No alla legge Ammazza blog


Di solito non mi occupo di politica ma questa volta la situazione mi sembra grave e quindi sento il dovere di esprimermi in merito.
Nella corsa alla legge che vieti le intercettazioni telefoniche, la prossima settimana i nostri parlamentari vogliono approffitare per approvvare in una norma che tolga la libertà alla rete, introducendo anche a siti e blog le regole che valgono per la carta stampata.
In particolare l’obbligo di rettifica entro 48 ore, pena una multa di 12.500 euro.
Sono arrabbiata e disgustata da questo attentato alla libertà di espressione, perciò aderisco a un’iniziativa che si sta sviluppando in rete.
Sono giornalista da più di vent’anni e mi è anche capitato di essere querelata per diffamazione quando mi occupavo di cronaca nera, (vi vorrei anche raccontare da chi ma è gente cattiva e non vorrei che mi ribeccassero). A quei tempi l’azienda per cui lavoravo mi ha difeso attraverso l’ufficio legale preposto a tutelare i giornalisti. E quindi me la sono cavata.
Sui giornali l’informazione purtroppo è sempre manipolata, anche in temi neutri come il costume, il cinema, la moda, i prodotti per l’infanzia, ecc. Tutto dipende, se non dai padroni/editori, dagli inserzionisti, che non possono mai essere scontentati. Gli introiti pubbliciatari fanno vivere la testata e quindi guai a metterli in pericolo. La forza della rete invece sta proprio nella libertà: nel poter esprimere quello che si vuole.
Senza padroni, senza bavagli. Non ho mai accettato di mettere banner a pagamento, di fare marchette sul blog proprio per godere di questa autonomia, per poter continuare a scrivere qui con entusiasmo.
Pretendere il diritto di rettifica, equiparando alla carta stampata, significa veramente imbavagliare e manipolare blog e siti. Speriamo che non succeda, mobilitiamoci e condividiamo perchè non accada.

Invece dell’iper…

Sabato mattina ho accompagnato Anita a un open day in una scuola a Milano, poi mi sono fermata a fare due commissione, il traffico era peggio del previsto. I minuti contati, dovevo tornare a casa, comprare ancora un paio di cose e poi vestirmi e prepararmi per andare a Torino. Dovevo assolutamente comprare un paio di collants prima che chiudessero i negozi per pranzo. Dovevo inventarmi qualcosa per dar da mangiare ai miei cari. Invece ero in coda, in una maledetta strada con i lavori in corso dove si procedeva a corsie alternate. E soprattutto a ritmo lumachesco.
“Non ci posso credere…noooo…ma porcaccia di una miseria!”, imprecavo adagiata e rassegnata sul volante.
Le mie figlie, sedute dietro, un po’ si facevano gli affari loro ascoltando musica nell’i-pod, un po’ mi confortavano:
“Mamma cosa c’è?”
“Dai vedrai che arrivi in tempo”
“Maaa….maaa…non si può! Ancora fermi!”
Ho alzato lo sguardo disperato togliendolo dal volante per osservare l’auto di fronte. Una piccola utilitaria. C’era una signora a fianco del guidatore che si è voltata, mi ha guardato e mi aspettavo un’espressione complice, un viso che esprimesse un “che due palle!” condiviso.
Invece questa tizia, circa della mia età, invece si è messa a baciare appassionatamente il guidatore.Tanto erano fermi mica sbandavano.
Sono rimasta basita. Due “vecchi” che slinguazzavo di brutto.
Siamo ripartiti lentamente e ci siamo rifermati e questi si sono ribaciati.
E ribaciati. Poi a un certo punto hanno sferzato a destra, allegramente e velocemente, e sono entrati nel motel X.
Non è il Gugliel Motel che si trova verso Bergamo ma una versione più milanese dello stesso genere. Il motel X che si trova appunto nei pressi di casa mia e che da sempre è nelle battute e nell’immaginario del quartiere:
“Si dice che Pinco e Pinca vadano al motel X…”
“Volevamo prendere un’ora la baby-sitter per andare al motel X”
Insomma questa coppia alle 11.47 del sabato mattina invece di affrontare la folla inferocita che fa la spesa settimanale all’ipermercato se ne è andata al Motel X.
Mentre probabimente la moglie di lui e il marito di lei erano in un’altra strada di Milano, in un’altro ingorgo a sbraitare come me.
Qui, se avete tempo da perdere, c’è un pezzetto della presentazione al Circolo dei Lettori. Sono tra Francesca Sanzo e Giuliana Girino. Per aver una visione interessante dello stile dell’incontro vi rimando qui.
Prego notare che tengo il microfono come fosse un gelato…ahi…ahi..ahi…

