Giovedì del libro: Alice senza niente

Uno dei buoni propositi del nuovo anno (il rientro dalle vacanze, la rentrèe, è la vera ripresa più che il primo di gennaio) è quello di essere meno anarchica nella scrittura del blog quindi per darmi delle regole e seguirle senza troppa insofferenza ho deciso di inventarmi delle rubriche dai contenuti fissi.
La prima è quella dei libri: sarà ogni giovedì.
Poi magari farò un giorno delle ricette, un giorno dei film, della moda, del make-up, della sfiga (che piace sempre), degli animali, degli uomini…insomma accetto con piacere suggerimenti…


Ho appena finito di leggere questo romanzo: è il diario di una trentenne precaria (liceo classico e laurea umanistica) che cerca di sbarcare il lunario, cercando disperatamente un’occupazione. La storia, purtroppo troppo realistica, sarebbe triste se Pietro De Viola non sapesse raccontarla con coinvolgente e arguta ironia. L’autore può permetterselo perchè ha l’età della sua protagonista, il curriculum e probabilmente anche le stessa esperienze ed è bravissimo nel raccontare situazioni verissime che sembrano surreali. I dialoghi sono accattivanti, mai scontati e le descrizioni incalzanti e perfette. Unico difetto di questa storia è che finisce troppo presto, facendo sentire il lettore un po’ abbandonato. Però le sensazioni rimangono, infatti ieri per caso ero a pranzo in un bar seduta vicino ad alcuni laureandi che parlavano di occupazione e del loro ipotetico futuro lavoro, pensavo alla storia di Alice e mi sentivo quasi a disagio. Nel nostro panorama letteraio dove continuano a uscire i romanzi di Veltroni, la genesi di questo romanzo è poi la conferma come la rete sia uno dei pochi democratici appigli per i giovani nel nostro Paese, infatti Alice senza niente è stato prima un grande successo sul web e solo successivamente ha trovato un editore e la vendita in libreria.

P.S: A proposito di librerie, sabato prossimo, 15 settembre, farò la commessa dalle 10 in poi, al Trittico, libreria di Via S.Vittore a Milano. Se passate parliamo di libri e non vi consiglio 50 sfumature di grigio!

Giveaway del romanzo Le difettose


La maternità comincia prima nella testa che nella pancia. E il desiderio di un figlio può diventare così forte da trasformarsi in un’ossessione. Specialmente quando non arriva. Ai miei tempi avevo tentato inutilmente di rimanere incinta solo per un anno e mezzo ma un po’ l’ho sperimentata questa febbre. Forse anche per questo ho particolarmente amato Le difettose il romanzo di Eleonora Mazzoni, in cui l’autrice descrive l’odissea della ricerca di un figlio a tutti i costi. Il viaggio nel pianeta della procreazione assistita, dove le donne che sognano il pancione si sentono appunto meno “giuste” delle altre, le mamme toutcourt, le superfertili. Si pensano appunto difettose. E proprio per questa sorellanza (come succede sempre fra le donne quando sono in difficoltà) instaurano fra loro una grande affettuosa complicità, si sostengono a vicenda, comunicano anche con un linguaggio speciale. Loro sono “le fivettare”, i rapporti sessuali nei giorni fertili diventano “i compitini”, le mestruazioni “le maledette” e l’augurio più sincero è “in becco alla cicogna”.
Eleonora Mazzoni riesce a raccontare questo mondo dosando sapientemente leggerezza e introspezione. Mixando scienza e superstizione. Perchè chi vuole farcela a tutti costi non si ferma davanti a niente e le prova tutte: dagli espertoni della medicina agli sciamani, passando per la religione. La ricerca di un bebè oggi è un business fiorente e c’è sempre qualcuno disposto a venderti la formula “bimbo-in-braccio”.
Ma proprio perchè la maternità non è solo una questione di ovaie pimpanti, l’autrice ripercorre anche il proprio vissuto, la sua esperienza di figlia e nipote. E anche qui mi ha coinvolto e divertito, perchè usa il dialetto romagnolo che mi ricorda l’infanzia. Per esempio, un’overdose di piadine pare faccia miracoli…ma adesso smetto di raccontarvi la trama perchè vi rovinerei la lettura. Infatti se volete una copia del libro, partecipate al giveaway: lasciate un commento e rilanciate sul vostro blog, Facebook o twitter. Avete tempo fino al 22 aprile.

