Interpretazioni

Nel cuore della notte, l’altro giorno Anita ha lanciato un grido:
“Nooooo! Nooooo! Bastaaaaa! Noooo! Per favoreeee!”
Mi ha svegliata ma poi non sono seguiti altri rumori o urla e quindi mi sono rigirata fra le coperte e non ci ho più pensato. (Il bello di avere figli grandi).
Ieri sera quando le ho dato la buonanotte mi è venuto in mente il grido e le ho detto:
“Stanotte cerca di non avere incubi. Ieri sera avevi urlato: hai sognato ancora Emma che ti dava fastidio?” (Un classico dei suoi incubi)
Anita ha pensato un momento e mi ha risposto: “No, ho sognato che tu non c’eri più”
“Ah…morivo?” e mi tocco.
“No ti portavano via”
“Avevo fatto qualcosa di male? Avevo scritto cacca su un sito in concorrenza con il nostro?”, ho indagato immaginandomi come un astuto e cinico hacker criminale.
“No, ti portavano via perchè il tempo era scaduto”
“Quale tempo?”
“Il mio tempo per stare con te”
“Eri in affido?”
“Non lo so, ti portavano via”
“E’ strano, in affido portano via i bambini non le mamme”
“No, no, portavano via proprio te, con una macchina..io correvo dietro ma non ce la facevo”
“Ma eri piccola o grande?”
“Piccola, come adesso..”
Guardo il suo metro e sessantadue centimetri spalmato sul letto e dico abbracciandola:
“Certo Anitina, come adesso…c’era Emma? E il papà?”
“No ero sola…”
“Che bel sogno…”
“Come che bel sogno! E’ stato un incubo. Vero che il tempo non scadrà mai?”
“Certo che non scadrà mai, tesoro, finchè mi vorrai ci sarò”, la bacio e mi allontano. Felicissima e commossa di tutto questo amore.
L’extra-Freud che è in me così interpreta il sogno: ha paura di diventare grande.

Personaggi

Devo lavorare, lavorare, lavorare. Fino a domani pomeriggio c’è il coprifuoco.
Anita fa i compiti di geografia. Emma dovrebbe fare le sue operazioni di matemetica. Invece preferisce aiutare la sorella.
Non ho l’ispirazione e quindi spio quello che dicono le bambine.
Anita deve trovare dei nomi di personaggi italiani, francesi, tedeschi, ecc.
“Emma devo trovare un italiano…metto Jovanotti”
“No, metti Berlusconi”
“Un tedesco: Tokyo Hotel”
“Ma no, Anita, metti Hitler”
Forse perchè è in castigo il cervello di Emma sta subendo una pericolosa mutazione?

Radio day

Stamattina siamo andate in trasmissione: è andata bene e soprattutto ci siamo divertite. Il momento più adrenalinico è stato quando ci siamo messe le cuffie, avvicinato il microfono al viso e la conduttrice Daniela Bastianoni ha detto: “Siete in onda!”.

Ok, devo subito fare un po’ dietrologia: mancavano due cuffie. Emma, la prepotente, se n’è aggiudicata una e Anita è rimasta senza. Ho raggelato Emma con lo sguardo, ma non potevo fare altro perchè, appunto, eravamo in onda.
Anita è stata bravissima, ha parlato vincendo la sua naturale timidezza, mentre Emma è stata più stringata e concisa, anche perchè era in castigo.
Ieri infatti nonostante l’eccitante programma della giornata, skate shop e cartoleria per comprare accessori e travestimenti per Halloween, ha stracciato talmente e logorato la mia pazienza che si è beccata un castigo esemplare di una settimana (niente TV, niente computer, niente wii). Avrà così finalmente la possibilità di terminare la costruzione del Taj Mahal, cioè la gigantesca stazione di polizia di Lego che ha ricevuto in regalo oramai un mese fa (post: regalone del cavolone) e scandalosamente non ha mai finito di allestire.
Spero di riuscire a tener duro e non capitolare fra due giorni, intenerita dalle sue moine.

