Piovono libri


Di solito piovono a ottobre: infatti questa manifestazione si snoda in varie località italiane per tutto il mese, ma quest’anno c’è una “coda” anche a novembre. E ne approfitto, infatti il 10, questo sabato pomeriggio alle 17,30 presenterò Affari d’amore alla Biblioteca di Falconara Marittima, mi presenterà Marina Minnelli, giornalista, autrice e amica di blog. Occasione imperdibile per chi di voi fosse in zona e non avesse voglia di andare a fare la spesa “grossa” al supermercato 🙂

E’ andata così…


La presentazione è andata bene, ho detto un sacco di stupiddaggini, ma ci siamo divertite molto.
Abbiamo riso parecchio. Alessandra Faiella e Carlotta Pistone di Mondo Rosa Shokking sono state fantastiche e le ringrazio molto.

Poi sono andata a cenare in un ristorante indiano con una mia amica, un locale che frequento da molti anni. Ho mangiato bene ma poi nel cuore della notte, mi sono svegliata con lo stomaco sottosopra. Colpa dei samosa? Delle frittelle pakori? Della tensione dello scrittore?
Non lo so, comunque mi sono ritrovata abbracciata al water a vomitare. Tutti dormivano meno Lola che mi fissava preoccupata con i suoi occhioni che sembravano chiedere:
“Ma che cappero hai mangiato?”
Dopo aver detto addio a samosa e pakori nel modo più brutale sono riuscita a dormire qualche oretta. Troppe comununque perchè alla mattina avrei dovuto svegliarmi presto per andare con Anita al suo liceo a vedere i quadri. Un progetto che avevamo da giorni e a cui pensavo con gioia.
Invece sono arrivata nell’androne del liceo con la faccia e l’energia di uno zombie. Mia figlia, bravissima, è stata promossa con la media dell’otto (quasi). E allora mi sono ringalluzzita e complimentata. Poi ho notato che l’anno scolastico appena trascorso non è stato duro solo per me, anche altri genitori del liceo probabilmente hanno subito parecchia tensione. La prova l’ho avuto osservando un signore, probabilmente un papà che era praticamente “steso” sui quadri (vi assicuro che non è facile considerato che sono in verticale) mentre commentava da solo i voti.
All’inizio pensavo fosse al telefono con l’auricolare, poi ho notato che invece parlava proprio da solo. Non era vecchio, non sembrava alticcio, dopato e neanche uno di quei personaggi strambi che si incontrano in giro. Un uomo normalissimo ma molto, molto coinvolto.
Prima era davanti ai risultati della sezione A, poi è passato alla B, poi alla C.
Emma ha detto: “Cavolo, ha un sacco di figli!”
Intanto era passato alla D, poi si è sdraiato sulla E e piano piano, coscenzioso e sempre in conversazione con sè stesso, l’ho lasciato che stava avvicinandosi alla H.
Il signor Invalsi, un preside nemico o un padre stressato che ama fare paragoni?

Questo fine settimana avrebbe dovuto essere di riposo e relax, peccato che, porcavacchissima e affini, la nostra colf abbia lasciato il rubinetto della pompa del balcone aperto e così il tubo di scarico ha collassato e allagato la nostra cantina e l’atrio del palazzo (e questa ultima notizia la dedico a Alle)!

P.S. Finalmente è disponibile l’ebook qui

E la vincitrice di Affari d’amore è…..


La fortunatissima TATTI!!!!!
Ma le altre concorrenti non devono odiarla, perchè c’è ancora una possibilità, infatti sul sito del mio editore fino a giovedì c’è un altro blog candy del libro in cui ci sono in palio addirittura tre copie.
Stamattina mentre guidavo per andare a Milano e fare anche un giro in libreria per verificare dove era stato posizionato il libro, emozionata, sognavo ad occhi aperti e parlavo con Anita che accompagnavo a scuola.
“Per la Rowling quando deve uscire una nuovo libro di Harry Potter, ci sono tutti i fan assiepati che aspettano vestiti da maghetti. Per me ci saranno tutte le fan vestite da zoccole?”
“Mamma smettila!”
Non c’erano. Comunque oggi è uscita questa recensione

E a Torino?

