L’involuzione

Un po’ di tempo fa ho letto questo post che mi ha fatto venir voglia di ripetere una cosa che è già stata detta e scritta mille altre volte, ma forse non è stato ancora sufficiente.
Una cosa che vedo quasi tutti i giorni e mi preoccupa. Mi riferisco a tutte queste foto che le ragazzine, dai dodici anni in poi, mettono su FB e anche su Instagram. Questi ritratti che farebbero sorridere, perchè in fondo sono ancora delle bambine, (così sembrano almeno quando le incontri fuori dalla scuola) ma si fotografano come delle vamp. Si impegnano, contorcendosi, per far risaltare le tette che sono ancora piccole. Allora, oltre ai push-up devono anche piegarsi e inclinarsi, altrimenti la piega fra i seni non si forma. Queste bocche con il rossetto color fiamma, i capelli a cascata, gli occhi truccatissimi per posare con il broncetto davanti allo specchio del bagno.
E molti, moltissimi bikini anche se siamo in inverno. E poi le coppiette, le due amiche che ammiccano che si baciano. Per chi tutto ciò?
Per i loro compagni di scuola che invece postano foto goliardiche?
I maschi non si fanno ritratti come i famigerati commessi di Abercrombie, loro sono più scherzosi. E menefreghisti. Le ragazze invece mettono queste foto per avere (come diceva il post che mi ha ispirato) tantissimi “mi piace” per ricevere commenti come “sei bellissima tesoro” dalle loro amiche? Purtroppo solo il 30% posta foto divertenti mentre il 70% opta per il sexy. Senza nessun senso dell’umorismo. Prendendosi tristemente sul serio.
Ok, nell’adolescenza nessuno gronda autostima ma perchè cercare gradimento e conferme solo proponendosi come piccola zoccola?
Forse perchè i messaggi e i modelli che ricevono sono di questo tipo.
Prendiamo i video musicali, che sono sempre stati sessisti ma ora mi sembra stiano esagerando: cantanti come Pitbull, Club Dogo e anche Marrakesh (che non è così brutto ma mi sta antipatico) propongono “scenette” dove maschi decisamente poco attraenti sono circondati da gnoccolone seminude che se li contendono adoranti.
A tutti sembra normale? Non pura fantascienza sessista?
Una volta, dagli anni’70 in poi, il rocker, la pop-star pelata certo non esisteva. Il bellone con la chitarra o con il microfono in mano doveva avere una lunga criniera altrimenti stava a casa. O almeno dietro le quinte.
Adesso invece il calvo (spesso pure sovrappeso) pretende di sedurre le folle e nessuno si stupisce.
Se per lui abbiamo sdoganato la calvizie, per lei invece abbiamo introdotto nuove torture: il tacco 12 d’ordinanza (e suvvia non diciamo che fa bene ai piedi) e la ceretta totale che certo non è divertente.
Insomma siamo su una strada, molto triste e discriminatoria, non è sorprendente che violenze e femminicidi continuino ad aumentare. Gli atteggiamenti che ho descritto sembrano triviali, ma sono emblematici della cultura maschilista che ci circonda.
Domani sera ci sarà il flash mob in piazza a Milano contro la violenza alle donne, forse vale la pena partecipare.

La decadenza

Di solito non scrivo niente di politico, per scelta. Per non ripetere quello che hanno già detto altri. Per non unirmi al coro delle lamentele. Ma oggi proprio non riesco ad astermi.
Volevo raccontare una cosa stupida come il mio mancato picnic domenicale, invece commento quello che ho letto sui quotidiani negli ultimi giorni: lo scandalo della Regione Lazio, il toga-party dei rampolli bene di Roma, la Minetti che sfila con la sesta di reggiseno (e la faccia deformata dai ritocchini, anche se ha meno di trent’anni).
Ci sarebbe magari da ridere e sbellicarsi se, nella pagina seguente del quotidiano, non si leggesse che ai terremotati dell’Emilia non è ancora stato dato neppure un euro. Se nel nostro Paese, dove i politici vivono troppo allegramente, molte fabbriche non fossero a rischio chiusura. Se non fosse che i soldi per gli stipendi di chi fa politica vengono usati a scapito dei servizi a cui abbiamo dirittto.
Il budget delle scuole pubbliche è sempre più risicato, i trasporti scarseggiano e gli ospedali cadono a pezzi.
Mi farebbero forse solamente ghignare queste notizie se non avessi figli.
Ho letto con le ragazze e guardato il video del party Olympus.
Abbiamo commentato che era una truzzata infinita ma forse chi ha organizzato la festa magari aveva frequentato il liceo classico (in una scuola privata ovviamente) visto che era così incline a “ricreare” atmosfere mitologiche.
Ma dopo le battute è l’amarezza che prevale e mi domando se forse ho sbagliato a condividere con le mie figlie queste miserie, questo infinito squallore. Come si fa a essere efficaci nell’educazione e poi lasciarle alla mercè di questi esempi? Bisogna nascondere, minimizzare?
Loro avrebbero il diritto di essere idealiste, di sognare, di credere che, nella vita, chi fa le cose per bene, chi si impegna alla fine venga premiato. Di pensare che verso il futuro ci sia una strada chiara e percorribile e non solo misero qualunquismo e scorciatoie.