Rieccomi!!!!!

Come promesso, sono tornata. Avevo detto primavera e oramai era caldo come in estate. Poi è tornato freddo come in inverno, ma comunque adesso sono di nuovo qui. Anche un po’ emozionata.

Venerdì scorso ho consegnato il manoscritto (che si chiama ancora così alla vecchia maniera) Sono stata puntualissima, io ritardataria cronica, quindi mi complimento da sola. Dovrebbe essere in libreria il 22 maggio, Santa Rita (l’unica santa mia amica quindi speriamo bene).
Ho lavorato con disciplina anche se ci sono stati momenti duri. Murata in casa.
Non aprivo la posta, ne FB e twitter pochissimo.

Ho vissuto giorni difficili. Ad esempio, quando dovevo scrivere le scene d’amore. Nei romanzi di solito queste scene fanno ridere (almeno a me) quindi non scadere nello scontato e nel banale è stato piuttosto difficile, il fantasma di Harmony è sempre dietro l’angolo.
Invece credo di aver dato il meglio nelle scene di cattiveria, molto più divertenti da raccontare! Anche perchè qui si possono sfogare i sentimenti negativi e il cinismo dell’autore. Un altro grosso dubbio mi è venuto un giorno quando la scena si svolgeva in un certo luogo, in cui l’arrivo dei protagonisti era stato descritto: avveniva quello che doveva avvenire e poi mi chiedevo se potevo lasciare lì i miei personaggi o li dovessi riaccompagnare a casa.
Quasi fossero i miei bambini.
Invece poi ho deciso di usare l’escamotage più bello: cambi scena, salti una riga e chissenefrega.
Fateci caso nei libri che leggete, quando si cambia situazione nello stesso capitolo si salta sempre una riga. E’ una figata per chi scrive.
E poi c’è la consecutio temporum, sempre pronta a fotterti!

Poi circa un mese fa avevo una gran paura di ammalarmi, anche se stavo benissimo, perchè avrei perso dei giorni di lavoro e non potevo permetterlo. Un’altro timore riguardava il computer: se si rompeva e perdevo tutto? Se arrivava un ladro a rubarlo? Un fulmine a incenerirlo?
Ho fatto il back up ma ero comunque terrorizzata.
Poi mi veniva sempre in mente un film (Duplex in cui il protagonista scriveva un romanzo (scriveva in una specie di Starbucks perchè a casa sua c’era troppo rumore) e poi proprio quando l’aveva terminato, tornando a casa, inciampava, il computer gli cadeva in una pozzanghera e addio lavoro! Qui non piove da una vita ma non ero ugualmente tranquilla.

Invece finalmente la settimana scorsa sono andata a letto felice, pacificata, pensando “adesso posso anche morire”, perchè tanto ero a metà dell’ultimo capitolo e il finale avrebbe potuto metterlo anche qualcun’altro. Poi comunuque il postumo vende sempre tantissimo!
(insomma qualche danno al cervello il troppo lavoro l’ha fatto, ma spero di riprendermi presto)

* questa meraviglia di cupcake primaverile naturalmente non l’ho fatta io, l’abbiamo comprato per il compleanno di Anita che nel frattempo ha compiuto 15 anni.

