Attiviamoci

Lo sport preferito di molti genitori milanesi è purtroppo la lamentela. Troppo smog, troppo caos, giardinetti spelacchiati, poche piste ciclabili, mamme stressate e sempre di corsa…è vero non è una città proprio ideale per le famiglie e non lo sarà mai se il cambiamento non arriva dal basso.
Cioè dai genitori stessi che decidono di darsi da fare per cambiarla.
Magari smettendo di criticare e cominciando ad agire.
Se c’è bisogno di qualche spunto si può aderire, condividere e diffondere il brillante progetto di Radiomamma, Gocce di attivismo in cui vengono proposte idee o meglio “sfide” per vivere meglio la città con i bambini ma non solo. Proposte intelligenti ed ecologiche per modificare il proprio stile di vita. L’idea di base è essere meno egoisti, consumisti e soprattutto condividere.
Condividere i luoghi, come le feste di compleanno al parchetto, ma anche gli oggetti, come inventarsi un ripostiglio di quartiere dove si ripongono i piccoli elettrodomestici e attrezzi che servono solo ogni tanto. Certo, in una città dove si fregano anche le city-bike l’idea a qualcuno può apparire surreale ma vale la pena provare. Dopotutto non c’è niente di più contagioso che la gentilezza.
Per saperne di più sulle “sfide” e aderire al progetto, si possono scaricare da Radiomamma le guide, ognuna con un tema (la città, la casa, lo shopping, i viaggi, la scuola, l’ufficio). Sei In tutto e due sono già pubblicate.
La mia “sfida” preferita, si trova nella guida sulla casa, è quella che riguarda la creatività infatti tutti gli spunti sono giocosi, coinvolgenti e naturalmente da fare con i propri bambini.
Oggi l’ho suggerita a Emma che l’ha trovata “fichissima”.
Si prende un specchio, abbastanza grande, si appoggia sul petto e si va in giro per la casa guardandoci dentro. Sembra di camminare a testa in giù: gli stipiti delle porte diventano muretti, i lampadari fiori o cespugli (le plafoniere), veramente avventuroso! Più intelligente della TV e più ecologico della Playstation.
Su ogni guida ci sono 9 sfide, mentre la decima si scoprirà grazie a una specie di caccia al tesoro cercando una cartolina (come quelle qui sotto) nei locali e luoghi Family Friendly della città.

Non solo lavastoviglie

Ho scoperto una nuova frontiera del multitasking. Noi mamme/lavoratrici/mogli/donne/chef/colf/chauffer/acrobate siamo sempre molto interessate ad aggiungere nuove attività in contemporanea a quello che già facciamo.

Ad esempio, l’ultima mia genialata è asciugare i capelli mentre guido. Mi sono un po’ stancata di massacrarmi in palestra sull’ellitica così ho ripreso a nuotare. Però i tempi richiesti sono più lunghi, ora è freddo e non posso uscire con la testa bagnata. Allora vado in auto e metto il riscaldamento a palla e li asciugo così, intanto guido per andare a prendere a scuola Emma. Prima di scendere li lego con una pinza, mi nascondo nelle retrovie tra tate e nonni e spero di non dover salutare nessuno. Brutta ma senza bronchite.

Ieri sera però, in questo interessante settore, ho scoperto un trucco che mi ha stupefatto.  Sono stata alla presentazione di un libro che insegna a cucinare usando gli scarti dei prodotti che normalmente usiamo: gambe, bucce, avanzi e tutte le parti meno nobili dei nostri ingredienti. Una sfida interessante per una come me che butta sempre un sacco di roba e poi si sente in colpa.

Si parlava di prodotti biologici, del cibo inteso come valore e poi è saltata fuori questa idea ecologica rivoluzionaria: usare il vapore della lavastoviglie per cuocere alcuni cibi. Un “due in uno” che mi ha lasciato basita.

Una degli autori del libro nel suo blog spiega come fare. La ricetta che mi ha stuzzicato è un curry di verdure. Incredibile! Le verdure si mettono in un barattolo ermetico, così non si bagnano e non si contaminano di detersivo, e poi si usa il programma intenso della lavastoviglie e tadaaaaaà: il vapore le cuoce e intanto si lavano i piatti.

