Precoci a calare la braghe

Qual è l’incubo delle mamme dei maschi che vanno alle medie? Le madri delle femmine ne hanno svariati, più o meno drammatici e realistici, ma quelle dei ragazzini ne identificano uno in particolare: il boxer a vista. Da abbinare al jeans calato fino alle anche. Bambini che fino a pochi mesi prima indossavano con allegria e spensieratezza slip di Sponge Bob e l’Uomo Ragno, improvvisamente vogliono solo boxer e calano le braghe.
Perchè dagli undici anni in poi, il cavallo a metà coscia sarà inelegante, scomodo, magari anche ridicolo ma decisamente cool.
La tendenza viene, come sempre, d’oltreoceano dove la moda del jeans abbassato è mutuata dai rapper, che sono notoriamente dei duri e a loro volta si sono ispirati alle divise oversize dei detenuti. Adesso però proprio dagli Usa arriva il contrordine, al grido di Stop the Sag, il senatore afromaericano Eric Adams intima di tirar su i jeans perchè osceni. L’ispirazione di questa crociata arriva da un fatto di cronaca: un giovane gangster di Brooklyn inseguito dagli agenti è inciampato nei jeans, non è riuscito a saltare ed è caduto nel vuoto. Da questa tragedia è partito il contrordine: le braghe a metà coscia non sono più da fighi ma da poveretti.
Da noi fortunatamente cose del genere non sono capitate ma nel nostro piccolo abbiamo comunque qualche problemuccio con i saggy jeans. Infatti mia figlia ha raccontato che alcuni suoi compagni, con il jeans abbassato per correre dietro allo scuolabus e non perderlo, si devono tenere i jeans con le mani, proprio come fanno le damigelle o le spose con l’abito lungo. E questo non è certamente da duri.

Complessi

Immagino che anche voi da piccole avreste voluto essere fisicamente un po’ diverse.
A me è capitato: sognavo di essere bionda (ovviamente liscia) con gli occhi azzurri. Un gran clichè, lo so e poi volevo chiamarmi Rosellina. Insomma era Barbie dentro (nonostante adesso razzoli bene ho degli scheletri di bambole Mattel nell’armadio).
Mia madre mi faceva vedere più tv possibile e mi ha cresciuto a pane e Novella 2000. Invece delle favole mi raccontava gli amori storici delle star di hollywood…in questo panorama non è strano che tentassi di fare qualcosa di folle per essere conforme al mio ideale. Pensavo infatti anche di avere la base del naso troppo larga (il fascinoso e abbronzato Obama non era ancora apparso all’orizzonte mondiale) e quindi per migliorarmi mi pinzavo una molletta da bucato sul naso. Lo facevo di nascosto e la tenevo poco perchè faceva un male cane, ma tentavo il trattamento con regolarità.

L’altro giorno stavo sparecchiando, quando mettendo a posto un molletta di legno da bucato (adesso le uso per chiudere i sacchetti di biscotti, pasta, pane in cassetta, ecc), non ho saputo resistere e ho furtivamente provato a rimettermi la molletta sul naso. Che shock! Non riuscivo più a pinzare: ho il naso troppo grande!
“Non mi sta più la molletta del naso!”, mi sono lasciata sfuggire davanti alle ragazze e a Sant’ che erano ancora in cucina. Loro conoscono il mio passato e non si sono stupiti più di tanto.
“Guarda che non ci sono più le mollette di una volta!”, mi ha consolato Sant’ che sa sempre essere galante: “Adesso sono più piccole!”
Ho guardato la molletta perplessa, non sapevo se credergli o meno, e mi sono avvicinata a Emma.
A lei andava. Non ho pinzato, ho solo avvicinato, altrimenti avrebbe urlato.
Anita, sulla difensiva, ha subito aggiunto: “Da me non provare tanto non mi sta!”
Emma invece mi ha consigliato: “Potresti lanciare un gruppo su Facebook: Non mi sta più la molletta nel naso ” L’unica in famiglia che non è iscritta al social network ha avuto un’idea geniale, sono così tanti i gruppi del cavolo a cui chiedono di iscriversi che anche il mio, per quelli che da piccoli volevano cambiarsi, potrebbe avere succcesso!