Ieri mattina sono andata alla stazione Garibaldi a prendere il treno per andare a Torino, al Salone del Libro. Il treno era leggermente in ritardo perciò davanti al tabellone, nell’atrio della stazione, c’erano  molti passeggeri in attesa. Dopo aver aspettato qualche minuto, invano, che apparisse sul tabellone un’indicazione utile mi sono spostata dal punto di osservazione e sono entrata nella libreria Feltrinelli che era proprio lì nell’atrio.
Con me sono entrati anche altri due passegeri uno dei due si è fiondato verso la bacheca dei libri in classifica e ha tirato fuori l’iPhone per fare una foto. L’altro gli ha detto di sbrigarsi che non voleva perdere il treno.
Il “fotografo” allora gli ha risposto malissimo con il tono che usano fra loro i vecchi coniugi o i fratelli:
“Smettila di rompere il …!!!”
Mi sono dispiaciuta per lui, anche perchè ero involontariamente partecipe al dialogo. Quello “cattivo” era davanti a me, quello buono pensavo fosse già uscito dalla libreria. Mi sono voltata per vedere che fosse proprio così, invece me lo sono trovata alle spalle. Mi ha guardato sorridente come dire: “Fa sempre così”
Allora ho avuto l’illuminazione. Il primo in classifica e il suo viso. 
Mi è uscito dal cuore: “Ammaniti!”
Lui non ha negato. “Sono una fan”, ho detto. Lui ha sorriso meglio e mi ha stretto la mano.
Poi sono uscita in fretta dalla libreria perchè non volevo sentire più il mio scrittore preferito trattato male dal suo editor.
(Che fosse l’editor l’ho scoperto al pomeriggio dopo una piccola indagine, perchè in fondo sono sempre un po’ cronista)
Poi una volta sul treno ho incontrato la mia compagna di viaggio, Viviana Giorgi, autrice di Bang Bang tutta colpa di un gatto rosso che insieme a me e Rossella Calabrò, autrice di Perchè le donne sposano gli opossum? partecipava alla tavola rotonda di EmmaBooks.
L’incontro è andato bene, ho conosciuto anche Delphine che è venuta a trovarmi. Ho fatto una figura barbina con il microfono che non funzionava o non funzionavo io dall’emozione.

A proposito di emozioni: sono andata allo stand del mio editore la ritirare le primissime e pochissime copie staffetta, calde calde, appena stampate, di Affari d’amore, una è stata lasciata in mostra allo stand. Non si può ancora vendere al pubblico, perchè bisogna
aspettare il 22!

Giveaway di Affari d’amore

Più che una scrittrice mi sento come quei venditori di formaggio e salame che, per accalappiare estimatori e ingolosirli, offrono pezzetti della loro mercanzia ai passanti. Perciò per invogliarvi a partecipare al giveaway del mio romanzo, aggiungo ancora due “assaggi” della storia che ho scritto. OK, avevo detto che non ce n’era più, ma ho mentito…
Infatti voglio condividere il ritratto di Giorgio (il fidanzato di Isabella, la madre) perchè è un pezzetto che mi sono divertita molto a scrivere:

“… i soldi che ti doveva anticipare la banca…”
“Non me lì da più…il direttore ha tirato su un pippone dicendo che anche loro hanno un difetto di liquidità, bastardi..”, Giorgio si accascia su una poltroncina che lo contiene appena.
“Come farai?”, chiede Isabella con un filo di voce.
“Devo convincere quella vipera della mia ex moglie a farmi mettere un’ipoteca su metà della villa”
L’ex moglie di Giorgio Perego è una signora di Lissone che ha diviso con il marito il periodo della gioventù e della gavetta. I giorni lontani delle promozioni scontatissime di camerette, cucine componibili e divani letto. Gli anni in cui si sono fatti i soldi: il capannone si è trasformato in uno showroom e i mobili in complementi d’arredo.
Poi quando Giorgio si è sentito ricco ha comprato la villa, abbandonato il business dozzinale e cominciato a far rifare artigianalmente i mobili delle griffe più gettonate.
Il letto è diventato Tluo, la poltrona Crau e via così. Poi anche la moglie non era più di tendenza e così dopo varie avventure costose ed effimere, è stata rimpiazzata con un modello di rappresentanza più lussoso, giovane e sexy: Isabella. Mentre i loro figli erano oramai già grandi e pronti a giudicare il padre un pirla ingrato.
La signora Perego si è tenuta la villa di famiglia e una gran dose di rancore per l’ex marito.
Quindi ora pensare di chiederle aiuto è proprio l’ultima spiaggia.

