Chocomusic a Pasqua

Le delizie del cioccolato artigianale e la bellezza del Lago di Garda. Ecco il mix irresistibile di “Chocomusic, musica per il palato”, la grande festa della dolcezza che dal 30 marzo al 2 aprile si terrà nel cuore di Riva del Garda. Una Pasqua tutta da gustare che culminerà con l’apertura dell’Uovo Gigante, nel pomeriggio del lunedì di Pasquetta.

Sarà la centralissima Piazza Cesare Battisti a ospitare la quinta edizione di Chocomusic. Il grande spazio diventerà il cuore della passione per il cioccolato, un grande laboratorio nel quale scoprire in diretta tutti i segreti e la bontà di questo alimento. Ogni giorno si potrà ammirare il lavoro dei maestri cioccolatieri, che metteranno a disposizione del pubblico la loro arte pasticcera in una sorta di affascinante spettacolo del gusto.

Ad accogliere i visitatori la Fabbrica del Cioccolato, spazio “dinamico” con una imponente macchina per la macinazione delle fave di cacao. Un vero e proprio laboratorio a cielo aperto dove parte il percorso illustrato “Conoscere il cioccolato”. Attraverso le testimonianze dall’America Latina è possibile conoscere la provenienza e le proprietà del cacao e assistere a tutte le fasi della lavorazione del cioccolato: dalla fava di cacao tostata ai cioccolatini finiti. Nella Fabbrica ci sarà sempre un maestro cioccolatiere pronto a realizzare in presa diretta deliziose praline e sculture di cioccolato.

Chocomusic propone un calendario di golosi appuntamenti, anche musicali, un programma che regala piacere, dolcezza e divertimento a ogni ora del giorno, dai cooking show alle degustazioni, dalle lezioni di cioccolato ai laboratori per bambini.

Apprezzatissime le lezioni di cioccolato per principianti, mini-corsi di base della durata di 2 ore per imparare a lavorare il cacao in modo semplice e realizzare in casa cioccolatini artigianali, buoni da mangiare e belli da vedere. In poco tempo e con gli strumenti a disposizione in cucina, ci si mette alla prova per saperne di più su come utilizzare il burro di cacao, per imparare come fondere e “temperare” il cioccolato alla perfezione.

Conoscere divertendosi, è lo scopo delle attività dedicate ai più piccoli. A loro è dedicato un laboratorio di cui sono gli unici protagonisti. Giocando insieme, conoscono la storia del cioccolato e imparano a manipolarlo. Si divertono con “sac a poche” e formine con le quali realizzare cioccolatini personalizzati che possono portarsi a casa.

Una tavoletta di cioccolata lunga 27 metri! È la tavoletta da guinness, realizzata in presa diretta presso la Fabbrica del Cioccolato dalla squadra dei maestri cioccolatieri e offerta in degustazione gratuita alle persone che assistono allo show. Un evento unico e attesissimo dove a mettersi in gioco sono gli stessi maestri cioccolatieri, che in una entusiasmante sfida contro il tempo, realizzano il liquore di cioccolato che poi viene colato a cascata su uno stampo lunghissimo, attraverso il quale viene data la forma alla tavoletta da record, subito pronta per essere degustata dal pubblico.

Cookies Vegani

Dopo il “successo” della crostata e l’incoraggiamento di Natalia, che mi aveva gentilmente detto: “Con la stessa ricetta puoi fare anche i biscotti…”

Ieri in un buoi pomeriggio di pioggia, per festeggiare il mio onomastico, non c’era niente di meglio da fare che gettarmi nell’avventura. La mia prima volta con i biscotti. Sì, confesso non li avevo mai fatti neanche per Babbo Natale, quindi era piuttosto entusiasmante.

Gli ingredienti li avevo tutti, la tortiera giusta non l’ho ancora comprata ma per i biscotti non serviva, c’erano le formine dell’Ikea. E poi ho aggiunto un tocco gourmet con delle gocce di cioccolato fondente che aveva comprato Anita poco tempo fa.

Sono stata molto più disinvolta con l’impasto, ho miscelato farina e lievito con grazia, grattuggiato la buccia del limone con leggerezza, steso la pasta con il mattarello e via in forno. Quanto dovevano cuocere?

La crostata 30-40 minuti a 180°, considerato che il forno era già bello caldo ho pensato di farli stare dentro 17 minuti.

Perchè 17?

Era il mio onomastico 17 marzo, mi sembrava un bel numero! Per capire se fossero cotti ho anche usato il classico stuzzicadente come una vera professionista. Poi anna sfornati li ho fotografati (come una vera foodblogger), poi appena raffreddati li ho assaggiati.