Ecco le vincitrici dell’ebook di Love.com


Questa volta la fortuna ha baciato non una ma due volte: Francesca (nel cuore dei sapori) e Paola (2 🙂 come si è firmata lei) potranno scaricare la versione ebook del mio romanzo dal sito di Bookrepublic.
Complimenti ragazze, vi manderò al più presto per email il codice per il download!
(Scusate, ho anticipato di un paio d’ore l’estrazione perchè domani parto presto per un fine settimana per festeggare il compleanno di Sant’)

La vincitrice del giveaway

Inizio scusandomi, sono così fulminata che sono andata lunga senza accorgermene!!!
Credevo che la scadenza fosse ieri, non giovedì. Spero che mi perdonerete, ora ho fatto l’estrazione e la fortunata vincitrice è Barbara G.
Quindi cara Barbara, complimenti e se mi lasci un commento qua sotto, ti contatto per avere il tuo indirizzo.

Giveaway di Così calmo il mio bambino

Già il titolo promette bene, che ne dite?
Avevo giurato di chiamarmi fuori dall’universo neonatesco ma quando mi hanno proposto questo libro mi sono subito entusiasmata e ho deciso di fare il giveaway. Quindi eccoci qui con un manuale, in libreria dal 28 settembre, che aiuta a gestire e capire il pianto del bambino: dalla nascita al primo anno di età. Affronta le tematiche dell’allattamento, i problemi del sonno, fino all’ansia del distacco. Diversamente da altri libri di questo tipo, l’autrice che è piscoterapeuta e lavora a Vienna, non ha un approccio dogmatico ma flessibile: aiuta i genitori a capire e personalizzare le esigenze del proprio bambino. Insomma una guida che cerca di smussare la rigidità di certe regole, espresse di solito dagli “esperti” che, a volte, risultano frustranti sia per la madre che per il piccolo. Piacerà molto alle mamme che hanno trovato i consigli di Estivill troppo sadici. In questo manuale l’autrice infatti parte con un’attitudine completamente diversa dal solito, la domanda da porsi infatti non è “cosa faccio?” ma “cosa trasmetto a mio figlio?”
Per partecipare al giveaway le solite dritte: lasciate un commento qui sotto e condividete sulla barra laterale del blog, e/o su Facebook.
Scadenza giovedì 6 ottobre, buona fortuna e bambini felici!

Giveaway di Tom Piccolo Tom

Oramai ci ho preso gusto, ecco per voi un altro giveaway.

Questa volta si tratta di un delizioso romanzo che narra la storia di una mamma giovanissima che è rimasta incinta, per sbaglio ovviamente, a quattordici anni. Il libro racconta la vita di questa ragazza undici anni dopo, quando il bambino, Tom, è già grande, sveglio e piuttosto indipendente.
Davanti agli estranei lei fa finta di essere la sorella maggiore, non ha finito le scuole e quindi per prendere un diploma e trovarsi un lavoro decente si applica facendo i compiti con il figlio.
Ma questa giovanissima mamma un po’ folle riesce comunque a instaurare una certa disciplina e il piccolo Tom è molto più obbediente di tanti coetanei che hanno genitori “tradizionali”.
Mamma e figlio vivono in un caravan malconcio e tirano avanti come possono, potrebbe essere la storia di un disagio se non fosse che qui i protagonisti hanno qualcosa di magico. Fortunatamente non nel senso fantasy, sono magici perchè incredibilmente toccanti, divertenti ma anche molto realistici. Se la cavano arrangiandosi con fantasia e ironia. Il racconto è come una favola moderna, dove tutti i personaggi sono attuali ma profondi e veri come quelli delle storie classiche.
Ho letto questo libro tutto d’un fiato, ridendo e commuovendomi. Perciò sono molto contenta di metterlo in palio con le solite regole: un commento qui sotto, condividere sulla barra laterale del blog o su Facebook, e tenere le dita incrociate fino al 24 giugno, giorno in cui Tom piccolo Tom uscirà in libreria e farò l’estrazione della vincitrice del giveaway.