Dopo Giorgio, concluderei con un pezzetto più leggero e romantico, un paragrafo che stavamo per mettere nella quarta di copertina:

Quello che sta vivendo è solo una finzione, un momento di fuga, rubato per un colpo di fortuna alla sua vita vera. L’amore, Angelica non può permetterselo. Nel suo bicchiere c’è del vino, non il siero della verità, perciò deve trovare il coraggio di continuare la recita fino in fondo. Alle conseguenze ci penserà solo più avanti.

Allora per sapere se la moglie di Giorgio lo perdonerà, se Angelica farà la fine della Signora delle Camelie e conoscere mille altre delizie letterarie non vi rimane altro che partecipare al giveaway che terminerà il 21 Maggio a mezzanotte.
Regole: condividere sul vostro blog, su Facebook e/ o su twitter.
Buona fortuna a tutte!

Ancora un po’…poi basta

Visto che siete state così carine ieri e sarà un lungo weekend, soprattutto a Milano dove scappano tutti, vi lascio un altro pezzetto del romanzo da leggere. Questo è un dialogo fra le altre due protagoniste, la mamma Isabella (quaratasei anni ben portati) e Angelica (ventidue, che sta con Mauro quarantotto, ohibò…)

Isabella è appena uscita dal parrucchiere, camminando si specchia soddisfatta nelle vetrine. Questa volta finalmente la sua hairstylist ci ha proprio azzeccato con la tonalità dei colpi di sole.
E’ quasi ora di pranzo, telefona ad Angelica per chiederle se vuole mangiare con lei.
“Ciao, sono in centro. Ti va di farti un sushi con me?”
“Ma veramente non posso, sono appena tornata dalla palestra…mangio qualcosa qui in casa e poi passa Marta a prendermi e andiamo a cercare dei libri”
Il buonumore di Isabella, dovuto alla gioia di avere dei capelli perfetti, si è disintegrato in un attimo.
“Marta? Quella punkabestia?”
“Mamma, sono affari miei, ciao e buon sushi!”, Angelica cerca di tagliar corto ma sua madre continua a urlarle nel cellulare e lei è troppo educata per chiudere in tronco.
“No, sono anche affari miei! Non devi perdere tempo a uscire con quella pezzente”
“Marta è l’unica amica della mia età che posso frequentare, con lei mi diverto. Non riesco a stare sempre con gente vecchia come gli amici di Mauro!”
“Certo, stai con la tua amica intellettuale dei centri sociali, vedrai quanto ci guadagni”
“Se vuoi saperlo mi voglio ri-iscrivere all’università, per questo dobbiamo andare insieme a cercare dei libri”
“All’università?”, Isabella non riesce a trattenere un urlo scandalizzato.
E’ in via Montenapoleone quasi nei pressi di Gucci, una coppia giapponese che sta per entrare nella boutique si volta a guardarla con stupore.
“Certo, ho frequentato un anno e voglio riprendere, che male c’è?”
Isabella decide di rimandare la sosta da Gucci che era in programma.
“Non mi hai rimbambito fin da piccola con i corsi privati di inglese? Con le au-pair sempre tra le balle? E allora non pensi che una laurea in lingue mi possa anche essere utile?”, la voce isterica e l’atteggiamento sfrontato di Angelica devono essere bloccati con una offensiva pronta, non basta una conversazione casuale mentre entra in boutique.
Perciò passato Gucci, Isabella attraversa velocemente la strada all’altezza del bar Cova. In Via S.Andrea gira subito al primo isolato a destra, in una vietta laterale dove potrà parlare e se è il caso anche urlare senza dare troppo spettacolo.
“Cosa c’è di male nel prendersi una laurea?”
Angelica non è mai stata così aggressiva. Non è nella sua natura. Isabella si chiede se per caso sua figlia abbia fatto un tiro di coca. Sa che Mauro ogni tanto ne usa, ma sapeva anche che Angelica non era affatto entusiasta di questo vizietto. Che le cose siano cambiate?
La coca, oltre al cervello fa danni mostruosi alla bellezza, non è certo il caso di rischiare. In casa ne hanno sempre parlato apertamente, portando numerosi esempi di amiche che si sono rovinate il naso e non solo quello.
“Angelica hai pippato?”