Allora tornando alla nostra esperienza radiofonica…in studio oltre a noi c’erano due bambini habituée di Crapapelata, di 12 e 6 anni, nelle vesti del critico letterario e teatrale. Appena posso metterò il podcast così si potrà gustare tutta la loro simpatia. L’altro ospite adulto era un cantautore, Andrea Tessadori con la figlia canterina e chiacchierona. L’idea di avere bambini in trasmissione è ottima perchè oltre a rendere tutto più realistico stempera ansia e inibizioni degli ospiti. Sembrava quasi di farsi una chiacchierata ai giardinetti.
Niente a che vedere con la fifa che avevo quando, in estate, sono stata intervistata al telefono sempre alla radio (RAI 1) per parlare del sito: allora avevo il cuore saltellante abbinato al groppo alla gola. Sembravo reduce da una tracheotomia.
Cosa ho detto? Un sacco di stupidate probabilmente. La scaletta del programma è cambiata in corsa, ma fortunatamente sono riuscita ad adeguarmi: ho parlato di milanoperibambini e di ragazzini che giocano su internet con i mondi virtuali. Fino a due giorni fa non ne sapevo nulla, poi venerdì scorso per caso, per lavoro, ho scritto una cosa proprio su questo argomento e così, grazie al cielo, sono riuscita a cavarmela.
La parte migliore, comunque, è stata quando è finito tutto e mi sono sparata capuccino e brioche alla pasticceria dell’angolo. Un momento molto più godereccio che i 15 minuti di fama citati dal vecchio Andy Wharol!

Crapapelata

Houston, we’ ve a problem: non riusciamo ad andare a letto abbastanza presto.
Con il nuovo regime di scuola media + scuolabus, la sveglia di Anita è stata anticipata ma l’ora della nanna continua a slittarci via. E si dorme troppo poco.
Ieri sera Anita mi ha confessato che alla mattina è talmente rintronata che si è lavata la faccia con la crema-mousse per capelli, i denti con il sapone e dopo essersi tolta il suo si è rimessa l’apparecchio di sua sorella.
“Mamma sono stanca, devo dormire di più”, mi ha detto prima di andare in catalessi ieri sera alle 20. Poverina, era così stanca che non si è sparata neppure un cartone dei Simpsons.
La situazione è grave: dobbiamo “rischedulare”, come si usa dire adesso nell’italiano-inglesato- misto-business tanto amato dal Sant’uomo. Dalla prossima settimana instaureremo l’orario delle galline scolastiche.
Però mi sento un po’ in colpa perchè anche dopodomani, domenica, la sveglia suonerà prestissimo perchè alle 8.45 dobbiamo essere dall’altra parte della città, nello studio di Radiopopolare come ospiti alla trasmissione Crapapelata dove partecipano mamme e bambini. Il tema è il mondo del web: bambini e computer, siti e blog. Emma scommetto che parlerà del meraviglioso portale del Lego che la inchioda dalla mattina alla sera e del suo gioco preferito Age of Empire, mentre Anita dei video di skate che guarda su Youtube.
Siamo in diretta: speriamo bene.

Stanotte ho sognato che cercavamo una camera per studenti a Urbino dove le ragazze si erano iscritte all’Università. L’avevamo anche trovata, molto carina a prezzo equo. La Gelmini non esisteva più e vivevamo in un mondo felice. E’ la prima volta che sogno le bambine “grandi”. Cosa significa? Vorrei forse sfuggire ai miei doveri? Deresponsabilizzarmi?