Voi sapete quanto sia capra come cuoca, ma voglio provare e poi vi racconterò. Al momento ho già tutto in casa, mi manca solo il latte di soia. Rompendo la regola del silenzio, ero troppo eccitata dal progetto, l’ho detto a Sant’ stamattina, pareva perplesso. Ma conto di stupirlo!

Dreaming Obama

Ieri siamo stati alla Triennale, uno dei miei luoghi preferiti in città, a vedere la bellissima mostra di Roy Lichtenstein . A me piace molto la pop art, che è allegra e divertente e facilmente assimilabile anche dai bambini. Lichtenstein poi con il suo stile fumettistico è piaciuto molto anche a Emma e Anita.
Poi abbiamo visto anche un’altra mostra Green Life sulle città sostenibili. Un’utopia di buoni propositi e sogni di vita in spazi urbani vivibili, in mezzo al verde anzichè alla puzza di smog che ci attanaglia. C’erano un sacco di piante, tanto per farmi sentire in colpa e poi alla fine un bel prato verticale dove abbiamo visto che una ragazza, forse una modella, bella, palliddissima, truccatissima e magrissima, si faceva fotografare. Così ci siamo fatte la foto anche noi. Spero sia di buon auspicio per rinverdire il mio pollice!


Stanotte invece ho sognato Obama.
Un mezzo incubo nella mia fase rem.
Eravamo in un bagno di un luogo pubblico. L’avevo già sognato altre volte, anche con Michelle e le figlie, quindi non ero particolarmente emozionata. Gli ho ribadito la mia stima, lui ha minimizzato e ha continuato a guardare in un cassetto che si trovava proprio sotto i lavandini.
Ravanava nel cassetto piuttosto concentrato. Poi nel bagno è entrata una signora con una divisa: era una sua assistente. Quando l’ha vista Obama ha tirato fuori l’intero cassetto dal mobile del bagno e l’ha passato alla solerte assistente. Ho allungato il collo e dato una sbirciatina: era pieno di blush, terre e fondotinta. In polvere, solidi e liquidi. Anti-age e a effetto seta. In varie tonalità. C’erano anche pennelli e spugnette.
Obama ha detto alla sua assistente: “Penso che questi possano andare”
Lei ha dato un’occhiata e ha annuito seria.
Obama mi ha fatto un sobrio cenno di saluto e si è avviato, seguito dalla sua fedele collaboratrice, verso l’uscita del bagno .
Sono rimasta in piedi vicino ai lavandini perplessa domandandomi se veramente fra il nostro Paese e gli Usa ci sia così tanta affinità.
Chiedendomi, con angoscia, se anche Obama sia schiavo del fard.

Figlie geek


Ieri Emma mi ha stupito con questo video, realizzato grazie a iMovie il programma per il Mac con cui da un po’ Anita si diletta. Me lo sono fatta giurare e ri-giurare: chidendole più volte “Ma l’hai fatto veramente tu?” Anche Anita che si esprimeva ancora a mugugni (oggi menomale parla, lentamente ma parla) ha ammesso di aver aiutato Emma solo con la colonna sonora. L’idea del riciclo gira in casa da anni, Emma l’altro giorno ha visto al GTRagazzi un servizio che raccontava quante bottiglie d’acqua in plastica servono per fare una sedia, una bicicletta, ecc. Le foto delle bottiglie le ha trovate su Google, il cestino è quello del computer….
E il miracolo si è compiuto. Anzi, gasata dall’attenzione ricevuta, ha anticipato che forse ne farà una serie!
L’umiltà è una dote, lo so, ma questa volta, concedetemelo, sono veramente proud-mother!

Tutto è cominciato una decina di anni fa: una mattina eravamo in cucina e ho detto a Sant’:
“Dobbiamo chiamare l’idraulico”
“Mandami un email”, mi ha risposto senza ridere.
Da allora ho capito che nella nostra famiglia comunicazione avrebbe fatto sempre e comunque rima con connessione. E così da brava famiglia post moderna ci parliamo per link: questo è il nuovo blog di Anita, nato oggi.
E’ una fan di stardoll e lo scopo del suo blog è commentare e svelare trucchi che possono servire a giocare meglio su questo sito.
Mi ha chiesto di invitare le vostre figlie a dare un’occhiata! (un po’ di sano nepotismo alla Sarkò)