Party animals

Ieri sera Emma è stata invitata a un compleanno di due compagni di scuola nella locale ludoteca affittata in esclusiva per l’occasione dalle mamme dei festeggiati.
Il programma prevedeva: pizzata e discoteca.
Questa ludotecca è piuttosto piccola ed è attrezzata con giochi e accessori per bambini minuscoli, non per novenni iper-vitaminici.
Tra gli invitati il 65% erano maschi.
Già al nostro arrivo, alle 20 e quindici, l’atmosfera era parecchio surriscaldata. Tutti gli invitati urlavano, correvano, saltavano e si lanciavano le palline con forza inaudita. Alle 22, quando siamo andati a prendere Emma, la temperatura interna era più alta che nella famigerata estate del 2003. Circa 45°.
L’atmosfera era quella della rissa da saloon, bambini incastrati nel tubone dello scivolo della gabbia a più piani pensata per pargoli di diciotto mesi, che venivano colpiti da palline colorate a mo’ di tirassegno. Altri che facevano gli autoscontri spiaccicati nelle macchinine di plastica, quelle piccole taglia 3 anni, indemoniati che si tiravano palline negli occhi dall’alto della torre del castello di plastica. Tarzan nani che saltavano in groppa agli ignari che attraversavano una zona a rischio per andare in bagno.
Urla sataniche e musica a palla come costante colonna sonora.
L’animatrice che raccoglieva tranquilla tranci di pizza smangiucchiati e buttava piatti di carta, totalmente ignara di quello che stava succedendo.
Feriti 6, contusi 4. Emma tirava palline, acquattata dietro al torrione del castello, ridendo e urlando come un’ossessa.
“Ma non avete ballato?”
“No, solo due mie compagne che fanno danza hanno provato, ma poi non importava nulla a nessuno”
“Ma l’animatrice non vi faceva giocare?”
“No, era solo una gran rompiscatole”
“E i genitori dei festeggiati?”
“Non si sono visti”
“Vi siete divertiti?”
“Moltissimo”