Uomo barbuto sempre piaciuto



Grazie al Sant’uomo ho conosciuto Richard Stallman, guru dell’information tecnology, ex docente del MIT, fondatore della Free Software Foundation, inventore di parte del sistema operativo Unix, di Gnu e altre cose che ignoro, ma danno il brivido agli informatici.
RMS, come è conosciuto nel giro, è un uomo combattivo, provocatorio e polemico.
Questo mi piace molto, difende la proprietà intellettuale ed è contro, ad esempio, al fatto che il materiale dei blog sia tutto “globalizzato” su Google o su gli altri server.
In un giorno di black-out può disperdersi tutto il materiale nel cyber spazio e addio a pensieri e riflessioni. (In molti casi forse potrebbe essere un bene…)
Comunque per difenderci che fare? Installare un server domestico dove custodire tutto? Per Mr.Stallman, è facile, come per molte mamme blogger fare una crostata, ma per quasi tutti gli altri un tantino impossibile.
Nel sito di RMS, attivista dei diritti umani e paldino delle libertà civili, c’è una bella lista di cose e persone da boicottare, perchè non rispettano i diritti degli altri. Nel mio piccolo sono d’accordo soprattutto sul boicottaggio ai libri di Henry Potter. Joanna K. Rowling è come sempre gelosissima e malmostosa sulla sua opera e sul suo copyright. Nel 2005 aveva scoperto che in Canada in alcuni grandi magazzini “Il Principe Mezzosangue” era stato distribuito in anticipo sui tempi del mega lancio mondiale, per cielo, per terra e per mare del romanzo, e quindi con la sua fortissima squadra legale, aveva fatto in modo che la Corte Suprema della British Columbia emanasse un decreto per cui il romanzo si potesse comprare ma non leggere. Assurdo e pazzesco. E Richard Stallman giustamente si è indiavolato e l’ha messa al bando per sempre.
Ultimamente JKR invece si è arrabbiata con gli indiani perchè a Bollywood è uscito un film intitolato Hari Puttar e anche lì ha scatenato i mastini legali e ha fatto causa. Proprio lei che per scrivere le sue storie ha copiato a piene mani da tutti gli scrittori inglesi che l’hanno preceduta, primo fra tutti Tolkien.

Fortunatamente a casa nostra oramai del maghetto ce ne freghiamo.
C’è solo un particolare che continua a intrigare le ragazze, sopratttutto Emma.
Al primo film ho fatto l’errore di dire: “Una mia amica di Londra era la fidanzata di Hagrid”
Questo ha suscitato più scandalo e paura di qualsiasi Voldermort, dissennatore o basilisco.
“Non è vero! Come ha fatto?” ha chiesto Anita stravolta dallo stupore.
“Come fai a saperlo? Sei sicura?”, ha incalzato Emma.
La mia amica Liz (sì, sì, è più vecchia di me) mi aveva raccontato che quando era giovanissima era uscita con Robbie Coltrane, allora aspirante attore. Erano tempi non sospetti, Hagrid non era ancora nato e neppure Henry Potter. Quando ho visto il nome nei credit del primo film ho svelato il flirt alle bambine. Forse per tirarmela un po’, ingenuamente ignara del tormentone che avrei causato.
“Ma Hagrid-Hagrid? Proprio Hagrid?, insiste Emma. “Ma non le faceva paura?”
“Era già così? Quanto tempo è durato il fidanzamento?” si informa Anita.
“Ma lo baciava?”
“Ahhhh! che schifo!”
“Ma non c’era un altro da scegliere?”
“Ma era più magro?”
“Ma aveva la barba?”
“E i capelli? Com’erano i capelli?”
“Sono usciti solo una sera, va bene?”
“No, mamma adesso deve dirci la verità…devi raccontarci tutto…”
Questo va avanti dal primo film di Henry Potter… di libri ne abbiamo comprati solo due ma a metà del primo ci siamo stufate, perchè si parlava troppo poco di Hagrid.

Bambi Killers

Le cose non vanno proprio benissimo: i bambini cominciano a bere a 11 anni, non rispetteremo il trattato di Kyoto, a Milano c’è un boom di iscrizioni alle scuole private, con un incremento del 20% grazie all’acume del ministro Gelmini. Anche dagli States non arrivano news proprio edificanti: sono in aumento le donne cacciatrici, l’associazione American Huntress che raccoglie appunto quelle signore violente che, secondo me, sfogano le loro frustrazioni sparando a cervi, alci, caprioli, orsi e renne. La maggioranza di queste assassine di animali ha un livello di educazione universitaria e un reddito superiore alla media. Certo non cacciano per sfamarsi. Ma per il puro piacere di farlo e forse sono anche orgogliose di essere simili a Sarah Palin.
Ma quelle che sono madri che tipo di favole racconteranno ai loro bambini?
“…..e la fottutissima mamma di Bambi andò in giro a cercar guai…e la pagò cara”?
Oppure: “….quell’idiota del fratello di Winnie Pooh dava fastidio… e qualcuno si prese la briga di eliminarlo”, o ancora…”Babbo Natale applicò la soluzione finale e si comprò un pick-up…”?