Bellissimi ma duri come il legno.

Anzi quelli della seconda infornata sono più “abbronzati” (come direbbe il vecchio Berlusca) sembrano proprio di legno sia come colore che come consistenza!

Crostata vegan

Dal meraviglioso libro di Natalia Cattelani ho scelto di fare una crostata vegan che sembrava facile e golosa. Mi sono procurata tutti gli ingredienti (latte di soia,olio, zucchero di canna, farina tipo 0, limone, lievito, marmellata e mandorle a lamelle) anzi quando al super non ho trovato subito le mandorle ho preso anche i pistacchi (a lamelle? sbriciolati?) insomma i pistacchi a pezzetti.

Peccato che non avessi verificato prima di avere la tortiera della taglia giusta (22cm di diametro). Dettaglio non insignificante. Infatti quando l’ho cercata, ho scoperto che era rotta, l’anello esterno non si chiudeva più (scherzo di una delle ragazze!!!). Così dovevo scegliere fra quella troppo grande e quella troppo piccola. Bisogna pensare positivo e così ho scelto quella con il diametro più grande.

Crostata vegana di Natalia Cattelani da Dolci di casa

Ho guardato la ricetta e ho letto che Natalia suggeriva di imburrare spennellare di olio la tortiera e poi infarinarla. Ho avuto un momento di dubbio e ho infarinato e spennellato anche una teglia in pirex. Poi Natalia diceva di accendere il forno.

Così ho fatto. Poi però il pirex non mi convinceva e allora ho ripreso la tortiera extralarge e “buttato” il pirex nel lavandino. Poi ho preso una ciotola e mixato gli ingredienti. Un momento di panico è stato quando Natalia consigliava di miscelare nel setaccio farina e lievito. Non possedevo un setaccio, avevo pensato di soprassedere alla richiesta. Poi ho ricordato i dolci di mia madre, che probabilmente non miscelava, infatti le sue torte avevano sempre quel brutto lievito che “legava” i denti.

Allora ho preso un colino e obbedito diligente. Poi ho lasciato riposare in frigo e dopo impastato.

Quando ho messo la pasta nella teglia ho capito che non ne avevo abbastanza per fare il rotolino tutt’intorno e le palline di pasta in mezzo. Ma oramai non potevo più trnare indietro! Allora ci ho dato dentro con la marmellata (ho scoperto che era troppo poca, qualcuno se l’era mangiata a tradimento) e allora ho esagerato con i pistacchi e le mandorle (che poi avevo trovato).

Alla fine è venuta fuori una specie di pizza.

Molto diversa dalla crostata di Natalia, ma comunque buonissima!

Oggi sono stata a Tempo di Libri alla presentazione del suo manuale e quando le ho raccontato la mia avventura è stata molto comprensiva!

I dolci di casa

Un libro bellissimo, colorato e allegro pieno di ricette di torte, biscotti, brioche e tante altre divertenti idee dessert.

I dolci di casa di Natalia Cattelani, raccoglie tutto ciò in uno stile molto coinvolgente e allegro. E’ un manuale ma assomiglia anche a un memoir. Infatti la mia cara amica Natalia, chef de La prova del cuoco e food blogger (prima che diventassero così di moda!), racconta ogni ricetta in maniera molto personale, descrivendo come è nata l’idea di ogni dolce, magari da un evento in famiglia o un ricordo di infanzia.

L’amore per la cucina è proprio questo, condividere la propria passione con le persone più care e vicine. E le immagini bellissime che la ritraggono con le figlie e il marito rendono tutto più vero e spontaneo.

A inizio manuale per incoraggiare i lettori c’è un prontuario con i trucchi segreti da chef, da tener ben presenti per evitare disastri nella realizzazione delle ricette. Il libro è appena uscito ma già schizzato in vetta alle classifiche di vendita e nelle recensioni entusiaste viene descritto come magico, perchè aiuta veramente a realizzare dolci belli e buoni per tutti i gusti e le esigenze.

Il libro infatti è diviso in vari capitoli, tutti dai titoli molto accattivanti, e raccoglie veramente dessert diversissimi: da quelli più tradizionali, quelli più adatti ai bambini, ai più originali ed eccentrici. Lo stile e i suggerimenti dell’autrice rendono ogni ricetta molto semplice, anche le torte più sofisticate sembrano facilissime da realizzare. Le proposte comprendono versioni per ogni evenienza anche light, vegane e senza glutine.