Fisica for dummies’ giveaway

Studiare e capire la fisica non è facile per tutti. Per me ad esempio è stato un lungo incubo durato cinque anni. Proprio perchè non vorrei augurare a nessuno di viverlo come ho vissuto io lo studio della fisica, lancio con entusiasmo questo giveaway.
Metto in palio un romanzo molto divertente dedicato alle ragazzine, diciamo dalla prima media in poi, in cui si raccontano le avventure di un’adolescente al liceo scientifico alle prese con l’ostica materia.
La fortunella però ha al suo fianco lo spirito della fisica, una specie di fata o zia buona (vestita Chanel), che appare nei momenti cruciali, l’assiste nelle interrogazioni e le spiega i principi della fisica non come è scritto sui manuali (noiosi) ma come può avere appeal per una ragazza. Tipo perchè lo smalto si fissa sulle unghie, il correttore per i brufoli è meglio che sia verde e gli occhi del ragazzo per cui la protagonista ha una cotta sembrano così azzurri.
Un libretto che può aprire gli occhi su tanti fenomeni quotidiani che per me sono sempre rimasti un enigma. Ma io ero e sono un caso disperato: una che da piccola pensava che sotto/dentro la radio ci fossero degli omini piccoli che cantavano e più o meno ho sempre continuato a crederlo! Se non volete crescere le vostre figlie ignoranti come me quindi partecipate al giveaway!
Solite regole: lasciare un commento qui sotto, condividere sulla barra laterale del blog o su FB, entro e non oltre il 9 giugno!

Royal Wedding’s giveaway

Ci siamo quasi, fra dodici giorni William e Kate saranno marito e moglie. William e Kate chi? Ma su dai non fate finta di non saperlo, ormai le nozze del probabile futuro re d’Inghilterra (dopo nonna Elisabetta – che Dio la mantenga in salute – e babbo Charles of course) sono su tutti giornali del mondo, con buona pace degli antimonarchici. Perché volenti o nolenti queste sono, se non le nozze del secolo almeno quelle dell’anno. Le più attese, le più sognate, le più romantiche. Ah no? Ah ce ne sarebbero anche altre? Si vabbè ma vuoi mettere lo scapolone di Monaco con figli illegittimi a carico e una fidanzata dallo sguardo triste, clone della mamma perduta, con questi due evidentemente felici ed innamoratissimi ragazzi inglesi? L’evento, in teoria privato, ma in effetti ormai catalogato nella sezione ‘affari di Stato’, ha avuto un graditissimo effetto collaterale e cioè ha scatenato un nuovo interesse/entusiasmo/amore per la monarchia (che stava soffrendo un po’ dopo le note e poco edificanti vicende degli ultimi anni), per non parlare poi dell’impulso alla sofferente economia britannica grazie a viaggi, gadget di varia natura e una serie di libri. Fra le molte recentissime fatiche letterarie (la maggior parte inglese, ma stanno uscendo vari libri anche in italiano) c’è anche un romanzo o meglio “una favola moderna tutta da ridere”, ma a questo punto passo la parola a Patrizia (che ringrazio per l’ospitalità e per avere accettato di condividere questo giveaway) e se avete voglia di saperne di più sul royal wedding, su William e Kate, sulla regina e i suoi gioielli e sul parentado regale che si sta tirando a lucido per varcare la soglia dell’abbazia di Westminster vi aspetto sul mio sito.

Sono stata coinvolta da Marina di Altezza Reale in questo giveaway molto attuale: mettiamo in palio una copia di un romanzo per ragazzine in stile chicklit che racconta la storia di una quindicenne che ha una cotta per il principe William e non regge alla notizia che lo stolto sposerà un’altra. Deve fare qualsiasi cosa per impedirlo. Perciò parte con alcuni amici e una zia connivente alla volta del Regno Unito per bloccare a tutti costi il matrimonio. Non sarà facile ma la protagonista con la folle caparbietà degli adolescenti le tenterà davvero tutte. Nel bene e nel male. La storia vi intriga?
State già facendo il tifo per la teenager con il cuore spezzato?
Per saperne di più e aggiudicarvi una copia del libro le regole sono le solite: lasciate un commento al post e riportate l’immagine e la notizia nella barra laterale del vostro blog. La scadenza è naturalmente il 29 aprile: alle 12 con Random ci sarà l’estrazione della vincitrice. Good luck!

