Giovedì del libro: Follia profonda


E’ stata la mia prima volta: non avevo mai letto uno psyco-thriller così crudo. Follia profonda, del tedesco Wulf Dorn mi è stato consigliato dalla padrona della libreria Il trittico, dove sono andata qualche settimana fa a fare una presentazione. Le avevo detto che mi piacevano i gialli: Fred Vargas, Ruth Rendell, Nicci French, Harlan Coben, Charlotte Link e lei ne ha approfittato per darmi qualcosa di più cruento.
“Ti cattura e lo leggi tutto d’un fiato”, mi ha detto, mettendomelo in mano.
Ha avuto ragione: nonostante la scrittura non proprio esaltante, forse anche per colpa della traduzione, la storia prende la mano e non si ha pace finchè non si arriva all’epilogo. Anzi a dire il vero non ho avuto pace anche perchè lo leggevo alla sera prima di dormire e con tutte le descrizioni di scene ultraviolente è stato un miracolo che sia anche riuscita a dormire. Ma credo che l’eccesso di emoglobina sia essenziale in questo genere letterario. E infatti, Wulf Dorn, che vive a Ulm (dove sono anche stata perchè a pochi chilometri c’è il Legoland tedesco) è un autore da best-seller. Questo romanzo è il terzo di una trilogia, prima c’è stato “Psichiatria” e poi “Superstite” entrambi con ottime vendite. Insomma i suoi lettori amano il brivido e non sono mai sazi. “Follia profonda” narra una vicenda di stalking, il protagonista è uno psichiatra: un dottore sui trentacinque, molto fico, ma a mio parere non sveglissimo, che comincia a ricevere delle avances da una sconosciuta ammiratrice. Rose rosse, bigliettini, telefonate e richieste sempre più pressanti e folli. Intanto attorno a lui comincia anche una strana serie di omicidi, naturalmente inspiegabili. La storia si svolge a Ulm, sulle rive del Danubio e piove, piove, piove sempre. (Quando sono andata io c’era invece un bel sole, fortunatamente). Poi la situazione si ingarbuglia sempre di più, la violenza cresce di pari passo alla follia omicida della stalker. Un apoteosi di violenza e di sfiga, per il povero psichiatra protagonista, conduce il lettore con il fiato sospeso fino alle ultime pagine. Anche se ci sono cose che vengono giustificate con la follia, ed è una gran comodità per l’autore perchè in fondo rimangono assurde. Leggendo poi nella pagina dei ringraziamenti, l’autore ammette di essersi ispirato a Dario Argento: ecco da dove veniva tutta quella smania di mattanza! Concludendo devo dire che l’esperienza de paura mi è bastata, ritorno felicemente ai gialli psicologici, meno sanguinolenti e più intriganti.

Matera: the day after


Il direttore editoriale di EmmaBooks, Maria Paola Romeo, con alcune scrittrici, tra cui la mia amica Georgette Grig, della collana, nata proprio l’anno scorso a Matera.

Ieri pomeriggio sono tornata a casa, stanca ma molto soddisfatta. Anche questa volta l’esperienza al Women’s Fiction Festival è stata fantastica e stimolante. Tanti incontri, tempo stupendo e conversazioni interessanti. Ho incontrato parecchie amiche e spero di averne fatte di nuove.
Ho scoperto informazioni nuove sul mercato internazionale dei libri, ad esempio noi e gli olandesi siamo sempre i primi a lottare all’ultimo sangue per accappararci i diritti dei romanzi stranieri, soprattutto anglosassoni. Mentre nel mercato tedesco si vendono come il pane i libri rosa delle scrittrici americane, mentre non succede così con quelli delle autrici inglesi.
How peculiar!
Mi sono arrampicata abbastanza agilmente fra le impervie salite dei Sassi, non ho mai inciampato, ho assaggiato la cialledda, buonissima specialità della cucina povera a base di pane raffermo. Unica nota dolente dell’intero Festival il forfait dato all’ultimo momento dalla scrittrice inglese Amy Bratley, autrice del best-seller “Amore, zucchero e cannella”, che doveva parteciapre alla serata finale per ritirare il premio Baccante, e invece non c’era perchè ha appena avuto un lutto recente e soffre di attacchi di panico e non se la sentiva di affrontare la trasferta. Mi è dispiaciuto molto perchè ci tenevo proprio a conoscerla.

