Quando interviene il lato B

Per la presentazione di Torino l’altro giorno mi ero truccata troppo, messa delle calze a rete (color carne) e delle scarpe assurdamente alte. Mi sono guardata quando ero già in viaggio. Troppo tardi: le mie sembravano le gambe di una zia zoccola che va a una comunione.

Sono scesa dalla macchina e ho capito subito che buttava male, quasi non riuscivo a camminare. Infatti stavo per infilarmi in un’erboristeria. Volevo fermarmi lì, perchè era più vicino. Sant’ ha dovuto convincermi a continuare, ad andare avanti fino alla libreria e strenuamente così ho fatto.

Alla presentazione eravamo in poche, così l’atmosfera è stata molto complice. Come in una conversazione fra amiche. Infatti la cosa che più apprezzo di queste presentazioni è proprio l’opportunità che mi hanno offerto di conoscere molte altre blogger e di consolidare l’amicizia virtuale in qualcosa di più vero. E’ già successo a Roma e a Bologna e qui a Torino c’erano Gloria, Marcella e poi ho incontrato GiulianaKriegio e Giovanna Gallo, (che non è una mamma blogger ma anzi è così giovane che alla fine abbiamo stabilito che potrei essere io sua madre!)

E’ stata proprio Marcella che oggi mi ha mandato un sms con una notizia che mi ha lusingato molto: lei ha sentito a Radio 2, in questo programma dedicato ai libri che Alessandra Faiella parlava del mio romanzo, dicendo che gliel’ha regalato suo figlio e l’ha apprezzato molto. Sono felicissima e ringrazio. Non conosco personalmente Alessandra Faiella ma già la amo. E voglio bene anche a suo figlio. Quando l’ho saputo ero al super con Emma e lei ha approffittato del mio buon umore per comprare tutta una serie di tavanate: dai marshmallow a uno strano marchingegno per pulire gli occhiali.

Anch’io quest’estate ho letto il romanzo Il lato B di Alessandra Faiella e ho riso fino alle lacrime. Mi è venuta poi anche un po’ di tristezza perchè purtroppo è troppo realistico, velinismo uber alles, praticamente una pagina della nostra attualità. La storia di una ragazza, una gran gnocca, disposta a tutto pur di avere fama e potere: da una carriera televisiva fino al parlamento e oltre. Poi l’ho spedito a Panz, perchè è bello condividere e perchè sembra scritto apposta per motivare l’importanza e l’urgenza di un sito come Donne Pensanti.

Il regalo più bello

Oggi è il mio compleanno: la brutta notizia è che sto invecchiando, la bella è che ho ricevuto dei regali meravigliosi.
Uno di questi, il migliore, è qui sotto. Stamattina le mie figlie mi hanno fatto questa sorpresa che mi ha veramente lasciato basita e commossa. Should I stay or should I go dei Clash è la mia canzone preferita di sempre. Memoria di un vecchio passato punk. Le ragazze amano fare i video ed ecco cosa mi hanno presentato:

Nella capitale

Arrivo a Roma con una certa emozione.
Salgo sul taxi e vedo le strade con i nomi strani: Labicana, Merulana…
Mi appare il Colosseo, penso alla casa di Scajola e a quella di Lori Del Santo. Ma anche a Natalì e alla povera Brenda. Tanti pini marittimi, la pioggia, le suore che guidano e molti ingorghi.
Quando finalmente arriviamo nella piazzetta dove deve esserci il mio albergo, anzi B&B, non lo vediamo. Il tassista comincia a chiedere, a porconare, a non trovarlo. In effetti non c’è alcuna traccia del fantomatico hotel che avevo prenotato via internet. Telefoniamo ma nessuno ha risponde.
“Ha già pagato, vero? Allora le hanno dato una sòla!”
La mamma 2.0 non può farsi fregare sul web.
“No, no, guardiamo meglio…”
Finalmente un signore che porta fuori il cane dice: “Giù di lì, vede l’insegna?”
L’insegna c’è, il tassista è sollevato e mi molla all’inizio di una scalinata che scende e sgomma via.
E’ in un condominio, come se facessi un B&B a casa mia, solo con più gerani.
Porta chiusa, suono, nessuna risposta. Riprovo tre volte. Piove, ho il telefono scarico, il trolley e i tacchi.
Cominciano a girarmi le balle. Prima che possa veramente disperarmi, arriva una signora che dice:
“Mi scusi ero uscita un attimo”
Mi fa entrare, mi mostra una camera, mi dà una chiave e sparisce di nuovo. Ho il letto a baldacchino, o forse a “baldracchino”. Telefono a Silvia: “L’hotel è un posto strano, non mi sento tanto tranquilla, a che ora arrivi a prendermi?”
Poi chiamo anche Piattini, penso di fare la simpatica ed esordire con: “Cerco la dottoressa Vagina Oragasmova”, ma all’ultimo secondo mi censuro. E faccio bene, perchè al telefono di casa risponde suo marito (è Highlander, lo so ma non glielo dico) .

Al centro commerciale de I Granai, dove c’è la libreria della presentazione ho appuntamento anche con Caia, Natalia e più tardi arriva anche LGO. Sono felice ed emozionata di incontrarle, sono gentilissime a venire a supportarmi. Chiacchieriamo e ridiamo come se ci conoscessimo da sempre. Ogni tanto dall’altoparlante una voce aliena dice il mio nome e ricorda l’ora della presentazione che si sta avvicinando. Vorrei sparire sotto il tavolo del bar attorno cui siamo sedute. Ma è troppo tardi.