Sono un po’ intimorita dal talento di Natalia ma ho deciso di cimentarmi in una delle sue ricette, le proposte golose e allettanti sono così tante che c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Una cena solidale all’Antoniano di Bologna

Quella che di solito è la mensa dei poveri, all’Antoniano di Bologna, ieri sera si è trasformata in una cena stellata e solidale grazie al menù sofisticatissimo di tre chef d’eccezione: Riccardo Agostini, Luca Marchini e Maria Grazia Soncini che hanno cucinato per raccogliere fondi a sostegno delle famiglie in difficoltà.

Sono stata invitata a questa cena grazie alla generosità di Elisabetta Dami onlus, l’organizzazione benefica creata dall’autrice di Geronimo Stilton, che condivide e sostiene le iniziative dei frati dell’Antoniano.

Oltre a gustare un menù raffinatissimo (ho anche potuto scegliere in versione veggie), ho avuto l’onore di avere come compagno di tavolo Edoardo Raspelli, critico gastronomico affermatosi in tempi non sospetti, prima di tutti i food blogger e i vari master chef.

foto Rosa Lacavalla

Ma oltre a mangiare benissimo sono riuscita a farmi raccontare dell’impegno dell’Organizzazione dell’Antoniano nell’aiuto concreto prestato a tantissime persone bisognose d’aiuto.

A tavola con me infatti c’era anche Teresa Londino,  sociologa che lavora all’onlus dell’Antoniano. Mi ha spiegato come in concreto l’onlus dell’Antoniano offra aiuto alle persone che arrivano magari solo per un pasto caldo e poi vengono accolte come in famiglia.

Proprio perchè capita molto, troppo spesso, che l’aggravarsi delle condizione economiche causate da questo momento sociale molto difficile che ha portato molti sulla soglia della povertà, causi, come tremendo effetto collaterale, la rottura dei legami famigliari. Perciò le persone che giungono in Antoniano non sono solo extracomunitari, homeless di lunga data, ma anche persone normalissime, che si ritrovano in un momento di crisi perchè hanno perso il lavoro e la dignità sociale.

Oppure sono donne, vittima di violenza domestica, che devono trovare una via d’uscita una nuova strada per ricominciare a vivere e a sperare.

La terapia di recupero proposta dai volontari dell’Antoniano si sviluppa in 4 fasi, con il primo approccio che parte proprio dalla condivisione di un pasto. Prima però si fa una tessera, che vale cinque settimane e serve anche ad assicurarsi che la persona torni e poi eventualmente acquisti il coraggio di farsi aiutare.
E’ un rituale che serve per vincere la diffidenza iniziale, per dare un segno di fiducia.

Foto Rosa Lacavalla

Poi c’è anche un’accoglienza pratica che prevede l’offerta di un posto dove dormire. Successivamente, quando si è pronti, si passa all’ascolto, grazie al personale specializzato che cerca di aiutare a uscire da una situazione d’impasse, difficile e incresciosa.

L’ultima fase riguarda un aiuto ancora più concreto, per camminare di nuovo verso il futuro e quindi la possibilità di ritrovare fiducia in se stessi, con una nuova occupazione.

O almento la possibilità di cercarla dopo assistenza verso una formazione adeguata.

E’ importantissimo e prezioso il lavoro dei volontari dell’Antoniano Onlus.
Sono stata sorpresa e ammirata nello scoprire il loro incredibile impegno.

Edorado Raspelli studia la bottiglia di vino- Foto Rosa Lacavalla

Poi ci sono le attività dedicate specificatamente ai bambini che aiutano le famiglie nel percorso di cura e sostegno nelle varie problematiche.
La cena stellata solidale è servita per sponsorizzare tutte queste attività ma i frati sono sempre alla ricerca di nuove idee per coinvolgere al bene in modo creativo e anche alla moda. Hanno infatti appena lanciato la scuola del pane che inizia a gennaio.
Peccato non vivere a Bologna!
Poi c’è lo Zecchino D’oro, il prossimo giovedì 8 dicembre, mentre il Piccolo Coro dell’Antoniano anche quest’anno riprenderà la sua turnée in Cina.

“Sono stati loro a invitarci”, commentano i frati: “Le canzoni piacciono tanto ai cinesi, anche se non ne comprendono i testi”

Foto Rosa Lacavalla

Brownies vegani

Questi brownies sono perfetti per quando si ha voglia di cioccolato, oppure si deve preparare un dolce ma c’è poco tempo a disposizione (oppure uno il dolce lo vuole subito!). Infatti la preparazione richiede giusto 10 minuti, 20 minuti per la cottura e in una mezz’oretta si hanno dei brownies sani e buoni per soddisfare i desideri di chiunque, anche dei più scettici nei confronti della cucina vegana.