Castagnata-a week after

“Che buone mamma queste lasagne, le hai fatte tu o comprate in crosticceria?”, mi chiede Emma.
Crosticceria!! Ah! Ah! Ah! Ma lo sai che lei dice anche Tarzang?” shignazza Anita, la spia.
Tarzang, come in Tarzang e Jane?”, chiedo, con poca diplomazia mammesca, trattendo a stento una risata.
Il Sant’uomo mi fa gli occhiacci perchè sono una mamma politicamente scorretta, Emma offesa sta rincorrendo Anita per menarla e proprio in quel momento vedo un paio di cose piccole, marroni e viscide strisciare tranquille ma veloci sul pavimento della cucina.
“Aiuto! Aiuto! Cosa sono quelli! Guarda! Aaaaaaah! Che schifoooo! L’invasione degli ultracorpi!”, se potessi salirei in piedi sulla sedia, ma ho degli sgabelli girevoli e non posso proprio farlo, mi spaccherei la testa.
Una famiglia di vermi sta andando in gita verso la sala.
Mentre mi nascondo in bagno il Sant’uomo scopre che il loro condomminio/quartier generale è il sacchetto di castagne raccolto la settimana scorsa alla mitica castagnata in Brianza.
Sono tanti e sono bicolore, beige e marroni.
Non possono assolutamente restare chez moi.
Anche se sono così bio da generare un intero eco sistema.
Anita per evitare la strage, connivente con il Sant’uomo, butta tutte le castagne in un sacchetto direzione cassonetto. Proprio ieri avevo finalmente comprato la padella per fare le caldarroste. Al super venderanno le castagne transgeniche? O posso fidarmi?

La favola di Madonna

Sono andata a cercare succosi pettegolezzi sul divorzio di Madonna sui tabloid inglesi, che adoro, e ho avuto grande soddisfazione.
Se siamo frustrate sul lavoro, ci lamentiamo di nostro marito, abbiamo problemi con i bambini, ci sentiamo troppo grasse, golose o rugose, la fiaba di Madonna è un vero toccasana per l’umore. E insegna soprattutto a comportarci meglio.
Sapere che la donna (forse) più famosa del mondo e senz’altro tra le più ricche, ha fatto un tale pasticcio, ci può consolare e spingere a essere più indulgenti con noi stesse. E magari a migliorare qualche strategia esistenziale.
Dai tabloid apprendo che:
-Il maritozzo Guy Ritchie, 40 anni e tanta invidia perchè brilla di luce riflessa, dice a Madonna, 50, che sul palco lei sembra la nonna delle sue ballerine.
-Lei non lo ammazza dopo questa bella frase, anzi è così paranoica sull’avanzare degli anni che va a letto coperta da una crema miracolo da 500 sterline e avvolta nella pellicola trasparente. Poveretta, proprio lei che da 25 anni ammicca e mima movimenti erotici nei suoi video.
Ma chi farebbe sesso con una mummia di domopack?
Poi mangia quintali di quinoa (è buonissimo e piace anche a me) beve solo latte di riso e quando Ritchie la portava fuori per cenette romantiche lei beveva solo acqua: non si fidava della cucina dei ristoranti più elitari e modaioli di Londra.
-Il piccolo Rocco, 8 anni, frutto dell’amore dei due divorziandi, non ha mai potuto strafogarsi di zuccheri e torte al cioccolato, neanche per la sua festa di compleanno. Questo perchè Madonna è fanatica di un’alimentazione iper salutistica.
-La sorella maggiore, 12 anni, quella con il nome da santuario, è già un’irrimediabile fashion victim e vuole trascorrere più tempo con il padre biologico, il personal trainer cubano, simile a Fabrizio Corona. La ragazzina ha ragione: forse proprio lui è il più normale del gruppo.

