: per tutta la vita sono stati il problema numero uno.
Beatrice ne ha avuti tanti ma ha sempre convissuto con il terrore di perderli. Con la paura di tornare nella situazione precaria in cui era da giovane, quando l’unica cosa su cui poteva veramente investire era la bellezza.
A diciassette anni, faceva l’apprendista parrucchiera nel negozio più elegante del suo paese, Bordighera. Ma Beatrice era convinta che il suo destino non fosse di continuare tutta la vita a fare shampoo e meches, ma piuttosto emulare lo status delle clienti più ricche e invidiate del negozio.
Visto che tutti le ripetevano quanto fosse bella, il primo passo per poter brillare in un universo più ampio fu partecipare al concorso di Miss Muretto ad Alassio.
Lo vinse, si guadagnò la foto sui giornali locali e anche un bel po’ di attenzione maschile.
Trovò un fidanzato impresario più anziano di lei ed entrò, anche se dalla porta di servizio, nell’ambiente dello spettacolo.
Il primo passo decisivo fu il trasferimento a Milano con il fidanzato. A quei tempi la concorrenza nel mondo delle soubrette era meno agguerrita, tanto che Beatrice riuscì anche ad avere qualche particina muta e naturalmente svestita, negli sketch dell’ambitissimo Carosello.
Però i casting erano stressanti e spesso finivano come dice la leggenda hollywoodiana: sul divano del regista o produttore.
Allora Beatrice, che era una ragazza pratica e cinica, decise che era più funzionale usare l’arma del sesso per trovare qualcuno che la mantenesse tout court.
Eliminando tutta la parte finto-artistica della faccenda.
Diversamente da tante altre colleghe, a Beatrice non importava diventare famosa, interessava solo essere ricca.

La nipotina
Il rapporto di Viola con il cibo è sempre stato strano: fino a dodici anni voleva mangiare solo cose rosa. Un’ossessione cromatico-gastronomica. Da piccola era una grande fan di Barbie e, forse per osmosi con la sua bambola, si nutriva esclusivamente di gamberetti, salsa cocktail, prosciutto cotto, mortadella, cupcakes e yogurt alla fragola.
Sua madre era abbastanza preoccupata e aveva preso una tata che faceva dei deliziosi tortellini panna e prosciutto che, anche se non erano proprio della tonalità giusta, qualche volta la ragazzina si degnava di provare.
Poi finalmente la svolta, con la pubertà Viola era sbocciata, aveva perso la goffagine dell’infanzia per trasformarsi in una ragazzina molto intrigante.
Prima era alta e spigolosa, complessata perchè odiava i suoi capelli rossi e ancor di più le lentiggini.
In una famiglia di bellissime soffriva, sentendosi il brutto anatroccolo di casa. Quella che non se la sarebbe mai filata nessuno.
Ma dopo i dodici anni guardandosi allo specchio, aveva scoperto che anche lei poteva piacere.
La nuova Viola era nata: abbastanza sicura di sè da essere ribelle, da mettere finalmente in discussione il credo di casa: l’idea che vivere senza padre sia solo una benedizione. Perchè a Viola il fatto di avere una famiglia diversa dalle altre aveva sempre procurato una sensazione strana. Un pernicioso malessere che da piccola non riusciva a decifrare.
Quando alle feste e alle recite della scuola, tutti gli altri bambini avevano oltre alle mamme anche i padri e i nonni pensava che questi uomini servissero solo a filmare e a fare foto.
Poi si era resa conto che non era solo quello il ruolo dei maschi adulti e aveva cominciato a far domande.
La nonna aveva tagliato corto dicendo che loro senza rompiscatole in giro per casa erano più fortunate e comunque quando gli uomini servivano si potevano sempre reperire.
E se ne voleva uno, magari un fotografo, per la festa di fine anno scolastico avrebbe cercato di procurarglielo.