Ascoltando in giro


Nei giorni di solitudine in cui sgobbavo, nell’ora d’aria mi concedevo qualche passeggiatina con il cane o una puntatina al mercato rionale per fare la spesa.
In queste amene occasioni ho fatto due incontri fulminanti. Più o meno.

L’orco
In giro con Lola nel parco sottocasa. Oltre a me c’era una coppia di due “signori” che pascolavano e parlavano. Per essere precisi solo uno parlava, e anche a voce molto alta, l’altro era il confidente e si limitava ad ascoltare.
Quello che parlava era bello come un orco.
Come un orco più brutto, sgraziato, alto e molto più antipatico di Shrek.
Questo simil orco si lamentava dicendo con rabbia:
“Sono tornato a casa e l’ho trovata lì che stirava e stirava”
L’amico non sembrava molto partecipe e deve aver detto qualcosa come: “Ah”
“Stirava ed era tutta accaldata e sudata”
“…poi si doveva cambiare e fare la doccia”
Ho pensato che, considerata la sua età, stesse parlando della badante.
Poi però al secondo giro (la passeggiata in questo parco ha un itinierario circolare), l’orcone era ancora più accalorato nello sfogo e urlava:
“Non è che io non voglia trovare qualcosa di stirato”
E infatti, ho pensato, quasi tutti i mariti, anche non orchi, amano le camicie stirate.
Ma l’orco poi ha anche aggiunto: “Quando torno a casa, non la voglio vedere lì sfatta e sudata…”
“Eh, no”, deve aver convenuto il compare.
“Mia moglie la voglio trovare vestita, sorridente e anche vestita un po’ sexy! Porcavacca!”

La psicologa
Al mercato al mio banchetto delle verdure preferito aspettavo di essere servita, la cliente davanti a me era una giovane signora che urlava al cellulare:
“No, non mi disturba….mi dica ….guardi in casi come il suo…”
Poi confidenzialmente, a voce più bassa, verso il fruttivendolo:
“Ancora due finocchi”
Di nuovo al cellulare: “…dicevo…quando un uomo lascia la sua compagna agli ultimi mesi di gravidanza…”
Poi rivolgendosi ancora al fruttivendolo sorridendo amabilmente:
“Sì, anche quegli asparagi. Poi sono a posto, grazie”
Nel cellulare invece:
“…qui invece con quello che lei mi racconta, mi dispiace, non me la sento di dare un giudizio totalmente negativo…”
Sono rabbrividita e ho pensato che, anche in caso di bisogno, sia sempre comunque più saggio chiamare lo psicologo sul telefono fisso!

Che fare?