Terrorismo ecologico junior

Mentre l’accompagno a scuola, Emma sbotta:
“Dirò ai miei compagni che nel 2020 scoppia la terra”
“…….? Sei impazzita?”
“Va be’, allora dirò che finisce l’acqua sul pianeta”
“Ma non è vero…”
“2020-2008, quanto fa? Quanti anni ci restano?”
“Dovresti saperlo…fai la sottrazione”
“Mmmmmm…..Credo pochi anni…Sai se non li spavento, i miei compagni non fanno nulla per il pianeta. Consumano un sacco di acqua quando vanno in bagno a lavarsi le mani, anzi poi non se le lavano neanche, aprono solo il rubinetto e spruzzano…Buttano tutto il rotolo di carta igenica nel water….”
“Magari puoi trovare un modo un po’ meno forte…”
“OK, che noia. Allora chiederò alla maestra se possiamo fare la raccolta differenziata della carta”

Sono orgogliosa della mia piccola terrorista verde. Qualcuno che voglia combattere serve, specialmente adesso che la Marcegaglia e i suoi amici al top hanno cominciato a mettere le mani avanti dicendo che, considerata la crisi, ce ne fregheremo anche noi del protocollo di Kyoto.

Bambini soldato


Questa è la mia bambina adottata a distanza, ha 5 anni e frequenta una scuola materna a Dosso in Niger. La foto sembra segnaletica, ma purtroppo è l’unica che possiedo, per ora. Pago la retta della sua scuola e con Emma e Anita le scriviamo: mandandole anche qualche disegno e adesivo. Non possiamo inviare giochi o altri regali materiali. Prima di lei ho avuto un bellissimo ragazzino di Capoverde che ho sostenuto fino alle medie e prima ancora un’altra piccola nigeriana che però dopo due anni è sparita. La ong a cui mi appoggio ha perso i contatti con lei. Non so cosa le sia successo. Spero non sia diventata una bambina soldato.
La storia di questi piccoli combattenti strappati alla loro infanzia e trasformati in marionette da guerra, mi angoscia. E’ una realtà così orrenda che sembra quasi incredibile. Recentemente se ne è parlato parecchio, bambini arruolati dalle Farc, il gruppo di guerriglieri colombiani che aveva rapito Ingrid Betancourt e piccoli africani usati come esche in prima linea.
E’ uscito un libro di una sopravvissuta, una giovane donna che ora vive in Danimarca e ha raccontato con lucidità l’orrore della sua esperienza. Stamattina al telegiornale ho visto il presidente di Save the children che parlava della loro campagna per scolarizzare i bambini dei paesi più poveri del mondo e salvarli da un futuro disperato da combattenti.
Dell’ipocrisia dei “grandi” del G8 che vendono le armi a questi Paesi e poi si scandalizzano e stupiscono sull’ uso immondo che ne viene fatto.

Showbiz de noantri

Stiamo andando alla lezione di nuoto. Emma, mentre parcheggio, rompe il silenzio:
“Avril Lavigne ha il sorriso più brutto dei vip”
Mi sembra quasi di accompagnare a nuoto il caporedattore di Novella 2000 anzichè mia figlia.
“Emma cosa stai dicendo?”
“L’ho sentito da Anita…sai Avril Lavigne ha i canini come un vampiro.. ” e ridacchia.
“Mamma pensi Avril Lavigne si droghi?”
“Non sono sicura, ma non credo”
“Britney Spears però sì…”
“Non so, forse … di solito si ubriaca”
“E quella di Herbie, cosa fa quella di Herbie?”
“Beve, sfascia le macchine…” Emma si riferisce a Linsday Lohan perchè era la protagonista del remake della storia del Maggiolone Herbie.
Mia figlia annuisce con disapprovazione mista a soddisfazione.
Un po’ di tempo fa, lei e Anita fa avevano visto su un giornale la foto di Britney Spears rapata a zero e avevo impartito una lezione sul cattivo comportamento delle bad-girls di Hollywood.
Un specie di gossip pedagogico: non si cerca la fama a tutti i costi per poi bruciarsi in droga-alcool-rock n’ roll. Era piaciuto molto.
Così ogni tanto si rinvanga: chi si annienta e chi no.
“E Madonna, mamma, Madonna si droga?”
Emma incalza, cerca tossici, sembra voglia riempire S.Patrignano.
“Non credo, ha già una certa età, non se lo può permettere. Deve tenersi in forma: mangia sano e va in palestra…come me”
“No mamma, tu non sei come Madonna, sei meglio”
Ogni scarafone vede bella mamma sua, anche nello showbiz.