Tornando al food, nel kit di accoglienza ai partecipanti, c’erano fra le altre cose, un guanto da forno (botta di fortuna: dovevo proprio cambiarlo) e un chilo di farina di semola dei produttori locali. La panettiera che è in me non ha resistito e ieri sera, stanca ma golosa, ho infornato e creato una bella pagnotta!

Women’s Fiction Festival 2012


Il prossimo sabato sarò ancora una volta al Women’s Fiction Festival a Matera, alle 17,30 a una tavola rotonda sulla letteratura digitale a parlare di Emma Books e alle 18,30 invece a un altro incontro, a presentare Affari d’amore con “Paola Calvetti”, autrice di “Olivia”. Sarebbe bello se qualcuno di voi fosse in zona, Matera è bellissima e sembra un luogo incantato.
Quest’anno poi il titolo della kermesse è Leggo di Gusto, perchè il filo conduttore degli eventi è il cibo. Quindi tutti gli eventi sono conditi con degustazioni, aperitivi e happy hour. Occasioni terribili per la mia dieta, (sto ancora smaltendo i tre chili che ho preso in vacanza) ma che mi fanno venire l’acquolina in bocca! Poi mentre qui al Nord piove e fa freddo il meteo di Matera segna ancora estate piena, quindi potrò indossare il mio solito vestitino portafortuna da presentazioni. Qualche dubbio invece sui tacchi, l’altra volta la cena era in un ristorante caratteristico nel cuore dei magnifici e scomodissimi Sassi, in una grotta e per raggiungerla c’erano signore e signorine taccate che inciampavano, imprecavano e rischiavano nel semi buio di rompersi il collo. Io avevo le ballerine e mi sentivo agile come una pantera. Quindi quest’anno che il vestito è più corto, il dilemma è: meglio mostrare un polpaccio da terzino o slogarsi una caviglia? Ho ancora due giorni per pensarci e se mi date suggerimenti li accetto volentieri!
Per tornare a essere seri, qui c’è il programma degli incontri con il pubblico e questo è un’articolo che ho scritto con altri dettagli sul Festival.

Giovedì del libro: Il momento è delicato

E’ uno dei miei scrittori preferiti. Quindi quando ho cominciato a leggere questo libro ero piena di aspettative: ho scelto un pomeriggio caldo di agosto, una domenica in piscina, pronta a gustarmelo tutto. Il momento è delicato non è un romanzo ma una serie di racconti e queste raccolte sono molto difficili da pubblicare.
Ci riescono solo i grandi nomi, perchè gli editori non vogliono rischiare. Nel mercato estero i racconti vendono meglio, ma da noi sono sempre un salto nel vuoto. Non per Ammaniti però che vende benissimo e quindi deve essere spremuto fino in fondo. Si pubblica tutto quello che ha scritto, a volte esagerando.
Il primo racconto di questo libro si intitola “Giochiamo?” ed è spumeggiante. Mi ha fatto ridere fino alle lacrime, ero sdraiata sul lettino a prendere il sole e mi dimenavo dalle risate. Ho dovuto spostarmi e sedermi nascosta dietro un albero per poter ridere e leggere in pace: alcune persone avevano iniziato a guardarmi strano. E’ una storia in puro stile Ammaniti, ironica, piena del suo realismo dissacrante che vira presto al pulp. Un altro racconto da risate convulsive è “A letto con il nemico”: sorprendente e post-adolescenziale. Poi, sempre memorabile, c’è “La figlia di Shiva” che è il primo scritto dall’autore e infatti ricorda molto “Branchie”, il suo romanzo d’esordio.
Anche “Alba tragica”, non è male, ma poi continuando la lettura, si avverte la sensazione che si stiano riciclando proprio tutti gli sforzi letterari di Ammaniti. Ci sono, infatti, una serie di racconti che, egli stesso presenta come “opere” scritte molti anni fa per far da contorno a un saggio del padre (il famoso psichiatra infantile Massimo Ammaniti). Ecco queste potevano anche ometterle: danno l’idea di essere state aggiunte per aumentare la foliazione del libro e quindi il prezzo. Dopo questa spiacevole scoperta, si è rotto l’incantesimo della mia lettura: anche alcuni altri racconti mi sono apparsi un po’ ripetitivi, ombelico-centrici e con esagerate descrizioni cruente da videogame. Un vero peccato.