Anticorpolandia


L’inverno sembra continuare a infierire: il freddo non ci molla e neppure il suo fastidioso contorno di raffreddori e influenza. Ma contando i giorni che ci separano dalla primavera possiamo anche cercare di vedere i malanni di stagione con uno spirito un po’ più allegro. Come? Per esempio, leggendo ai piccoli malati un libro, per bambini fino ai sette anni, che si intitola Anticorpolandia e racconta di come il nostro corpo, attraverso appunto gli anticorpi, riesce a sconfiggere germi e virus.
Questo libro illustrato, dalla stessa autrice, Elisa Staderini di Fiorentini si cresce, narra in maniera divertente e un po’ surreale come nel nostro corpo, nel momento della malattia, si scateni una vera e propria battaglia. Una guerra con combattenti valorosi, come il generale Gagliardo, il capitano Codi, il sergente Groppo, che vanno all’attacco per annientare il nemico, cioè il malanno. Distratti dalle avventure dei soldati-anticorpi i bambini dimenticheranno di lamentarsi per la febbre. Insomma una storia che è senz’altro meglio della solita tachipirina!

Da leggere

Nei giorni scorsi, soprattutto nella nostra breve vacanza ho avuto un po’ di tempo per leggere e mi sono gustata il libro di Chiara Gamberale, Le luci nelle case degli altri. Non l’avevo mai letta ed è stata proprio una bella scoperta.

La storia, un po’ surreale, è molto accattivante e cattura di brutto il lettore. Si svolge a Roma e narra la vicenda di una bambina orfana che cresce adottata da diverse famiglie di un intero palazzo. Succede perchè la madre, single e molto originale, era l’amministratrice del condominio e morendo lascia un lettera in cui confessa che il papà della piccola è un degli uomini che vivono lì. Ma nessuno di questi signori ha il coraggio di confessare l’avventura e così tutti si impegnano, tra omertà e solidarietà, a crescere e mantenere la ragazzina fino alla maggiore età.

La prima cosa che mi ha catturato è stato l’indirizzo del palazzo : via Grotta Perfetta. Non conosco assolutamente Roma, ma la scorsa estate quando sono andata a presentare il mio libro, dove ho dormito? Praticamente all’angolo con via Grotta Perfetta!

E mi domandavo, ma come si fa a dare un nome così a una strada? Mi sembrava una cosa da favola, da Bambi nel bosco, invece per i romani è normale. Nel romanzo la Gamberale spiega anche l’etimologia di quel nome e quindi ho iniziato la lettura subito pacificata e ben disposta. La scrittura poi è leggera, ironica, descrive benissimo in maniera pungente i vari personaggi.

Poi ho particolarmente apprezzato, being extramamma, le introspezioni psicologiche sulle emozioni della bambina, sulle sue tappe di crescita, sulle crisi adolescenziali. Questo libro è un best seller e faccio il tifo perchè aumenti le vendite e in particolare perchè batta Acciaio, letto mesi fa, e proprio parlando di adolescenza mi è sembrato così morboso, voyeristico, commerciale e pericoloso in queste descrizioni delle prime esperienze sessuali, pagine, pagine e pagine sul corpo che sboccia e sulle tette sode.

A confronto la Gamberale riesce a descrivere le stesse cose, le stesse rivoluzioni ormonali con grazia, ironia e leggerezza. E in questo mondo di maniaci mi sembra una bella dote.

Last but not least, la presa in giro di un personaggio del libro che ha un blog, e ne parla sempre come se dovesse cambiare il mondo, è grandiosa.

