Quando arriva il terzo?

A maggio. Dopo una lunga gestazione, il concepimento è avvenuto la scorsa estate, il mio prossimo libro uscirà in primavera, a maggio, appunto. Lo sto scrivendo e anche per questo, ho latitato così tanto in quest’ultimo anno dal blog.
Non sarà la continuazione di Una mamma da URL ma un romanzo totalmente diverso: una storia d’amore.
Non ci saranno storie di blogger e nemmeno di mamme. Un vicenda di orfanelli senza il wi-fi?
Non proprio, i legami famigliari ci sono, le protagoniste sono quattro donne: nonna, mamma, nipote e nipotina. Posso solo dirvi che la nonna è una ex-gran gnocca, una velina primordiale, diva del Carosello negli anni’60.
Molta ironia, un po’ di antropologia, amore (contrastato altrimenti non vende), sesso (sto decidendo adesso quanto
dettagliare) e …ancora un sacco di lavoro da fare. Quindi nei prossimi due mesi devo murarmi viva in casa a scrivere.
Appena possibile svelo qualcosa in più e presto metterò anche un paio di brani per solleticarvi l’appetito.

(foto cortesemente fornita di Agrimonia un annetto fa)

Giveaway di love.com versione ebook


Perchè non posto più?
Perchè la sera che di solito avevo un po’ di tempo per il blog adesso devo sempre fare i compiti. Sì, perchè dopo aver passato otto fortunatissimi anni scolastici di sereno e invidiabile fancazzismo, dove ho studiato solo le conifere con Anita alle elementari, con Emma ho ripassato i verbi e le tabelline e poi ho aiutato anita a prepararsi per l’esame di terza media, e le mie figlie prendevano voti bellissimi, adesso sono tornata sulla terra e le pago tutte con gli interessi.
L’ingresso alle medie è stato pesante, quello al liceo classico, ovviamente, ancor di più.
Così io e Sant’ ci siamo divisi i compiti: lui è il prof di matematica, scienze, tecnica e latino. Mentre io faccio italiano, inglese e, perchè amo il rischio, anche spagnolo (dove non so una cippa ma mi applico) e greco (dove non capisco neppure l’alfabeto ma sono affascinata dalla stranezza di quegli strani segnetti).
Sbagliando ma l’ho capito solo pochi anni fa, ai miei tempi, ho frequentato il liceo scientifico mentre ora approfittando di Anita avevo pensato di ri-immergermi nella cultura classica per colmare le mie molte lacune. La stranezza è che come quando si è incinte e si incontrano (non ai corsi pre-parto ovviamente) solo donne con il pancione, il meccanismo della memoria selettiva pare funzionare anche con Il liceo classico. Ultimamente mi imbatto solo adulti che l’hanno frequentato.
Tutti ricordano che l’inizio della quarta ginnasio è scioccante e i voti sono sorprendentemente bassi, la più simpatica ed empatica è stata Panzallaria che mi ha raccontato che nella prima versione di greco (o di latino?) ha preso -27. Anita ha tirato un bel sospiro di sollievo!
Anzi se qualcuna di voi ha frequentato il ginnasio e mi vuole raccontare come è andata se siete sopravvissute e con quali trucchi, sarebbe utile, grazie!

Questo lungo prologo per dirvi anche che oltre a fare i compiti ho avuto poco tempo per il blog perchè ho riaggiornato e rivisto Love.com che adesso è uscito in versione ebook, pubblicato da EmmaBooks un portale che prende il nome dalla famosa eroina del romanzo di Jane Austen (scaricabile gratis) e dove si pssono acquistare romanzi così al femminile da essere divisi in tre taglie S, M, L a seconda del numero di pagine.
Quindi ora per scusarmi della latitanza voglio regalarvi due copie del nuovo Love.com, ebook si può leggere su tutti i dispositivi dagli smartphone ai tablets ma anche su computer e pc, comunque nel sito trovate anche tutte le risposte per i consigli tecnici sul download.

Alle vicintrici invierò un codice che permetterà di scaricare gratuitamente il mio libro, sempre uguali le regole: commento qui sotto, condividete sul blog, su FB o rilanciate su twitter, scadenza il 9 dicembre che è una data fortunata perchè è il compleanno di Sant’!

Dal cibo al cuore

Per la prima volta ho letto un libro di una persona che conosco, una persona che mi piace. Quindi ho affrontato le prime pagine molto ben disposta, ma questo approccio non credo mi abbia poi influenzato più di tanto. Anche perchè L’ingrediente perduto di Stefania Aphel Barzini mi ha coinvolto sempre di più, facendomi dimenticare l’autrice per immergermi solamente nella vita delle protagoniste del romanzo. Quattro generazioni di donne: la bisnonna, la nonna, la figlia e la nipote. Infatti la storia comincia all’inizio del secolo quando Rosalia una bambina di dieci anni, lascia l’isola di Stromboli per emigrare negli Stati Uniti.

Si snoda poi per tutto il secolo attraverso queste figure femminili, tra loro molto diverse ma legate da un filo invisibile di amore, di affinità spesso negata e da una grande attrazione per l’arte di cucinare. Per la bisnonna è normale passare ore fra i fornelli e trovare conforto nelle tradizioni culinarie della sua terra lontana. Per sua figlia, che invece vuole essere americana a tutti costi, le ricette di famiglia sono una vergogna: le dà molto fastidio che anche la sua bambina non abbia quest’anima yankee e che prediliga le melanzane alla parmigiana al fast food. Poi ci sarà la nipotina che scoprirà le sue radici proprio grazie al suo innato e inaspettato talento culinario.

Un libro che si legge tutto d’uno fiato: commuove ma fa anche sorridere e illustra dettagli interessanti sul modo di vita americano.  Ci sono state parti che ho letto a voce alta alle mie ragazze, perchè è così vero nell’illustrare la relazione, spesso conflittuale fra madri e figlie, che mi sembrava l’occasione giusta per cominciare a sviscerare il problema. Altre invece le ho condivise con loro per puro divertimento perchè le cose belle è giusto non tenerle solo per sè.