Giovedi del libro: La scrittrice cucinava qui


Eccomi qui all’appuntamento con la rubrica sui libri. Quello di questa settimana mi ha veramente entusiasmato. Bellissimo, originale e raffinato. La scrittrice cucinava qui, di Stefania Aphel Barzini, autrice di saggi, libri di cucina e del romanzo L’ingrediente perduto.
In questo momento di febbre per il food, in cui prosperano i canali tv ad hoc, i libri di ricette a 360°, gli chef sono star e poi alla fine siamo tutti più grassi e i NAS scoprono sempre più sofisticazioni, il libro della Barzini è una perla rara. Perchè parla di cibo e letteratura con uno stile misurato e affascinante. Racconta particolari biografici inediti, romantici e succosi di dieci grandi scrittrici: da Virginia Wolf a Simone De Beauvoir, da Agatha Christie a Elsa Morante, passando per Colette e Karen Blixen. La vita e le opere di queste autrici e altre illustri colleghe sono raccontate attraverso il cibo, attraverso le loro passioni e idiosincrasie.
Il rapporto con il cibo la dice lunga sul nostro stato d’animo, può essere quasi una cartina di tornasole sulle nostre emozioni e inibizioni. E poi per le donne il modo di cucinare di stare ai fornelli è sinonimo di condivisione, di amore, di accudimento.
Come scriveva Colette e viene riportato dalla Barzini nel libro:

”la vera cucina è fatta da chi assaggia, assapora, sogna un istante, aggiunge un filo d’olio e un pizzico di di sale, da chi pesa senza bilancia, misura il tempo senza orologio, sorveglia l’arrosto solo con gli occhi dell’anima e mescola gli ingredienti secondo ispirazione, come una strega benigna. In altre parole la cucina è fatta dalle donne.”
E le autrici famose, le donne mitiche, raccontate in questo libro hanno tutte un rapporto particolare con il cibo, per alcune, come Virginia Wolf e Karen Blixen, è conflittuale, per altre è pura passione e golosità: Agatha Christie non poteva vivere senza la panna montata, il suo comfort food per eccellenza. Alcune erano brave cuoche, altre risucivano a malapena a scodellare un ovetto fritto. Ma l’amore per il cibo ritorna nei loro libri, nelle descrizioni di pranzi e cene, come metafora dei sentimenti. La scrittura di Stefania Barzini è appassionante e coinvolgente, le sue ricerche sono state meticolose: leggendo sembra veramente di fare un salto nel tempo ed poter sedere a tavola con queste grandi donne che, a volte, attraverso il cibo curavano anche le loro fragilità più segrete.

P.S. E poi in fondo al libro in una piccola appendice ci sono alcune ricette storiche, quelle del cuore delle protagoniste del libro. La torta di zucca e mandorle di Colette, il pane al mais di Harriet Beecher Stowe, il gelato al mandarino di Elsa Morante, la marmellate di mele e limoni di Virginia Woolf, il branzino-Picasso di Gertrude Stein e via così con l’acquolina in bocca!

Giovedì del libro: Alice senza niente

Uno dei buoni propositi del nuovo anno (il rientro dalle vacanze, la rentrèe, è la vera ripresa più che il primo di gennaio) è quello di essere meno anarchica nella scrittura del blog quindi per darmi delle regole e seguirle senza troppa insofferenza ho deciso di inventarmi delle rubriche dai contenuti fissi.
La prima è quella dei libri: sarà ogni giovedì.
Poi magari farò un giorno delle ricette, un giorno dei film, della moda, del make-up, della sfiga (che piace sempre), degli animali, degli uomini…insomma accetto con piacere suggerimenti…


