Quando iniziano a volare

Svolta epocale: oggi la mia primogenita è andata, per la prima volta, in centro a Milano da sola con l’autobus.
Evento della stessa importanza dello svezzamento, spannolinamento, ingresso alla materna, ecc.
Lunedì comincerà il liceo che raggiungerà appunto in autobus, insieme abbiamo già provato alcune volte il tragitto, ma oggi ha voluto farlo con una futura compagna di classe.
Questa sua amica è fisicamente molto simile a mia figlia: entrambe sono alte 1,75, hanno capelli biondi lunghi, un notevole stacco coscia, una passione per i pantaloncini corti e una delle due, putroppo, ha anche le tette.
Perciò, capirete, che erano giorni che cercavo di posporre la loro gita.
Fortunatamente ci sono manifestazioni di piazza, sciopero dei mezzi e il progetto è stato spostato avanti nel tempo. Ma le ragazze incalzavano.
Ne ho parlato con Sant’: “Prima o poi dovrà andare”
Ne ho parlato con Anita: “Stai attenta a questo, a quello, il telefono, il portafoglio…mettiti i pantaloni lunghi…non parlare agli sconosciuti…non comprare elefantini di ebano”
“Ma dai mamma, stai tranquilla, il mio amico F, va sempre”
“Echissenefrega! F è un maschio brufoloso!”, non avrei mai creduto di arrivare a dire cose del genere ma l’ho fatto.
Nella mia testa visualizzavo due turiste svedesi negli anni’70, concupite da bagnini di Riccione.
Che agitazione.
“Mamma, poi mangiamo il sushi alla Rinascente”
“Perchè allora non andate da Just Cavalli Cafè? O da Nobu? Siete impazzite?! Ti finanzio solo un panino, al massimo un panzerotto!”
Stamattina è partita.
“Mamdami un sms appena atterri…cioè… arrivi”