Ecco cosa serve

Ingredienti
– 150g di farina
– 20g di cacao amaro in polvere
– 3g di lievito per dolci
– 3 cucchiai di zucchero grezzo di canna
– 3 cucchiai di olio di cocco
– 30g di sciroppo d’agave
– 120g di latte vegetale
– (Optional, ma molto consigliati) 30g di gocce di cioccolato fondente

Procediment

1) Riscaldare il forno a 180º C
2) In una ciotola unire la farina, il cacao (setacciandoli) e lo zucchero. Mescolare bene.
3) Sciogliere, in un’altra ciotola, l’olio di cocco (io ho usato il forno a microonde).
4) Aggiungere all’olio di cocco lo sciroppo d’agave.
5) Versare olio e sciroppo d’agave nella ciotola della farina e mescolare, aggiungendo a poco a poco il latte.
6) Mescolare bene i tutto con una frusta fino a ottenere un composto omogeneo.
7) Aggiungere le gocce di cioccolato.
8) Versare il mix in una teglia coperta di carta da forno e infornare.
9) Cuocere per 20 minuti e controllare la cottura con uno stuzzicadenti.
10) Lasciare raffreddare, tagliare in rettangolini.

con “cuore” morbido

Sono così golosi che si fanno fuori in un’ora!

Quiche autunnale

Questa volta una ricetta salata di una quiche autunnale: velocissima e molto leggera. Senza formaggio e senza uova si può conservare in frigo anche per due-tre giorni. Le cuoche più talentuose possono anche fare la pasta base mentre qui ho utilizzato la pasta brisée già pronta, quella che si trova in tutti i supermercati.

 

 

 

Ingredienti:
– Una confezione di pasta brisée
– 500g di tofu
– 2 tazze di broccoli*
– 2 tazze di funghi*
– 1/2 tazza di porro*
– 1/2 tazza di latte di soia
– un cucchiaio di olio e.v.o.
– 1/2 cucchiaino di brodo vegetale in polvere
– 1/2 cucchiaino di curcuma
– sale
– pepe
*le quantità di verdure sono indicative, si possono cambiare a seconda dei propri gusti!

Procedimento
1) Riscaldare il forno a 220º.
2) Lavare e tagliare in pezzi piccoli le verdure.
3) In una padella scaldare l’olio d’oliva e aggiungere il porro.
4) Dopo un paio di minuti mettere anche i funghi e i broccoli in padella insieme al brodo in polvere.
5) Mescolare e cuocere per una decina di minuti, finché le verdure sono diventate morbide.
6) In un mixer o frullatore sminuzzare il tofu, il latte di soia, sale, pepe e la curcuma, fino ad ottenere una crema liscia.
7) Dopo aver tolto le verdure dal fuoco, versare la crema nella padella e mescolare bene.
8) Stendere la pasta brisée in una teglia tonda e, con una forchetta, forare la superficie della pasta.
9) Versare la crema con le verdure nella teglia e distribuirla in modo omogeneo.
10) Infornare e cuocere per 20 minuti.
11) Controllare la cottura con uno stuzzicadenti, i bordi della quiche dovrebbero essere dorati.
12) Togliere dal forno e lasciare raffreddare.

La quiche va servita fredda ed è perfetta accompagnata da un’insalata

Questa ricetta è modificabile aggiungendo verdure diverse e provando combinazioni differenti; aggiungendo delle altre spezie come la paprika o la noce moscata si può sperimentare con i sapori!

Cioccolato estivo fai-da-te

Una delle poche certezze che mi sono rimaste nella vita è questa: in estate non comprare mai cioccolato. Me l’aveva spiegato tempo fa un’amica, proprietaria di un bar. La cioccolata bisogna smettere di acquistarla quando inizia a fare caldo (maggio-giugno) e poi ricominciare a settembre.

Dopo le ferie quando nei punti vendita iniziano le consegne dei nuovi prodotti.

In Italia fa molto caldo e la cioccolata estiva è quella che è stata trasportata a temperature troppo alte per la conservazione…quindi meglio evitare.

Però non è così facile vivere senza cioccolato, almeno non per me.
Così dopo molti giorni di tristezza e di astinenza ad Anita (sì sempre lei!) è venuta l’idea di fare la cioccolata in casa. E dopo essermi mangiata quella creata da lei, buona e arricchita con le nocciole, ho deciso di provarci anch’io.