Ho appena finito di leggere questo romanzo: è il diario di una trentenne precaria (liceo classico e laurea umanistica) che cerca di sbarcare il lunario, cercando disperatamente un’occupazione. La storia, purtroppo troppo realistica, sarebbe triste se Pietro De Viola non sapesse raccontarla con coinvolgente e arguta ironia. L’autore può permetterselo perchè ha l’età della sua protagonista, il curriculum e probabilmente anche le stessa esperienze ed è bravissimo nel raccontare situazioni verissime che sembrano surreali. I dialoghi sono accattivanti, mai scontati e le descrizioni incalzanti e perfette. Unico difetto di questa storia è che finisce troppo presto, facendo sentire il lettore un po’ abbandonato. Però le sensazioni rimangono, infatti ieri per caso ero a pranzo in un bar seduta vicino ad alcuni laureandi che parlavano di occupazione e del loro ipotetico futuro lavoro, pensavo alla storia di Alice e mi sentivo quasi a disagio. Nel nostro panorama letteraio dove continuano a uscire i romanzi di Veltroni, la genesi di questo romanzo è poi la conferma come la rete sia uno dei pochi democratici appigli per i giovani nel nostro Paese, infatti Alice senza niente è stato prima un grande successo sul web e solo successivamente ha trovato un editore e la vendita in libreria.

P.S: A proposito di librerie, sabato prossimo, 15 settembre, farò la commessa dalle 10 in poi, al Trittico, libreria di Via S.Vittore a Milano. Se passate parliamo di libri e non vi consiglio 50 sfumature di grigio!

Giveaway del romanzo Le difettose


La maternità comincia prima nella testa che nella pancia. E il desiderio di un figlio può diventare così forte da trasformarsi in un’ossessione. Specialmente quando non arriva. Ai miei tempi avevo tentato inutilmente di rimanere incinta solo per un anno e mezzo ma un po’ l’ho sperimentata questa febbre. Forse anche per questo ho particolarmente amato Le difettose il romanzo di Eleonora Mazzoni, in cui l’autrice descrive l’odissea della ricerca di un figlio a tutti i costi. Il viaggio nel pianeta della procreazione assistita, dove le donne che sognano il pancione si sentono appunto meno “giuste” delle altre, le mamme toutcourt, le superfertili. Si pensano appunto difettose. E proprio per questa sorellanza (come succede sempre fra le donne quando sono in difficoltà) instaurano fra loro una grande affettuosa complicità, si sostengono a vicenda, comunicano anche con un linguaggio speciale. Loro sono “le fivettare”, i rapporti sessuali nei giorni fertili diventano “i compitini”, le mestruazioni “le maledette” e l’augurio più sincero è “in becco alla cicogna”.
Eleonora Mazzoni riesce a raccontare questo mondo dosando sapientemente leggerezza e introspezione. Mixando scienza e superstizione. Perchè chi vuole farcela a tutti costi non si ferma davanti a niente e le prova tutte: dagli espertoni della medicina agli sciamani, passando per la religione. La ricerca di un bebè oggi è un business fiorente e c’è sempre qualcuno disposto a venderti la formula “bimbo-in-braccio”.
Ma proprio perchè la maternità non è solo una questione di ovaie pimpanti, l’autrice ripercorre anche il proprio vissuto, la sua esperienza di figlia e nipote. E anche qui mi ha coinvolto e divertito, perchè usa il dialetto romagnolo che mi ricorda l’infanzia. Per esempio, un’overdose di piadine pare faccia miracoli…ma adesso smetto di raccontarvi la trama perchè vi rovinerei la lettura. Infatti se volete una copia del libro, partecipate al giveaway: lasciate un commento e rilanciate sul vostro blog, Facebook o twitter. Avete tempo fino al 22 aprile.

Rieccomi!!!!!

Come promesso, sono tornata. Avevo detto primavera e oramai era caldo come in estate. Poi è tornato freddo come in inverno, ma comunque adesso sono di nuovo qui. Anche un po’ emozionata.