Ragazze toste


Con Emma non si può fare una sosta un’attimo in casa per la merenda, per prendere la borsa di nuoto, per cambiarsi d’abito. E’ pericoloso perchè si rischia di rimanere invischiati à la maison per ore. Infatti appena in casa lei comincia a costruire, legare, appicciare, si traveste da guerriero. Non riesce a stare un attimo tranquilla e poi quando è ha metà dell’opera protesta se deve uscire e quindi interrompere il fantasmagorico progetto iniziato. Di solito reagisco con un urlaccio da mamma retrograda. Ora non succederà più, lo giuro.
Dopo aver visto il video qui sopra che promuove un libro bestseller negli Usa che si intitola The daring book for girls- Le cose pericolose da fare per le ragazze- sono l’orgogliosa madre di una bambina di tendenza. Questo manuale infatti promuove “i giochi da maschi” per le bambine: segare le assi di legno, arrampicarsi sugli alberi, fare esperimenti esplosivi, giocare a fare la lotta, ecc. Il massimo oggetto del desiderio per queste ragazzine è il coltellino svizzero. Emma me lo chiede da anni ma non l’ha mai avuto perchè è troppo pericoloso. Ne ho comprato uno di plastica da Immaginarium e probabilmente l’ho offesa a morte.
The daring book for girls è la risposta femminile a The dangerous book for boys, un manuale che riproponeva i giochi più classici da maschio ed è stato tradotto anche in Italia. In un mondo di Winx e Barbie-wanna-be è bello che anche per le bambini soffi un vento di avventura. Nell’articolo di D di Repubblica su questa tendenza si dice anche che le ragazzine toste purtroppo già esistono e infatti le bulle, violente e moleste, stanno aumentando ovunque.
Credo, però, che il prototipo e la psicologia della bulla sia più vicino a quello di una velina frustrata che di un’indomita piratessa. Almeno lo spero.

Manovre eco

Dopo il successo transoceanico (un po’ di self promotion non guasta mai) del post “lavanoci”… se c’è ancora qualcuna che non si è convertita al bucato verde, ecco un’altra dritta. Si chiama “pallalinda” ed è una palla che contiene quattro diversi tipi di ceramiche naturali che si combinano e completano a vicenda per un bucato a mano o in lavatrice. Ceramiche che sembrano magiche: una è antibatterica e antimuffa, un’altra trasforma il cloro in acqua ossigenata, un’altra ancora agisce sulla durezza dell’acqua e l’ultima “lavora” il ph del’acqua portandolo allo stesso livello del detersivo. Si perchè con “pallalinda” il detersivo si usa ma solo il 10% per il bucato normale e il 30% in quello molto sporco. Quindi si inquina poco (meno chimica e meno imballaggi) e si risparmia sull’acquisto dei prodotti.
La “palla magica” si ricarica lasciandola al sole per due-tre ore, una volta al mese. E si può acquistare alle fiere eco tipo “Fa’ la cosa giusta” o attraverso gli eventi di Legambiente.
Un’ altra azione eco, facilissima da fare, l’ho trovata nel Green Book: smettiamo di stampare lo scontrino quando facciamo un bancomat e salveremo un sacco di alberi. Basta pensare che, nel mondo, se ogni cittadino americano rifiutasse di stampare lo scontrino si riparmierebbe un rotolo di carta lungo 60.000 chilometri.