Ingredienti
(difficili da definire in dosi precise, quindi se provate fidatevi conto del vostro intuito culinario!)

    • 1/2 mug di olio di cocco
    • 1 mug di cacao amaro
    • 2 tazzine da caffè di sciroppo d’agave
    • 1 manciata di nocciole

Procedimento

In un pentolino sciogliere l’olio di cocco con lo sciroppo d’agave, quando diventa liquido continuare a mescolare aggiungendo lentamente il cacao, tenere la fiamma bassa ed evitare che cominci l’ebollizione. Quando la miscela è liquida e senza grumi si può spegnere e versare.
Dove?

Le più smart probabilmente posseggono delle meravigliose formine in silicone. Purtroppo io no.
E l’astinenza da cioccolato mi rendeva anche piuttosto frettolosa e poco incline a perdere tempo in acquisti strategici.

Perciò ho versato la cioccolata calda in pirottini che ho messo nella pentola teglia contenitore dove faccio anche i cupcake. Le dosi che ho scritto valgono per 6 cupcake, quindi se volete più cioccolata e avete i contenitori adatti conviene raddoppiare.
Io non potevo permettermelo! Non potevo neanche permettrmi di aggiungere le nocciole perchè ne erano rimaste solo due nel barattolo e così ho deciso di mangiarle direttamente. Ma sarebbe questo il momento di arricchire la cioccolata liquida con l’eventuale frutta secca. Nocciole o anche pistacchi, interi o spezzettati. Poi si può infilare la teglia nel freezer. E lasciare indurire la miscela per almeno due-tre ore.
Quando l’ho tirata fuori, liberata dalla carta dei pirottini e assaggiata mi sono commossa: buonissima! Se non ve la finite tutta subito, potete conservarla in frigo per 3/4 giorni.

Torta fredda raw vegan fragole e lamponi

Cosa c’è di più bello di una torta di compleanno golosa che non fa ingrassare?

Questo è stato il delizioso regalo di Anita, un dolce buonissimo, facile da preparare e soprattutto perfetto per le temperature torride di quest’estate!

Ingredienti

Per la base:
– 160g di farina di mandorle
– 220g di datteri
– 4 cucchiai di cacao amaro in polvere
– 2 cucchiai di olio di cocco
Per la crema:
– 200g di anacardi
– 100ml di sciroppo d’agave
– 4 cucchiai di olio di cocco
– una manciata di fragole e lamponi

  1. Mettere gli anacardi in una ciotola con dell’acqua e lasciarli a bagno per circa 4 ore.
  2. Preparare la base sminuzzando nel mixer i datteri (senza nocciolo), la farina di mandorle e il cacao.
  3. Quando il composto si può modellare con le mani, stenderlo in uno strato uniforme in uno stampo per torte.
  4. Mettere la base in freezer mentre si prepara la crema.
  5. Inserire nel mixer gli anacardi (dopo averli scolati), lo sciroppo d’agave, l’olio di cocco e i frutti di bosco.
  6. Mixare finché non si raggiunge la consistenza di una mousse liscia. Potrebbero volerci un po’ di minuti, continuare a mescolare l’impasto ogni tanto, in modo che tutti gli anacardi vengano sminuzzati e non rimangano sui bordi della ciotola del mixer.
  7. Una volta raggiunta la consistenza desiderata, rimuovere la base dal freezer e versarci sopra la crema, aiutandosi con una spatola.
  8. Decorare con altre fragole e lamponi. Mettere di nuovo nel freezer per far indurire un po’ la crema.
  9. Voilà! Servire quando la crema è abbastanza solida ma non ghiacciata.
  10. Conservare la torta in freezer e rimuovere dal congelatore un’oretta prima di quando si intende mangiarla, in modo che non sia troppo fredda.

Barrette energetiche fai da te

L’ispirazione l’ho avuto nella gita all’Elba quando lo chef Michele Nardi mi aveva parlato delle barrette energetiche che prepare utilizzando la frutta secca, i fichi (numerosi sull’isola) e la menta selvaggia e il rosmarino.

Il rosmarino e la menta crescono rigogliosi anche sul mio balcone ma non me la sono sentita di osare tanto. Così la versione delle mie barrette è stata molto più classica e anche dietetica, infatti invece dello zucchero di canna ho usato lo sciroppo di agave.