Venerdì scorso ho consegnato il manoscritto (che si chiama ancora così alla vecchia maniera) Sono stata puntualissima, io ritardataria cronica, quindi mi complimento da sola. Dovrebbe essere in libreria il 22 maggio, Santa Rita (l’unica santa mia amica quindi speriamo bene).
Ho lavorato con disciplina anche se ci sono stati momenti duri. Murata in casa.
Non aprivo la posta, ne FB e twitter pochissimo.

Ho vissuto giorni difficili. Ad esempio, quando dovevo scrivere le scene d’amore. Nei romanzi di solito queste scene fanno ridere (almeno a me) quindi non scadere nello scontato e nel banale è stato piuttosto difficile, il fantasma di Harmony è sempre dietro l’angolo.
Invece credo di aver dato il meglio nelle scene di cattiveria, molto più divertenti da raccontare! Anche perchè qui si possono sfogare i sentimenti negativi e il cinismo dell’autore. Un altro grosso dubbio mi è venuto un giorno quando la scena si svolgeva in un certo luogo, in cui l’arrivo dei protagonisti era stato descritto: avveniva quello che doveva avvenire e poi mi chiedevo se potevo lasciare lì i miei personaggi o li dovessi riaccompagnare a casa.
Quasi fossero i miei bambini.
Invece poi ho deciso di usare l’escamotage più bello: cambi scena, salti una riga e chissenefrega.
Fateci caso nei libri che leggete, quando si cambia situazione nello stesso capitolo si salta sempre una riga. E’ una figata per chi scrive.
E poi c’è la consecutio temporum, sempre pronta a fotterti!

Poi circa un mese fa avevo una gran paura di ammalarmi, anche se stavo benissimo, perchè avrei perso dei giorni di lavoro e non potevo permetterlo. Un’altro timore riguardava il computer: se si rompeva e perdevo tutto? Se arrivava un ladro a rubarlo? Un fulmine a incenerirlo?
Ho fatto il back up ma ero comunque terrorizzata.
Poi mi veniva sempre in mente un film (Duplex in cui il protagonista scriveva un romanzo (scriveva in una specie di Starbucks perchè a casa sua c’era troppo rumore) e poi proprio quando l’aveva terminato, tornando a casa, inciampava, il computer gli cadeva in una pozzanghera e addio lavoro! Qui non piove da una vita ma non ero ugualmente tranquilla.

Invece finalmente la settimana scorsa sono andata a letto felice, pacificata, pensando “adesso posso anche morire”, perchè tanto ero a metà dell’ultimo capitolo e il finale avrebbe potuto metterlo anche qualcun’altro. Poi comunuque il postumo vende sempre tantissimo!
(insomma qualche danno al cervello il troppo lavoro l’ha fatto, ma spero di riprendermi presto)

* questa meraviglia di cupcake primaverile naturalmente non l’ho fatta io, l’abbiamo comprato per il compleanno di Anita che nel frattempo ha compiuto 15 anni.

Ecco le vincitrici dell’ebook di Love.com


Questa volta la fortuna ha baciato non una ma due volte: Francesca (nel cuore dei sapori) e Paola (2 🙂 come si è firmata lei) potranno scaricare la versione ebook del mio romanzo dal sito di Bookrepublic.
Complimenti ragazze, vi manderò al più presto per email il codice per il download!
(Scusate, ho anticipato di un paio d’ore l’estrazione perchè domani parto presto per un fine settimana per festeggare il compleanno di Sant’)

La vincitrice del giveaway

Inizio scusandomi, sono così fulminata che sono andata lunga senza accorgermene!!!
Credevo che la scadenza fosse ieri, non giovedì. Spero che mi perdonerete, ora ho fatto l’estrazione e la fortunata vincitrice è Barbara G.
Quindi cara Barbara, complimenti e se mi lasci un commento qua sotto, ti contatto per avere il tuo indirizzo.

