Mamma che fame!

La ribellione e l’anelito all’indipendenza negli adolescenti passa spesso anche attraverso il rifiuto delle regole di una sana alimentazione. I teenager amano conformarsi quindi le nuove abitudini, riguardo al cibo e anche a tutto quello che fa da contorno, non vengono più mutuate attraverso i consigli famigliari (soprattutto materni) ma si copia quello che fanno e sperimentano gli amici.

E con la rete gli amici possono anche non essere quelli reali ma dei perfetti sconosciuti “incontrati” su instagram. Per imparare a piacersi e avere un corpo sexy le ragazze spesso digiunano, diventano fruttariane (come magari delle fichissime influencer australiane, con milioni di followers che si sbaffano quattro papaye e due mango a colazione, ovviamente facilissimi da reperire anche da noi!) o combattono (contro le madri) per avere il fisico delle supermodel vegane, magari Angeli di Victoria’ s Secret.

Mentre i ragazzi devono essere “grossi”, fare il pieno di muscoli, si iscrivono in palestra e seguono anche loro gli influencer che predicano una dieta iperproteica, beveroni compresi.

Poi naturalmente fotografano tutto quello che mangiano. Perché a volte postare cibo e bevande è anche più importate che nutrirsi!

Molto spesso saltano la colazione, perchè si svegliano all’ultimo secondo e arriverebbero in ritardo a scuola, si abbuffano di junk food, bevono e fumano (un po’di tutto).

Allora le madri rimpiangono giorni lontani che (ingenuamente) credevano stressanti. Quelli di inizio 2000, quando, con il cucchiaino in mano, facevano l’aereo per far ingugitare un boccone di pappa di legumi al pupo. Lui la sputava e ci si disperava…

Per non soccombere alla rivoluzione alimentare degli adolescenti vi consiglio questo manuale, scritto da Stefania Ruggeri, nutrizionista e ricercatrice del Crea (Centro di ricerca alimenti e nutrizione) nonchè madre di due teenager che, con competanza e anche un pizzico di ironia, insegna come cavarsela al meglio.

Il libro contiene ricette e consigli utilissimi su come sfangarla e aiutare i nostri figli ad alimentarsi nella maniera più sana possibile senza incappare in diete sbilanciate. Poi c’è anche un utilissimo vademecum in 10 punti che suggerisce come convivere con gli “shottini”, cioè imparare a bere senza trascendere in comportamenti pericolosi.

Arriva la pizza di Barbie

L’icona della bambola Barbie per uscire dallo stereotipo di perfezione, che influenza le bambine con un pericoloso modello di bellezza irragiungibile, da tempo, sta svecchiando il suo mito con iniziative che rilanciano il concetto di diversity (Barbie di varie etnie e con silhouette più realistiche non solo da top model).

In questa ottica, l’11 ottobre scorso è stata lanciato il “Dream Gap Project”, il cui obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza e l’attenzione sui fattori che ad oggi impediscono alle bambine di esprimere tutte le loro potenzialità. Negli ultimi anni, diverse ricerche hanno identificato che, a partire dai 5 anni, purtroppo le bambine sono meno propense dei maschi, a considerarsi brillanti e di successo. A questa tenera età iniziano a perdere fiducia nelle proprie capacità.

Stereotipi culturali, pregiudizi impliciti e anche discriminazioni già in famiglia, oltre naturalmente alle rappresentazioni a cui sono esposte attraverso i media, rafforzano ulteriormente questa problematica negativa. Negli Stati Uniti questo fenomeno è chiamato “Dream Gap”, ma situazioni simili si verificano in tutto il mondo.

Questi fattori limitanti hanno un impatto sulla capacità delle bambine di credere in se stesse. Barbie (o meglio la potente macchina marketing che sta dietro il marchio della bambola più famosa del mondo), usando la sua fama, ha deciso di commissionare ricerche. E accendere i riflettori su modelli positivi per chiamare a raccolta una vera e propria community a livello globale a supporto delle bambine attraverso il “Dream Gap Project”.

Con l’obiettivo di raccontare quanto sia importante aiutare alle ragazzine a credere nelle loro potenzialità, Barbie si italianizza e mette le mani sulla pizza.

