Jamie Oliver contro il junk food

“Anche oggi non mi ha mangiato!”
Quante volte abbiamo sentito una mamma pronunciare questa frase sgrammaticata ma piena di significato psicologico. Perché se tuo figlio rifiuta ciò che gli presenti sul piatto, vuole dire che è colpa tua, è un affronto personale. Significa che sei una madre inadeguata, da qui viene quel “mi”. Quell’attribuirsi l’errore e prendere il rifiuto come un affronto personale. Forse invece semplicemente il bambino non aveva fame e il ruolo di madre non era per niente coinvolto nella faccenda.
Però purtroppo è quasi un riflesso atavico delle madri sorvegliare se il proprio cucciolo si sia nutrito abbastanza. Si comincia con il lattante e si continua a controllare, appena possibile, anche il figlio quarantenne.
Peccato che spesso questa ossessione del cibo, del bambino rimpinzato a dovere, nella nostra società opulenta possa diventare molto pericolosa. Perché recenti studi scientifici hanno rilevato che una delle cause dell’obesità infantile è proprio l’eccessiva alimentazione nei primi due anni di vita. Poi ovviamente entrano in gioco altre cause, come i fattori genetici e l’educazione alimentare.
In Italia, nella fascia di età fra i 6 e gli 11 anni, c’è il 24% di bambini sovrappeso e il 12% obeso. Sono dati impressionanti perché l’obesità infantile è molto difficile da sconfiggere da adulti e in futuro può essere causa di seri disturbi di salute.
Fortunatamente grazie alla nostra tradizione culinaria, la famosa dieta mediterranea, possiamo vantare una situazione meno drammatica dei paesi anglosassoni, dove la cultura culinaria è meno varia e soprattutto ricca di cibi grassi. In Inghilterra infatti il numero dei bambini sovrappeso in età prescolare sale a un drammatico 60%.

Jamie Oliver-foodvibration

Proprio per arginare questa situazione è sceso in campo Jamie Oliver, il famoso chef stellato, divenuto famoso con uno show della BBC, intitolato “The Naked Chef”, autore di numerosi libri di cucina e proprietario di una catena di ristoranti, rigorosamente healthy.
Oliver, padre di quattro figli, ha lanciato la campagna Junk food=Junk kids, battendosi per diffondere un’educazione alimentare nei bambini partendo già dalla scuola, dove i pasti della mensa e le merendine dei distributori automatici devono essere più sani.
Jamie Oliver è innamorato della cucina italiana, ha cominciato la sua carriera di chef proprio lavorando da Carluccio, la catena di ristoranti italiani in Inghilterra, e nel maggio scorso quando è stato ospite a Expo, ha firmato la Carta di Milano in cui si impegna a portare nelle scuole l’esempio salutare della nostra dieta varia, completa, ricca di frutta e verdura.
La missione di Jamie Oliver è oggi conosciuta in tutto il mondo .

(Articolo sponsorizzato realizzato in collaborazione con Faci nota per le sue ottime traduzioni tecniche)