Giveaway di Così calmo il mio bambino

Già il titolo promette bene, che ne dite?
Avevo giurato di chiamarmi fuori dall’universo neonatesco ma quando mi hanno proposto questo libro mi sono subito entusiasmata e ho deciso di fare il giveaway. Quindi eccoci qui con un manuale, in libreria dal 28 settembre, che aiuta a gestire e capire il pianto del bambino: dalla nascita al primo anno di età. Affronta le tematiche dell’allattamento, i problemi del sonno, fino all’ansia del distacco. Diversamente da altri libri di questo tipo, l’autrice che è piscoterapeuta e lavora a Vienna, non ha un approccio dogmatico ma flessibile: aiuta i genitori a capire e personalizzare le esigenze del proprio bambino. Insomma una guida che cerca di smussare la rigidità di certe regole, espresse di solito dagli “esperti” che, a volte, risultano frustranti sia per la madre che per il piccolo. Piacerà molto alle mamme che hanno trovato i consigli di Estivill troppo sadici. In questo manuale l’autrice infatti parte con un’attitudine completamente diversa dal solito, la domanda da porsi infatti non è “cosa faccio?” ma “cosa trasmetto a mio figlio?”
Per partecipare al giveaway le solite dritte: lasciate un commento qui sotto e condividete sulla barra laterale del blog, e/o su Facebook.
Scadenza giovedì 6 ottobre, buona fortuna e bambini felici!

Giveaway di Tom Piccolo Tom

Oramai ci ho preso gusto, ecco per voi un altro giveaway.

Questa volta si tratta di un delizioso romanzo che narra la storia di una mamma giovanissima che è rimasta incinta, per sbaglio ovviamente, a quattordici anni. Il libro racconta la vita di questa ragazza undici anni dopo, quando il bambino, Tom, è già grande, sveglio e piuttosto indipendente.
Davanti agli estranei lei fa finta di essere la sorella maggiore, non ha finito le scuole e quindi per prendere un diploma e trovarsi un lavoro decente si applica facendo i compiti con il figlio.
Ma questa giovanissima mamma un po’ folle riesce comunque a instaurare una certa disciplina e il piccolo Tom è molto più obbediente di tanti coetanei che hanno genitori “tradizionali”.
Mamma e figlio vivono in un caravan malconcio e tirano avanti come possono, potrebbe essere la storia di un disagio se non fosse che qui i protagonisti hanno qualcosa di magico. Fortunatamente non nel senso fantasy, sono magici perchè incredibilmente toccanti, divertenti ma anche molto realistici. Se la cavano arrangiandosi con fantasia e ironia. Il racconto è come una favola moderna, dove tutti i personaggi sono attuali ma profondi e veri come quelli delle storie classiche.
Ho letto questo libro tutto d’un fiato, ridendo e commuovendomi. Perciò sono molto contenta di metterlo in palio con le solite regole: un commento qui sotto, condividere sulla barra laterale del blog o su Facebook, e tenere le dita incrociate fino al 24 giugno, giorno in cui Tom piccolo Tom uscirà in libreria e farò l’estrazione della vincitrice del giveaway.

Fisica for dummies’ giveaway

Studiare e capire la fisica non è facile per tutti. Per me ad esempio è stato un lungo incubo durato cinque anni. Proprio perchè non vorrei augurare a nessuno di viverlo come ho vissuto io lo studio della fisica, lancio con entusiasmo questo giveaway.
Metto in palio un romanzo molto divertente dedicato alle ragazzine, diciamo dalla prima media in poi, in cui si raccontano le avventure di un’adolescente al liceo scientifico alle prese con l’ostica materia.
La fortunella però ha al suo fianco lo spirito della fisica, una specie di fata o zia buona (vestita Chanel), che appare nei momenti cruciali, l’assiste nelle interrogazioni e le spiega i principi della fisica non come è scritto sui manuali (noiosi) ma come può avere appeal per una ragazza. Tipo perchè lo smalto si fissa sulle unghie, il correttore per i brufoli è meglio che sia verde e gli occhi del ragazzo per cui la protagonista ha una cotta sembrano così azzurri.
Un libretto che può aprire gli occhi su tanti fenomeni quotidiani che per me sono sempre rimasti un enigma. Ma io ero e sono un caso disperato: una che da piccola pensava che sotto/dentro la radio ci fossero degli omini piccoli che cantavano e più o meno ho sempre continuato a crederlo! Se non volete crescere le vostre figlie ignoranti come me quindi partecipate al giveaway!
Solite regole: lasciare un commento qui sotto, condividere sulla barra laterale del blog o su FB, entro e non oltre il 9 giugno!

