Non c’è scelta?

Qualche giorno fa ho letto questo articolo su La Repubblica, mi sono ripromessa di farlo leggere anche ad Anita, che fra 3 settimane compirà tredici anni.
Poi l’altra sera, prima della buonanotte, ci siamo messe a parlare di scuola, di insegnanti, di pagelle e di ragazzine e ragazzini.
“Ci sono bambine di prima che vengono a scuola truccate e scollate. Anche con questo freddo, anche se sono piccole, basse e non hanno le tette”, mi ha raccontato mia figlia.
Allora mi è venuto in mente quello che avevo letto nel pezzo di Repubblica, di quanto sia univoco il modello presentato oggi alle adolescenti. Nei giornalini per loro tipo Cioè, Topgirl e altri di cui fortunatamente non ricordo il nome, ci sono espliciti consigli della ginecologa, così espliciti da farsi quasi il segno della croce anche se si è atei, pensando che il pubblico che legge parte dai dodici anni, poi pagine e pagine su come sedurre, piacere, truccarsi, dimagrire, copiare il look vincente della cantante smutandata che scale le classifiche, ecc.
Perchè è questo che si chiede alle bambine, crescere in fretta per diventare sexy ed esserlo dai 12 ai 65 anni.
L’ho commentato con Anita, tenendo al minino i risvolti politici, raccontandole anche un po’ di storia sociale.
Negli anni ’50 le ragazze dovevano essere “perbene” e più o meno si arrangiavano per apparire tali. Le ho detto delle fujtine e dei matrimoni riparatori. Era più stupita che se le avessi parlato dell’avvistamento di un UFO.
Negli anni’ 70 è arrivato il femminismo, la rivincita delle cattive ragazze e si è aperto un ventaglio di scelta sui modelli da seguire. Le ho parlato dei consultori e del fatto che oggi stiano scomparendo.
Le ho detto che a 12-13-15 anni una ragazzina ha il diritto di essere interessata ad attività diverse: andare a cavallo, giocare a basket, sciare, disegnare, usare il computer, ecc. Non solo cercare di sedurre i maschi. In Francia, ad esempio, abbiamo trovato tantissimi giornalini per teen-ager pazze per l’equitazione, che però affrontavano anche gli altri temi psicologici interessanti per quell’età, da noi non esiste niente di simile. Si va direttamente dalle Winx alla seduzione tout-court, passando per i gossip sui divi.
C’è una grande involuzione nei costumi: una punzione contro la libertà e la consapevolezza femminile. Ho dato la colpa al consumismo per non proiettare troppa negatività sulla mia bambina.
Anita ha concordato con me che il modello seguito dalla stragrande maggioranza delle ragazzine che conosce è proprio quello della velina-to be e per essere diversa ci vogliono grandi dosi di coraggio, fantasia e spirito di indipendenza. E nell’adolescenza non si hanno tonnellate di autostima e sicurezza che permettono di uscire dal coro.
Ho tenuto il tono della conversazione volutamente leggero, senza troppi drammatici approfondimenti per non angosciare mia figlia. Alla fine comunque mi ha chiesto:
“Ma mamma come facciamo a cambiare queste cose? Peggiorerà sempre? Le bambine di cinque anni vorranno già aver le tette?”
Ho cercato di sorridere e rassicurarla: “No, no Anita, vedrai che le cose cambieranno”
Ho mentito, perchè invece sono veramente preoccupata.

Il mini-conclave

Ieri sera era previsto un conclave delle mamme blogger milanesi per celebrare la discesa in città di Emily. Purtroppo però a differenza dei cardinali, che sono single e non hanno marmocchi che si ammalano e scombinano i piani, le mamme blogger hanno sempre qualche impedimento last minute. Molte hanno dato forfait. Perciò la mega riunione si è trasformata in una cenetta intima. Guest star è stato Superdaddy che ha fatto una breve e luminosa apparizione. Poi siamo rimaste in cinque a gozzovigliare: Jolanda, Veronica, Lorenza, Emily e la sottoscritta.
Proprio perchè eravamo così poche abbiamo avuto la possibilità di chiacchierare, ridere e spettegolare con tutta calma. Tra una crostata ai marron glaces e una mousse al cioccolato fondente abbiamo formulato un’idea, di cui avevo già discusso anche con LGO: organizzare uno sciopero televisivo mammesco per protestare contro la sistematica abolizione dei programmi intelligenti per bambini. Primo fra tutti la Melevisione. Stiamo mobilitandoci su questo progetto che spero interessi a molte. Cosa ne pensate? Qualche suggerimento di quando si potrebbe fare per essere più incisivi? Due ore? Un pomeriggio? Una mattina? Per sempre (come suggerisce LGO)?
Stiamo meditando banner, accorpamenti su FB a gruppi già esistenti e mosse strategicissime.

I mille usi di George

Una settimana fa sono stata a fare un esame del sangue.
Ho sempre paura della puntura, anche se sono grande.
L’infermiere mi ha vista un po’ tremante mi ha detto, per sdrammatizzare, indicando il muro:
“Guardi là, c’è George Clooney!” (una volta si diceva guarda l’uccellino)
Mentre lui mi piantava dentro l’ago, ho guardato nella direzione indicata e ho visto solo un calendario di Frate Indovino.
“Fatto!”, ha detto l’infermiere.
L’ho guardato interrogativa.
“George Clooney ora è dappertutto…con la fidanzata…senza la fidanzata…non se ne può più” si è giustificato lui frettolosamente.
Poi ha aggiunto, per spaventarmi: “Prema forte il batuffolo di cotone altrimenti il sangue esce copioso”
Stavo per ribattere: “Sta scherzando!”
Ma a me la parola “sangue” e la parola “vena” fanno sempre un gran senso di
svenimento anche se ho avuto due parti naturali e cento anni di mestruazioni.
Perciò sono uscita pallida e muta dal cubicolo. Pigiando ben benino il batuffolo.
Ora che sono passati un po’ di giorni e che le analisi hanno detto che va tutto bene, ho potuto ripensare con calma a George Clooney.
Questa storia del fidanzamento con l’ex velina mi fa proprio imbestialire.
Non solo perchè è patetica ma anche perchè dà la pennellata finale al messaggio diseducativo che i vari media inculcano ogni giorno ai nostri figli: non solo l’obiettivo da raggiungere è diventare una soubrettonza ma poi, verso i trenta, se hai un agente tosto, ti becchi anche il divo hollwoodiano che deve urgentemente rendersi più macho e hai svoltato.
For ever.