Allocca – parte seconda

…per rendere Sant’ più comprensivo verso la mia confessione avevo deciso di prenderlo per la gola.
Proprio il giorno prima mi aveva parlato con nostalgia, e un po’ di acquolina in bocca, del risotto.
Non un risotto specifico, ma della filosofia del risotto in generale.
“E’ tanto che non ne mangiamo”
“Sì e allora?” avevo risposto con la simpatia di un’emorroide.
“Magari potremmo farlo una di queste sere”
“Ummm…non so…vedremo… non ne ho una gran voglia”, avevo bofonchiato.
Ma adesso, ideona, per metterlo nell’umore più empatico possibile, l’avrei stupito e sorpreso con un bel risottino allo zafferano.
Il riso in casa doveva esserci. Me lo ricordavo in un barattolo nella dispensa.
Sono andata a verificare e in effetti il riso c’era ma non era bianco o non era da risotti. C’era il riso venere (marrone scuro), il riso integrale (beige chiaro) e il riso bianco (ma basmati).
Troppo tardi per uscire a comprarlo, così ho deciso di tentare la sorte con il riso beige.
in fondo sono sempre ottimista: speravo che non fosse un giorno proprio di sfiga completa.
Magari quel riso non era proprio integrale, era semi integrale, forse poteva andare bene.
Peccato non fosse più nella sua confezione originale, non avevo indicazioni di cottura.
Non ricordavo quando l’avessi comprato. Insomma ho giocato con il fato. E ho perso.
Dopo poco Sant’ è tornato a casa e gli comunque ho gridato: “Sorpresa! Il risotto!”
Ma 50 minuti dopo quel maledetto riso era ancora durissimo.
Mantecavo…. mantecavo…. mantecavo…. il chicco non cedeva e la mia espressione da moglie perfetta non reggeva più.
Sant’ mi girava come uno squalo attorno affamato.
Faceva domande.
“Cos’è quella faccia?”
“Il riso era beige, forse era integrale…”
Ero affranta: dovevo dargli il riso scotto e anche la notizia di Euroclub.
Dopo un’ora e passa di cottura, stremata ho servito il riso.
Anita si è rifiutata di mangiarlo. Sant’ e Emma si sono sacrificati.
Quando a fine cena, ho confessato cosa avevo combinato nel pomeriggio, Sant’ me ne ha dette di tutti i colori.
Ma per fortuna la sfuriata è durata poco.
Perchè si è ricordato da solo di aver lasciato, una settimana fa, l’i-pad sul tettuccio della macchina.
Insomma siamo una coppia ben assortita.
Ho buttato, senza fiatare, i resti del risotto-flop l’abbiamo chiusa lì.