La presentazione va bene. Dopo pochissimo mi passa la paura. Piattini è una presentatrice perfetta, Caia legge alcuni brani come una grande attrice e Silvia parla e commenta e io devo aver detto una serie di stupidate che fortunatamente non ricordo. Natalia, fra il pubblico, scatta alcune foto e LGO è seduta anche lei, di fronte a noi, insieme alla sua bambina. Parliamo del libro, di mommyblogging e di rete.
Poi andiamo a cena, ridiamo, chiacchieriamo, ci confidiamo e spettegoliamo.
Finalmente assaggio un supplì. Meraviglioso! Come tutta questa avventura: eterna gratitudine alle mie amiche blogger romane e scusatemi se per caso ho sbagliato lo spelling nel fumetto.
(Non volevo disturbare nessuno per chiedere, su Google c’è un dizionario Italiano-Romanesco ma la mia frase non l’ho trovata. Sant’ diceva che “un” si contrae, Anita ed io eravamo invece scettiche, alla fine a vinto lui)

Sant’ subito!

Qual è il regalo più gradito a una mamma per l’anniversario? E anche low budget, visti i tempi di crisi?
Il bonus per due giorni di “dormi tranquilla mi sveglio io, preparo la colazione, impacchetto le ragazze e le porto a scuola”. Sì, (mi dispiace se schiumate d’invidia) ma è stato quello che ho ricevuto: ieri e anche stamane.
Ieri a dire il vero, mi sono alzata in extremis e fiondata in corridoio, scarmigliata con gli occhi pieni di sonno, brandendo un paio di calzini per Emma: “Sono qui! Sono quiiiiii!”, ho urlato.
Avevo paura che non li trovassero, perchè un paio di giorni fa, avevo spostato tutti i calzini dal cassetto dell’armadio in un sacchetto per togliere una volta per tutte quelli taglia tre anni.
Emma era già vestita, con lo zaino in mano sulla porta pronta a uscire. Mi ha guardato e con sussiego ha detto: “Mamma abbiamo già fatto!”
Era anche pettinata e questo è un grande successo perchè ha i capelli lunghi e ricci come un cantante heavy metal e alla mattina la toilette è sempre drammatica. Invece papi ce l’aveva fatta. Non le aveva neanche fatto indossare l’odiosa felpa dei Los Angeles Lakers. E nemmeno il berretto e i polsini.
Con Anita invece è più semplice: alle 6.45 basta urlare di alzarsi 15 volte, non impressionarsi se fa colazione come una zombie e poi istigarla con il forcone a essere pronta per uscire di casa alle 7.15 per prendere lo scuolabus.
Stamattina invece non mi sono nemmeno svegliata. Mi sono gustata il bonus. Ho dormito tranquilla fino alle 8.30 come una senza figli che va al lavoro tardi. Impagabile.

Celebration!!!!

2 Anni di Extramamma

Oggi Extramamma compie due anni!
Questo blog è nato per caso, quando ho iniziato non sapevo nulla delle mamme blogger, avevo letto un po’ di post della famosa Dooce americana, la più importante, la Lucy di tutte noi madri blogger (adesso mi sembra che il suo blog sia diventato quasi un catalogo) e mi aveva subito dato sui nervi. Ho cominciato a scrivere così un po’ a capocchia e mi sono subito divertita. Un esempio classico di pippa mentale, perchè non mi si filava proprio nessuno. Però ho continuato e piano piano, ma proprio piano, ho cominciato ad avere un po’ di lettrici.
A dir la verità anche qualche lettore maiale, perchè usato per un paio di titoli (completamente a sproposito) parole come “tette” e “hard” e sono stata indicizzata da Google che mi ha fatto arrivare un bel po’ di traffico indesiderato.
(Quei post poi gli ho tolti perchè mi faceva male vedere le parole di ricerca che mettevano quei poveri mentecattti).
Poi invece gli accessi sono gradualmente aumentati e attraverso il blog ho incontrato tantissime persone, alcune delle quali sono uscite dalla dimensione virtuale e ho avuto anche il piacere e il brivido di incontrare personalmente. Altre spero di conoscerle nel prossimo anno. Ultimamente purtroppo ho avuto molto lavoro, sto qui inchiodata alla sedia per scrivere il mio libro (anche questo è un regalo del blog) e ho un po’ trascurato Extramamma. Faccio pochi post e lascio pochi commenti in giro, mi dispiace. Però sogno le altre blogger: ultimamente mi sono apparse: Tanaka, Mammamsterdam, Panzallaria, Emily e Itmom.
Adesso immagazzino ancora un paio di chiletti (non c’è niente di più ingrassante che rimanere seduta a scrivere e sgranocchiare tutto il giorno come nel mese dei panettoni), finisco gli ultimi capitoli e poi spero di tornare scattante, presente e simpatica. Intanto vi ringrazio per il supporto, l’amicizia e i commenti divertenti e stimolanti che mi lasciate.
Un abbraccio virtuale a tutte!

P.S. Il gif è un regalo di Anita (a Emma sono girate parecchio le balle)
P.P.S. E un regalo inaspettato mi è arrivato da Bravi Bimbi che ha pubblicato una mia intervista.