Come?

Entrando a casa di Gino Sorbillo, pizzaiolo da generazioni e Ambasciatore della Pizza Napoletana nel mondo, dove la figlia, Ludovica, ha deciso di osare e gestire per un giorno la storica pizzeria di famiglia, a Napoli, con l’aiuto delle sue amiche. Ludovica e le altre piccole apprendiste pizzaiole hanno impastato e cucinato, preso le ordinazioni, servito tutta la clientela arrivata per l’occasione, seguendo fedelmente le direttive di papà Sorbillo.

E’ andata più che bene, le ragazzine hanno guadagnato in autostima e il risultato di questa esperienza entra nel menù ufficiale. Ci sarà infatti la prima pizza ispirata a Barbie che sarà disponibile in tutte le pizzerie Sorbillo a Napoli e Milano.

Baby cuochi per un giorno

Cucinare allena concentrazione e pazienza, ecco perché vale la pena iniziare da bambini. Torna a ottobre “Cuochi per un giorno”, il Festival nazionale di cucina per bambini. Sei edizioni, un grande successo: per il 2018 l’appuntamento è sabato 6 e domenica 7 ottobre a Modena. Due giornate, decine di appuntamenti e laboratori in cui gli chef in erba potranno annusare, toccare, dosare, impastare, miscelare, modellare, cuocere e mettersi alla prova, imparando tante cose nuove. Non mancheranno vere e proprie lezioni di cucina con cuochi stellati da tutta Italia che hanno già confermato la loro presenza.

Ogni piccolo partecipante potrà cimentarsi in fantasiose ricette con la supervisione di uno chef, vivendo un’esperienza ludica ma allo stesso tempo formativa e con la possibilità di imparare le regole del mangiar sano. Non mancheranno attività interattive collaterali: al Festival saranno presenti numerosi stand per avvicinarsi alla cucina attraverso diversi linguaggi espressivi. Ci sarà una libreria “golosa”, spettacoli e storie in cucina, angoli sensoriali e tanti giochi.

Cucinare coinvolge i cinque sensi, migliora concentrazione, manualità e precisione, arricchisce il vocabolario e allena al rispetto delle regole e alla pazienza. “Cuochi per un giorno” è un’occasione per tutti gli uder 12: “Cucinare è una delle attività pratiche ritenute da Maria Montessori molto importanti per lo sviluppo dei bambini, e loro possiedono le doti giuste: passione, creatività e curiosità – spiega Laura Scapinelli, ideatrice del festival – Dar forma alla frolla o alla sfoglia, rompere e sbattere le uova, grattugiare il formaggio, tagliare un frutto, mescolare gli ingredienti sono mansioni che abituano all’autonomia, allenano la manualità, stimolano i sensi del tatto e del gusto ed educano ad avere un atteggiamento positivo verso il cibo. Il nostro, poi, è un festival ecosostenibile: insegnamo ai piccoli chef anche a cucinare con gli avanzi, proponendo diverse attività legate al recupero e al riuso”.

Inoltre, attraverso la loro partecipazione, i bambini aiutano altri bambini: parte del ricavato della manifestazione verrà infatti devoluto ai clown di corsia dell’associazione VIP Modena Onlus (Viviamo in Positivo Modena Onlus), che portano il sorriso ai piccoli pazienti ricoverati in ospedale e incidono positivamente sui tempi di guarigione perché usando l’arte (la mimica, la comicità, la pantomima) facilitano l’espressione delle emozioni. I clown saranno anche al festival con il loro strano abbigliamento, il modo un po’ buffo di camminare e muoversi e la loro energia per strappare un sorriso a tutti i presenti.

Qui il programma del festival.

Torta alla cannella con mandorle e cioccolato fondente

Questo dolce, vegano ma molto goloso (provare per credere), è ottimo come merenda o come dessert, soddisfa il desiderio di dolce senza fare troppi danni alla linea. Contiene pochi ingredienti, sani, che probabilmente si trovano già nelle vostre cucine ed è velocissimo da preparare!