Affari d’amore


Questo è il titolo del mio romanzo che uscirà fra un meno di un mese. Spero che la copertina vi piaccia. La prossima settimana farò il giveaway, sto anche preparando un restyling del template del blog che mi sembra troppo spoglio. Per tenervi compagnia nel frattempo vi anticipo due piccoli brani del libro in cui vi presento due delle quattro protagoniste (le cattive che sono le mie preferite!) poi seguiranno le altre due.

La nonna
A settanta anni, Beatrice non può permettersi di rischiare un rovescio di fortuna, vuole essere tranquilla per questo deve tenere i suoi risparmi investiti in qualcosa di sicuro e redditizio. Vivere bene costa sempre di più e a Beatrice vengono spiacevoli momenti d’ansia.
Soldi maledetti soldi: per tutta la vita sono stati il problema numero uno.
Beatrice ne ha avuti tanti ma ha sempre convissuto con il terrore di perderli. Con la paura di tornare nella situazione precaria in cui era da giovane, quando l’unica cosa su cui poteva veramente investire era la bellezza.
A diciassette anni, faceva l’apprendista parrucchiera nel negozio più elegante del suo paese, Bordighera. Ma Beatrice era convinta che il suo destino non fosse di continuare tutta la vita a fare shampoo e meches, ma piuttosto emulare lo status delle clienti più ricche e invidiate del negozio.
Visto che tutti le ripetevano quanto fosse bella, il primo passo per poter brillare in un universo più ampio fu partecipare al concorso di Miss Muretto ad Alassio.
Lo vinse, si guadagnò la foto sui giornali locali e anche un bel po’ di attenzione maschile.
Trovò un fidanzato impresario più anziano di lei ed entrò, anche se dalla porta di servizio, nell’ambiente dello spettacolo.
Il primo passo decisivo fu il trasferimento a Milano con il fidanzato. A quei tempi la concorrenza nel mondo delle soubrette era meno agguerrita, tanto che Beatrice riuscì anche ad avere qualche particina muta e naturalmente svestita, negli sketch dell’ambitissimo Carosello.
Però i casting erano stressanti e spesso finivano come dice la leggenda hollywoodiana: sul divano del regista o produttore.
Allora Beatrice, che era una ragazza pratica e cinica, decise che era più funzionale usare l’arma del sesso per trovare qualcuno che la mantenesse tout court.
Eliminando tutta la parte finto-artistica della faccenda.
Diversamente da tante altre colleghe, a Beatrice non importava diventare famosa, interessava solo essere ricca.

La nipotina
Il rapporto di Viola con il cibo è sempre stato strano: fino a dodici anni voleva mangiare solo cose rosa. Un’ossessione cromatico-gastronomica. Da piccola era una grande fan di Barbie e, forse per osmosi con la sua bambola, si nutriva esclusivamente di gamberetti, salsa cocktail, prosciutto cotto, mortadella, cupcakes e yogurt alla fragola.
Sua madre era abbastanza preoccupata e aveva preso una tata che faceva dei deliziosi tortellini panna e prosciutto che, anche se non erano proprio della tonalità giusta, qualche volta la ragazzina si degnava di provare.
Poi finalmente la svolta, con la pubertà Viola era sbocciata, aveva perso la goffagine dell’infanzia per trasformarsi in una ragazzina molto intrigante.
Prima era alta e spigolosa, complessata perchè odiava i suoi capelli rossi e ancor di più le lentiggini.
In una famiglia di bellissime soffriva, sentendosi il brutto anatroccolo di casa. Quella che non se la sarebbe mai filata nessuno.
Ma dopo i dodici anni guardandosi allo specchio, aveva scoperto che anche lei poteva piacere.
La nuova Viola era nata: abbastanza sicura di sè da essere ribelle, da mettere finalmente in discussione il credo di casa: l’idea che vivere senza padre sia solo una benedizione. Perchè a Viola il fatto di avere una famiglia diversa dalle altre aveva sempre procurato una sensazione strana. Un pernicioso malessere che da piccola non riusciva a decifrare.
Quando alle feste e alle recite della scuola, tutti gli altri bambini avevano oltre alle mamme anche i padri e i nonni pensava che questi uomini servissero solo a filmare e a fare foto.
Poi si era resa conto che non era solo quello il ruolo dei maschi adulti e aveva cominciato a far domande.
La nonna aveva tagliato corto dicendo che loro senza rompiscatole in giro per casa erano più fortunate e comunque quando gli uomini servivano si potevano sempre reperire.
E se ne voleva uno, magari un fotografo, per la festa di fine anno scolastico avrebbe cercato di procurarglielo.