Royal Wedding’s giveaway

Ci siamo quasi, fra dodici giorni William e Kate saranno marito e moglie. William e Kate chi? Ma su dai non fate finta di non saperlo, ormai le nozze del probabile futuro re d’Inghilterra (dopo nonna Elisabetta – che Dio la mantenga in salute – e babbo Charles of course) sono su tutti giornali del mondo, con buona pace degli antimonarchici. Perché volenti o nolenti queste sono, se non le nozze del secolo almeno quelle dell’anno. Le più attese, le più sognate, le più romantiche. Ah no? Ah ce ne sarebbero anche altre? Si vabbè ma vuoi mettere lo scapolone di Monaco con figli illegittimi a carico e una fidanzata dallo sguardo triste, clone della mamma perduta, con questi due evidentemente felici ed innamoratissimi ragazzi inglesi? L’evento, in teoria privato, ma in effetti ormai catalogato nella sezione ‘affari di Stato’, ha avuto un graditissimo effetto collaterale e cioè ha scatenato un nuovo interesse/entusiasmo/amore per la monarchia (che stava soffrendo un po’ dopo le note e poco edificanti vicende degli ultimi anni), per non parlare poi dell’impulso alla sofferente economia britannica grazie a viaggi, gadget di varia natura e una serie di libri. Fra le molte recentissime fatiche letterarie (la maggior parte inglese, ma stanno uscendo vari libri anche in italiano) c’è anche un romanzo o meglio “una favola moderna tutta da ridere”, ma a questo punto passo la parola a Patrizia (che ringrazio per l’ospitalità e per avere accettato di condividere questo giveaway) e se avete voglia di saperne di più sul royal wedding, su William e Kate, sulla regina e i suoi gioielli e sul parentado regale che si sta tirando a lucido per varcare la soglia dell’abbazia di Westminster vi aspetto sul mio sito.

Sono stata coinvolta da Marina di Altezza Reale in questo giveaway molto attuale: mettiamo in palio una copia di un romanzo per ragazzine in stile chicklit che racconta la storia di una quindicenne che ha una cotta per il principe William e non regge alla notizia che lo stolto sposerà un’altra. Deve fare qualsiasi cosa per impedirlo. Perciò parte con alcuni amici e una zia connivente alla volta del Regno Unito per bloccare a tutti costi il matrimonio. Non sarà facile ma la protagonista con la folle caparbietà degli adolescenti le tenterà davvero tutte. Nel bene e nel male. La storia vi intriga?
State già facendo il tifo per la teenager con il cuore spezzato?
Per saperne di più e aggiudicarvi una copia del libro le regole sono le solite: lasciate un commento al post e riportate l’immagine e la notizia nella barra laterale del vostro blog. La scadenza è naturalmente il 29 aprile: alle 12 con Random ci sarà l’estrazione della vincitrice. Good luck!

Anticorpolandia


L’inverno sembra continuare a infierire: il freddo non ci molla e neppure il suo fastidioso contorno di raffreddori e influenza. Ma contando i giorni che ci separano dalla primavera possiamo anche cercare di vedere i malanni di stagione con uno spirito un po’ più allegro. Come? Per esempio, leggendo ai piccoli malati un libro, per bambini fino ai sette anni, che si intitola Anticorpolandia e racconta di come il nostro corpo, attraverso appunto gli anticorpi, riesce a sconfiggere germi e virus.
Questo libro illustrato, dalla stessa autrice, Elisa Staderini di Fiorentini si cresce, narra in maniera divertente e un po’ surreale come nel nostro corpo, nel momento della malattia, si scateni una vera e propria battaglia. Una guerra con combattenti valorosi, come il generale Gagliardo, il capitano Codi, il sergente Groppo, che vanno all’attacco per annientare il nemico, cioè il malanno. Distratti dalle avventure dei soldati-anticorpi i bambini dimenticheranno di lamentarsi per la febbre. Insomma una storia che è senz’altro meglio della solita tachipirina!

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