Ingredienti:

– 180g di farina di farro
– 6 cucchiai di sciroppo d’agave
– Un bicchiere di latte di riso
– 100g di cioccolato fondente
– 40g di mandorle
– un cucchiaino di cannella
– 1/2 cucchiaino di lievito per dolci
– 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio

Procedimento:
1) Preriscaldare il forno a 180ºC.
2) Mescolare in una ciotola la farina, la cannella, il lievito e il bicarbonato.
3) Sminuzzare il cioccolato e le mandorle (se le quantità desiderate sono già in una confezione morbida chiusa, si può usare direttamente un barattolo o un matterello e colpire ripetutamente la confezione, è ottimo contro lo stress).
4) Unire le mandorle, il cioccolato e i liquidi al resto degli ingredienti nella ciotola e mescolare bene.
5) Versare in una teglia e infornare.
6) Cuocere per 30 minuti e lasciare raffreddare completamente prima di servire.

Poke Bowls fai-da-te

Se siete dei veri foodies avrete senz’altro sentito parlare delle poké bowls, uno dei piatti più di tendenza del 2018.
Questo tipo di pietanza, che viene dalle Hawaii e il cui nome significa letteralmente “tagliato a cubetti”, deve il suo successo alla sua semplicità, o, più probabilmente al fatto che, considerando gli ingredienti, si tratta di una variante del sushi o del ceviche.
Sono sempre di più i ristoranti che offrono questo tipo di piatto, che oltre ad essere molto sano e ad avere poke calorie, è estremamente personalizzabile. Di solito si sceglie una base di cereali o insalata, seguita da una fonte di proteine, spesso il pesce, o il tofu per la versione veggy. La ciotola si arricchisce poi a piacere con verdure, semi, salse e anche frutta (con il mango è buonissima!).

Noi abbiamo provato a ricreare un poké un po’ più casalingo, usando il salmone affumicato al posto del pesce crudo, per velocizzare e semplificare il tutto.

Ingredienti per due persone:
Una tazza di riso jasmine (oppure riso per il sushi / riso integrale o anche quinoa)
Mezzo avocado
Una tazza e mezza di edamame
Un foglio di alghe nori (quelle per il sushi)
Due cucchiai di zenzero marinato
100g di salmone affumicato
Semi di sesamo

Procedimento:
1) Cuocere il riso e l’edamame in pentole separate, seguendo i tempi di cottura sulle rispettive confezioni.
2) Una volta cotti, scolare e lasciare raffreddare completamente.
3) Tagliare il foglio di alga in quadratini piccoli e farlo tostare per un minuto su una padella calda.
4) Tagliare l’avocado a dadini.
5) Tagliare il salmone in pezzi piccoli.
6) Assemblare le ciotole, assicurandosi che riso, alghe ed edamame siano freddi: mettere il riso come base, coprirlo con gli altri ingredienti e per ultimi, aggiungere una spolverata di semi di sesamo.

Palline cioccolato e cocco

(Anita è a casa e quindi cucina…)

Questo dessert è molto gratificante: una piccola pallina da gustare con il caffè non fa sentire troppo in colpa. Anche perché tutti gli ingredienti sono sani e naturali. Il trucco è creare palline di dimensioni minuscole così diventa un minimo peccato di gola. Poi sono fresche (sopravvivono in frigo), velocissime da preparare anche da chi non è un asso a fare i dolci e anche molto estive.

Il problema può essere riuscire a fermarsi e mangiarne solamente una: per me è sempre molto difficile!

Ingredienti:
– 1 tazza e 1/2 di fiocchi di avena
– 4 cucchiai di cacao amaro in polvere
– 3 cucchiai di sciroppo d’agave
– 3 cucchiai di olio di cocco
– una tazzina di caffè
– mezzo cucchiaino di cannella
– scaglie di cocco per decorare

Procedimento:
1) Mettere tutti gli ingredienti nel mixer e frullare, finché non si forma una pasta abbastanza omogenea e malleabile. Aggiungere avena o acqua nel caso la consistenza sia troppo liquida o secca.
2) Rimuovere dal mixer e creare tante palline.
3) Ricoprire le palline di cocco, facendole rotolare in un piattino contenente le scagliette di cocco.
4) Mettere in frigo per far solidificare meglio le palline, servire possibilmente fredde. Se si ha fretta di assaggiarle è meglio farle passare dieci miuti in freezer.

