Mai più senza

Dopo giorni di tempo orrendo, oggi finalmente c’era il sole e sembrava anche primavera: in centro a Milano, erano tutti gasatissimi e felici. E anch’io condividevo, timidamente, l’euforia collettiva.
Dopo un paio di mesi veramente orrendi, adesso sto un po’ meglio.
Riesco a concedermi un po’ di ottimismo anche perchè ho trovato la mia droga.
L’elemento che mi aiuta a non pensare troppo.
Mi sento bene solo quando guardo Gossip Girl, una sitcom per adolescenti che mi ha segnalato mia figlia, lei ne ha visto poche puntate, mentre io non riesco più a smettere!

Come un’allocca, sono stata catturata dalle storie di una banda di rampolli snaturati dell’elite newyorkese.
Un Beautiful di un manipolo di personaggi assurdi e leggermente tecnologizzati: il titolo è mutuato infatti dai pettegolezzi che una fonte anonima spiattella via web, gridando al mondo segreti e avventure peccaminose dei protagonisti.
Alla mia età dovrei essere più saggia, ma negli ultimi tempi, la demenza delle storie di questa soap è stata un grande svago e ora sono assuefatta. Non posso più passare la giornata senza la mia puntatina.
Sì, mi vergogno. E fare outing è il primo passo verso la terapia di disintossicazione.
(Spero)
Ora sono alla quarta stagione: il plot è ampiamente degenerato rispetto all’inizio della serie. Le vicende che dovevano essere dedicate ai tempi classici dell’adolescenza: prime esperienze amorose, problemi scolastici, conflitti con i genitori, hanno virato verso intrighi assurdi e improbabili.
Lavoro facile per gli sceneggiatori che possono inventare di tradimenti, bancarotta, scandali sessuali, figli e congiunti perduti e ritrovati senza preoccuparsi delle conseguenze! I protagonisti litigano, si diprezzano, giurano vendetta ma poi tornano amici e tutto ricomincia da capo.
E’ talmente trash da risultare ipnotico.
E questo deve essere il segreto del successo della soap che è andata avanti a gonfie vele fino alla sesta serie.
Mi è appena venuto in mente che mi sono sciroppata con diletto misto a disprezzo (ma comunque inchiodata davanti alla cattiva recitazione dei protagonisti) anche tutte le stagioni di Desperate Housewives, quindi forse sono grave: ho una pericolosa predisposizione alla tv spazzatura.
Preferisco questo piuttosto che ascoltare commenti, TG, talk show, opinioni e quant’altro sui nostri canali. Meglio Chuck che seduce Blair che odia Jenny sorella di Dan amico di Nate che ama ancora Serena figlia di Lily sorella di Eric che vede Damian ma non dovrebbe anche perchè lui è figlio di un ambasciatore ma spaccia.

Fuori onda: i segreti dei truccatori


Mercoledì scorso sono stata ospite a Parliamone in famiglia, la trasmissione contenitore su Rai2 dove ero già stata anche lo scorso anno. Il tema era “caldo”: carriera o famiglia? Sono venute fuori come al solito statistiche poco confortanti e più o meno è stato sviscerato il solito dilemma: possono le donne avere tutto? Carrriera e famiglia felice?
Secondo me, purtroppo, no. Secondo altri invece è possibile. Non ho avuto molto spazio, ma è andata bene.
Come al solito, essendo estremamente superficiale, ero anche preoccupata di come potevo apparire in video. Dal davanti, tutto ok, di profilo una certa pappagorgia. E vabbè, non si può fare nulla, ma c’è di peggio.
Voglio essere zen e prendere il lato positivo dell’esperienza.
Ad esempio, ho imparato un segreto utilissimo dalla truccatrice Rai, a cui avevo esposto il dramma della mia vita: ho le occhiaie, scure come quelle di Scamarcio e i correttori in crema, (ho provato una quantità numerosa di marche più o meno prestigiose) dopo poco dall’applicazione mi fanno sempre “le righette”. Cioè dei rivoletti di prodotto che si concentrano nelle pieghe della pelle. Un effetto schifoso che fa quasi decidere di ostentare le occhiaie.
E allora questa santa donna, questa professionista del make-up, mi ha spiegato, come ovviare al problema: basta asciugare il prodotto, tamponandolo con un piumino “imbevuto” di cipria e le maledette “righette” spariscono.
A casa ho provato e funziona! Lo condivido con voi e mi sento quasi meglio di Clio make-up!

