Servizio vaccinazioni: ahi! ahi! ahi!

Ho ricevuto una lettera dal consultorio di zona che fissava per Anita (ovviamente in pieno orario scolastico e lavorativo) il richiamo del vaccino trivalente, morbillo-parotite-rosolia previsto attorno ai 10-11 anni. In calce alla lettera c’era anche un numero a cui rivolgersi nel caso in cui non fosse stato possibile presentarsi alla data fissata. E così ho cominciato a telefonare, ovviamente suonava sempre a vuoto, per tutte le tre ore dell’orario previsto per le chiamate. Così per cinque giorni, ho provato e riprovato. Anche attraverso l’operatore Asl, ma senza risultato. Poi miracolosamente il sesto giorno mi ha risposto una signora frettolosa e sgarbata che, parafrasando Bart Simpson mi ha più o meno suggerito di “Ciucciarmi il calzino”. Vale a dire: gli appuntamenti non si spostano in orari più comodi, chisssenefrega se mia figlia ha fatto solo la vaccinazione antimorbillo a diciotto mesi, perchè a quindici aveva già avuto la rosolia, il richiamo lo si fa trivalente comunque perchè in commercio il vaccino singolo non esiste più e in fondo non ha mai fatto male a nessuno. Trattata, insomma, da mamma cerebrolesa e rompiscatole. Non convinta dalle parole di questa carismatica infermiera, dalla mattina successiva ho iniziato a telefonare alla pediatra, ottimo medico, che però come molte colleghe ha la reperibilità in quella sola ora mattutina in cui la linea è sempre bollente. Forse questa regola è stata pensata perchè dopo aver tentato e ritentato invano per tanto tempo, una volta beccata la pediatra le mamme sono così felici che metà della preoccupazione riguardo alla malattia del pargolo svanisce. Quindi sono meno ansiose e più facili da gestire per i pediatri. Infatti anch’io quando finalmente ho sentito la voce della dottoressa, ho avuto un moto di gioia e anche scoperto che il vaccino per il solo morbillo esiste. Si può trovare alla Farmacia Chiassese che è, ovviamente, a Chiasso e ha tutte le medicine più fighe del mondo. E così sappiamo che gita fare questo fine settimana.

Magico probiotico

Oggi c’è una notizia molto interessante sul Corriere della Sera : riguarda le coliche gassose dei neonati che purtroppo colpiscono ben sette bebé su dieci e di solito continuano per i primi tre mesi. Emma le ha avute e non mi ha scontato neanche un minuto: ha strillato ogni sera fino allo scoccare della mezzanotte del suo novantesimo giorno di vita. Secondo l’articolo del Corriere, uno studio dell’Università di Bari (che sarà pubblicato sul prestigioso The Journal of Pediatrics) ha scoperto che per lenire o, meglio ancora, evitare le coliche basta somministrare al neonato alcune gocce di un fermento lattico probiotico. Così miglioreraranno digestione e motilità intestinale dei bebè che non saranno più costretti a soffrire e a urlare, ogni sera dalle sette in poi, sgambettando in aria. Speriamo che funzioni perchè le maledette coliche mandano in tilt la gioia dei primi mesi per molti genitori che perdono il sonno e il senno. E se la mamma si stressa, per osmosi, il bebè fa altrettanto e le coliche aumentano. Conosco neo-genitori disperati che hanno passato intere serate a guidare senza meta, nella speranza di placare e far addormentare la creatura urlante. Altri che mettevano il piccolo sulla lavatrice durante la centrifuga nella speranza che il movimento dell’elettromestico lo placasse. Una mia amica aveva attaccato un lazo alla carozzina, perchè durante le passeggiate non poteva fermarsi altrimenti la bambina urlava. Ma con la corda, se era previsto uno stop, poteva comunque tirare avanti e indietro e continuare a far rollare la figlia. Io ho bevuto ettolitri di tisana di finocchio senza risultato. Perciò se ora basta un lactobacillo siamo tutti molto più sereni.

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