Sei arrivato tu

Essere genitori adottivi, educare e far crescere un bimbo arrivato da lontano, è il modo più coraggioso di essere genitori. Proprio per aiutare a gestire al meglio questa difficile scelta è appena nato il progetto “Sei arrivato tu” con l’intento di accompagnare la famiglia adottiva nel delicato periodo che segue l’arrivo del bambino. Per facilitare la ricerca di nuovi equilibri che favoriscano la relazione e la conoscenza reciproca.

Questa iniziativa nasce in Piemonte, grazie a un lavoro di sinergia della Fondazione De Agostini, dell’associazione “Attivalamente… e il corpo”, la “Cooperativa Sociale della Pallacorda”, il comune di Novara e la fondazione De Agostini ma speriamo sia un esempio di best practice che venga poi seguito ovunque nel nostro Paese.

Sei arrivato tu” è un progetto biennale che coinvolgerà una ventina di famiglie adottive del territorio novarese che vivranno l’attesa e l’arrivo del loro bambino.

In un momento in cui il legame affettivo tra genitore e bambino adottivo è ancora molto fragile, è necessario che i genitori vengano in contatto con il bisogno di protezione, di vicinanza e di tenerezza del bambino. E che il bambino stesso riviva le tappe evolutive precoci di relazione, in un’esperienza condivisa di gioco corporeo capace di valorizzare l’esperienza dei sensi.

L’obiettivo generale del progetto è infatti la promozione del benessere della famiglia adottiva e dello sviluppo armonico del bambino, per facilitare la creazione di un solido legame e promuovere la sintonizzazione emotiva ed affettiva nella relazione genitore-figlio, al fine di prevenire i rischi dei fallimenti adottivi.

Sarà una sperimentazione di acquaticità, di solito è consigliata dai tre mesi all’anno di età, ma in questo caso, considerato che i bambini arrivano anche più grandicelli, potranno partecipare al progetto fino ai sei anni. L’acqua facilita la relazione fra i genitori e i loro piccoli perché consente di esprimersi con spontaneità, di sviluppare sentimenti di fiducia e sicurezza e di comunicare attraverso il corpo le proprie emozioni.