Mutande pazze

Ieri ho avuto una giornata un po’ caotica. Di quelle in cui il tempo scorre più veloce e non si riesce a rincorrerlo. Nel pomeriggio avevo anche una visita medica.
Sono riuscita a trovare il tempo di tornare a casa per cambiarmi in pochi minuti prima di uscire di nuovo e andare dal dottore.
Nella mia camera però ho trovato Emma spaparanzata sul letto, agonizzante per lo stress degli ultimi giorni di scuola, così invece di chiederle di smammare mentre mi vestivo, ho cercato di consolarla, farle coraggio, supportarla, ascoltarla, ecc. ecc.
Insomma tutto quello che una madre dovrebbe fare.
Nel frattempo mi sono anche fatta la doccia e vestita in fretta. Così in fretta che dal cassetto delle mutande, della lingerie ho ho preso un paio a caso senza badarci troppo, mentre continuavo a parlare di greco, di prof, di versioni, blah, blah, con la testa fuori e il corpo mezzo nascosto nella cabina armadio. Giusto così per non fare uno strip completo davanti a mia figlia.
Poi, finalmente vestita, sobriamente (top bianco e blu in lino, jeans bianchi e ballerine nere) dopo un ultimo incorraggimento materno, sono uscita per correre dal medico.
Peccato che una volta in sala d’attesa mi sono accorta che avevo sbagliato mutande. Sentivo un fastidio sulla pancia, come quello che di solito procurano le etichette, mi sono data una grattatina e ho sentito che invece il colpevole era il fiocchetto del diamantino.
Oh, noooo!
Senza guardare, nel buio della cabina armadio, avevo messo le mutande che Anita definisce da pornostar. Quelle rosse in pizzo che avevo comprato per sbaglio due anni fa come portafortuna, quasi normali davanti (a parte il fiocchetto e lo zircone) ma con un’intricata e birichina ragnatela sulle chiappe ad effetto paramount. Volevo scappare ma in quel momento il medico ha chiamato il mio nome. Così sono entrata.
Pregando che non mi facesse togliere i pantaloni.
Che non mi facesse neanche abbassarli.
OMG.
Una visita sportiva da un medico sconosciuto. Almeno fosse stata una donna avrei potuto parlare di intimo, scherzare sulle mutande rosse, sulle milf, sulle madri che hanno sempre fretta.
“Si tolga la camicetta che facciamo l’elettrocardiogramma”
Volevo dirli che era una canottiera ma non era il caso di discutere di moda.
Sono un’idiota, un’idiota sbadata che fa danni. Perchè non avevo già buttato via quelle maledette mutande?
Nonostante lo stress il cuore andava bene.
“E’ un po’ agitata dalla visita”
“Eheh”
“Si vede anche dalla pressione”
“Eh, certo”
Diomiotipregotipregotiprego.
“Ok, si può rivestire”
“Sono molto contenta”
“Di cosa?”
“Di stare bene”
Il dottore mi ha guardato strano, ma non mi importava, il mio dirty secret era salvo. Con una grattatina allo zircone, ho pagato la visita e sono uscita felice.

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