Questo è il lato A, happy family, ma il mondo cospira contro.
Non contro di noi personalmente, ma dovunque ci si volti è facile trovare cose abbastanza inquietanti.
Un esempio? Ieri attorno alle 17, eravamo in auto ferme a un semaforo, centro di Milano. Alla nostra sinistra giardinetti, spelacchiati ma giardinetti. Una mamma con una bambina che giocava e poi su una panchina a due-tre metri di distanza un gruppo di ragazzini età tredici-quattordici anni che si passavano una canna. C’erano anche tre femmine: due fumavano, una no. Non eravamo in una degradata periferia, no zona centro. Ma non zona centro della movida dove tutti pippano, spacciano e i residenti fanno petizioni.
No, zona centro prestigiosa piena di palazzi d’epoca. Una cifra spropositata al metro quadro.
Il semaforo è stato rosso per un bel po’, quindi abbiamo avuto tutto il tempo di contare anche i tiri che hanno fatto, guardare bene le Converse, i jeans, i braccialetti di elastici colorati, le magliette che indossavano.
Li ho visti io, li hanno visti le mie figlie.
“Cosa fumano?”, ha chiesto Emma.
“Una canna”, ha risposto Anita.
“Sì, è vero”, ho confermato io.
La cosa che mi ha colpito, oltre alla giovane età, è stato il fatto che fumassero così tranquillamente in mezzo al parchetto, a fianco dei bambini che giocavano. Senza neanche prendersi la pena di nascondersi dietro a un cespuglietto. Che fare?
Dal’ipotesi più assurda, scendere e dire: “Non si fanno le canne! Dove sono le vostre mamme?”
A quella istituzionale, cercare un poliziotto e dirgli: “Guardi là ci sono degli ex bambini che fumano una canna!”
Tra l’altro c’è anche un commissariato proprio dietro l’angolo, ma i baby-spinellomani ovviamente se ne fregavano. Il consumo personale è ammesso ma forse qualcosa sull’età dei consumatori potrebbe essere segnalata.
Non ho fatto niente di tutto questo, quando è venuto verde sono ripartita. In auto abbiamo parlato di canne fino a casa: perchè, percome, perquando, neanche Piero Angela… mi è sembrata l’unica arma da poter giocare in quel momento. Dopo averne fatte di cotte e di crude ai miei tempi sto diventando una vecchia babbiona?

Precoci a calare la braghe

Qual è l’incubo delle mamme dei maschi che vanno alle medie? Le madri delle femmine ne hanno svariati, più o meno drammatici e realistici, ma quelle dei ragazzini ne identificano uno in particolare: il boxer a vista. Da abbinare al jeans calato fino alle anche. Bambini che fino a pochi mesi prima indossavano con allegria e spensieratezza slip di Sponge Bob e l’Uomo Ragno, improvvisamente vogliono solo boxer e calano le braghe.
Perchè dagli undici anni in poi, il cavallo a metà coscia sarà inelegante, scomodo, magari anche ridicolo ma decisamente cool.
La tendenza viene, come sempre, d’oltreoceano dove la moda del jeans abbassato è mutuata dai rapper, che sono notoriamente dei duri e a loro volta si sono ispirati alle divise oversize dei detenuti. Adesso però proprio dagli Usa arriva il contrordine, al grido di Stop the Sag, il senatore afromaericano Eric Adams intima di tirar su i jeans perchè osceni. L’ispirazione di questa crociata arriva da un fatto di cronaca: un giovane gangster di Brooklyn inseguito dagli agenti è inciampato nei jeans, non è riuscito a saltare ed è caduto nel vuoto. Da questa tragedia è partito il contrordine: le braghe a metà coscia non sono più da fighi ma da poveretti.
Da noi fortunatamente cose del genere non sono capitate ma nel nostro piccolo abbiamo comunque qualche problemuccio con i saggy jeans. Infatti mia figlia ha raccontato che alcuni suoi compagni, con il jeans abbassato per correre dietro allo scuolabus e non perderlo, si devono tenere i jeans con le mani, proprio come fanno le damigelle o le spose con l’abito lungo. E questo non è certamente da duri.

Peggio di così…

L’ho letto solo ora, anche se è stato pubblicato due giorni fa, perchè ho avuto una settimana un po’ impegnativa. L’ho trovato in rete ed eccolo qui. Un articolo dal titolo emblematico Non è un paese per donne che parla di un saggio Ma le donne no che fa il punto sulla tragica situazione femminile italiana. Racconta cose che si sanno e si vivono tutti giorni, ma fanno comunque una rabbia tremenda. Ieri invece ho letto questo post, dove ci sono un po’ di cifre che ci riguardano, mentre nell’ultimo rapporto Istat sulle famiglie italiane e ho “scoperto” un altro dettaglio: il 26,5% delle italiane ha interrotto il proprio lavoro con il primo figlio e il 32,7% con il secondo. Io faccio parte del primo gruppo…

Stupid Girls

L’altro giorno ho scritto questo post su Donne Pensanti e ieri sera Anita mi ha fatto vedere questo video di Pink che sembra proprio essere la giusta illustrazione al mio pensiero.

Sono stata molto contenta che mia figlia abbia capito e apprezzato il video. Le è piaciuta molto la parte in cui la ragazza demente si dà il lucidalabbra mentre guida e investe con nonchalance i poveri passanti e si è stupita solo per un dettaglio: “Ma dal chirurgo plastico ti segnano proprio con il pennarello?”
Anita è da sempre molto interessata alla cancelleria…