Ingredienti: 

      • una tazza (da tè) di uva sultanina
      • una tazza di anacardi
      • una tazza di arachidi
      • una tazza di albicocche secche (ma potrebbero anche essere fichi)
      • mezza tazza di pistacchi
      • mezza tazza di noci
      • una tazza di fiocchi di farro/riso
      • 60ml sciroppo d’agave


    Procedimento :

  • E’ facilissimo: basta mettere in una zuppiera la frutta sminuzzata e mescolarla con il farro/riso soffiato, aggiungere lo sciroppo d’agave e mescolare per amalgamare il tutto. L’errore da evitare (che ho fatto) è esagerare con lo sciroppo e rendere l’impasto troppo liquido. In questo caso sarà molto più difficile trovare la giusta consistenza che permette alle barette di indurirsi al punto giusto. Se succedesse meglio aggiungere, per ridensificare, ancora farro e riso soffiato.

    gli ingredienti prima dell’aggiunta dello sciroppo

    Poi una volta soddisfatti con la consistenza si stende il composto all’interno di una scatola rettangolare abbastanza grande e dagli angoli ben definiti ricomprendone il fondo con la carta da forno. (se gli angoli del contenitore sono smussati poi non si riescono a tagliare bene le barrette).

    Poi si mette in freezer per due ore per renderle solide. Poi si potranno tirare fuori e tagliare a fette rettangolari per dare la forma di barrette che potranno essere conservate in frigo per una settimana.

Torta alla mandorla e cioccolato senza cottura

Per festeggiare il compleanno di Emma ho pensato di preparare questa golosissima torta al cioccolato. È estremamente facile da cucinare, non richiede molti ingredienti, né tanto tempo e soprattutto è perfetta per tutti gli amanti del cioccolato. Inoltre, come al solito, è una ricetta sana, ma approvata con entusiasmo anche dai più scettici nei confronti dei cibi salutari.
La base è croccante e leggermente salata, il cuore morbido e cremoso e il tutto è ricoperto da una ricca ganache al cioccolato fondente.

Ingredienti:
Per la base
– 170g di mandorle tostate
– 200g di datteri Medjool denocciolati
– 25g di cacao in polvere
– un pizzico di sale
Strato alla mandorla
– 250g di crema di mandorle
– un cucchiaio di sciroppo d’acero
Ganache
– 250g di cioccolato fondente
– 100ml di latte di cocco
– un cucchiaio di olio di cocco

Alcuni degli ingredienti

Preparazione
1) Ricoprire una teglia tonda o rettangolare di carta da forno.
2) Preparare la base sminuzzando nel mixer le mandorle, i datteri e il cacao.
3) Lavorando la pasta ottenuta con le mani spargerla nella teglia cercando di formare uno strato uniforme. Mettere da parte la teglia con la base.
4) In una ciotola, mischiare il burro di mandorle allo sciroppo d’acero. Spalmare il mix sullo strato di base della torta. Mettere la teglia nel freezer per far solidificare lo strato centrale.
5) In un contenitore adatto al forno a microonde, versare il latte e l’olio di cocco (quest’ultimo a temperatura ambiente). Scaldare nel forno a microonde finché non si scioglie completamente l’olio, senza far bollire.
6) Sminuzzare il cioccolato in una ciotola e versarci sopra il latte di cocco caldo con l’olio per far sciogliere il cioccolato. Mescolare bene e lasciare da parte per un paio di minuti, coprendo con un foglio di pellicola.
7) Assicurarsi che il cioccolato sia completamente sciolto mescolando con una frusta. Se necessario scaldare ancora un po’ in forno a microonde.
8) Una volta ottenuto un composto liscio e omogeneo, rimuovere la teglia dal freezer e versare il cioccolato sullo strato alla mandorla. Aiutandosi con un cucchiaio, stendere bene il cioccolato nel modo più uniforme possibile.

Voilà! Rimettere nel freezer per qualche minuto, affinché tutti gli strati possano solidificarsi, poi servire fredda.

Il prodotto finito

I primi due strati

La base (non molto fotogenica!)

Si può conservare nel frigorifero per un paio di giorni. Se si ha intenzione di mangiarla più avanti, cosa che penso non succederà, si può conservare nel freezer fino a un mese.

Muffin alla banana

Questa ricetta, facilissima, velocissima, golosa e ipocalorica è il dessert che preparo (adesso che Anita mi ha abbandonata!) quando voglio qualcosa di dolce e gratificante.

Ottima anche nei momenti di emergenza quando si anela qualcosa di dolce ma in casa non c’è nulla. Questi muffin si cucinano in fretta, sono sani, vegani ma soprattutto fotogenici 🙂

Ingredienti (per sei muffin):

  • tre banane, meglio se mature
  • una ciotola piccola di uva sultanina
  • un mug di avena
  • un pizzico di cannella
  • una manciata di nocciole o mandorle per decorare

Procedimento:

-prescaldare il forno a 180° e preparare gli stampini per i muffin, se possibile, è meglio usare le formine di silicone che non si attaccano.