Spaghetti di zucchine

Un piatto fresco ed estivo, molto veloce e facile: spaghetti di zucchine con pesto di avocado e pomodorini

Ingredienti (per tre persone)
– 3 zucchine medie
– 10 pomodorini
– 1 avocado
– il succo di mezzo limone
– una manciata di foglie di basilico fresco
– 1 cucchiaio olio evo
– sale e pepe q.b.

Procedimento
1) Passare le zucchine nello spiralizzatore, per ottenere degli spaghetti.
2) Mettere gli spaghetti con l’olio e un pizzico di sale in una padella, cuocere qualche minuto a fuoco basso, per ammorbidirli.
3) Quando il volume degli spaghetti si è leggermente ridotto, spegnere la fiamma (non devono essere cotti del tutto!). Rimuovere gli spaghetti dalla padella e lasciar raffreddare in una zuppiera.
4) Nel mixer, sminuzzare l’avocado con il succo di limone e il basilico, finché non si ottiene una crema omogenea.
5) Condire il “pesto” con sale e pepe a piacere ed aggiungere i pomodorini, tagliati in 4.
6) Unire pesto e pomodorini agli spaghetti, che nel frattempo si saranno raffreddati del tutto. Servire il piatto freddo.

Muffin cioccolato fondente e mandorle

Questi muffin sono facilissimi e veloci da preparare, golosi ma poco calorici e pieni di ingredienti super sani. Da mangiare quindi senza troppi sensi di colpa anche “on a bikini diet” per affrontare la spaventevole prova costume!

Se non si finiscono tutti in un attimo è meglio conservarli in frigo.

Ingredienti:
– 80g farina di avena
– 20g farina di grano saraceno
– 20g farina di mandorle
– mezza bustina di lievito per dolci
– 5 cucchiai di sciroppo d’agave
– 150 ml di latte vegetale
– 3 cucchiai di semi di chia
– una manciata di mandorle sminuzzate
– 100g di cioccolato fondente amaro
– cannella

Procedimento:
1) Scaldare il forno a 180ºC
2) Mischiare i semi di chia con mezzo bicchiere d’acqua e lasciare da parte.
3) In una ciotola amalgamare le farine con la cannella e il lievito.
4) In una ciotola versare il latte e lo sciroppo d’agave. Aggiungere i semi di chia (che con l’acqua avranno raggiunto una consistenza gelatinosa).
5) Unire i liquidi alla farina e mescolare bene.
6) Sminuzzare il cioccolato e le mandorle e unirli al mix.
7) Versare due cucchiai di composto in ciascun pirottino e infornare.
8) Cuocere per 20 minuti.

Cucina vegana stellata e creativa

Piatti bellissimi e creativi, così originali da lasciare sbalorditi. Ma anche buonissimi, li ho potuti assagggiare tutti ed è stata un’esperienza molto golosa. Infatti il talento degli chef vegani e vegetariani sta proprio nel riuscire ad abbinare gli ingredienti in un perfetto mix di quantità e qualità.

Nel concorso culinario organizzato a The Vegetarian Chance, (manifestazione ideata dallo chef Piero Leeman e dal giornalista Gabriele Eschenazi) in cui erano in gara otto chef internazionali, il primo premio è andato ad Antonio Cuomo, uno chef di Bergamo che ha preparato un piatto incredibile, intitolato “A me non piace il sushi” dove abbiamo scoperto come sono state create “le candele” che, al mio occchio profano, sembravano dei rigatoni trasparenti.

Il trucco è la gelatina agar agar che si rapprende facendola ghiacciare in fretta. Ma nello stesso tempo rimane morbida e perfettamente edibile. Infatti è bastato un piccolo colpo di forchetta per distruggerle e mangiarle. Un vero peccato per l’estetica, ma un trionfo per il palato.

©VGiannella

La magia si tritrova anche nel piatto della seconda classificata la chef giapponese Hoshiko Hondo, che ha presentato un piatto intitolato “Meravigliosa Terra” dove oltre a un incredibile riso blu (colore ottenuto grazie a un te tailandese chiamato “i piselli della farfalla”) c’erano alcune gocce trasparenti che racchiudevano foglie di prezzemolo, ottenute sempre con l’agar agar.

