La necessità di difendere i più deboli

La storia terribile di Desirée è un colpo al cuore per tutti noi. Così angosciante che non mi sento all’alteza di un commento. Però oggi ho ricevuto questo comunicato stampa che riporta l’opinione di Armando Piccinni, Presidente della Fondazione BRF Onlus, l’unica Fondazione Onlus di ricerca psichiatrica in Italia.

Sono d’accordo con le sue parole che riporto qui integralmente.

“Se non siamo in grado di difendere le persone come Desirée dobbiamo rivedere i nostri modelli di tutela e di assistenza” denuncia Piccinni.
“Desirée non era peggiore di quelli che ce la fanno a tirarsi fuori da quel mondo di droga che nel 2018 ha già fatto quasi 200 vittime. Era di certo più delicata e sensibile, più esile e gracile, più vulnerabile e soprattutto sola. Sono queste le persone che una società civile dovrebbe proteggere e tutelare, sostenere e affiancare. Tutto questo a Desiree è mancato. Così come manca a tutti coloro che sono come lei, e che come lei vivono”.
“La morte di Desirée è la punta di un iceberg. Una ragazza di sedici anni ha bisogno di esempi da emulare, adulti che la proteggano, scuole che la educhino, genitori che la difendano. Lei aveva poco o nulla di tutto questo. Tanti altri, come lei, hanno poco o nulla. Non tutti fanno la sua terribile fine ma ce la fanno a combattere e a tirarsi fuori dal fango che li circonda”.
“Perché lei non ce l’ha fatta? Perché è stata falciata senza pietà e senza rispetto? Sono domande a cui le Istituzioni – conclude Piccinni – devono rispondere, perché la responsabilità di uno Stato civile passa dalla tutela che fornisce ai più deboli, agli uomini e alle donne del futuro”.

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