-fare in poltiglia le tre banane e poi aggiungere l’avena, l’uva sultanina e la cannella. Amalgamare bene finchè non diventa una poltiglia cremosa.

-riempire le formine dei muffin e poi decorare con le mandorle o le nocciole.

-cuocere per 20 minuti a 180° lasciar raffreddare e divorare.

Torta vegan (dietetica) di S. Valentino

Questa torta al cioccolato è ricca, cremosa e insospettabilmente sana. E molto versatile. A S.Valentino può essere offerta senza timore di far danni a un marito o a un fidanzato con le maniglie dell’amore. Oppure, chi è single, può sbaffarsela tutta come comfort food e pesarsi senza problemi la mattina dopo!

E’ dietetica perchè le uova e il burro sono sostituite dalle banane e dall’avocado, danno morbidezza all’impasto senza appesantire. Lo zucchero dallo sciroppo di riso che può essere anche di agave o di acero (noi in casa avevamo quello di riso). Il latte vegetale è leggerissimo e così l’unico ingrediente vagamente calorico sono i pistacchi

Ingredienti:

– 1/2 tazza di mix per dolci senza glutine
– 1 tazza di farina di avena
– 1/2 tazza di cacao amaro in polvere
– 1 cucchiaino di lievito per dolci
– 1 avocado medio
– 2 banane piccole mature
– 1 tazza scarsa di sciroppo d’acero/agave/riso
– 1/4 tazza di olio di cocco (sciolto)
– 1 tazza di latte vegetale
– 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
– 1 cucchiaino di aceto di mele
– un pizzico di sale
– Una vaschetta di fragole
– 3 cucchiai di pistacchi sgusciati

Procedimento:
1) Riscaldare il forno a 180ºC. Ungere una teglia con poco olio di oliva e spargervi sopra della farina di riso
2) Mettere le banane e l’avocado in una ciotola e, usando una forchetta, renderli in poltiglia.
3) Aggiungere lo sciroppo, l’olio di cocco e la vaniglia. Mescolare bene.
4) Mettere il latte in una tazza insieme all’aceto e lasciar riposare per un paio di minuti. Poi aggiungere al resto degli ingredienti.
5) Aggiungere il lievito, il cacao, la farina e il sale e mescolare bene.
6) Versare nella teglia e infornare.
7) Cuocere per 45 minuti.
8) Togliere dal forno e lasciar raffreddare nella teglia.
9) Decorare con le fragole e i pistacchi sminuzzati.

Shopping dolce su Ebay

Sono gli ultimi giorni ma niente panico, siamo ancora in tempo per procurarci il regalo giusto, quello pensato. Non comprato alla rinfusa, tanto per spuntare un altro nominativo fra la lista degli amici. Quest’anno ho rivalutato i regali golosi, quelli che almeno a Natale fanno dimenticare la dieta e i buoni propositi. E quando bisogna peccare, meglio farlo bene. Con stile e consapevolezza. Con ingredienti genuini di buona qualità.
Sono stata sempre convinta di questo, ma quando sono stata invitata da Ebay a scoprire lo shopping online ho anche incontrato una famiglia di pasticceri dell’Aquila che mi hanno fatto assaggiare dei dolci veramente speciali, che ripropongono tradizionali ricette di famiglia, che risalgono addirittura a un secolo fa.
Delle vere delizie che sono uscite dall’ambito locale e grazie allo shopping online adesso possono essere gustate ovunque. Biscotti, cioccolato, torroni, ma anche liquori, distillati unici come quello allo zafferano, alla genziana e alle amarene.
Per raccontare meglio la loro passione Mariano e Claudio Calvisi, proprietari dei dolci Aveja, hanno dato vita a uno show cooking per produrre le ferratelle, biscotti che si cuociono con una piastra (acquistabile anche online) e il meraviglioso torrone alle nocciole e cioccolata.


E hanno anche accettato di condividere queste loro ricette.
Ferratelle friabili:
· 170g uova
· 240g zucchero
· 180 olio arachidi
· 120 latte
· 650 farina
· A piacere: limone grattato o punta di vaniglia o anice stellato
Procedimento:
· Preparare il ferro per le Ferratelle, elettrico o a gas, scaldandolo
· Ungere il ferro/piastra con olio
Impasto:
· Impastare uova e zucchero e amalgamare
· Aggiungere olio e amalgamare
· Aggiungere latte e amalgamare
· Aggiungere la farina ed eventuale vaniglia/limone
L’impasto dovrà risultare morbido ma non troppo appiccicoso. Ovviamente la durezza dell’impasto o la morbidezza saranno da bilanciare in base al proprio gusto, ognuno preferisce la Ferratella più friabile o più morbida, più croccante o meno cotta.