Backstage

Oggi pomeriggio sono stata tra gli ospiti di Italiasul2 , si parlava di conciliazione fra carriera e lavoro, casalinghitudine e part-time. Ero curiosa ma anche molto emozionata, ero già stata in televisione, ma moltissimi anni fa. E quindi un po’ d’ansia l’avevo.
L’autista è venuto a prendermi tre quarti d’ora prima del previsto, stavo quasi per non aprirgli pensando che fosse il solito rompiscatole che voleva riempirmi la cassetta di pubblicità. Poi invece, magnanima, ho risposto al citofono e mi è venuto un colpo perchè ero ancora in mutande. Ma in cinque minuti, scusandomi, sono scesa, tanto il trucco e parrucco li offriva il backstage.
Dopo il make-over con capelli perfetti e gli occhi bistratissimi, mi aggiravo nei corridoi dello studio come un’anima in pena: ero decisamente in anticipo sulla tabella di marcia. Ho cercato di attaccar bottone con le sarte, chiacchierare con le parrucchiere e le truccatrici ma dopo un po’ loro avevano da fare.
Sono andata dieci volte in bagno e poi a cercare il bar.
E ho capito che lì si aggiravano due tipi di persone, quelli truccati da zoccola come me e quelli normali che lavoravano lì. Comunque quelli truccatissimi venivano trattati da tutti gentilmente. Avevo anche un camerino ma era troppo triste (una stanzetta spoglia con lo specchio) e non ci volevo stare. Poi il mio cellulare era quasi completamente scarico così non potevo neanche mandare sms a parenti e amici per dire di guardarmi.
Allora ho chiesto se potevo andare in studio anche se sarei andata in onda molto dopo.
Molto cortesi mi hanno lasciato entrare.
Mi sono seduta in modo di non essere fra le balle dei cameramen e ero molto interessata a vedere come facevano le riprese. Mi sentivo come Liz Lemon in 30 Rock ed ero piuttosto gasata. Poi la producer ha detto perentoria: “Microfonate la signora”
E così mi hanno “microfonato”, cioè attaccato il microfono, nascosto, nella schiena.
Da lì ho cominciato ad avere un leggero senso di panico. A dover andare in bagno.
Pensavo a tutti i “fuori onda” famosi degli uomini politici. A tutte le gaffes che hanno fatto parlando quando erano microfonati. E se si sentiva lo sciacquone?
L’ho tenuta per un po’, poi pensando: “dopo quando sarò seduta su quella poltroncina sarà peggio”, mi sono fatta coraggio e ho chiesto alla producer se potevo andare in bagno.
Si poteva “farla” anche da microfonati. Che bello.
Poi è passato ancora un po’ di tempo. Era quasi la “mia” ora.
Dovevo andare in onda. Sedermi nella poltroncina bianca. Appena dopo lo stacco pubblicitario.
Sono scappata a nascondermi in bagno, ma la producer mi ha visto ed è venuta a prendermi.
Mi ha riacciuffato e portato dentro, dritto fino alla poltroncina.
Poi è andata bene. Fiuuuuuuuuuu!

Sciopero!

Abbiamo covato l’idea per una settimana, da quando abbiamo saputo che dalla nostra vita sarebbero scomparsi Orco Manno, Lupo Lucio e Strega Varana. Alla tv i piccoli vengono considerati sempre meno intellettualmente e visti solo come baby consumatori.
Basta con i programmi spazzatura per i bambini.
Allora abbiamo pensato a un azione di gruppo, l’idea è di LGO, questo banner l’ha inventato Anita, altri li ha creati MAQ. Domenica 28 febbraio sciopero televisivo, non accendiamola. Diamo un giorno libero alla baby-sitter elettronica. Dormiamo, andiamo al parco, al cinema, alle giostre, in piscina, giochiamo a carte, a nascondino con i nostri figli, guardiamo un dvd, disegnamo… qualsiasi cosa ma non incolliamoci passivi davanti al video.
Desian, Mammagiramondo e Jolanda hanno suggerito il link di facebook per “salvare” la Melevisione possiamo diventare fan, in questa pagina ci sono anche un paio di indirizzi email dove mandare messaggi di protesta alla Rai.
Per divulgare l’idea dello sciopero potete prendere questo codice e se avete più spazio l’immagine grande qui sopra.
Questo post fa parte di uno speciale blogstorming che genitoricrescono ci ha gentilmente dedicato.

<a href="http://oglaroon.splinder.com/post/22205028/Tre+nonne+e+una+zia"><img src="http://www.extramamma.net/blog/wp-content/uploads/2010/02/b2-200.jpg" border="0" alt="Niente TV" /></a>

Il mini-conclave

Ieri sera era previsto un conclave delle mamme blogger milanesi per celebrare la discesa in città di Emily. Purtroppo però a differenza dei cardinali, che sono single e non hanno marmocchi che si ammalano e scombinano i piani, le mamme blogger hanno sempre qualche impedimento last minute. Molte hanno dato forfait. Perciò la mega riunione si è trasformata in una cenetta intima. Guest star è stato Superdaddy che ha fatto una breve e luminosa apparizione. Poi siamo rimaste in cinque a gozzovigliare: Jolanda, Veronica, Lorenza, Emily e la sottoscritta.
Proprio perchè eravamo così poche abbiamo avuto la possibilità di chiacchierare, ridere e spettegolare con tutta calma. Tra una crostata ai marron glaces e una mousse al cioccolato fondente abbiamo formulato un’idea, di cui avevo già discusso anche con LGO: organizzare uno sciopero televisivo mammesco per protestare contro la sistematica abolizione dei programmi intelligenti per bambini. Primo fra tutti la Melevisione. Stiamo mobilitandoci su questo progetto che spero interessi a molte. Cosa ne pensate? Qualche suggerimento di quando si potrebbe fare per essere più incisivi? Due ore? Un pomeriggio? Una mattina? Per sempre (come suggerisce LGO)?
Stiamo meditando banner, accorpamenti su FB a gruppi già esistenti e mosse strategicissime.

Che delusione!

Ho letto quest’articolo e mi sono angosciata. Poi ho scoperto che l’unico programma intelligente della tv dedicato ai bambini sarà cancellato.
Le mie figlie l’hanno sempre guardato, Anita ora è troppo grande ma Emma nei giorni “corti” quando torna da scuola presto è felice da vedere “la mele” come lo chiamiamo familiarmente in casa. Non so come spiegarle che da ottobre prossimo non esisterà più, perchè nel nostro Paese far crescere i bambini intelligenti non è una priorità. Anzi meglio scemi con la tv commerciale a manetta. Nelle due ore pomeridiane del “contenitore” di Raitre ci sono stati, negli anni, dei cartoni animati intelligenti che lasciavano un “semino” spiegando ai bambini l’importanza dell’ecologia, i fenomeni scientifici e qualche nozione storica. Perchè tagliare tutto questo? Non si potrebe sacrificare qualche altro programma? Non basta ammazzare la geografia?