Pag.99

Ho letto una notizia interessante e divertente su Vanity Fair: una teoria secondo la quale il metodo giusto per scegliere un libro è leggere la pagina 99. Perchè? La storia a quel punto del libro dovrebbe già essere avviata, non è l’incipit dove tutti gli autori danno il meglio di sè per incantare, prima l’editore e poi il lettore. Insomma guardare pagina 99 è un po’ come vedere una bella donna appena si sveglia la mattina senza trucco e senza inganno. L’autore dovrebbe rivelare il suo vero stile. Se la scrittura è pesante o rindondante senz’altro si intuisce e si chiude pag. 99 pensando “Per carità!”. Senza più ripensamenti.
C’è anche un sito dove dal 25 ottobre qualsiasi scrittore potrà caricare la sua pagina per avere il parere dei lettori. Ho fatto subito il test con il mio libro ed ecco, un assaggio, la mia pagina 99:

….Forse evocato da questi discorsi, Marco Marelli appare all’orizzonte. Perfetto, abbronzato e aitante.
Con l’aria un tantino stanca come può avere un commercialista che in un caldo lunedì pomeriggio di giugno stacca alle 17.45 dallo studio, per raggiungere il suo club sportivo e venire a farsi una bella nuotata.
Lasciando spensieratamente tutti i modelli unici, le dichiarazioni IRAP e il conteggio dell’ICI in pasto ai suoi paraticanti.
“Ciao moglie!”
Bacio veloce, appena sfiorato sulla fronte abbronzata di Gaia.
“Che piacere vederti Silvia!”
Galante come sempre mi lancia, senza vergogna, un’occhiata compiaciuta alle tette.
“Che giornataccia, sono stravolto”
Ma è impeccabile e neanche sudato nei suoi griffatissimi boxer da spiaggia Vilebrequin. Butta l’asciugamano sul lettino vicino a Gaia e si allontana verso la piscina olimpionica.
Ma viene fermato da un cappanello di fan, cinquantenni panciuti, magari anche pelati ma abbronzatissimi:
“Ciao Marco, sempre in forma, eh? Ci sei domani sera per la cena dei commercialisti-golfisti?”…

Sono andata poi a verificare pag. 99 di Ne parliamo a cena, un libro che ho letto recentemente e mi è piaciuto molto, l’autrice si chiama Stefania Bertola ed è bravissima. Insuperabile nel descrivere con ironia e intelligenza situazioni della nostra vita di tutti i giorni, soprattutto dal punto di vista femminile ma anche con l’introspezione della psiche maschile se la cava egregiamente. L’ammiro molto e ho intenzione di leggermi tutti i suoi libri. Per ora sono a quota due e vado avanti. Anche la sua pagina 99 conferma la teoria. Volevo trascriverla ma poi ci ho ripensato; non l’ho fatto per una questione di copyright.

Provate anche voi a fare il test con i libri che avete amato e poi mi dite…

P.S. aggiornato Ringhiandoalmondo

Matera (seconda parte)