Finito l’impasto andranno creati dei piccoli gnocchetti da cuocere poi sul ferro, ben unto per la prima cottura con olio, per circa 40 secondi se elettrico ma ogni Ferro è differente come temperatura. Bisogna soprattutto per i primi tentativi verificare continuamente lo stato della cottura. Le tempistiche possono variare.

Il signor Calvisi è stato anche così gentile da precisare, per i cuochi più scarsi, come la sottoscritta:
“Per il ferro a gas mia madre Anaide, diceva che una Ave Maria da un lato e un Padre Nostro dall’altro lato assicuravano una cottura perfetta. Mia madre era abituata a pregare e quindi molto veloce nel recitarla; tenetene conto nella cottura!”

Torrone Aquilano:
· 400 g Miele (rigorosamente Italiano, possibilmente Abruzzese)
· 80 g albume
· 630 g zucchero
· 130 g acqua
· 280 g cioccolato puro 100%
· 400 g nocciole
· Fogli di ostia da torrone
Per la creazione del torrone aquilano è necessario un robot da cucina perché il procedimento di amalgama degli ingredienti deve durare almeno 5 ore in maniera tale da rendere il prodotto della scioglievole morbidezza che lo caratterizza.

Operazioni preliminari
· Preriscaldare il robot da cucina alla massima temperatura
· Su un vassoio rettangolare preparare uno strato di ostia
Procedimento:
· Inserire nel robot da cucina miele albume e montare alla massima velocità
· Raggiunto un buon grado di montatura il preparato avrà un colore bianco candido (circa 1 ora)
· Abbassare al minimo la velocità e far cuocere per due ore
· Quando l’impasto è asciutto ed elastico preparare il caramello con 80g di acqua e 400g di zucchero
· Una volta pronto versarlo all’interno del robot
· Mentre il robot continua a cuocere, preparare uno sciroppo di zucchero con 50g di acqua e 230g di zucchero
· Appena lo sciroppo è tiepido, sciogliere all’interno il cioccolato fondente 100%
· Quindi versare nel robot da cucina lo sciroppo già amalgamato con il cioccolato
· Aggiungere le nocciole
· Una volta amalgamato bene il tutto stendere il preparato sui vassoi precedentemente preparati con l’ostia da torrone
· Una volta disteso l’impasto sui vassoi, ricoprire la parte superiore con un altro strato di ostia e stenderla con un mattarello in maniera da dare uno spessore uniforme
· Lasciare rifreddare il torrone
· Tagliare solo quando completamente raffreddato

 

Scone magico in 2 minuti

Sono alla mia seconda ricetta e devo dire che è stata dura. Però su suggerimento di Emma, visto che la sorella food blogger ci ha abbandonato, ho scoperto questa “chicca”: un dolcetto, uno scone che si prepara in 2 minuti. Magico!
All’inizio ero scettica poi ho dovuto arrendermi all’evidenza. Non avete niente di dolce a colazione? Avete un bambino che vuole la marmellata e avete finito il pane? O siete semplicemente egoisti e volete un dolce solo per voi?

Questa è la ricetta giusta. Noi ne abbiamo sempre fatto uno alla volta ma raddopiando/triplicando le dosi si può moltipicare il prodotto.

Ingredienti (per 1 persona):

    • 4 cucchiai di avena
    • 1 cucchiaino di semi di chia (si trovano anche al supermercato)
    • 1 cucchiaino di lievito per dolci
    • 3 cucchiai di purea di mele
    • 1/2 tazzina di latte di riso o soia
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Devo comprare un nuovo tagliere!

Procedimento:
Mettere l’avena con il lievito e i semi di chia in un mixer e ridurre il composto a farina (si dice?), poi aggiungere la purea di mela e il latte. E mixare ancora. Le dosi del latte e della purea sono indicative, mi fido della vostra esperienza e del vostro intuito. Deve venire una bella pappina.
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Con il composto riempire poi una formina che vada nel microonde e qui viene il bello: infornare nel microonde per 2 minuti a 900° e voilà! Lo scone è pronto da tagliare e ricoprire con marmellata a piacere!

Buonissimo e sano 🙂

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Visto dall’aereo!

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