Rieccomi!!!!!

Come promesso, sono tornata. Avevo detto primavera e oramai era caldo come in estate. Poi è tornato freddo come in inverno, ma comunque adesso sono di nuovo qui. Anche un po’ emozionata.

Venerdì scorso ho consegnato il manoscritto (che si chiama ancora così alla vecchia maniera) Sono stata puntualissima, io ritardataria cronica, quindi mi complimento da sola. Dovrebbe essere in libreria il 22 maggio, Santa Rita (l’unica santa mia amica quindi speriamo bene).
Ho lavorato con disciplina anche se ci sono stati momenti duri. Murata in casa.
Non aprivo la posta, ne FB e twitter pochissimo.

Ho vissuto giorni difficili. Ad esempio, quando dovevo scrivere le scene d’amore. Nei romanzi di solito queste scene fanno ridere (almeno a me) quindi non scadere nello scontato e nel banale è stato piuttosto difficile, il fantasma di Harmony è sempre dietro l’angolo.
Invece credo di aver dato il meglio nelle scene di cattiveria, molto più divertenti da raccontare! Anche perchè qui si possono sfogare i sentimenti negativi e il cinismo dell’autore. Un altro grosso dubbio mi è venuto un giorno quando la scena si svolgeva in un certo luogo, in cui l’arrivo dei protagonisti era stato descritto: avveniva quello che doveva avvenire e poi mi chiedevo se potevo lasciare lì i miei personaggi o li dovessi riaccompagnare a casa.
Quasi fossero i miei bambini.
Invece poi ho deciso di usare l’escamotage più bello: cambi scena, salti una riga e chissenefrega.
Fateci caso nei libri che leggete, quando si cambia situazione nello stesso capitolo si salta sempre una riga. E’ una figata per chi scrive.
E poi c’è la consecutio temporum, sempre pronta a fotterti!

Poi circa un mese fa avevo una gran paura di ammalarmi, anche se stavo benissimo, perchè avrei perso dei giorni di lavoro e non potevo permetterlo. Un’altro timore riguardava il computer: se si rompeva e perdevo tutto? Se arrivava un ladro a rubarlo? Un fulmine a incenerirlo?
Ho fatto il back up ma ero comunque terrorizzata.
Poi mi veniva sempre in mente un film (Duplex in cui il protagonista scriveva un romanzo (scriveva in una specie di Starbucks perchè a casa sua c’era troppo rumore) e poi proprio quando l’aveva terminato, tornando a casa, inciampava, il computer gli cadeva in una pozzanghera e addio lavoro! Qui non piove da una vita ma non ero ugualmente tranquilla.

Invece finalmente la settimana scorsa sono andata a letto felice, pacificata, pensando “adesso posso anche morire”, perchè tanto ero a metà dell’ultimo capitolo e il finale avrebbe potuto metterlo anche qualcun’altro. Poi comunuque il postumo vende sempre tantissimo!
(insomma qualche danno al cervello il troppo lavoro l’ha fatto, ma spero di riprendermi presto)

* questa meraviglia di cupcake primaverile naturalmente non l’ho fatta io, l’abbiamo comprato per il compleanno di Anita che nel frattempo ha compiuto 15 anni.