Giovedì sera dopo la presentazione c’è stata una cena molto interessante in un ristorante nei Sassi, per raggiungerlo fra gradini e scalette ripide molte signore con i tacchi hanno rischiato la frattura ma alla fine ce l’hanno fatta quasi tutte.
Uno sei filoni più amati dal pubblico in libreria sono i gialli, perciò il tema della serata era il thriller. Fra gli ospiti, il medico legale Francesco Introna che intervistava gialliste come Cristina Cattaneo, autrice di Certezze provvisorie, a sua volta medico che pratica autopsie.
Quando studiavo giurisprudenza ero affascinata dal diritto penale e ho scelto di dare l’esame di medicina legale con allegria. Peccato che fosse luglio, facesse un gran caldo e le pagine da studiare mi mettessero una tale angoscia che perdevo la forza e non riuscivo neppure a tenere il libro in mano.
Di tutt’altra pasta invece la Cattaneo: è giovane e carina, ma veramente tosta, ma mi hanno detto che a volte cercandola al telefono risponda con nonchalence: “Un attimo, lavo il cadavere e ti richiamo”.
Poi c’era Margherita Oggero, qui in veste di giallista con il suo romanzo L’amica americana, che ha spiegato la differenza fra strozzare e strangolare.
Uno dei temi trattati è stato “il delitto perfetto”, gli esperti hanno suggerito l’avvelenamento con le erbe, più difficili da stanare durante le autopsie, consigliato il cetriolo di mare. (just in case)
Ma l’aspetto più interessante del Women’s Fiction Festival è senz’altro La borsa del libro, che si tiene al Convento delle Monacelle, un edificio costruito nel 1594 dove venivano tenuto praticamente in frigo le secondogenite delle famiglie più ricche della zona. Le poverette venivano rinchiuse nelle celle del convento come pezzi di ricambio nel caso in cui alle primogenite maritate succedesse qualcosa. Vale a dire, se la sorella maggiore moriva c’era la minore che veniva estratta dalla cella del convento e data in sposa al vedovo ancora in garanzia!
La borsa del libro è una specie di speed dating di dieci minuti dove aspiranti scrittori e scrittrici possono avere un tete à tete con gli editor delle più importanti case editrici per presentare una sinossi del loro romanzo e lasciare eventualmente il manoscritto.
Incontrare di persona un editor è molto più efficace che inviare il manoscritto alla casa editrice (l’editor della Sperling & Kupfer ha dichiarato che a loro ne arrivano un centinaio al giorno!).
Dalle passate edizioni del Festival sono state pubblicati libri come Il conto delle minne di Giuseppina Torregrossa e La circonferenza delle arance di Gabriella Genisi. Quindi questi incontri possono essere davvero un buon escamotage.

Fan letter

Sarebbe stata la mia prima.
Non l’ho mai fatto perchè non avevo mai provato così forte il desiderio, la necessità di dire a una persona quanto l’ammiro. Ieri sera invece avevo l’urgenza. Dovevo comunicare con lei. Avevo appena letto l’ultima pagina del suo ultimo libro, era ora di cena. Chissenefrega-va, dovevo scrivere a Ruth. Invece di andare in cucina ad apparecchiare sono andata su Google e ho digitato Ruth Rendell: tante risposte ma la mia amata non ha un sito suo. Ok, ha 79 anni e quindi non è certo una nativa digitale, ma un sito oggi ce l’hanno tutti.
Potrei scriverle attraverso il suo agente, ma non è la stessa cosa. Volevo una roba cuore-a-cuore. Ha pubblicato un sacco di libri, gialli e non, ha vinto un sacco di premi, ha anche un seggio alla Camera dei Comuni fra i Laburisti inglesi, ma in Italia non è conosciutissima.
A me “l’ha presentata” qualche anno fa un’amica, dicendo: “Non hai letto nulla di lei?” Che fortuna, andrai avanti per anni…”
Dopo cinque anni soni già in crisi di astinenza, ho già divorato quasi tutto. La leggo in inglese, in Scozia ho comprato “Portobello” l’ultimo suo libro, non è a livello di alcuni suoi precedenti, ma anche questo è riuscito a farmi visualizzare Londra, che lei descrive benissimo, a farmi pensare che “è vero attorno a Portobello road ci sono un sacco di scippatori, anche a me hanno fregato la borsa mentre ero seduta a bere un caffè in un bar con un’amica”. Ripensadoci ieri mi sembrava quasi una bella avventura, mi sentivo un personaggio di Ruth, mentre in realtà ero rimasta chiusa fuori di casa (la chiave nella borsa), era sera e non era stato per niente divertente.
I libri di Ruth Rendell sono thriller però la loro forza non è nella suspense, ma nei ritratti psicologici dei protagonisti, nella capacità che ha di descrivere le situazioni sociali e le loro dinamiche.
Leggere un suo libro è, per me, l’equivalente letterario del comfort food, mi consola, mi fa star bene. Quando sono triste mi prendo un suo libro e tutto passa.
Volevo scriverle questo, volevo dirle che anch’io ho fatto la cronista di nera, come lei, da giovane. Leggendola ho imparato ad apprezzare di più le storie gialle e così ho iniziato a leggere anche Fred Vargas che ambienta le sue storie a Parigi e anche questo mi piace molto. Un paio di anni fa leggevo di un cadavere trovato in Rue du Temple, ci sono stata e me la ricordavo…sì già lo vedevo il morto ammazzato sul marciapiede… il piacere della lettura era amplificato, come quando Emma da piccola guardava sempre i cartoni della Pimpa con il pupazzo pimpesco in braccio. Ci si sente molto più partecipi!
Quando, poi ieri sera, ho capito che tra me e Ruth non ci sarà comunicazione sono andata finalmente in cucina a sfamare le creature, un po’ imbronciata.
“Cosa c’è mamma?”
“Non riesco a scrivere la mia fan letter a Ruth! “
“Peccato…pensavi che magari poi ti avrebbe anche risposto?”
“Di solito rispondono, magari con lettere già pronte”
“Dici che Avril Lavigne mi risponde?”
Anita avrà una chance, ma me la prendo anch’io…Ruth I love you!