Un altro miracolo classico della cucina vegana stellata è l’uovo apparente, inventato da Piero Leeman, di Joia. Sembra proprio un uovo di quaglia e ivece è creato con tartufo, broccoli e racchiude un piccolo cuore arancione di carota che fa la parte del tuorlo. Bellissimo, sano e soprattutto buonissimo.

The Vegetarian Chance

Domani e domenica alla Fabbrica del Vapore a Milano arriva per la quinta volta The Vegetarian Chance, festival della cucina vegana e vegetariana. Due giorni, ricchi di attività, dove si illustreranno i benefici di una cucina senza grassi animali, benefica per la salute e per l’ambiente. Si discuterà, assaggerà e anche imparerà a mangiare meglio.

Mangia la foglia, salva il pianeta è il titolo dell’evento e che caratterizza i contenuti del programma. Si parlerà di salute, agricoltura sostenibile, spiritualità, etica e animalismo anche con ironia, utilissima per fronteggiare l’ostilità diffusa soprattutto verso i vegani.

Ci saranno incontri, conferenze e anche un concorso di cucina in cui otto chef internazionali si sfideranno in una gara di piatti originali e inventati per l’occasione. Il presidente della giuria che giudicherà le loro proposte è lo chef Pietro Leeman del ristorante milanese Joia.

Questo evento fa parte di di Milano Food City, la settimana che si caratterizza anche con il trionfo dello street food, proposto ovunque in città, per soddisfare ogni palato. I food trucks che partecipano a The Vegetarian Chance propongono solo specialità vegetariane che non vedo l’ora di assaggiare.

Non mi perderò l’incontro di sabato alle 14.30 da Neal Barnard, medico statunintense  che da decenni studia come gli alimenti influenzino la nostra salute.

Nel 1985 ha fondato il Comitato dei Medici per la Medicina Responsabile (Physicians Committee for Responsible Medicine) e del quale è tuttora presidente. In questo ruolo si è confrontato negli Usa con chi promuove diete non salutari nel pubblico come nel privato. E non ha esitato a citare in tribunale sul tema il governo Usa.

Gli studi del dottor Barnard hanno si sono incentrati sulla dieta vegetale come utile a perdere peso, abbassare il colesterolo, rivoluzionare il trattamento del diabete di tipo 2 e migliorare la salute. Dalla sua parte sono schierate oggi le principali autorità medico-scientifiche americane (lobby permettendo!).

Cookies Vegani

Dopo il “successo” della crostata e l’incoraggiamento di Natalia, che mi aveva gentilmente detto: “Con la stessa ricetta puoi fare anche i biscotti…”

Ieri in un buoi pomeriggio di pioggia, per festeggiare il mio onomastico, non c’era niente di meglio da fare che gettarmi nell’avventura. La mia prima volta con i biscotti. Sì, confesso non li avevo mai fatti neanche per Babbo Natale, quindi era piuttosto entusiasmante.

Gli ingredienti li avevo tutti, la tortiera giusta non l’ho ancora comprata ma per i biscotti non serviva, c’erano le formine dell’Ikea. E poi ho aggiunto un tocco gourmet con delle gocce di cioccolato fondente che aveva comprato Anita poco tempo fa.

Sono stata molto più disinvolta con l’impasto, ho miscelato farina e lievito con grazia, grattuggiato la buccia del limone con leggerezza, steso la pasta con il mattarello e via in forno. Quanto dovevano cuocere?

La crostata 30-40 minuti a 180°, considerato che il forno era già bello caldo ho pensato di farli stare dentro 17 minuti.

Perchè 17?

Era il mio onomastico 17 marzo, mi sembrava un bel numero! Per capire se fossero cotti ho anche usato il classico stuzzicadente come una vera professionista. Poi anna sfornati li ho fotografati (come una vera foodblogger), poi appena raffreddati li ho assaggiati.

Bellissimi ma duri come il legno.

Anzi quelli della seconda infornata sono più “abbronzati” (come direbbe il vecchio Berlusca) sembrano proprio di legno sia come colore che come consistenza!