Arrivederci a primavera

Credevo di farcela, di avere il tempo di lavorare al mio romanzo, aggiornare il blog e frequentare la rete. Oltre naturalmente a smazzarmi tutte le altre incombenze familiari che mi toccano. Ma purtroppo non è così. Non ho tempo per far tutto e quindi visto che devo rispettare un contratto che ho firmato e dar da mangiare alle mie figlie, l’unica attività che non mi porta grane legali (pagamento di penali o perdità della… matria podestà?) se bigio un po’ è il blog e perciò, con grande rammarico, sacrifico questa.
Mi dispiace ma devo prendermi un mesetto o più di aspettativa, ci riaggiorniamo a primavera, verso fine marzo. Fate le brave e non dimenticatemi 🙂

Nel frattempo vi lascio come souvenir la scheda del romanzo…

Una famiglia di bellissime senza scrupoli vede gli uomini solo come polli da spennare finchè non si imbatte in quello pericoloso che fa sballare il budget.
Tre generazioni di donne disposte a tutto per vivere nel lusso. La nonna, reginetta di bellezza d’antan, è la matriarca e con il suo carattere volitivo e cinico detta legge. Ha addomesticato figlia e nipoti al credo di famiglia: meglio non lavorare ma cercare uomini sponsor, da compiacere e sfruttare. Relazioni senza emozioni e sentimenti per non rischiare di perdere il controllo e di conseguenza anche il reddito.
Ma un giorno irrompe un elemento destabilizzante: una delle nipoti si innamora. Il suo cuore congelato dal cinismo delle regole familiari comincia a sciogliersi per un bel barista, giovane e spiantato. Uno scandalo, per mamma e nonna che non tollerano questo sciagurato cambiamento di rotta e tentano in ogni modo di riportarla sulla “retta” via.
La ragazza abdicherà nel nome dell’interesse familiare o si toglierà gli anelli di Pomellato per preparare insalate nel bar del suo amore?

Mamme in prima fila

Prénatal organizza una serie di eventi nei vari store in giro per l’Italia: sono pensati per le mamme e per chi è in dolce attesa. Tra gli esperti ci sono Tata Lucia, Alberto Pellai, medico ed esperto di problemi legati alla paternità, la scrittrice per ragazzi Emanuela Nava e altri “addetti ai lavori”. Domani mattina alle 10 al mega store di Lissone, nella Brianza più profonda, ci sarò io a parlare di internet a misura di mamme (da URL). Se qualcuna di voi è nei dintorni dai mobilieri della zona, magari per comprarsi un divano, (oppure ordinare una bella cabina armadio per un cambio di stagione soft), può venire a salutarmi.

Quando interviene il lato B

Per la presentazione di Torino l’altro giorno mi ero truccata troppo, messa delle calze a rete (color carne) e delle scarpe assurdamente alte. Mi sono guardata quando ero già in viaggio. Troppo tardi: le mie sembravano le gambe di una zia zoccola che va a una comunione.

Sono scesa dalla macchina e ho capito subito che buttava male, quasi non riuscivo a camminare. Infatti stavo per infilarmi in un’erboristeria. Volevo fermarmi lì, perchè era più vicino. Sant’ ha dovuto convincermi a continuare, ad andare avanti fino alla libreria e strenuamente così ho fatto.

Alla presentazione eravamo in poche, così l’atmosfera è stata molto complice. Come in una conversazione fra amiche. Infatti la cosa che più apprezzo di queste presentazioni è proprio l’opportunità che mi hanno offerto di conoscere molte altre blogger e di consolidare l’amicizia virtuale in qualcosa di più vero. E’ già successo a Roma e a Bologna e qui a Torino c’erano Gloria, Marcella e poi ho incontrato GiulianaKriegio e Giovanna Gallo, (che non è una mamma blogger ma anzi è così giovane che alla fine abbiamo stabilito che potrei essere io sua madre!)

E’ stata proprio Marcella che oggi mi ha mandato un sms con una notizia che mi ha lusingato molto: lei ha sentito a Radio 2, in questo programma dedicato ai libri che Alessandra Faiella parlava del mio romanzo, dicendo che gliel’ha regalato suo figlio e l’ha apprezzato molto. Sono felicissima e ringrazio. Non conosco personalmente Alessandra Faiella ma già la amo. E voglio bene anche a suo figlio. Quando l’ho saputo ero al super con Emma e lei ha approffittato del mio buon umore per comprare tutta una serie di tavanate: dai marshmallow a uno strano marchingegno per pulire gli occhiali.

Anch’io quest’estate ho letto il romanzo Il lato B di Alessandra Faiella e ho riso fino alle lacrime. Mi è venuta poi anche un po’ di tristezza perchè purtroppo è troppo realistico, velinismo uber alles, praticamente una pagina della nostra attualità. La storia di una ragazza, una gran gnocca, disposta a tutto pur di avere fama e potere: da una carriera televisiva fino al parlamento e oltre. Poi l’ho spedito a Panz, perchè è bello condividere e perchè sembra scritto apposta per motivare l’importanza e l’urgenza di un sito come Donne Pensanti.