The terrible 3 Giveaway

Il prossimo 15 dicembre questo blog compirà 3 anni. Quando ho cominciato non sognavo neppure che sarebbe stato così divertente scriverlo. Per festeggiare con voi ho deciso di fare un giveaway.

Cosa? Non potevo certo propinarvi un altro libro, oppure una cosina fatta con le mie manine, difficile…una sciarpina? Un invito a cena? Un curry? Un crumble?

Dopo lunghe riflessioni sono stata pervasa dallo spirito del Natale, ho pensato ai Xmas carols alle canzoncine natalizie, un bel cd pieno di jingle bells?

Niente panico… questo è stato solo un pensiero intermedio che mi ha fatto capire che potevo regalarvi della musica. Avrei potuto fare un’extramamma compilation: un po’ di Carla Bruni (brivido), un po’ di Gogol Bordello, un po’ di Courtney Love, infilarci a tradimento un paio di canzoni natalizie anni ’50 e qualche pezzo rap. Ma non l’ho fatto. Perchè vi voglio bene.

Ho deciso di mettere in palio un iTunes card da 20 euro dove ognuno di voi potrà scegliere quello che preferisce (musica, video, giochi) e se non ha gli stessi miei gusti… sono triste ma comprendo.

Quindi questo giveway funziona così: lasciate un commento, condividete du FB o sul vostro blog e il 15 dicembre tenete le dita incrociate quando farò l’estrazione con Random.

Poi invierò una e-mail al vincitore/rice con il codice per scaricare la gift card da iTunes. Così eliminiamo anche la spedizione postale che nel periodo natalizio è sempre un incubo. Chi non ha ancora iTunes può scaricarlo gratuitamente e poi la musica la può ascoltare ovunque: MP3, iPod, ecc.

P.S. Sì, nel titolo del post c’è un errore ma mi prendo una licenza poetica come nei testi delle canzoni.

L’immagine è stata creata da Anita.

Marketing e bugie

Ho passato il fine settimana a lavare maglioni e mettere via stivali. Very exciting.
Però ho trovato questa notizia sul New York Times che parla di marketing sui blog, un argomento caldo caldo ancora anche negli USA, visto il prestigio della testata che ha parlato del problema. La storia è quella di una famosa blogger di Brooklyn che ha accettato la sponsorizzazione dell’Absolute Vodka, una bottiglia di una nuova versione della vodka e una piccola videocamera digitale, per pubblicizzare in un post un blogfestival che si teneva a Brooklyn, organizzato proprio dal brand della vodka. Questa blogger però non ha chiarito con i suoi lettori che aveva rivevuto un omaggio dalla Absolute, è stata scoperta e ha perso credibilità. Negli Usa c’è una legge federale che vieta ai blogger di fare pubblicità ai prodotti senza dichiarare di essere sponsorizzati dalle aziende. La nostra di Brooklyn non è sotto inchiesta ma altri sì. Quest’inverno è capitato di finire nei guai a una blogger che ha ricevuto 500 dollari per scrivere un post su una vendita promozionale di abiti di Ann Taylor.
Secondo me la sincerità e la reputazione in rete (e ovviamente anche nella vita reale) valgono molto di più. Quoto la veterana delle top model, Linda Evangelista: “Per meno di 10.000 dollari non mi alzo neppure dal letto la mattina”. Mi sembra facesse anche la pubblicità dell’Oreal poi, con il pay-off: “Perchè io valgo”