Crostata vegan

Dal meraviglioso libro di Natalia Cattelani ho scelto di fare una crostata vegan che sembrava facile e golosa. Mi sono procurata tutti gli ingredienti (latte di soia,olio, zucchero di canna, farina tipo 0, limone, lievito, marmellata e mandorle a lamelle) anzi quando al super non ho trovato subito le mandorle ho preso anche i pistacchi (a lamelle? sbriciolati?) insomma i pistacchi a pezzetti.

Peccato che non avessi verificato prima di avere la tortiera della taglia giusta (22cm di diametro). Dettaglio non insignificante. Infatti quando l’ho cercata, ho scoperto che era rotta, l’anello esterno non si chiudeva più (scherzo di una delle ragazze!!!). Così dovevo scegliere fra quella troppo grande e quella troppo piccola. Bisogna pensare positivo e così ho scelto quella con il diametro più grande.

Crostata vegana di Natalia Cattelani da Dolci di casa

Ho guardato la ricetta e ho letto che Natalia suggeriva di imburrare spennellare di olio la tortiera e poi infarinarla. Ho avuto un momento di dubbio e ho infarinato e spennellato anche una teglia in pirex. Poi Natalia diceva di accendere il forno.

Così ho fatto. Poi però il pirex non mi convinceva e allora ho ripreso la tortiera extralarge e “buttato” il pirex nel lavandino. Poi ho preso una ciotola e mixato gli ingredienti. Un momento di panico è stato quando Natalia consigliava di miscelare nel setaccio farina e lievito. Non possedevo un setaccio, avevo pensato di soprassedere alla richiesta. Poi ho ricordato i dolci di mia madre, che probabilmente non miscelava, infatti le sue torte avevano sempre quel brutto lievito che “legava” i denti.

Allora ho preso un colino e obbedito diligente. Poi ho lasciato riposare in frigo e dopo impastato.

Quando ho messo la pasta nella teglia ho capito che non ne avevo abbastanza per fare il rotolino tutt’intorno e le palline di pasta in mezzo. Ma oramai non potevo più trnare indietro! Allora ci ho dato dentro con la marmellata (ho scoperto che era troppo poca, qualcuno se l’era mangiata a tradimento) e allora ho esagerato con i pistacchi e le mandorle (che poi avevo trovato).

Alla fine è venuta fuori una specie di pizza.

Molto diversa dalla crostata di Natalia, ma comunque buonissima!

Oggi sono stata a Tempo di Libri alla presentazione del suo manuale e quando le ho raccontato la mia avventura è stata molto comprensiva!

I dolci di casa

Un libro bellissimo, colorato e allegro pieno di ricette di torte, biscotti, brioche e tante altre divertenti idee dessert.

I dolci di casa di Natalia Cattelani, raccoglie tutto ciò in uno stile molto coinvolgente e allegro. E’ un manuale ma assomiglia anche a un memoir. Infatti la mia cara amica Natalia, chef de La prova del cuoco e food blogger (prima che diventassero così di moda!), racconta ogni ricetta in maniera molto personale, descrivendo come è nata l’idea di ogni dolce, magari da un evento in famiglia o un ricordo di infanzia.

L’amore per la cucina è proprio questo, condividere la propria passione con le persone più care e vicine. E le immagini bellissime che la ritraggono con le figlie e il marito rendono tutto più vero e spontaneo.

A inizio manuale per incoraggiare i lettori c’è un prontuario con i trucchi segreti da chef, da tener ben presenti per evitare disastri nella realizzazione delle ricette. Il libro è appena uscito ma già schizzato in vetta alle classifiche di vendita e nelle recensioni entusiaste viene descritto come magico, perchè aiuta veramente a realizzare dolci belli e buoni per tutti i gusti e le esigenze.

Il libro infatti è diviso in vari capitoli, tutti dai titoli molto accattivanti, e raccoglie veramente dessert diversissimi: da quelli più tradizionali, quelli più adatti ai bambini, ai più originali ed eccentrici. Lo stile e i suggerimenti dell’autrice rendono ogni ricetta molto semplice, anche le torte più sofisticate sembrano facilissime da realizzare. Le proposte comprendono versioni per ogni evenienza anche light, vegane e senza glutine.

