Scuola guida materna

La maturità, il test di medicina, quello di ammissione al collegio, i primi esami all’università. In questa marea di studio Anita ha posticipato, rispetto ai suoi coetanei,  il traguardo della patente.

E così proprio in questi giorni, armata di foglio rosa, sta prendendo lezioni di guida.

Domenica scorsa per farla allenare le ho proposto il primo giretto insieme nel quartiere dove abitiamo. Aveva già guidato con me, ma solo piccole manovre in strade semi deserte. Quindi andare insieme a bere un caffè e all’edicola era una grande e importante gita.

Prima di uscire di casa ho detto a Emma come doveva comportarsi con l’eredità (vestiti, gioielli e libri) nel caso avessimo un incidente e non fossi tornata viva. Poteva tenersi anche il computer e il tablet.

In teoria ero abbastanza serena, ma il mio body language mi tradiva.

Appena salita in auto quasi senza rendermene conto mi sono aggrappata alla maniglia sopra il sedile e non l’ho più mollata. E’ diventata subito un’appendice naturale del mio corpo.

Il mio rapporto con la guida non è mai stato idilliaco, ho preso la patente a diciotto anni e, tra l’esame orale e quello di guida, ho distrutto l’auto dei genitori del mio fidanzato di allora. Ed è stato un po’ uno choc, sia per me che per loro.

Tanto che non ho più guidato per dieci anni, poi a Londra ho deciso che dovevo risolvere la situazione. Così ho preso lezioni di guida (a sinistra) da una ragazza molto simpatica che faceva anche l’ipnosi.

Infatti ho provato anche a farmi ipnotizzare (per altri motivi) ma non sono riuscita ad andare in trance. Però ho ripreso a guidare, me la cavo anche se non amo andare in tangenziale. (Neanche se mi pagano).

Quindi, domenica scorsa, quando mia figlia ha messo in moto ed è partita avevo i nervi un po’ tesi. Lei guidava bene ma non riuscivo a rilassarmi.

Ha fatto una rotondina un po’ veloce e ho avuto il batticuore.

Poi in un’altra strada a tradimento è spuntato un SUV e sono stata presa dal panico.

All’improviso mi è apparso il fantasma di Grace Kelly, che secondo me (e anche molti altri), è morta nel famoso incidente d’auto sui tornanti intorno a Montecarlo, mentre guidava la principessa Stephanie, allora adolescente senza patente.

Nel mio quartiere non ci sono i tornanti ma era un presagio, non c’erano dubbi. Un cortese avvertimento del destino.

Allora ho chiesto ad Anita di accostare e sono scesa sana e salva.

Lei mi ha guardato un po’ così e poi ha detto:

“Comunque quando inizierò a fare i prelievi di sangue avrò bisogno di una cavia!”

Insomma non posso certo scamparla per sempre!

4 comments

  • Daniela Mori

    Fantastico, è bello sapere di non essere sole:)
    Ho preso la patente a 21 anni, la prima guida da patentata la feci con mia sorella che mi cazziò e tirò i cappelli talmente tanto da bloccarmi per ben 10 anni!
    A 31 anni ho ripreso la guida, ma la tangenziale non la prenderò mai!
    …e quando sarà ora di Emma, vietato guidare con Anita.

  • Cara!!!
    Lo sapevo, lo sentivo che fra noi c’era un filo rosso, qualcosa che andava oltre il blog, oltre facebook, anche oltre i cani!
    Qualcosa che ci univa, un’odio condiviso: la tangenziale!

  • patrizia

    Io ho una figlia che ha preso la patente esattamente un mese e mezzo dopo aver compiuto 18 anni e da allora la macchina non l’ha più mollata per cui il mio apporto come insegnante è stato poco più di zero. Lei è naturalmente portata alla guida e disinvolta dalla prima volta che si è seduta sull’auto con le mani sul volante.
    Tuttavia ancora ora quando mi porta attorno freno istintivamente… e mio marito non è mai salito sull’auto con lei alla guida. E di anni ne sono passati ormai quattro….

  • patriziavioli

    Quindi dici che siamo noi genitoro un po’ troppo prevenuti?!?!?!
    Può essere 🙂
    Per loro è raggiungimento di una tappa di autonomia e forse, anche inconsciamente, per noi è un’altra prova che diventiamo sempre meno utili.