Matera (prima parte)

Sono all’areoporto di Bari, ho una mezz’ora prima di imbarcarmi sull’aereo che mi riporterà a Linate. Se la connessione non cade forse riesco a raccontarvi un primo assaggio della mia avventura al Womem Fiction Festival a Matera.
La star della presentazione, Silvia Avallone ha marcato visita, causa febbre e non è venuta. L’abbiamo saputo all’ultimo minuto…e così siamo rimaste in quattro: Stefania Barzini, Teresa Petruzzelli, Alessandra Appiano e la sottoscritta. Di cose da dire e raccontare sulla letteratura al femminile ce ne sono state molte e spero che il pubblico non si sia annoiato. Fra le tre compagne di tavolo la mia preferita è stata Stefania Barzini, è stato un vero piacere conversare con lei e mi sono comprata subito il suo libro, che inizierò a leggere in aereo. Fra il pubblico poi ho fatto la conoscenza di una mia lettrice silenziosa che alla fine della presentazione ha fatto outing ed è venuta a salutarmi, lusingandomi molto con questo suo gesto gentile.
Non era una platea di internauti, molte persone forse non avevano mai sentito parlare di blog e di mamme blogger, ma mi hanno ascoltato e poi hanno commentato con curiosità ai miei racconti.
“Strano ma interessante”, hanno detto.
E’ stato il mio primo festival letterario ed è stato molto istruttivo capire e vedere le dinamiche di un mondo che imparo a conoscere a poco a poco. Un fenomeno eclatante di cui sospettavo l’esistenza ed è stato descritto molto bene e con dissacrante ironia da Niccolò Ammaniti nel suo ultimo romanzo Che la festa cominci, è la figura (patetica) dello scrittore narciso, capriccioso e primadonna.
In fondo lo scrittore confina con la popstar.

Rivelazioni adolescenziali

Una sera a tavola Anita sbotta così all’improvviso: “A me Mary Poppins non è mai piaciuta… faceva paura”
La guardo stupita. E’ uno dei film della mia infanzia, supercalifragilispichespiralidoso (più o meno) gliel’ho fatto vedere un sacco di volte. Pensavo la divertisse. Sono basita. Penso di aver frainteso.
“Mary? Poppins? Ma no…è bello”
In effetti la seconda parte si è sempre rifiutata di guardarla, una volta forse …
“Mi faceva paura lo spazzacamino”
“Ma aveva degli occhi così belli!”
“No, faceva paura”
“Mi dispiace, non sapevo…beh tanto oramai non lo vedi più”
“E poi odio il pesce!”
Mi assesta un altro colpo. Inaspettato. Il pesce fa bene, gli omega 3 servono.
“Cosa?”
“Sì, cerca sempre di fare dei patti e darlo a me quando glielo metti nel piatto”, spiattella Emma.

P.S: Domani mattina vado a Matera, è l’evento più importante tra le mie presentazioni. Sono emozionata, speriamo bene.

Surprise!!!

Ho iniziato a sentire (con moltissima gioia) che fra chi aveva già letto il libro serpeggiava un po’ di nostalgia, quella bella nostalgia che prende quando si vorrebbe un’altra fettina di una cosa che è piaciuta.
Qualcuna mi ha lasciato commenti simpatici parlando di fatti e persone che sono nel libro e allora ho deciso di scrivere un capitolo bonus, che riprenda le avventure dei protagonisti, creando il “vero” blog di Silvia “Ringhiando al mondo”.
Potete interagire lasciando commenti con il vostro nick o con quello delle mamme blogger del romanzo, come preferite.
Io che non sono una volpe avevo pensato di raccontare cosa facevano il mese dopo che finiva la storia, poi Sant’ mi ha detto: “Brava pirla, così chi non ha letto il libro sa già come andrà a finire!”
Il neurone mi si era ingrippato con l’influenza e faceva fatica a ripartire. Poi quando a ripreso a funzionare ho deciso di fare un pre-quel (si dice?), insomma potrebbe essere un capitolo quarto/bis una roba così.
Vediamo come evolve…

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