In giro per Milano

Oggi piove, per fortuna. Nei giorni scorsi l’aria era pesantissima e come strategia per combattere l’overdose di PM10 il Comune di Milano ha deciso una politica di sconto per incrementare l’uso dei mezzi pubblici. Così anch’io mi sono adeguata ed è andata così…

L’autobus è strapieno, sono in piedi e seduto davanti a me c’è un ragazzino di circa sedici anni che urla al cellulare: “Amoreee, ma non mi hai chiamto tu?”

“Ma come Amoreee, c’era una chiamata persa…non eri tu?”

Di solito a quell’età i ragazzi sono molto più riservati nelle faccende sentimentali, ma questo stranamente continua a squittire Amoreee ogni due parole.

“No, tutto bene Amoreee, sì sono in autobus…adesso scendo”, fa un movimento come per alzarsi. Così il ciccione trentenne con il pizzetto di fianco a lui, si alza a sua volta, per farlo passare.

Ma non è la fermata giusta. Sembra ma non è quella. Così l’innamorato si risiede e il ciccione pure. La telefonata continua.

“Sì, Amoreee, si anch’io. Ah sì, te lo spiego dopo”, si alza di nuovo, il ciccione pure. Ma sbaglia ancora.

“Amoreee, allora scendo in Dateo!”, il ciccione alza gli occhi al cielo, intercetto il suo sguardo, ci sorridiamo. Anche lui ha il telefono in mano ma whatsappa e non urla.

“Amoreee…”, finalmente è arrivato, sempre al telefono, scende.

Siamo tutti sollevati, specialmente io che mi siedo al suo posto, di fianco al ciccione. Mi giro un attimo verso di lui e vedo che sta osservando sul video del suo smartphone delle foto di donne nude, in pose abbastanza pornografiche. Distolgo subito lo sguardo, peccato sembrava un ciccione simpatico. Whatsappa ancora. Magari è solo uno scherzo tra amici.

Nel dubbio fisso due vecchiette. Fuori è buio, il bus è gremito di gente, non posso certo guardare fuori dal finestrino per distrarmi. Siamo così pigiati che per me tirare fuori il telefono per distrarmi, con qualche fico su istagram, è impossibile.

Due fermate dopo lancio ancora un timido sguardo al mio vicino e vedo la foto di una tizia in lingerie: poca lingerie e tanta altra roba. Mi sta per scappare un: “Apperò”, ma opto invece per un più neutro: “Questa è l’ultima prima del capolinea?”, e lui gentilissimo risponde.

L’autobus l’ho preso per andare a un wine-tasting (dopo lo show-cooking, non poteva mancarmi il wine-tasting!) in un posto molto molto chic.

Gente elegante, ottimo vino, bella atmosfera natalizia. Luci basse. Tante candele. Vischio e candeline. Chiacchiere, risate, pettegolezzi, auguri.

A un certo punto, sento la signora di fianco a me cacciare un urlo più acuto degli altri tipici urletti di saluto. Mi giro e vedo che la giacca dell’ignaro signore accanto a lei ha preso fuoco. Una fiammata di almeno 20cm che parte proprio dallo spacco sopra le chiappe. Urlo anch’io, il signore infiammato finalmente si accorge e come tarantolato si toglie la giacca e la butta per terrra. Poi arriva il cameriere-eroe che riesce a spegnere il fuoco. E quando una bionda molto ingioiellata chiede un po’ schifata: “Ma sentite anche voi questa puzza di bruciato?” c’è già stato il lieto fine.