Come smettere di fumare (e salvarsi la vita)

Il recente caso di Marchionne ha portato alla luce, ancora una volta, la dannosità accertata della dipendenza dal fumo. Smettere non è facile. Lo so perchè l’ho sperimentato.

Però posso orgogliosamente dire che sono tren’anni che non fumo più (sì, avevo cominciato in culla!). Per anni poi ho anche sognato che fumavo ancora e stranamente erano sogni in bianco e nero, forse erano i miei polmoni ancora affumicati che dettavano la tonalità della pellicola dei miei sogni.

Da tanti anni ho smesso sia con i sogni che con la nicotina e ne sono estremamente felice. Credo di essere riuscita a farcela perchè non ho mai sminuito il problema della dipendenza, negato l’evidenza dei danni del fumo.

Infatti molto spesso i fumatori non vogliono ammettere la loro debolezza e perciò minimizzano. Spesso l’assuefazione non è solo fisica ma soprattutto psicologica, perciò per riuscire a smettere è importante un approccio trasversale e soprattutto personalizzato.

Poi nei confronti dei danni causati dal fumo ho notato anche una certa omertà, tutti lo sanno masi fa fatica ad esternare. Per codardia, per interessi economici o forse anche solo per pigrizia ed egoismo.

Comunque l’altro giorno ho scoperto una realtà interessantissima, purtroppo ancora poco conosciuta. Dal lontano 2002 infatti esiste il Centro Antifumo, un’organizzazione capillare estesa in 350 sedi in tutto il nostro Paese, che appoggiandosi agli ospedali e alle ASL offre un servizio importate e utile a tutti i fumatori per dire finalmente addio alle sigarette.

Per rivolgersi a queste strutture basta un’impegnativa del proprio medico, a cui ci si può rivolgere anche senza una vera patologia, ma solo con il desiderio di smettere di fumare e poi pagando solo il costo del ticket (€ 18) si prenota una visita in cui, attraverso un questionario, viene valutato il livello della propria “passione per il fumo” e si decide insieme al medico che tipo di strategia attuare. Per riuscire a risparmiare soldi e salute dicendo finalmente addio alla nicotina. Ci sarà counselling e/o terapia farmacologica.

I pazienti saranno incoraggiati e seguiti per un anno e mai lasciati soli, con assistenza anche telefonica.

I Centri Antifumo offrono anche un’altra importante assistenza, quella alle vittime del fumo passivo. Infatti sono previste consulenze legali per conoscere i diritti di chi deve subire il fumo di altri. Inoltre per convincere soggetti particolarmente a rischio, come ad esempio le donne in gravidanza,  sono preparate “lettere di diffida” che illustrano tutti i danni che il fumo produce a loro stesse e al feto.

Per rafforzare la propria forza di volontà è anche essere molto utile leggere questo libro  scritto da Roberto Boffi, primario del Reparto di Pneumologia all’Istituto dei Tumori di Milano. Un manuale scritto assieme alla giornalista Donatella Barus, pubblicato alcuni anni fa, ma sempre attuale perché aiuta a trovare la giusta motivazione per lasciare le sigarette e migrare verso abitudini più sane. Inoltre fornisce spunti per riuscire finalmente nel proprio importante obiettivo.

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