Sweet fourteen vs. vecchia rimba


Anita, l’altro ieri, ha compiuto quattordici anni.
La prova che oramai sia grande l’ho avuta dal fatto che nella rubrica del mio cellulare non ho più i numeri delle mamme delle sue amiche, ma direttamente quelli delle ragazzine.
Abbiamo celebrato, Emma è stata carina e generosa con la sorella maggiore,
ma si sa, i compleanni degli altri rendono sempre un po’ invidiosi. Così per stemperare la frustrazione della non festeggiata ho pensato di fare un regalino extra a Emma.
Per caso, ravanando tra i miei gioielli ho trovato un anellino che avevo comprato un sacco di anni fa. Un serpentello con l’occhio di rubino, uguale a uno che avevo da piccola. La mia secondogenita ama molto gli egizi e questo accessorio da Cleopatra mi sembrava perfetto.
“Emma guarda ti piace? Lo vuoi?”
“Che bello, mamma, davvero me lo regali?”
“Certo!”
Ci baciamo per suggellare l’importante momento di bonding madre-figlia. Emma è felicissima, le racconto che portavo quel tipo di anello anch’io da piccola e tutto sembra meraviglioso.
Poi torna Anita. Emma le mostra orgogliosa il gioiello.
“Quello è il mio nuovo anello”
“Non è possibile. E’ mio”
“No, è mio. Me l’ha regalato oggi la mamma”
“Ti sbagli. Questo anello l’aveva già regalato a me un po’ di tempo fa”
Vorrei sparire. Non ricordo assolutamente di averlo già regalato ad Anita, ma potrebbe anche essere.
“Mamma, l’avevi già dato a me un po’ di tempo fa!”, insiste la mia primogenita.
Provo una debole difesa: “Ma sei sicura?”
Capisco improvvisamente l’amnesia del bigamo.
Sono come Sarkozy che aveva regalato a Carlà e all’ex moglie lo stesso anello.
Sono come Mr.B che compra i gioielli in serie e regala lo stesso modello a tutte le amichette.
Che vergogna.
Un’ultima patetica via d’uscita in extremis:
“Ma perchè l’anello era ancora fra le mie cose? Allora non ti piaceva?”
“Emma può averlo in usufrutto!”, taglia corto magnanima Anita dall’alto della saggezza dei suoi nuovi quattordici anni. E serenamente si rimette le cuffiette dell’i-pod.