Castagnata-the day after

Arrivano in delegazione mentre sono davanti al computer.
“Mamma dove sono le nostre castagne?”
“Nel portacastagne”
“….?” quattro occhi ancora cisposi di sonno mi guardano interrogativi.
“Nel portafrutta, ribatezzato portacastagne per la stagione”
“Ah, bene. Credevamo le avessi già buttate”, dice Anita sollevata.
“Pensate che sia così cacca?”
“Beh tu no, ma il papà…” farfuglia Emma che ha uno spirito un po’ lecchino, come Smithers verso Monty Burns ne I Simpsons (che sono la nostra Bibbia psicologica e ci servono a capire tutto il genere umano che ci circonda, alla faccia di Sigmund Freud).
P.S. Il sant’uomo non butterebbe mai via nulla in questo caso è stato sospettato ingiustamente.

Castagnata


Il sogno di ogni mamma con prole in età scolare è di dormire un po’ di più almeno nel week-end. Pensare di non poter pigrare neanche al sabato non è un’idea allettante e ancor meno dover svegliare e pascolare fuori di casa le bambine in fretta come se fosse una mattina di scuola. Ma tant’è. Oggi pomeriggio al maneggio in Brianza dove vanno Emma e Anita c’era in programma una castagnata e quindi la nostra lezione di equitazione era alla mattina (un’ora di viaggio da casa) e al pomeriggio gita nel bosco, caldarroste e giochi più o meno equestri.
Convincere sant’uomo a partecipare, invece di passare la giornata alternando una lunga dormita a una gita in moto, non è stato facile ma con grande diplomazia ci sono riuscita.

La mattina è passata senza incidenti, a parte lo strano raffreddore di Emma che si manifesta con una sintomatologia violenta solo in auto, in curva, in mezzo a un’incrocio o a una rotonda.
Uno starnuto forte misto grugnito.
Anita che urla: “Ma Emma, che schifo!”
Emma che supplica con voce nasale: “Mamma aiuto un fazzoletto! Presto!Prestooooo!”
Anita non l’aiuta perchè è disgustata. Allora, anche se sto guidando devo intervenire con urgenza e lanciare un kleenex attravero l’abitacolo, prima che Emma si copra di “moccio” e contamini l’auto, proprio come un bebè incontinente. Quando non siamo in auto, in curva e non sto guidando Emma non ha mai bisogno di soffiarsi il naso.

Alle 14,30 l’appuntamento per la castagnata. Appena arrivate Anita si guarda intorno perplessa. Anzi anche un po’ schifata. Ci sono molti bambini più piccoli di lei.
“Anita cosa c’è? Se non ti piace, torniamo a casa. Il papà sarebbe anche contento”
“No, no… va bene” e continua a scrutare tutti con un’espressione delusa.
“Ci sono anche i ragazzini che erano con voi alla settimana del camp estivo?”
“Sì, li ho già salutati…” con un entusiasmo da funerale.
Sarà un antipasto di paturnie adolescenziali, sarà che è timida, comunque vorrei risponderle: “Senti bella….ci siamo inventati la scampagnata, scaraventati giù dal letto per portarvi qui…Poi sai delle castagne non ce ne frega niente, quindi vedi di apprezzare il gesto e cerca di divertirti senza fare troppe storie…”
Invece la Maria Montessori che è in me mi fa dire dolcemente: “Sono sicura che ti piacerà …ci vediamo dopo”
Me la squaglio veloce per tornare dal sant’uomo e sfogare la frustrazione di avere una figlia ingrata e umorale.
Lui mi dà subito ragione e rincara la dose: “La prossima volta vengono a piedi…”
Poi considerato che davanti alle bambine non possiamo usare il turpiloquio perchè costa, ora che siamo soli ci lanciamo allegramente in una bella e liberatoria serie di imprecazioni contro l’egoismo dei figli.
“Porco qui…Porco là…posso dire quello che voglio tanto non pago!”, sbotta lui felice.
“Hai ragione…alla faccia di quelle due ….” gli rispondo entusiasta.
Oramai di buon umore, decidiamo anche noi di fare una passeggiata nel bosco di castagne.
A metà strada incontriamo il gruppo dei bambini del maneggio: le nostre figlie si divertono come due matte e hanno raccolto due sacchi pieni di castagne.
Più tardi a caldarroste e Fanta ritorna la pace nel mondo.

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