Sono un po’ intimorita dal talento di Natalia ma ho deciso di cimentarmi in una delle sue ricette, le proposte golose e allettanti sono così tante che c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Brownies vegani

Questi brownies sono perfetti per quando si ha voglia di cioccolato, oppure si deve preparare un dolce ma c’è poco tempo a disposizione (oppure uno il dolce lo vuole subito!). Infatti la preparazione richiede giusto 10 minuti, 20 minuti per la cottura e in una mezz’oretta si hanno dei brownies sani e buoni per soddisfare i desideri di chiunque, anche dei più scettici nei confronti della cucina vegana.

Ecco cosa serve

Ingredienti
– 150g di farina
– 20g di cacao amaro in polvere
– 3g di lievito per dolci
– 3 cucchiai di zucchero grezzo di canna
– 3 cucchiai di olio di cocco
– 30g di sciroppo d’agave
– 120g di latte vegetale
– (Optional, ma molto consigliati) 30g di gocce di cioccolato fondente

Procediment

1) Riscaldare il forno a 180º C
2) In una ciotola unire la farina, il cacao (setacciandoli) e lo zucchero. Mescolare bene.
3) Sciogliere, in un’altra ciotola, l’olio di cocco (io ho usato il forno a microonde).
4) Aggiungere all’olio di cocco lo sciroppo d’agave.
5) Versare olio e sciroppo d’agave nella ciotola della farina e mescolare, aggiungendo a poco a poco il latte.
6) Mescolare bene i tutto con una frusta fino a ottenere un composto omogeneo.
7) Aggiungere le gocce di cioccolato.
8) Versare il mix in una teglia coperta di carta da forno e infornare.
9) Cuocere per 20 minuti e controllare la cottura con uno stuzzicadenti.
10) Lasciare raffreddare, tagliare in rettangolini.

con “cuore” morbido

Sono così golosi che si fanno fuori in un’ora!

Quiche autunnale

Questa volta una ricetta salata di una quiche autunnale: velocissima e molto leggera. Senza formaggio e senza uova si può conservare in frigo anche per due-tre giorni. Le cuoche più talentuose possono anche fare la pasta base mentre qui ho utilizzato la pasta brisée già pronta, quella che si trova in tutti i supermercati.

 

 

 

Ingredienti:
– Una confezione di pasta brisée
– 500g di tofu
– 2 tazze di broccoli*
– 2 tazze di funghi*
– 1/2 tazza di porro*
– 1/2 tazza di latte di soia
– un cucchiaio di olio e.v.o.
– 1/2 cucchiaino di brodo vegetale in polvere
– 1/2 cucchiaino di curcuma
– sale
– pepe
*le quantità di verdure sono indicative, si possono cambiare a seconda dei propri gusti!

Procedimento
1) Riscaldare il forno a 220º.
2) Lavare e tagliare in pezzi piccoli le verdure.
3) In una padella scaldare l’olio d’oliva e aggiungere il porro.
4) Dopo un paio di minuti mettere anche i funghi e i broccoli in padella insieme al brodo in polvere.
5) Mescolare e cuocere per una decina di minuti, finché le verdure sono diventate morbide.
6) In un mixer o frullatore sminuzzare il tofu, il latte di soia, sale, pepe e la curcuma, fino ad ottenere una crema liscia.
7) Dopo aver tolto le verdure dal fuoco, versare la crema nella padella e mescolare bene.
8) Stendere la pasta brisée in una teglia tonda e, con una forchetta, forare la superficie della pasta.
9) Versare la crema con le verdure nella teglia e distribuirla in modo omogeneo.
10) Infornare e cuocere per 20 minuti.
11) Controllare la cottura con uno stuzzicadenti, i bordi della quiche dovrebbero essere dorati.
12) Togliere dal forno e lasciare raffreddare.

La quiche va servita fredda ed è perfetta accompagnata da un’insalata

Questa ricetta è modificabile aggiungendo verdure diverse e provando combinazioni differenti; aggiungendo delle altre spezie come la paprika o la noce moscata si può sperimentare con i sapori!

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