Disordine e buone letture


L’urlo lacera la giocosa atmosfera della cameretta: “Cos’è questo schifo? Mettete subito a postooooo!”. Mi esce impetuoso e liberatorio dal petto mentre, per puro caso, ho dato un’occhiata dentro al primo cassetto della “scrivania” della camera delle mie figlie, dove Emma stava rimestando furtiva. Ecco il contenuto del cassetto: barchetta di carta strappata, residui secchi di didò (oramai in necrosi), vari fogli appallottolati, pennarelli spuntati in colori assortiti, benda da pirata, carta di cicche, kleenex usati, big-babol nuda, scubidoo intorcinato attorno a una biro, treccina di scubidoo abortita, residui assortiti di matita temperata, punte multicolori di pastelli, libro dei compiti delle vacanze, mezzo binocolo in plastica, brandelli di corda, confezione vuota e slabbrata da sei uova in cartone, centinaia di pezzi di Lego piccoli, colla glitterata aperta e secca e un paio di vecchie mutande di Polly Pocket. Sembra quasi che vogliamo competere con il problema dell’immondizia napoletana. Faccio lo sguardo truce per convincerle a mettere in ordine, ma so che fino a quando Emma sarà afflitta dalla smania delle invenzioni la situazione non potrà migliorare. La mia secondogenita infatti appena ha un attimo di tempo assembla cartoni, annoda corde, incolla tappi, infilza bastoncini. Ai pasti arriva sempre a tavola con in mano qualche arnese appena fabbricato, spesso lo dimentica sulla tovaglia e allora il destino dell’oggetto è segnato. Certo, mi sento in colpa a far sparire le sue creazioni, ma prima di arrivare alla soluzione finale sono previsti vari stadi. Nella fase uno l’invenzione viena segregata, poi se Emma per una settinana o due non la richiede, si passa all’opzione “sacchetto-in-garage” e solo in un ultimo terzo tempo si punta direttamente verso il cassonetto. Emma è sempre stata attratta dal fai-da-te ma da quando, un paio di anni fa, abbiamo iniziato a leggere i libri di Lemony Snicket sulle avventure degli orfani Baudelaire, Emma si è identificata nella sua eroina letteraria Violet Baudelaire, la sorella maggiore che riesce sempre a togliere d’impiccio i fratelli grazie alle sue invenzioni. Peccato che Emma non sia una gran lettrice e i libri ami ascoltarli quasi esclusivamente letti da me. Anita invece legge un sacco e ultimamente la sua passione è Jerry Spinelli prolifico autore americano che scrive storie bellissime, divertenti e realistiche adatte ai pre-adolescenti. Racconta di bullismo, delle frustrazioni di non sentirsi parte di un gruppo, di trovare insopportabili i genitori e di non essere sempre degli strafighi nello sport preferito. Lo stile di questo scrittore è diretto e coinvolgente: riesce a incantare sia maschi che femmine.

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